
Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.

CONTATTACI
C.c. Forlì del 31.3.2026, ore 15.00
TIPO FILE: Video
Revisione
Sto dicendo.
Buon pomeriggio a tutti e martedì 31 marzo 2026, iniziamo con l'anello scusate.
L'appello nominale da parte del Segretario generale.
Grazie Presidente, Ascari era presente, Bartolini, Damiano Albert 20, vogli presente, Eos Brunelli, presente, Giovanni Bucci.
Marco Catalano.
E Flavia Cattani presente.
Dove si Ceredi presente, Elena Colangelo esente.
Lucia Crispino, Alfonso da d'Aiello 7.
Gabriella Farioli presente.
Sappiamo che Paolo forni, forniti e Alessandra Gasperini hanno giustificato la loro presenza non saranno presenti oggi.
Leonardo gallozzi presente Alberto Gentili presente.
Matteo Leucci, presente, Giulio Marabini, presente.
Elisa mastri esente, Daniele Mezzacapo Federico Morgagni, presente Vinicio, Pala, buongiorno presente Enrico Pieri, presente Loretta appoggio, ha comunicato che non potrà presenziare Massimiliano Pompignoli.
Fabrizio ragni, presente Graziano Rinaldini presente.
Daniela Saragoni, Diana Sherry, presente,
Cristina Tassinari.
Michele Valli, presidente Giulia avversari,
E Gianluca Zattini, presente il numero legale è assicurato la seduta è valida se il Presidente bene nomino scrutatori, Alberto Gentili Leonardo, Gallori, Flavia Cattani.
Buon pomeriggio a tutti e benvenuti ai gentili ospiti che ci onorano della loro presenza. Il Consiglio comunale di oggi è stato convocato in coincidenza di un anniversario speciale, perché è 80 anni fa, il 31 marzo, 1946 forlivesi e le forlivesi furono chiamati alle urne per eleggere il Consiglio comunale, oltre al ritorno della democrazia, quell'appuntamento segnò un passaggio storico importantissimo perché, per la prima volta alle donne fu riconosciuto il diritto di votare e di essere lette. Abbiamo con noi due testimoni di quel momento che all'epoca avevano compiuto ventun anni, cioè la soglia anagrafica, che rappresentava il raggiungimento della maggiore età e dava diritto al voto. Propongo di accogliere con un applauso la signora Rina Maltoni e SIOR, ed è il caso dei.
Ora iniziamo la seduta del Consiglio comunale con l'inno nazionale e in questa occasione speciale verrà interpretata dalla soprano Federica Venturi che qui accompagnata da un quartetto d'archi,
Ora un omaggio del Sindaco alla Soprana Suprano scusa e le siamo ai musicisti.
Con la vicepresidente Elisa, Massa, che qui abbiamo pensato di affrontare questo anniversario con un passaggio dedicato alla memoria, abbiamo chiesto al professor Dino Mengozzi, che è qui con noi e il nostro concittadino e professore ordinario di storia contemporanea, all'Università di Urbino, autore di volumi e ricerche di grande autorevolezza del programma del panorama nazionale, di condividere una riflessione su quel momento cruciale in cui, dopo vent'anni di dittatura e dalle macerie della guerra, la città aveva imboccato la via della ricostruzione e della rinascita, abbiamo anche realizzato dalla pubblicazione che troverete sugli scranni e verrà adesso consegnata anche agli ospiti e che metteremo anche on line, con i risultati delle elezioni comunali dal 1946 ad oggi con i nomi dei consiglieri eletti, dei componenti delle giunte comunali e, logicamente, dei Sindaci. La parola al professor Dino Mengozzi.
Grazie.
Grazie buonasera, signor Sindaco, signore e signori Consiglieri, signore e signori presenti, giovani acché, vi sono grato dell'onore che mi fate con questo invito la celebrazione di un momento solenne della nostra storia locale e nazionale, collocare questo ottantesimo delle elezioni del 1946 allora fu Domenica in prospettiva storica richiede un passo indietro, del resto abbiamo appena sentito l'inno che ci riporta a.
All'Unità d'Italia, un passo indietro che ci permette di rivedere l'evento su un ampio arco temporale lo richiede un momento capitale di questa storia, ovvero l'esito catastrofico della Seconda guerra mondiale ne vedete le tracce perfino sulla lapide.
Che significò comportò per gli italiani la perdita del territorio nazionale e della sovranità alludo all'occupazione militare del nord da parte dell'esercito tedesco e all'occupazione del Sud da parte delle truppe armate alleate fra il 1943 e il 1945, difficile capire tale shock oggi come siamo abituati alle frontiere aperte fra i cittadini europei siamo perfino tentati di dire che l'era degli Stati nazionali è finita, è tramontata nell'Italia sconfitta del 1945, invece e anche nel forlivese del 1944, ovviamente si diffuse un senso di un arretramento storico dove l'unificazione della penisola nel 1900 861 aveva segnato l'ingresso e degli italiani fra le Nazioni liberali e poi liberaldemocratiche con l'allargamento del suffragio l'occupazione del 1943 45. Rimettevo tutto in discussione,
La formazione della Nazione nel 1.861 era stata salutata dalla cultura liberale europea come un ritorno nella storia degli italiani.
E non solo, ma ritorna nelle strade, significava ritorno nella civiltà e anche su questo insisterò un'affermazione di virilità.
Riassumeva molto bene questo concetto, la figura di Garibaldi e del re Vittorio Emanuele, secondo entrambi eroi liberatori.
Ed eroi virili secondo il metro del tempo, quando Garibaldi morì nel 1.882 il Times di Londra stese l'elogio funebre in questi termini, l'uomo il quale ha dato al quale l'Italia and col quale l'Italia indebiti è indebitata per l'ideale di virilità e di fiducia in se stessi, che ha restituito agli italiani.
Gli Stati nazione moderni sono nati così con un'affermazione di sovranità sul territorio che ha l'equivalente sul corpo delle donne.
La cacciata dello straniero su cui insiste tutta la letteratura ha questo significato,
Se abbiamo a mente Manzoni sappiamo amente Ippolito, Nievo, tutta la letteratura risorgimentale, noteremo questa idea di Nazione fondate sulla linea del sangue, le donne protette dagli uomini sono alla base della famiglia italiana, Lucia Mondello, insomma, deve sposare Renzo Tramaglino.
Ed essere salvate dalle violenze di don Rodrigo altrimenti non potrà generare degli italiani.
Secondo, passaggio nella costruzione della nazione fu la legittimazione della sovranità attraverso il diritto elettorale, non c'è acquisizioni di territorio guardate per tutto il Risorgimento dal 1.848 al 1.860 fino al 1.870 senza i plebisciti, cioè senza il voto, l'appuntamento elettorale al quale furono chiamati i soli maschi di 21 anni che sapessero leggere e scrivere ma a volte anche di più quindi tendenzialmente universale maschile come sappiamo però,
Per questi principi della sovranità e della legittimazione propri della civiltà occidentale,
L'Italia si allontanerà abbracciando un sistema totalitario, le ultime elezioni di stampo liberale saranno quelli del 1924, quelle del legate al delitto Matteotti, l'andamento disastroso della Seconda guerra mondiale comportò dunque uno sfaldamento nazionale, segnato dalla perdita dell'esercito, con i soldati fatti prigionieri, milioni di uomini ma comportò allo stesso tempo una riduzione della presenza attiva degli uomini.
Chi è sfuggito alla cattura vive in clandestinità, come vivono semiclandestini, gli uomini validi per il timore di essere arruolati a forza nell'ordine se organizzazioni di lavoro tedesche o spediti in Germania, sicché ecco la novità, chi resta e nella vita pubblica a mandare avanti le cose sono le donne da sole.
Affiancati semmai dai vecchi, le vedete delle fotografie e arrivano gli americani, ci sono lì intorno nella strada, le donne con i bambini, questa è la realtà, donne prive della protezione degli uomini.
Soggetti alle prepotenze degli invasori.
Quel patto antropologico, dunque, sul quale era nata la Nazione, è venuto meno per gli uomini e un'umiliazione virile terribile.
Solo a oltre un decennio dalla fine della guerra, il tema sarà posto all'attenzione della coscienza pubblica attraverso il romanzo di Moravia intitolato alla ciociara, 1957, dal quale sarà tratto il film famosissimo di De Sica nel 1960 il nostro deputato Aldo Spallicci, in un suo intervento alla Costituente avevo sollevato il tema dei mullah Attini, i bambini nati dall'occupazione straniera che erano secondo lui 11.000 secondo una statistica Istica del 1945 riguadagnare la sovranità territoriale ha dunque questo significato complesso, che include aspetti militari, politici, sociali e, oserei dire, perfino antropologici. Proprio dal CID De Gasperi il 10 agosto, 1946 presentarsi alla Conferenza di pace.
Lo statista e arriva Parisi come imputato è imputato di essere all'origine della seconda guerra mondiale, insieme alle altre nazioni, l'Italia.
Ma di lì inizia il difficile percorso di reinserimento dell'Italia nel consesso delle nazioni De Gasperi, chiede che l'Italia possa fare parte dell'ONU secondo il principio cito, dell'integrità territoriale territoriale e l'indipendenza politica, territorio indipendenza.
Due passi essenziali, il primo già in atto e il trasferimento del territorio nazionale dal Governo militare alleato alle autorità del Regno d'Italia dal Comitato di liberazione nazionale, il secondo, la legittimazione elettorale della nuova classe dirigente antifascista, deputata governarlo.
Ecco, questa è l'importanza delle elezioni del 1946 da cui posta e la ricollocazione dell'Italia nel novero delle nazioni libera democratica,
Il 31 marzo, 1946 domenica le elezioni amministrative, cioè la ripresa del Comune.
Il 2 giugno, che diventerà, come sappiamo, l'emblema, la data simbolica della nuova Italia repubblicana è la convocazione del referendum istituzionale e delle elezioni per la Costituente, l'assemblea che dovrà redigere la Costituzione repubblicana, ma questa volta l'atto di sovranità elettorale non è più solo maschile come fu nel 1.861.
Il diritto di voto è stato esteso alle donne.
Due donne interne al Consiglio comunale di a Forlì, nella Giunta retta dal sindaco Franco agosto, 21 donne entreranno alla Costituente,
Ricostruzioni, liste di cui dunque, reinventando l'immagine degli italiani, la nuova classe dirigente esalti il contributo alla guerra di liberazione come Paese Q belligerante nello sforzo fatto per sabotare la macchina bellica tedesca, ma qui in Romagna e in particolare nella provincia di Forlì,
Gli antifascisti possono vantare un titolo in più.
Quello di avere protetti, libera un vero e proprio Stato Maggiore inglese, costituito da 11 generali e 25 ufficiale di vario grado, portandoli in salvo dalla Seghettini Termoli grazie a una trafila che andava da Torquato, Nanni Santa Sofia, a Torino, spazio alla Forlì, agli antifascisti della Riviera fra Cervia e Riccione,
Sono convinto, tuttavia, che non daremmo il giusto peso a questa riappropriazione del territorio, che costituisce uno spazio libero, ma anche una comunità sociale da ricostruire, se non mettessimo l'accento anche sui significati simbolici che entrarono in gioco, alludo all'immagine forse più spettacolare, guardate.
Alla quale noi non pensiamo, benché ce l'abbiamo sotto il naso, che segnò questo passaggio è un oggetto che, fin dalla sua forma, suggerisce un tipo di virilità democratizzata, nuova, diversa da quella del passato.
Una viabilità che è maschile e femminile allo stesso tempo,
La Vespa.
La motocicletta, la Vespa, nulla di paragonabile alla mascolinità aggressiva dell'Harley-Davidson che ce l'hanno i vincitori non noi.
La Vespa non si inforca come un cavallo, ma ci si siede come su una poltroncina pensate che perfino il Papa avrà modo di elogiarla per le supposte qualità morali.
Fu la prima volta che venne prodotti in serie una motocicletta adatte alle donne.
Non a caso un oggetto di consumo, ma che costituisce un superamento delle tradizionali identità di genere, la Vespa non sporchi vestiti e una quasi automobile suggerisce anche visivamente la formazione della nuova famiglia italiana secondo una tendenziale parità dei rapporti di coppia da Vespa non poteva venire in mente che a un popolo creativo capaci di rimediare questa volta,
A quel che non gli era riuscito nel primo dopoguerra, cioè di coniugare secondo i dettati della Costituzione repubblicana modernità e democrazia, grazie della vostra,
Grazie professore.
E se veramente, come si diceva, le elezioni amministrative del 31 marzo 1946 Sensini riconoscimento del suffragio universale con il voto alle donne la possibilità di essere candidate ed elette in questo punto passo la parola all'Assessora Andrea cinturino, Assessore alle pari opportunità,
Grazie Presidente, buon pomeriggio a tutti, a tutti, a chi ce li abbiamo, una data che non è soltanto una ricorrenza storica, ma ha una radice viva della nostra storia e il 31 marzo del 46, quelle prime elezioni amministrative, la nostra comunità tornava alla,
Normalità dopo gli anni bui della della guerra, ma quella data segna anche un altro passaggio fondamentale. Per la prima volta tutte le donne italiane poterono votare ed essere lette e quel momento rappresenta una conquista che ha cambiato per sempre il volto della del nostro Paese e non si trattò soltanto di una estensione dei diritti ma dell'ingresso pieno di tutte le donne nella vita pubblica nella costruzione delle istituzioni, nella definizione del futuro comune.
E come Assessore al alle pari opportunità, sento proprio il dovere di ricordare che quella conquista non è stato un punto d'arrivo, ma un punto di partenza. Le donne che nel 1946 si recarono alle urne con tanta emozione, con timore, ma sempre con grandissima dignità, ci hanno consegnato una grandissima responsabilità, quella di continuare a lavorare per una società ancora più equa, in cui i diritti opportunità siano veramente condivisi e oggi, a 80 anni di distanza, molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. Le disuguaglianze di genere persistono in forma talvolta più sottili, ma non meno rilevanti nel lavoro, nella rappresentanza, nella cancellazione dei tempi di vita, nella lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione, e per questo momenti come quello di oggi non devono essere solo celebrativi ma generativi. Devono spingerci a rinnovare il nostro impegno quotidiano, nell'istituzione e nella società affinché il principio delle pari opportunità sia concretamente realizzato. E un ringraziamento sincero va alle testimonianze che sono memoria viva e preziosa e che ci aiutano a comprendere fino in fondo il valore di quei diritti che oggi diamo troppo spesso per scontati. Concludo con un pensiero molto semplice. La democrazia è tale solo se inclusiva e l'inclusione, parsa inevitabilmente dal pieno riconoscimento dei ruoli della voce e della libertà delle donne. Grazie.
Capigruppo un intervento di due o tre minuti.
Consigliera massima.
Sì, grazie Presidente, signor Sindaco, gentili Consigliere, Consiglieri, colleghi gentili invitati, oggi, 31 marzo, celebriamo un anniversario di straordinario valore per la nostra comunità.
Gli anni, gli 80 anni dal riconoscimento del suffragio universale nella nostra città, un traguardo che trova il suo riflesso a livello nazionale, nella ricorrenza che verrà il 2 giugno 1946, data fondativa della nostra Repubblica. Non si tratta soltanto di una ricorrenza storica, ma di un momento che ci invita a riflettere sul significato più profondo della democrazia. Il diritto di voto rappresenta infatti uno dei pilastri fondamentali delle nostre istituzioni, è lo strumento attraverso cui ogni cittadino può partecipare alla vita pubblica, a contribuire alle scelte collettive e concorrere alla costruzione del bene comune. Esercitare questo diritto, che è anche un dovere civico, praticato con il referendum costituzionale anche del 22 e 23 marzo scorso, è possibile, grazie ai sacrifici, all'eredità delle generazioni che ci hanno preceduto, donne e uomini che spesso, in condizioni difficili, mettendo a repentaglio la loro vita, hanno lottato per affermare i principi di libertà, uguaglianza e dignità, rendendo il voto accessibile a tutti. A loro dobbiamo riconoscenza e memoria l'ottantesimo anniversario del voto libero e universale nella nostra città e anche la celebrazione del momento, nel quale per la prima volta anche le donne poterono esercitare pienamente il diritto di partecipare alla vita politica del nostro Paese e delle nostre comunità,
È una ricorrenza che non possiamo considerare solo simbolica, è una conquista concreta, costruita con coraggio, determinazione e senso civico da donne che hanno saputo rompere barriere culturali e sociali profondamente radicate, anche a Forlì quelle elezioni ebbero volti e nomi precisi, desidero ricordare da donna con stima e riconoscenza,
Jolanda Baldassarri e Liliana Havasu mini le prime due donne elette in Consiglio comunale.
Jolanda era nata nel 1902 benefattrice, forlivese, fu fondatrice e presidente provinciale del Centro italiano femminile, elette nella Fit eletta nelle file della Democrazia Cristiana Liliana detta Irma, nata nel 1912, fu partigiano, combattente eletta nelle file del Partito Comunista, divenne poi successivamente anche Assessora la loro presenza in quest'Aula proprio qui in questi scranni non fu solo una novità.
Ma un segnale potente di cambiamento, la democrazia che finalmente si allargava, diventando più giusta, più rappresentativa, più vera.
Il loro impegno ha aperto la strada a generazioni di donne che hanno contribuito alla crescita civile, sociale e politica della nostra comunità, forlivese. Si tratta di un passaggio fondamentale, poiché si riconobbe alle donne un ruolo pubblico al di fuori della famiglia, un ruolo di cittadine. Ciò non comportò però nell'immediatezza, un cambiamento sostanziale della vita, poiché, se è vero che la Costituzione riconobbe formalmente l'eguaglianza tra i sessi, è anche vero che tutte le altre leggi risalivo nei tempi precedenti e mantenevano in molte norme un trattamento differenziato a favore dell'uomo tra i due generi. Tuttavia, senza questo passaggio non sarebbero stati possibili neanche i successivi, dalla fine degli anni 40, del 900 e via via sempre di più, fino a raggiungere grandi traguardi negli anni 70 le donne acquisirono infatti sempre più consapevolezza in merito ai loro diritti e ha la possibilità di farli riconoscere e sancire in leggi dello Stato, per citare solo alcuni passaggi, la legge del 1950 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri, la legge Merlin del 1958 e due leggi del 1963 sul divieto di licenziamento della donna per causa di matrimonio e sulla missione delle donne ai pubblici uffici, tra cui la magistratura, la legge sul divorzio del 1970, la riforma del diritto di famiglia nel 1975, il riconoscimento della parità tra uomo e donna sul lavoro nel 77 e la legge sull'aborto nel 1978 e così via fino ai giorni nostri, con sempre maggiore sensibilità rispetto ai temi di genere e al miglioramento di condizioni di parità che, pur essendo sancite e tutelate dalla legge, trovano ancora un certo tipo di cultura e di educazione i più forti ostacoli alla loro piena realizzazione.
Ecco per cui l'impegno deve rinnovarsi ogni giorno nella tutela dei diritti acquisiti e nell'impegno tenace per quelli da conquistare. Infine, mi rivolgo oggi davvero con grande gratitudine a Riina, Maltoni e a e del Casadei. Mi rivolgo con grande emozione a questi nostri due gentili ospiti, autentici e preziosi, testimoni di quel tempo, i nostri conti concittadini ultracentenari qui presenti, quest'oggi donne e uomini che hanno vissuto in prima persona a quel momento storico e che hanno partecipato a quel voto democratico e ne costituiscono ancora la memoria viva e ci insegnano che la democrazia non è mai acquisizione definitiva, ma è un processo vivo, che richiede cura quotidiana e responsabilità e partecipazione. Per questo oggi il nostro compito non è soltanto celebrare, ma rinnovare un impegno, un impegno verso la partecipazione, consapevoli verso il rispetto delle Istituzioni, verso la difesa dei valori democratici. Aver voluto rinnovare il ricordo di questo anniversario significa quindi non solo guardare indietro con gratitudine, ma anche guardare avanti con grande responsabilità. Significa impegnarci ogni giorno affinché quei diritti conquistati non siano mai dati per scontati, ma continuamente difesi, rafforzati e resi vivi nella pratica quotidiana della democrazia. Grazie a tutti, grazie consigliera massa.
Consigliere vive il suo Pala.
Grazie Presidente, buon pomeriggio a tutti.
A 80 anni dalle prime elezioni amministrative del dopoguerra.
Sentiamo ancora forte il valore di quel momento storico, il ritorno della libertà dopo anni di dittatura e guerra non fu solo un passaggio istituzionale, ma una vera rinascita civile in cui gli italiani tornarono protagonisti del proprio destino attraverso il voto,
Tra gli aspetti più significativi di quelle elezioni va ricordata la partecipazione per la prima volta delle donne, il diritto di voto femminile rappresentò una conquista straordinaria di civiltà e uguaglianza, dando finalmente voce a metà del Paese che fino ad allora era stata esclusa dalla vita politica, fu un passo decisivo verso una democrazia più giusta e inclusiva in linea con i principi della nostra Costituzione.
Da lì prende forma una Repubblica fondata sulla centralità della persona, sulla libertà di espressione e sul diritto di ogni cittadino di far sentire la propria voce.
Esprimere il proprio pensiero, partecipare al dibattito pubblico, scegliere i propri rappresentanti sono tutti elementi essenziali di una società davvero libera che non possono mai essere dati per scontati in questo percorso e naturale riconoscersi in una visione liberale della società, fatta di fiducia dei cittadini nello spirito di iniziativa e nella capacità di costruire crescita e benessere e una visione che si ritrova chiaramente nei principi di Forza Italia, meno burocrazia, più libertà economica, centralità dell'impresa e garanzia dei diritti.
Ricordare quell'anniversario oggi significa anche ribadire una scelta, quella di una democrazia viva, in cui ogni persona, uomo donna, ha il diritto e il dovere di partecipare, di esprimersi e di contribuire al futuro del Paese, una democrazia in cui lo Stato è al servizio dei cittadini e non il contrario e in cui la libertà resta il punto di partenza e di arrivo di ogni azione politica Grassi Consigliere Pala,
Consigliera Sherry,
Grazie Presidente, io, in questa occasione commemorativa non riesco a non provare, a immaginare e immaginare le donne di questa città che per la prima volta si sono recati alle urne e io ricordo il mio primo voto a diciott anni con un momento di grande emozione e io sono nata comunque in un periodo in cui questo diritto era,
Dato per per scontato, acquisito già da tempo, quindi non oso immaginare, non riesco a immaginare, anche se ci provo l'emozione che possono aver provato queste persone che uscivano dalla guerra dopo decenni di interruzione del della democrazia, di dittatura, il fascismo, quando finalmente sono entrate per la prima volta in in questo seggio come cittadini e come elettrici e io veramente mi commuovo al pensiero e penso che sia importante, come già detto anche da negli interventi precedenti tenere a mente che questi diritti non sono sempre stati dati per scontati come possono invece pensare le le donne della mia generazione?
Voglio quindi dedicare anch'io un momento per ringraziare le pioniere che ci hanno consentito di arrivare a questo punto, perché il diritto di voto non è stato un regalo, non è stata una concessione, ma è stata una, una conquista che si è ottenuto soltanto dopo anni e anni di.
Di lotte e grazie a persone a donne che, nonostante fosse difficile, nonostante fosse scomodo, hanno continuato a richiedere questo diritto per tutte noi oggi.
E quindi, in primo luogo, voglio ringraziare queste donne e, in secondo luogo voglio unirmi all'appello che ha fatto l'Assessora cinturino e a non lasciare questi momenti commemorativi soltanto come un ricordo di un evento del passato o ricorrere di un traguardo raggiunto. Ma considerare anzi questi momenti come la commemorazione di un inizio di un percorso che ancora oggi continua perché ancora oggi, nonostante abbiamo ottenuto tantissimi diritti fondamentali e importanti e noi siamo qui a rappresentare il nostro genere in Consiglio e in Giunta, comunque, la parità non era giunta né dal punto di vista salariale, lavorativo e dal punto di vista dei diritti, della sicurezza, della libertà personale delle donne e quindi è importante, secondo me, in ogni occasione commemorativa di questo tipo, ricordarsi che il diritto di voto è stato l'inizio di un percorso, un traguardo per una generazione, ma l'inizio di un percorso per tutte noi e dobbiamo sempre tenerlo a mente. Grazie.
Grazie consigliera Schumi, consigliere Gallo.
Grazie Presidente, una e indivisibile, così la nostra Costituzione all'articolo 5 parla della Repubblica italiana e tre parole che oggi ha ottant'anni da quel 2 giugno. 1946 non sono solo una formula, non sono solo uno dei tanti delle tante parole scritte nella nostra bellissima Costituzione, ma solo una responsabilità, perché quel giorno non si è trattato solo di un passaggio istituzionale, quel giorno non si è trattato di una semplice votazione. È stato il momento in cui un popolo, uscito finalmente da una guerra devastante è uscito dalle materie dalle macerie, è uscito da una dittatura, ha scelto chi voleva essere e chi sarebbe dovuto diventare quel giorno fu storico e si è detto giustamente si è ricordato tante volte, anche perché per la prima volta si votò veramente a suffragio universale, non più un suffragio universale maschile che è un ossimoro proprio per per quello che vuol dire suffragio universale e concedendo finalmente anche il voto alle donne e concedendo alle donne di far sentire la propria voce attraverso il voto di Repubblica. Oggi non significa solo ricordare quella data così importante, ma significa credere che le istituzioni non siano solo un qualcosa di distante, ma un qualcosa che deve appartenere a tutti significa sapere che la democrazia non è garantita, sempre lo sa ancora oggi in tante parti del mondo la democrazia non è non esiste e non è garantita per questo va esercitata, va difesa e va praticata ogni giorno in ogni nostra azione. Una e indivisibile vuol dire questo, non vuol dire che siamo tutti uguali, ma vuol dire che anche nelle differenze, anche nelle divisioni politiche e anche nelle differenze di opinioni, c'è qualcosa che viene prima di tutto gli ideali di comunità ideale di Repubblica e questo vale ancora di più in un tempo come il nostro, in cui spesso è facile dividersi, in cui spesso è facile trasformare tutto in un tifo. Chi sta da una parte e chi sta dall'altra Mazzini diceva che la libertà non è un fine, ma un mezzo per sviluppare le nostre idee, e la Repubblica nasce esattamente per superare questo.
Per trasformare il conflitto in confronto e il confronto in opinioni condivise.
E allora oggi non celebriamo solo una ricorrenza, non celebriamo solo quel 2 giugno 1946, celebriamo un patto, un patto tra generazioni, le generazioni di chi ha perso la vita per garantire a noi di essere liberi, per garantire a tutti i cittadini italiani di votare per la Repubblica. Oggi ricordiamo chi ha sacrificato la propria vita per la Repubblica e chi oggi è chiamato a portare avanti quel sacrificio E quel patto fatto il 2 giugno 1946 ci dice una cosa molto semplice, che la libertà che i diritti e che la democrazia non sono mai scontati, ma dipendono da noi dipendono da come facciamo politica, dipendono da come rispettiamo le Istituzioni e dipendono soprattutto anche da come riusciamo anche qui dentro a ricordarci che prima delle bandiere prima della politica c'è una cosa che ci unisce tutti, la Repubblica che è una e indivisibile grazie Grassi, Consigliere Mallozzi,
Consigliera, Colangelo.
Grazie Presidente, buonasera a tutti e tutti. Oggi la nostra città ricorda un anniversario che non è solo una data storica, ma Hamas, un passaggio fondamentale nella costruzione della democrazia. Come abbiamo detto, l'ottantesimo anniversario del voto alle donne a Forlì era il 1946, quando per la prima volta anche le donne forlivese entrarono nelle urne e nella storia. Quel gesto che oggi può sembrare semplice rappresentò in realtà una conquista straordinaria. Dopo anni di esclusione dalla vita politica alle donne di vennero finalmente i cittadini a pieno titolo protagoniste della ricostruzione democratica del Paese e delle nostre comunità locali. Anche a Forlì quel voto non fu un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Tra quelle donne che si recarono alle urne c'erano lavoratrici, madri partigiani, insegnanti, donne che avevano attraversato gli anni durissimi della guerra e della dittatura. Alcune di loro scelsero di non fermarsi a quel gesto, ma di proseguire l'impegno entrando nella vita pubblica e politica della città a seguito delle elezioni. L'abbiamo già ricordato e le elezioni comunali del marzo 1946 venne rieletto due donne nel Consiglio comunale di Forlì Jolanda Baldassarri, della Democrazia Cristiana e Liliana presumibili del Partito Comunista che poi divenne assessore nella giunta del sindaco Franco agosto nel nostro territorio, e la partecipazione femminile alla Resistenza e alla ricostruzione fu significativa e concreta.
Tante donne, contribuirono alla nascita di una nuova classe dirigente locale nei partiti, nei sindacati, nelle associazioni, anche quando il loro nomino sono rimasti nei libri di storia e il loro ruolo è stato fondamentale nel costruire una Forlì più democratica, più giusta, più attenta ai diritti sociali. Negli anni successivi questo percorso ha trovato espressione in figure femminili che hanno segnato la vita politica e amministrativa della nostra città e del territorio romagnolo, aprendo la strada alle generazioni successive.
Donne che hanno saputo assumere responsabilità istituzionali, spesso in contesti, è ancora fortemente segnati da una presenza maschile dominante, portando avanti battaglie per il lavoro, per i servizi e per i diritti e anche grazie a questo primo voto del 1946, se oggi possiamo vedere una presenza femminile sempre più significativa nelle istituzioni locali, ma, come si è già detto, sarebbe un errore pensare che il percorso ecco sia compiuto. Ricordare questo anniversario significa infatti interrogarci sul presente perché, nonostante i passi avanti, le idee, le disuguaglianze persistono nel lavoro, nella rappresentanza, nella distribuzione del potere, anche nei nostri territori. La partecipazione piena delle donne alla vita pubblica incontra ancora ostacoli, spesso meno visibili, ma non per questo meno reali.
Mantenere viva la memoria è anche un dovere verso le nuove generazioni e soprattutto il dovere verso le nuove generazioni, affinché non diano per scontata la possibilità di partecipare attivamente alle scelte e alla vita politica, per questo ho chiesto a una giovane forlivesi di 17 anni aiuto cosa pensava di questa ricorrenza e queste sono le sue parole.
Si dice che non si apprezza veramente qualcosa affinché non lo si è perduto. Io non posso dire di aver provato quello che secondo me hanno provato e le donne in Italia fino al 10 marzo 1946 e cioè la paura di dover lasciare agli altri decidere su qualcosa che determinerà, influenzerà anche la mia vita, ma proprio recentemente, in occasione del referendum del 23 e 24 marzo, mi sono molto documentata, essendo interessata alla tematica, potendomi formare un'opinione in merito e avrei voluto avere la possibilità di votare esprimendo un mio diritto per quanto mi riguarda, si tratta permesso loro di aspettare ancora qualche mese, ma ci sono state donne che non hanno mai potuto farlo nella loro vita, subendo, a mio parere, un enorme ingiustizia. Sono stata Alas, allo stesso tempo felice nel constatare che molti miei coetanei, neo maggiorenni, si siano informate e siano andati a votare. Lo trovo un segnale positivo e di speranza che va riconosciuto e alimentato.
Alle parole di Teresa aggiungo le parole di Paola Bonomo, Presidente del Consiglio degli studenti di Padova, che proprio recentemente ha sottolineato quanto sia grata del fatto che i giovani abbiano partecipato al referendum e che sia stato riconosciuto, ma che è ancora in Italia ci sono 5 milioni di studenti fuori sede e di questi molti non riescono a votare.
Molti di loro hanno votato circa 20.000, essendo ah, avendo votato come rappresentanti di lista, ma questo è ancora un problema da risolvere e per il quale dobbiamo trovare una soluzione per questo, appunto, come amministratori e amministratrici, e abbiamo una responsabilità precisa, non li miccia non limitarci alla celebrazione, ma tradurre la memoria in azione concreta significa promuovere politiche che favoriscono davvero l'uguaglianza, sostenere la partecipazione femminile in tutti gli ambiti, valorizzare il contributo delle donne nella costruzione delle politiche pubbliche significa anche avere la capacità di guardare alla nostra comunità con uno sguardo più inclusivo, capace di riconoscere e rimuovere le disuguaglianze ancora presenti.
Celebrare questo anniversario, dunque, non è un gesto formale, è un impegno civile e politico, un impegno a custodire e rafforzare ogni giorno quella democrazia che, anche grazie alle donne che nel 1946 entrarono per la prima volta nei seggi di Forlì, è diventata più giusta, più rappresentative, più completa, il modo migliore per onorare quella conquista e continuare a renderla viva, concreta e sempre più capace di includere tutte e tutti, grazie.
Le nostre consigliera Colangelo, Consigliere Nagni.
Grazie Presidente buonasera a tutti, intervengo per il gruppo consiliare che rappresento, il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia 80 anni fa, nel 1946 l'Italia ha compiuto un passo decisivo verso la piena democrazia.
Per la prima volta anche le donne partecipavano al voto politico.
Non fu solo un ampliamento del corpo elettorale, ma una trasformazione profonda della nostra società, che riconosceva finalmente pari dignità e responsabilità civica a tutte le cittadine e i cittadini quel momento storico ci ricorda che i diritti non sono mai scontati, sono il frutto di sacrifici, di battaglie civili e di una volontà collettiva di costruire un Paese più giusto.
Il suffragio universale rappresenta ancora oggi il fondamento della nostra Repubblica perché attraverso il voto, chi si esprime la sovranità popolare?
Ricordare questo anniversario come noi oggi stiamo facendo, significa anche rinnovare il nostro impegno, difendere la partecipazione democratica.
Contrastarne l'astensionismo e rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini, a noi oggi spetta il compito di un orari, quella conquista, rendendo la politica è sempre più vicina, credibile e capace di rispondere ai bisogni reali della comunità.
Grazie consigliere, Rai.
Consigliere Brunelli,
Grazie Presidente e buonasera a tutti e tutti io per il mio intervento, avevo portato un brano tratto dal libro, il primo volto di Matilde di fuga degli innocenti, un libro che ragazze e ragazzi, che parla della protagonista, appunto Matilde, una giovane ragazza che nel dopoguerra si impegna nella politica e il libro si conclude proprio con la giornata del 2 giugno del 46 dove la protagonista va a votare.
Mattia ed allungava lo sguardo sulla fila per vedere se scorgevano amica e intanto passare in rassegna le persone del paese, quasi tutti i volti noti, i visi, segnati da rughe precoci scavati dal sole dei campi, gli abiti della domenica, persone che avevano sofferto la fame, la paura, qualcuno la perdita dei propri cari ma tutto quello che avevano passato sembrava dimenticato.
In quel momento non erano lavoratori e lavoratrici, operai e contadini domestiche bottegaia pastori levatrici, ma solo elettori ed elettrici tra di loro, sicuramente anche tanti tanti che avevano plaudito al duce ma che sia, ma che senza clamore avevano abbracciato la ritrovata democrazia che altri altri avevano combattuto per conquistare. Se fosse stata una pittrice, l'avrebbe ritratta quella scena meritava un quadro esemplare a futura memoria, immagino anche il titolo in fila per la libertà suonava bene, Matilde, era così emozionata che temeva di sbagliare qualcosa. Si avvicinò un po' tributate al Banco delle donne, consegnò alla carta d'identità e il certificato elettorale e andò a ritirare di due schede.
Nella solitudine della cabina api con gesti misurati, la prima scheda color giallino in alto c'era scritto referendum sulla forma istituzionale dello Stato sotto i due simboli di Repubblica e monarchia, con un quadratino su cui mettere la crocetta e in basso, lo frase opporre un segno nella casella a fianco al simbolo prescelto, tutto molto semplice, intuitivo anche per quelli e ancora ce n'erano che non sapevano né leggere né scrivere.
Ora non poteva più rimandare la sua decisione, guardò ancora una volta i due simboli come trarre da loro la risolutiva ispirazione, tirò un profondo respiro e Mieses assegno andata indietro, non si tornava più grazie a tutti e tutti grazie consigliere, Lunelli.
Consigliere Bentivogli.
Grazie Presidente.
Buongiorno a tutti, signore e signori.
Oggi ricordiamo una conquista che ha cambiato il destino delle nostre società, la conquista del suffragio universale.
Per secoli il potere è stato nelle mani di pochi, solo chi possedeva ricchezza, titoli o privilegi poteva decidere il futuro di tutti, la maggioranza della popolazione ed esclusa dalla vita politica, come se la sua voce non avesse valore, ma la storia non è rimasta immobile uomini e donne hanno lottato manifestato, rischiato la libertà e spesso la vita per affermare un principio semplice ma rivoluzionario, ogni persona conta ogni voce merita di essere ascoltata.
Il suffragio universale nasce proprio da questa idea di giustizia, quando il diritto di voto viene esteso a tutti i cittadini, senza distinzione di ricchezza, classe sociale o genere, la democrazia smette di essere un privilegio e diventa un diritto.
Pensiamo a una lunga battaglia per ottenere il voto, pensiamo ai movimenti popolari che hanno chiesto rappresentanza e partecipazione.
Quelle lotte ci ricordano che la democrazia non è un dono calato dall'alto, è una conquista costruita giorno dopo giorno, in particolare la straordinaria battaglia delle donne per il diritto di voto, una battaglia che ha cambiato il volto della nostra società e che ha reso la democrazia più giusta, più rappresentativa, più completa,
Oggi il suffragio universale ci affida una responsabilità enorme, votare non è solo un diritto e un atto di partecipazione e di food di fiducia nelle Istituzioni, di impegno verso il bene comune, ogni scheda nell'urna è una voce che contribuisce a disegnare il futuro.
Difendere il suffragio universale significa difendere la democrazia stessa, significa garantire che nessuno venga escluso, che ogni cittadino possa partecipare alle decisioni che riguardano la comunità.
Perché la democrazia è davvero forte solo quando tutti hanno il diritto e la possibilità di dire la propria, per secoli la politica è stato il privilegio di pochi, il potere di decidere le leggi di stabilire il destino di una nazione era riservato a chi possedeva ricchezza, titoli o appartenenza a determinate classi sociali.
La maggioranza dei cittadini lavoratori, contadini, donne era escluso dalla vita politica, come se la loro voce non avesse valore, eppure la storia ci insegna che la libertà non nasce dal silenzio, ma dalla partecipazione il suffragio universale è risultato di lotte lunghe e difficili, è il frutto del coraggio di generazioni che hanno rivendicato un principio fondamentale,
Lo Stato appartiene a tutti i cittadini e tutti i cittadini devono poter partecipare alle sue decisioni.
Quando il diritto di voto viene riconosciuto a ogni individuo senza distinzioni di ricchezza, origine sociali o genere, la democrazia compie il suo passo più importante, non è più il governo di pochi su molti, ma diventa il Governo di tutti, ma è suffragio universale, non è solo una conquista del passato è una responsabilità del presente.
Difenderlo significa difendere la partecipazione, l'uguaglianza politica, la dignità di ogni cittadino,
Perché la democrazia vive soltanto quando i cittadini partecipano quando la politica non è il dominio di pochi, ma la casa comune di tutti e il voto, quel gesto semplice, silenzioso, compiuto davanti a una scheda rimane uno degli atti più potenti di libertà che una persona possa compiere per questo dobbiamo custodire e difendere il suffragio universale con la stessa determinazione con cui è stato conquistato perché senza la voce di tutti non può esistere una vera democrazia.
Grazie, consigliere Bentivogli.
Ora la parola al nostro Sindaco, Gian Luca Zattini, grazie grazie, prima di tutto vorrei ringraziare l'Ufficio di Presidenza e il Presidente per questa bella iniziativa per questo momento che ci connette con una pagina veramente fondante e fondamentale della nostra storia.
Io sono vecchiotto, quindi ho una memoria storica di cosa è successo negli ultimi sessant'anni e credo veramente di poter rappresentare la bellezza di una storia che parte da questi ragazzi, noi oggi abbiamo veramente anche la fortuna di avere due testimoni fisici di quei momenti, due ragazzi che hanno con la loro coloro entusiasmo con la loro fresche stanno regalato questa fascia A me hanno regalato a questo Consiglio comunale la possibilità di esprimersi liberamente. Hanno regalato alla nostra Nazione la democrazia, la libertà, un concetto che per la loro generazione era quasi sconosciuto, uscivano da vent'anni di dittatura, avevano vissuto sulle loro spalle sulla loro pelle una guerra devastante, una guerra che aveva veramente, al di là dei danni fisici dei danni materiali, anche un danno morale incommensurabile, fratello contro fratello, una realtà che veramente ha devastato le nostre menti e le nostre.
Regioni un momento di grande entusiasmo. Io, quando penso che in quegli anni la partecipazione democratica alle elezioni era ampiamente sopra il 90% e pensare che.
In nella nostra regione riuscimmo a raggiungere il 37% alle amministrative di qualche lustro fa. Ecco, credo che questo ci debba interrogare. Siamo degni della loro eredità, abbiamo l'idea della partecipazione come è fondante alla nostra democrazia. Io credo che abbiamo bisogno veramente di riconnettersi a quella storia, quella a quell'entusiasmo, a quella volontà di superare le difficoltà con la partecipazione, con la partecipazione di tutti. Quella è la data, poi che storicamente restituisce alle donne, anzi affida alle donne per la prima volta quella capacità di essere parte attiva della vita democratica, anche se c'era ancora tanto da fare. Le lesioni del trentun marzo del 46 espressero sei Sindaci Stone, sei Sindaci donna che sono veramente una frazione.
Trascurabile. Parlando di migliaia di migliaia e comuni andati al voto, ecco, si è fatto, tanto, abbiamo raggiunto tanto abbiamo fatto un percorso di democrazia compiuta che ci permette veramente di vedere le donne al centro della vita politica, della vita professionale e della vita della nostra Nazione. C'è ancora da fare, sì, è un percorso che però dobbiamo fare tutti assieme, dobbiamo fare nella consapevolezza che è un arricchimento non per le donne, è un arricchimento per la società e hanno arricchimento per tutti noi, e quindi grazie al pianeta donna che tanto deve aiutare la nostra incommensurabile stupidità. Io dico che tutte le guerre che ci sono nel mondo, se ci fossero più donne al potere, probabilmente ci sarebbero meno guerre. Quindi è un momento bello, perché oggi è un momento di festa, per un momento che ci deve far riflettere, hanno detto benissimo gli intervenuti, la democrazia non è fatta di ricordi che si ESG e si esauriscono in onore in un giorno, in una ricorrenza, la democrazia è fatta di impegno costante e giornaliero e quindi abbiamo bisogno veramente di mettere al centro questo concetto qui e quindi io ringrazio veramente tutti, ringrazio poi una volta tanto abbiamo avuto un clima di concordia, un clima in cui tutti ci siamo rappresentati avendo un obiettivo comune e credo che questo sia bello, anche perché ci dà quel senso che la patria è un bene comune, la democrazia è un bene comune che questi concetti sono patrimonio diffuso e patrimonio comune. Quindi grazie veramente Presidente, grazie ai nostri splendidi ragazzi, perché veramente ci rappresentano quell'idea.
Che la storia,
È fatta non di parole scritte in un libro, ma è fatta di persone, di carne, di emozioni, di sentimenti, poi voglio ringraziare Federica Venturi che c'ha Rag rallegrato, c'è veramente Donato un'interpretazione splendida della nostra del nostro inno, il professor Mengozzi, che ci ha permesso di rivedere una parte così importante della nostra storia e quindi cerchiamo veramente di essere custodi, di essere un tabernacolo di democrazia e grazie veramente alla partecipazione anche di questo, di questi amici di questi cittadini, perché la democrazia e la dobbiamo affidare quei due splendidi e ragazzi che ci hanno accompagnato perché solo in questa maniera la nostra Nazione crescerà avrà un futuro perché dobbiamo trasmettere veramente il concetto che la democrazia di tutti, grazie,
Concludiamo questo momento con un omaggio ai nostri ospiti e lascio la parola al nostro conduttore Mario Proli, anzi, vorrei ringraziare Mario Proli sul fisso e tutti coloro Kissam consentito di fare chiesta questa bella giornata,
Grazie Presidente, però lei deve raggiungere il lo spazio davanti alla Presidenza, professor Mengozzi, ci raggiunge anche lei.
Vicepresidente ci raggiunge.
Professor Mengozzi, Sindaco vicepresidente, ma se guardate i fotografi?
Ora un omaggio per edè,
Casadei.
Lo porta.
La vicepresidente massa.
Signor rende, questo è per lei.
Ora c'è.
Un omaggio Perrino ma, ma per Riina Maltoni, ma chiedevamo la signora Rina se ha piacere di condividere un pensiero con noi.
Signora Lina, un pensiero.
No.
Ha detto, non sono pratiche di parlare al microfono.
Uscente.
Essendo uscite dalla dea della grave rifugi.
Goldberg e cose varie, quindi era un nostro figlio, è andato a votare perché non aveva mai visto mai esistito, ecco,
E così si è arrivati fin qua con, inoltre, i dovuti collocano altre due cose.
E pian piano andiamolo a fino alla fine,
Grazie, signora Riina.
Un attimo ancora,
È andato a votare anche l'ultima volta e penso che non ci vado più.
La signora Rina un applauso.
Adesso chiederei al signor ed se si alza in piedi e ci facciamo una foto di gruppo tutti insieme Sindaco, Presidente Ceredi, vicepresidente, massa.
Professor Mengozzi.
Sono le 16:42 del 31 marzo 2026, riprendiamo la seduta con l'appello nominale da parte del Segretario generale.
Ascari adesso non c'è Bartolini, eccoli qua presente, 20 vogli, presente Brunelli, presente Bucci, nel frattempo ci aveva comunicato che non potrà avvenire perché influenzato Catalano.
Cattani, presente Ceredi, presente con Angelo presente.
Crispino.
Triello.
Bagnoli presente, fornetti e abbiamo detto che è assente, giustificato, gallozzi presente esprimere è assente, giustificato gentili.
Leucci presente Marabini.
Ma senza presente Mezzacapo permane l'assenza Morgagni presente alla presente Pieri, presente oggi, assente, giustificata, Pompignoli.
Ragni.
Rinaldini presente Saragoni.
Cirri presente Tassinari.
Valli presente Versari permane.
Versari presente, impallato dal consigliere collega Zaottini, presente.
Abbiamo naturalmente 24 Consiglieri comunali, la seduta continua a essere valida.
Bene, prima di riprendere la seduta, volevo comunicare che, come si è detto alla Capigruppo e in questo momento, con i capigruppo che sono in sala di fare un Consiglio comunale.
Il martedì 7 o giovedì 9. Adesso mi troverò con la vicepresidente, Elisa Massa e segretario generale, per definire la data corretta per per il Consiglio, quindi oggi, se siete tutti d'accordo.
Affronteremo gli argomenti all'ordine del giorno logicamente primi question time, poi gli argomenti all'ordine del giorno, se, se va bene, procediamo e quindi vi arriverà la comunicazione per il prossimo Consiglio comunale.
Questo punto partiamo purtroppo con un ricordo piacevole che per il decesso di Carlo Lombardi che è stato consigliere comunale proprio qui, né in questi scranni.
Se facciamo un minuto di silenzio.
Grazie.
La parola al sindaco, Gian Luca Zattini, grazie grazie, Presidente, grazie.
Al Consiglio comunale.
Noi vogliamo, in questa seduta, rappresentare un segno di grande stima di grande ringraziamento al professor Brunelli per una storia importante, una storia che parte dal dicembre del 2005 con la prima grande mostra.
E per oltre vent'anni ha accompagnato la nostra città, ha trasformato la percezione di una città 20 mostre ventun mostre di grande successo.
Che, come diciamo sempre, non sono mostre a gettone, sono progetti scientifici, sono studi, sono realtà che hanno veramente onorato ai massimi livelli. La nostra città sono mostre che, oltretutto hanno proiettato Forlì a livello mondiale la vittoria di importantissimi premi dove, per fare un esempio, i concorrenti sono i grandi musei mondiali sono le realtà che storicamente rappresentano la cultura con la C maiuscola a livello ma mondiale. Però, Brunelli è qualcosa di più, Gianfranco, è qualcosa di più, Gianfranco, è un operatore politico a livello nazionale, ha rappresentato un punto di riferimento per espressioni della politica a livello nazionale e il direttore di una rivista, direi di quelle che rappresentano veramente un punto di riferimento teologico e non solo com'è. Il regno è il rappresentante per la più importante banca italiana, una delle più importanti europeo per tutto quelli che rappresentano le politiche culturali, il.
L'amico che ha portato a Forlì una dignità che ci permette di rapportarci con tutti i musei mondiali perché i prestiti non sono un fatto economico, sono un fatto di fiducia, il grande museo ti presta la grande opera se sei considerato percepito come un soggetto affidabile un soggetto importante soprattutto dal punto di vista di cosa rappresenti e io credo che questo lo dobbiamo Brunelli prima di tutto perché,
Aver avuto in questi vent'anni ventun anni una rappresentazione così importante per la nostra città. Lo dobbiamo a lui, alla Fondazione Cassa di risparmi, ma io lo voglio ringraziare soprattutto per l'ultimo periodo. Io Gianfranco, non potrò mai dimenticare non potrò mai rappresentare al meglio cosa sia stato per la nostra avventura per il nostro momento di candidatura a Capitale della cultura, un momento che ha proiettato Forlì al centro della Romagna.
In maniera, direi, unica, abbiamo saputo rappresentare quello che è il cuore della Romagna, io rivendico ancora con orgoglio la capacità di rapportarsi e ragionare con la nostra città, co-capoluogo Cesena, abbiamo lavorato bene, abbiamo lavorato per portare avanti un percorso che vedesse nelle diversità la condivisione di un obiettivo così importante. Siamo riusciti a portare 50 Sindaci, cosa più unica che rara, perché la Romagna e anche la terra dei campanili io credo che,
Storicamente difficilmente si vedono città a lavorare in connubio lavorare per un obiettivo, come abbiamo fatto in questa occasione, il dossier.
Che abbiamo ottenuto grazie a Gianfranco e al Comitato scientifico da lui diretto è stato rappresentato, è stato vissuto, è stato giudicato da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di leggerlo come un dossier di grande spessore e importante che.
A partire da un'immagine, non cosa c'è di più statico di una statua, ecco, quei due piedi della nostra ebbe su un'intuizione di Gianfranco, rappresentavano il MoVimento, rappresentavano quello che era il nostro dossier, i cammini della bellezza, perché due piedi che dovrebbero essere la statica per antonomasia erano il MoVimento, erano quell'oggetto che volevamo portare. I cammini che partivano da Forlì si portavano nelle nostre colline e nelle nostre montagne, si portavano nelle foreste, casentinesi, arrivavano al mare. Ecco aver avuto quest'idea di un filo rosso che unisse i sentieri di tante i sentieri del nostro Risorgimento, i sentieri di quella storia importante che hanno visto Forlì al centro abbiamo, ci siamo.
Attivati pensando obiettivo minimo è arrivare nei 10, nei 10 ci siamo arrivati, vorrei rappresentare che fra gli esclusi dalla prima selezione, se erano città come Fiesole che aveva come punto d'appoggio Firenze, quindi direi l'eccellenza assoluta di quello che è un concetto di cultura che parte dall'oggetto.
L'idea di cultura, invece, è fatta proprio dell'idea. Noi non abbiamo il Colosseo, però credo che avessimo nell'idea di questi 12 sentieri veramente voluto comprendere un territorio e credo che questo lo dobbiamo a Gianfranco che, come è bello rimarcare, ha fatto un lavoro incredibile. Centinaia e centinaia di incontri, rapporti con decine di sindaci, con il territorio in forma assolutamente gratuita, e non è un qualcosa che va minimizzato, quindi credo che l'idea di conferire a Gianfranco il sigillo di Caterina alla massimo nel reticenza della nostra città sia proprio riconoscere una storia, una storia che parte da anni fa una storia che ha fortemente onorato la nostra città, una storia che ci ha arricchito ci arricchisse una storia che credo veramente vada riconosciuta a una persona che nella sua attività, al dato lustro, alla sua città, quindi, grazie Gianfranco. Grazie per quello che hai fatto,
E spero per quello che farai.
La parola al dottor Gianfranco Brunelli.
Signor Sindaco.
Signore e signori Consiglieri Assessori, io sono molto onorato.
Di ricevere questo prestigioso riconoscimento, il più importante della città di Forlì, so che il vostro è un gesto di gratuita.
Il mio ringraziamento non compensa la vostra generosità.
E tuttavia vorrei corrispondere a questo gesto con qualche pensiero.
E dal momento che abbiamo intitolato la nostra candidatura a Capitale della cultura, alla bellezza, consentitemi di condividere con voi qualche breve riflessione sul tema della bellezza.
La bellezza appare sempre più come una categoria indefinita.
Che ha perduto ogni aspirazione all'oggettivazione.
E noi, dentro a questo processo avanzato di soggettivazione, spesso non sappiamo più cosa sia, dove cercarla come riconoscerla.
Nel nostro progetto noi abbiamo inteso la bellezza non commessura, categoria estetica.
Ma come esperienza?
Come rappresentazione della realtà come sistema storico delle arti, come categoria ermeneutica che attraversa l'intera vicenda umana,
In termini filosofici, sulla scia di canta della sua critica del giudizio in termini teologici, sulla scorta dei riflessioni fatte da von Balthasar o da Florenskij, noi abbiamo inteso la bellezza come il terzo trascendentale, dopo la consumazione della categoria di vero e di bene, nella speranza che essa la bellezza nasconda ancora in sé le sue le altre due categorie.
Ma l'interrogativo della bellezza rimane sempre e ci si deve continuare a chiedere quale bellezza.
Quale bellezza, quando il mondo sembra così dominato da una propositiva e pervasiva volontà di male.
La bellezza, se intesa solo come ente finito, non è immune da ambiguità e da contraddizioni e se in fondo rimane sospesa tra l'abisso del nulla e l'infinita distanza di Dio.
Porre le domande non significa avere le risposte.
Ma seguendo un approccio di tipo narrativo, cioè di interpretazione dell'interpretazione, noi forse possiamo fissare qualche frammento ritagliare qualche immagine, possiamo cercare figure umane della bellezza.
Vorrei trarre qualche spunto da opere letterarie che costituiscono dei veri e propri codici universali, vorrei allora partire dalla più citata ed equivocata delle figure di bellezza.
Quella richiamata da Fyodor da stoico Eski.
Con l'espressione, la bellezza salverà il mondo.
Siamo al capitolo quinto della terza parte del romanzo l'idiota.
Nella Dacia del principe Mishkin, un uomo di 26 anni, premuroso, ingenuo al punto da apparire ai più un idiota.
Di fronte a un gruppo di amici venuti a festeggiare il compleanno, il giovane Hippolyte suo ospite, un ragazzo nichilista di 17 anni storpio e a cui il medico ha dato meno di un mese di vita, lui si rivolge al principe, gli chiede, quasi urlando,
È vero principe che voi diceste un giorno che il mondo sarà salvato dalla bellezza.
Signori miei, gridò egli improvvisamente, rivolgendosi a tutti il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza e io invece affermo che ha dei pensieri frivoli, è innamorato.
Signori principe, innamorato non arrossite principe, altrimenti mi farete pietà quale bellezza salverà il mondo, il principe che lo osservava attentamente, non rispose non mi rispondete, credete forse che io vi voglia bene?
Aggiunse Hippolyte intorno Brusco per singolo Amore e frivolo di fronte all'oscenità del dolore,
La figura che Dostoevskij presenta è la stessa che l'Evangelista Giovanni questa settimana, che la settimana santa presenta al capitolo 19 del suo racconto della Passione Gesù di fronte a Pilato Gesù come Mishkin, non risponde alla domanda cos'è la verità.
Se non con la sua presenza, una presenza silente silenziosa, quella del principe è una figura umile e malin, comunica un uomo colmo di possibili felicità, perché è giovane e bello che ama la vita, ma non riesce mai a gioirne fino in fondo comprende che la bellezza e per lui un enigma, un enigma che non può risolvere.
Anche se sa dentro di sé che la bellezza salverà il mondo.
Nel suo silenzio mischiano afferma che la bellezza è una persona, è persona.
Egli sa stare accanto, il si in silenzio al giovani Politt che sta morendo di tisi, la sua presenza silenziosa e la bellezza che salva il mondo, così come silenzio di Gesù di fronte a Pilato, dice che lui è la verità.
La bellezza che salva è l'amore compassionevole, l'amore insultato che sta accanto al dolore, l'amore che veglia in silenzio, soprattutto il dolore assurdo, questa è per me la prima delle tre figure che vi voglio sottoporre della bellezza, la vigilanza silenziosa e gratuita all'altro.
Per la seconda figura, te attingo anche qui da un codice universale, è una delle più grandi tragedie di Shakespeare Re Lear reperire una tragedia del potere.
Di malagestione della responsabilità.
Di narcisistico auto inganno c'è dentro anche il rapporto fra genitori e figli, tra vecchi e giovani genitori che si ingannano sui figli e ne sono crudelmente ingannati, conosciamo la vicenda Lear, è un vecchio tiranno sprofondato nel suo narcisismo, immagina che il potere esista in sé e per sé né accecato non distingue più la realtà si priva del potere dandolo a due delle tre figlie e i rispettivi mariti le 2 figli e peggiori.
Goneril e Regan mentre scaccia via di casa la figlia buona Cordelia, assieme al suo fedele consigliere Kent, una volta al potere le figlie privano il padre di ogni cosa.
E lo costringono a vagare come un medico lo deridono deridendo con lui, la vecchiaia e trattandolo come un bambino sciocco e capriccioso israeliane impazzisce ed è dal fondo della follia e della miserevole condizione umana nella quale si trova, che deve risalire l'amore misericordioso di Cordelia che si finge un'altra lo salva.
La sua presenza in condizionata gli risveglia la coscienza critica.
Siamo al quarto atto lentamente dolorosamente Lear, raggiunge la conoscenza di se stesso,
Il centro del proprio io e capisce, mentre risale dall'avviso che cos'è il potere, i vestiti stracciati fanno vedere i più piccoli vizi, i mantelli e le pellicce nascondono tutto, riveste il peccato di una corazza d'oro e la forte lancia della giustizia si spezza senza far danno armano di stralci e la paglia di un pigmeo basta a trapassandolo,
Procurati occhi di vetro e da furbo politicante fa finta di vedere le cose che non vedi e non ci sono. E una visione generalmente rovesciata della parabola evangelica del figliol prodigo,
Così come viene raccontata retroattivamente dalla stessa Cordelia e tu padre dovevi rifugiarsi in un capanno quei porci e gli sbandati sulla paglia mozzata Edam uscita neanche i cani ai cani Siri si riserva questo trattamento e tuttavia la scena della riconciliazione tra il vecchio re Cordelia cambia tutto LEA come il figliol prodigo prova vergogna a cercare colei verso la quale si è dimostrato ingiusto ma Cordelia come il padre della parabola,
Non lo accoglie con rimproveri, bensì con nuove vesti, la musica è un bacio e come il padre della parabola dice questo, mio figlio era morto ed è tornato in vita così Lear afferma che cordelia lo ha tirato fuori dalla tomba, questo Lear ritrovato ha perso ogni superbia e ogni vanità e anela a vivere nella beatitudine che solo la misericordia può dare e pensa quando tu chiederai la mia benedizione io cadrò in ginocchio e chiederò il tuo perdono, così vivremmo e pregheremo e canteremo assieme e la risposta che Shakespeare costruisce in un clima storico agghiacciante.
Egli ha dato veste nuova alla vertigine di una civiltà corrotta dal potere, è questa la seconda figura della bellezza, la misericordia, Lamis, la visione misericordiosa che restituisce agli uomini la dignità e la libertà.
La terza figura e ultima della bellezza la dichiaro subito,
È il riconoscimento dell'altro, come riconoscimento di sé, non solo il riconoscimento che ciascuno per sé stesso può sperimentare nella condizione divenuta sfavorevole,
Cioè l'apprendere qualcosa di se e quando si trova in una condizione di fallimento, l'essere nessuno nella carne e nell'anima.
Ma sperimentare come il riconoscimento da parte dell'altro trascende la condizione di nudità, quel riconoscimento che ci fa essere uno per cui diventiamo noi stessi per questo terzo racconto, prendo a prestito la scena mirabile quasi finale dell'Odissea nel libro ventitreesimo.
Nella quale Omero descrive il riconoscimento tra Penelope e Odisseo,
Come appare gradita la terra a coloro che nuotano e di cui Poseidone, spezzò la solita nave sul mare, stretto dal vento e dal duro Maroso, e pochi sfuggirono all'acqua canuta, nuotando alla riva della salsedine, sia incrostata copiosa nel corpo e toccano terra con gioia, scampati al pericolo?
Così lei era caro lo sposo, guardandolo non gli staccava più le candide braccia dal collo, la similitudine produce un rispecchiamento tra i due Odisseo e all'inizio il naufrago scampato da poco e per poco alla morte e Penelope, la terra, la terra sicuro a cui approdare ma alla fine di questa similitudine o meno, rovesciando l'immagine.
Fa provare a Penelope stessa il sentimento del naufrago, scampato del naufragio, misteriosamente con un'inversione narrativa e come se Penelope facesse lei stessa esperienza dei molti dolori che egli basati sul mare, nell'animo su.
Così lei era Carlo lo sposo, guardando, ognuno trova nell'altro la terra di salvezza, riconoscere l'altro è la bellezza che salva riconoscere, come è stato autorevolmente detto è un Dio grazie.
Vi accomodate?
Riprendiamo con.
Di nuovo a quel sentiamo con.
No, non non c'è bisogno di fare l'appello, pertanto iniziamo purtroppo con un altro minuto di silenzio, in ricordo di del Magnifico Rettore Fabio Alberto Roversi, Monaco.
Grazie.
Ha chiesto di intervenire, il consigliere Pieri per un breve ricordo poi a seguire il vicesindaco, Vincenzo buongiorno.
Grazie Presidente, signor Presidente, signor Sindaco, è uscito e i colleghi consiglieri e con molta emozione e commozione mi accingo a pronunciare queste parole per commemorare la figura di Fabio Roversi Monaco, desidero innanzitutto ringraziare la Presidenza per aver accolto la mia richiesta di osservare un minuto di accoglimento e dedicare un momento di solenne ricordo alla figura di Fabio Roversi Monaco rivendico con orgoglio repubblicano la proposta di questa iniziativa, accetto di interpretare tutto il sentire di quest'Aula e della nostra comunità forlivese.
Ricordarne nella sua figura qui nel santuario della vita civica, forlivese significa rendere omaggio a un uomo di una statura eccezionale, un intellettuale laico e un giurista che ha saputo coniugare il rigore della dottrina alla lungimiranza dell'azione magnifico rettore dell'Alma Mater studiorum per 15 anni ha guidato l'ateneo bolognese verso la dimensione internazionale, senza mai perdere di vista il legame con le istituzioni del territorio. La sua è stata una carriera straordinaria di un professore emerito di diritto amministrativo che ha lasciato un'impronta indelebile nella scienza giuridica, ma il suo lascito più tangibile per la nostra terra rimane senza dubbio l'istituzione del multi campus. Grazie alla sua visione politica e accademica, l'Università ha saputo superare i confini delle mura bolognesi per radicarsi anche in Romagna, istituzione delle sedi di Forlì Cesena Ravenna e Rimini non è stata solo un'operazione amministrativa, bensì un atto di profonda democrazia culturale. Fabio Roversi Monaco ha compreso con decenni di anticipo che la capillarità del sapere è il vero motore dello sviluppo sociale, offrendo a migliaia di giovani Romagnoli l'opportunità di formarsi in un ateneo d'eccellenza restando nelle proprie città. Per me ricordare la sua figura assume anche un significato personale profondo, poiché la mia laurea, come immagino, quella di tanti altri in quest'Aula in ingegneria, porta la sua firma come Magnifico Rettore, un segno tangibile del suo magistero, che conservo con orgoglio.
Per chi, come me, appartiene al mondo repubblicano e mazziniano e lo rappresenta anche in quest'Aula. Questo ricordo si carica di un significato civile ancora più profondo Roversi. Monaco è stato un compagno di strada che ha condiviso onorato i valori del Partito Repubblicano italiano nella loro espressione più nobile e rigorosa. Sento il dovere di ricordare con orgoglio il suo impegno diretto sotto l'insegna dell'edera prima come consigliere comunale a Bologna e poi come candidato al Parlamento italiano ed europeo e gli ha testimoniato con coerenza l'appartenenza a una tradizione che mette al centro il merito, la competenza e la libertà individuale, rifiutando sempre il populismo in maniera per preferire rigore della ragione.
La sua uscita di scena avvenuta il giorno dopo l'anniversario della morte di Ugo la Malfa sembra quasi un'ultima lezione silenziosa volta suggellarono appartenenza ideale, mai rinnegata. Si lascia un grande intellettuale laico, un uomo libero e di buoni costumi, che ha sempre agito come spirito critico e antidogmatico. Fabio Roversi Monaco è stato un uomo del dubbio e del libero pensiero cresciute formato nei valori universali di libertà, uguaglianza e fratellanza. Sono certo che il suo esempio continuerà a guidare il nostro impegno civile, indipendentemente dallo schieramento politico. Per me lo guiderà anche e soprattutto nel solco di quel Comune seconda radice repubblicana, mazziniani, la marziana che ci accomuna e che mi onora, consegnandomi l'onere di continuare a rappresentarli in questo preciso della sede istituzionale e in ogni altra sede politica civile e associativa che mi vedrà proteste. Grazie grazie, consigliere Ferri,
La parola al vicesindaco, Vincenzo buongiorno.
Grazie Presidente e buonasera a tutti, mi associo alle parole del Consigliere Pieri credo che il minuto di silenzio fosse doveroso e credo che abbia interpretato al meglio il sentimento di tutti noi nell'onorare questa grande figura magnifico rettore dell'Alma Mater studiorum la più antiche e prestigiose università al mondo 1.088 anno di fondazione da per ben 15 anni dal 1985 al 2000.
Professore emerito, laureato ad honorum ad honorem, proprio dell'Alma Mater e che ebbe ecco il grande merito, lo ricordava il consigliere piedi ed è per questo che io ci ho tenuto a fare questo ricordo di aver portato il campus, il decentramento e il modello del decentramento dell'Università di Bologna anche in Romagna,
Una strategia che non è che trovasse tutti questi sostenitori e nel mondo accademico bolognese dell'epoca. Quindi, lui dovette anche portare avanti con convinzione e con determinazione e questa sua visione e dei primi sopralluoghi a metà degli anni 80, con le amministrazioni Zaniboni e poi, fu determinante anche il ruolo dell'Amministrazione del Sindaco, Sedioli in quegli anni per l'insegnamento di una università, un'accelerazione. Chiaramente la ebbe purtroppo il tragico evento dell'assassinio del senatore Roberto Ruffilli il 16 aprile dell'88 per mano delle Brigate rosse, ma il processo era già iniziato. Il processo era già iniziato e mi piace ricordare quegli anni perché abbiamo un fulgido esempio di come una classe politica dell'epoca seppe andare oltre alle differenti sensibilità, alle differenti appartenenze politiche, SIP lavorare tutti insieme tra territori diversi, tra colori politici diversi. Per un grande obiettivo ci fu l'impegno che non potremmo mai dimenticare del senatore Leonardo Melandri, che fu tra i principali al 3 artefici, per non dire il principale artefice a livello politico di quella classe dirigente, ma ripeto che fu anche il serio impegno, il perseverante impegno e il fruttuosi impegno anche delle amministrazioni comunali dell'epoca che non va dimenticato e che va onorato,
L'importanza del personaggio, lo percepita ancora di più quando, in rappresentanza del Comune, venerdì scorso ho partecipato all'apertura dell'anno accademico nella Sala Santa Lucia dell'Alma Mater e ed eccoli, ho capito per la compostezza, per il rispetto con cui è stato celebrato all'apertura dell'anno accademico il segno di partecipazione al lutto, perché il professore era appunto deceduto poche ore prima. Ho capito veramente il grande segno e la grande importanza del del personaggio, quindi, ecco, io ci tenevo a ricordarlo, ricordando anche quanta parte e quanto sia stato determinante nell'arrivo dell'università in Romagna una storia che ha portato poi frutti importanti, continua a portarne, e di sicuro continuerà a dare soddisfazioni ai nostri territori, e colgo ovviamente anche l'occasione per porgere da parte della città di Forlì anche le più i sentimenti di di partecipazione di cordoglio alla famiglia di Fabio Roversi Monaco, ecco un esempio di un grande giurista, come ricordava Pieri di un grande uomo di cultura, che ha saputo veramente fare di un'idea che sembrava visionaria all'epoca, quando fu abbozzate invece una realtà che continua a portare frutti positivi per i nostri territori. Grazie.
Grazie al Vice Sindaco. Vincenzo buongiorno, mi ha chiesto il consigliere Vannini di fare la comunicazione. Sì, grazie Presidente, velocissimo, solo per cogliere l'occasione, visto che è il primo Consiglio che facciamo dopo il 15 marzo per esprimere le congratulazioni al Presidente della Provincia che è stato confermato e con un ottimo risultato, ancora meglio della prima volta, ringraziare tutti i consiglieri comunali del Comune di Forlì per la grandissima partecipazione al voto. Sicuramente e penso che sia fondamentale, lo sappiamo tutti, la collaborazione tra gli enti nell'interesse dei cittadini e nella convinzione, appunto, che è un qualcosa che fa veramente la differenza quando le Istituzioni lavorano insieme per riuscire a dare risposte concrete a tutti quanti i cittadini, per cui, ecco, rinnovando gli auguri e le congratulazioni al Presidente da parte della Provincia c'è e ci sarà sempre la disponibilità a confrontarsi e collaborare con il Comune. E nella convinzione che appunto questo dialogo che questa collaborazione possa portare grandi vantaggi a tutti quanti i cittadini. Grazie grazie, consigliere, Valli. Credo che anche in questo Consiglio comunale si associa agli auguri di buon lavoro al Presidente della Provincia.
C'è una comunicazione.
Bilancio di previsione del 2026 2028 per essere di bilancio articolo 175, comma 5 bis e comma 5 quater del decreto legislativo, due sei, sette del 2000, come da delibera della Giunta comunale numero 65 dell'11 3 2026 variazione denominazione Gruppo consiliare modifiche, composizione, Gruppi consiliari, variazione, componenti della prima Commissione consiliare a questo punto partiamo con il question time. Il primo question time è stato presentato dal Gruppo PD, lo illustra il Consigliere Rinaldin, al quale chiedo di fare una sintesi della del question time e risponde il vicesindaco. Vincenzo buongiorno.
Grazie Presidente, premesso che alcuni cittadini ci hanno sottoposto il volantino della lodevole iniziativa al Museo in famiglia promosso dall'Assessorato, alla cultura del Comune di Forlì, con attività didattiche per famiglie tra musei e i monumenti storie capolavori curiosità è certamente un bel modo per raccontare la nostra storia, la nostra cultura, la nostra bellezze artistiche per famiglie e bambini. Da 3 ai 12 anni che nel volantino si legge, i mosaici del volo tessere bianche e nere in un mosaico unico al mondo raccontano la più grande avventura dell'uomo, il volo grazie a un gioco di disegno e caccia al dettaglio. Andiamo alla scoperta dei miti. Dichiaro effettuate delle macchine volanti di Leonardo e partiamo alla ricerca di dirigibili mongolfiere, sorci verdi, cavallini, rampanti e storia. Da record.
Che i mosaici del volo, come ci ha ricordato l'Assessore alla cultura in quest'Aula. Tempo fa solo una rappresentazione dell'apologia del fascismo, della sua violenza e criminalità con 4.829 tonnellate di bombe sganciate, 700.000 colpi sparati dagli aerei del fascismo in quei mosaici è palese l'indottrinamento del fascismo che voleva esercitare sulle giovani generazioni il fascino della grande potenza e del capo carismatico, l'esaltazione del rischio e dell'usare e dell'ardire retorica del vivere pericolosamente. Tralascio alcune considerazioni su invito del Presidente su Wicker o effettua un tre esempi non troppo positivi per me, ma non solo per me, e quindi vengo alla domanda. Chiediamo all'assessore, alla cultura, se alla visione dei mosaici, del volo riconducibile all'apologia fascista e al suo carico di contenuti violenti, di propaganda ideologica in cui si esaspera la guerra, sono stati adottati i momenti di preparazione dei bambini o, in alternativa, guide esperte formate con l'obiettivo di comunicare la negatività del messaggio violento contenuto nei mosaici oppure cartellonistica che accuratamente evidenzi le raffigurazioni violente volute dal regime fascista. Grazie,
Grazie consigliere Rinaldini, ricordo agli Assessori delle risposte, son due minuti e poi c'è il minuto di replica per chi ha presentato il question time.
Grazie Presidente e ringrazio il consigliere Rinaldini che con questo question time mi permette di tornare su un punto a cui sia io che tutta l'Amministrazione teniamo particolarmente, beh, innanzitutto permettetemi di dire che mi fa piacere che il Gruppo PD consideri lodevole l'iniziativa al Museo in famiglia che come Amministrazione abbiamo proposto nella ferma convinzione che la famiglia rivestono un ruolo determinante per il presente e il futuro della nostra comunità.
E che esperienze culturali vissute insieme tra genitori e figli, nonni e nipoti rafforzino i legami familiari, aiutando a sviluppare un pensiero critico ed anche ad accrescere la coesione della comunità nell'incontro tra le famiglie. Nel percorso che abbiamo studiato in questa iniziativa vi è, come giustamente ricordava il Consigliere Rinaldini. Vi sono anche due date dedicati ai mosaici del volo. Ecco, innanzitutto ci terrei ad affermare e spero che sia considerazione condivisibile da tutti che ci troviamo di fronte a un'opera d'arte, cioè quello che si può vedere solo a Forlì è un grande ciclo musivo fatto di migliaia di tessere bianche e nere, con una piccola eccezione legata all'uso del colore verde, per indicare per raffigurare i sorci verdi che erano appunto questi, diciamo così, i piloti particolarmente.
Arditi, ecco, nella nella mentalità dell'epoca, quindi volevano essere evidenziati per il loro ardimento parte per la loro, per le loro operazioni spericolate, ecco da cui pare derivi anche il proverbio, vi faremo vedere i sorci verdi, comunque, oltre a questa eccezione, quindi sono tesserine bianche e nere disposte sui disegni di Angelo Canevari, artista che aveva aderito al movimento futurista e all'aeropittura.
L'impatto dell'opera forlivese fortemente scenografico sono circa 110 metri di rappresentazione, con narrata appunto la storia del volo, partendo dai personaggi della mitologia greca Icaro effettuate, procedendo poi con l'illustrazione delle macchine volanti di Leonardo da Vinci, deprime Fiori nistica, esperienze di volo le imprese vettori dei primi decenni del ventesimo secolo i voli con finalità belliche per concludere con la macabra contabilità di alcune campagne di guerra volute dal regime fascista.
Quindi è un percorso che, oltre all'aspetto artistico che non va però sottovalutato e va messo in in risalto, propone riguardo ad alcuni episodi musivi spunti straordinari di riflessioni di carattere storico e comunicativo, aprendo anche approfondimenti sul rapporto tra arte e propaganda, ci tengo a precisare il rapporto tra arte propaganda che è sempre esistita nella storia dell'umanità e che in questo caso non fa eccezione e si può ritrovare.
Su come si possa proporre una narrazione. Questo è vero e va evidenziato che serva a caricare gli animi. Quello era una narrazione che serviva a caricare gli animi, soprattutto quelli più malleabile dei giovani alla guerra, in nome di un nazionalismo portatori di presunta e distruttiva superiorità. Questo non lo possiamo negare e mi auguro che su questo si sia tutti concordi, ma perché è la rappresentazione musiva che ce lo dice. Quindi basta essere un pochino onesti intellettualmente, non questo non si può negare. Quindi, la visita ai mosaici del volo, oltre ad ammirare la bellezza artistica, diventa così una formidabile occasione di riflessione su temi fondamentali, soprattutto quest'anno nell'ottantesimo della nascita della Repubblica italiana, temi fondamentali quali sono la democrazia.
L'uguaglianza, la libertà, la pace al servizio del bene comune, senza più parole d'ordine, imposte categoricamente, e ci auguriamo che i tempi in cui vi siano parole d'ordine imposte categoricamente non tornino più, ma, come abbiamo detto anche in apertura di questa seduta, questo dipenderà da ognuno di noi, perché perché questo non accada più occorre una vigilanza quotidiana, un impegno quotidiano nell'esercizio democratico della delle proprie libertà e del proprio operare. E con questo spirito, quindi, che e con le opportune modalità narrative, ovviamente adeguati a bambini che vanno dai 3 ai 12 anni con professionisti formati come quelli della.
Cooperative, immaginando che collabora con noi su questo progetto. È con questo spirito che saranno proposte le attività e la visita ai mosaici del volo, nello specifico, nello specifico, trattandosi appunto di bambini. Dai 3 ai 12 anni di si porterà alla visita di questa opera d'arte anche narrando appunto questi aspetti che ho appena descritto, invitando i bambini a considerare quanto sia importante la pacifica convivenza, la capacità di collaborare, l'uguaglianza tra tutti i bimbi, la, la capacità di costruire insieme, di rispettarsi nel proporre tutti questi valori e sarà fatta attraverso il gioco, quindi attraverso il disegno, attraverso una ricerca di alcuni particolari degli aeroplani disegnati e, crediamo che quindi sarà una un'opera che.
Permetterà a questi giovani cittadini del domani di capire quanto sia importante il patrimonio artistico che hanno nella loro città e quanto contemporaneamente sia importante mantenere e portare avanti il patrimonio democratico che ci è stato consegnato e che è ben riconosciuto nella nostra Carta costituzionale e che non dobbiamo assolutamente sprecare ma tenere vivo ogni giorno grazie.
Grazie, vicesindaco, consigliere Rinaldini, poi ha chiesto di intervenire, il consigliere Renna, pertanto può intervenire anche un consigliere di opposizione, io ringrazio l'Assessore.
Mi tranquillizza le cose che ha detto.
Con la raccomandazione per l'appunto di fare molta attenzione coi messaggi che da quel da quelle opere d'arte vengono fuori, perché sappiamo bene come i giovani oggi.
La cronaca ce lo insegna le bande giovanili, eccetera, eccetera è una violenza, la non capacità di distinguere la la violenza dal bene comune, ricordo anche che la pattuglia dei Sorgi verdi dei sorci verdi bombardarono Guernica, immortalata da Chiasso,
E più volte sono sono stati a a fare quelle operazioni su Guernica, quindi anche questo vorrei che fosse ricordato ai ai ragazzi che vanno a visitare grazie.
Grazie consigliere, Rinaldini, Consigliere Nagni.
Sì, no. Io ringrazio il Sindaco, il vicesindaco, buongiorno per le precisazioni che ci ha fatto e vorrei tranquillizzare il consigliere di Nardini, cioè chi dannava alla memoria erano gli antichi romani che quando vinceremo la battaglia era tra devono al suolo tutte le vestigia della civiltà che avevano della città che avevano vinto, in modo che non ci fosse più memoria di né niente e di nessuno, io credo che siano passati millenni da quel momento. Credo che oggi abbiamo gli anticorpi per potere leggere quello che accade senza il pericolo di cadere in uso al quale rivisitazione della storia di questo è sarebbe, come dire, prima di entrare Colosseo, spieghiamo ai bambini che i giochi gladiatori o le naumachie non si devono più fare, ma io credo che non ci sia bisogno di fare questo, si spiegano i giochi gladiatori, si spiegano, le naumachie, si spiega che è avvenuto 2000 anni fa, qui non è avvenuto 2000 anni fa mi hai avuto quasi cent'anni fa, anzi direi centrali. Io credo che, insomma, in un qualche modo si possa superare questa fase, si possa affrontare tranquillamente dalla lettura del passato, senza il pericolo di cadere in chissà quali pericoli per la democrazia in cui viviamo.
Grazie Consigliere, Nagni consigliera Cattani.
Intanto, grazie e buon pomeriggio a tutti, allora questo question time e anche l'intervento della del nostro vicesindaco ci dà l'opportunità di ricordarci che nella nostra città abbiamo un patrimonio che è definito storicamente dissonante e che fa parte della rotta europea del Consiglio d'Europa Atrium, di cui questo Comune è stato fondatore capofila e tutto è socio una rotta, una rotta europea del Consiglio d'Europa, appunto, che nata sul su un progetto europeo che tentava di SLU di realizzare una mappatura di tutti quegli aspetti monumentali e architettonici, che nei regimi totalitari dell'Europa del 900 e qui non parlo solo dell'Italia o della Germania questo progetto era un progetto europeo che si rivolgeva sia all'Europa occidentale che l'Europa dell'Est europeo quindi aveva uno sguardo molto ampio e si riferiva ai totalitarismi nella loro dimensione storica. Nella nostra città, in particolar modo, la dimensione architettonica negli anni 30 ha avuto una funzione.
Che ha a che fare direttamente con quello che è definito patrimonio dissonante, perché la dimensione della propaganda e della comunicazione aveva un valore fondamentale. L'ha detto anche il vicesindaco, questi edifici, in particolar modo quelli quei mosaici, si collocano all'interno dell'ex collegio aeronautico. Quello era un campus studiato, studiato a tavolino in termini di architettura funzionale per l'educazione delle giovani generazioni rispetto alla dottrina del regime. Quindi la nostra richiesta è una richiesta assolutamente in linea anche con quello che oggi.
È sulle cronache quotidiane della stampa, cioè abbiamo sentito proprio in questi giorni. È notizia di questi giorni dell'arresto di ragazzi molto giovani, delle scuole superiori che, in una rete diffusa tra diverse ragioni, programmavano de degli attentati dinamitardi, rifacendosi attraverso il web. Non sto parlando di Forlì e sto parlando delle cronache nazionali, rifacendosi a delle ideologie naziste,
Il motivo di questo question time nasce dalla richiesta all'Amministrazione di vigilare affinché le iniziative di valorizzazione di questo patrimonio, che deve non può essere lasciato abbandonato, deve essere in qualche modo recuperato, ma deve essere recuperato nella sua veridicità storica, questo Comune è stato un capofila fondamentale nella promozione e nella valorizzazione di quel patrimonio, ma insistendo in ogni fase del proprio processo progettuale e quindi di rotta sull'importanza della comunicazione e dell'insegnamento, quindi una una cosa POR importantissima, che chiediamo al Comune in termini di vigilanza e anche la formazione delle guide che fanno questo tipo di attività.
Perché non è solo un elemento legato alla dimensione estetica, non il racconto di quei mosaici. Deve essere un racconto necessariamente storico, non può essere un racconto unicamente estetizzante rispetto al valore di quell'architettura e di quella dimensione estetica. Al di là dell'unicità, dell'originalità dei mosaici, il contenuto di quella dimensione artistica è fortemente storico, fortemente collegato a una visione politica di quegli anni specifica che aveva una funzione legata alla propaganda di quel regime. Quindi la dimensione storica deve essere parte integrante di quel racconto e soprattutto nei confronti delle giovani generazioni che per prima volta magari si affacciano a questi contenuti. Si sono ragazzi molto giovani, delle elementari e delle medie, magari non hanno ancora contezza di cosa realmente sia stato quel periodo storico e quindi è fondamentale la formazione delle guide e il coinvolgimento di tutti quei soggetti. In primis io.
Dico Atrium, ovviamente, che ha realizzato un progetto fondamentale su quel patrimonio, per rendere quella fruizione assolutamente corretta e consapevole sia da parte dei bambini che degli adulti che li accompagnano. Grazie grazie. Consigliera Cattani. Visto che abbiamo sforato, chiede il vicesindaco di fare una precisazione solo per replicare semplicemente perché la consigliera Cattaneo mi ha fatto venire in mente un elemento che ci tengo a comunicare. Le guide turistiche già in passato hanno fatto della formazione sui mosaici del volo proprio tenuto ad Atrium. Ecco, ci tenevo a dirlo e che per noi Atrium,
È un elemento con cui collaboriamo, con cui dialoghiamo. Io personalmente ho incontrato almeno due o tre volte il professor Ulisse Tramonti, quindi c'è un dialogo aperto. Non nascondo il fatto che, rispetto ad Atrium, possono esserci anche sensibilità diverse su quanto porre l'accento sulla dissonanza di questo patrimonio, ma in maniera molto franca con gli amici di Atrium, questo l'ho detto sin dal primo incontro che abbiamo avuto, ma questa forse così diversa sensibilità non ci ha mai impedito di collaborare in maniera proficua fino ad ora e quindi tra l'altro come saprete,
Ma ve lo ricordo, ma l'avrete letto già sulla stampa, tra l'altro, dal 18 aprile, tutti i fine settimana saranno aperti alle visite dei cittadini e i mosaici del volo con un depliant che dove contenuto anche il ragionamento che facevo prima quindi della grande attenzione che occorre nel visitarli,
E e poi, con anche delle visite guidate da parte delle delle guide turistiche, che comunque l'elemento che lei ricordava consigliera lo lo lo metteranno in luce, anche perché, ripeto, la formazione l'hanno già ricevuto una prima formazione proprio da Atrium. Ora dovremmo improntare un aggiornamento di questa formazione e sicuramente ci ci potremmo lavorare anche assieme ad Atrium. Ecco, grazie grazie per la precisazione. Passiamo alla prossima question time presentato dal Gruppo PD. Illustra la consigliera Cattani, risponde l'Assessore pretetto,
I dunque di nuovo di nuovo buon pomeriggio, questo question time riguarda la chiusura del parcheggio lunga sosta di via Lombardini.
Il il parcheggio è stato chiuso e è comparsa una notizia sul sito dell'Amministrazione dove si davano ti si stava appunto informazione su questa chiusura temporanea in ragione di un urto accidentale contro una parete della della struttura e al a valle, di di di prime verifiche dei tecnici e dei vigili del fuoco questa è la notizia che era comparsa è stato chiuso,
Il parcheggio chiara nella notizia si dà anche con riferimento agli altri parcheggi che possono essere utilizzati in alternativa, uno è quello del campus adiacente al TG in GAB, lato via, Filippo Corridoni e l'altro. Per esempio, si cita anche il parcheggio Vittoria, che però è dislocato nell'altro, quadrante della del centro storico dalle foto. Perché io sono andata a vedere materialmente la chiusura perché mi era stato era stato segnalato, mi era stato segnalato, non si riportano informazioni di nessun tipo sulla durata di questa chiusura, mentre i cittadini lamentavano che, come succedeva in passato, prima dell'apertura di quei parcheggi, quello a due piani e quello poi vicina al Campus, moltissime auto si riversavano nelle vie dei residenti, dove so che sono vie Prêtre molto residenziali tra via Filippo Corridoni, viale, Spazzoli e viale bolognesi. In questa chiaramente, quella è una zona dove insistono moltissimi lavoratori studenti ed è una zona di passaggio anche di chi deve venire in centro e si e si colloca in quella zona per poi accedere al centro storico piazza Morgagni, Piazza Saffi e via dicendo. Quindi la mia domanda è qual è l'ipotesi di durata della chiusura per far fronte alle verifiche, ma anche agli interventi strutturali che l'Amministrazione Fmi hanno sicuramente già pianificato, visto che si tratta di una chiusura avvenuta nei giorni scorsi. Grazie grazie. Consigliere. Patanè assessore protetta.
Sì, grazie grazie, Presidente, buon pomeriggio a tutti è opportuno fornire un quadro chiaro e completo delle motivazioni che hanno portato alla chiusura temporanea del parcheggio Lombardini la chiusura è stato disposto a seguito di un evento, di un evento accidentale, così come diceva la consigliera durante il quale un mezzo però ti valutato alcuni pannelli prefabbricati.
Della pannellatura perimetrale alla struttura.
Tale urto ha determinato un distacco di diversi elementi e il danneggiamento dei sistemi di ancoraggio.
Di conseguenza, si sono verificati ulteriori spostamenti parziale di un pannello in corrispondenza dell'ingresso, veicolare l'intervento dei vigili del fuoco in data 22 marzo 2026, acconsentito alla messa in sicurezza immediata dell'area e ha richiesto la necessità di effettuare verifiche approfondite sull'intera struttura al fine di garantire la tutela della pubblica e privata incolumità a fronte di tali elementi l'Amministrazione, con il supporto dei tecnici di FMI, ha ritenuto necessario adottare un provvedimento prudenziale di chiusura del parcheggio.
È importante sottolineare che il parcheggio di via Lombardini è stato realizzato nel 1999 e presenta quindi una vita utile, già significativa, pari a circa 27 anni, si tratta inoltre di una struttura originaria, concepita originariamente concepita con caratteristiche di provvisorietà.
In questo contesto, è del tutto fisiologico che, dopo un arco temporale così esteso e l'importante è anche l'utilizzo dei cittadini forlivesi, si renda necessaria una verifica complessiva dello stato della struttura e la programmazione di interventi di manutenzione straordinaria, le verifiche tecniche attualmente in corso riguardano la sicurezza della pannellatura perimetrale, lo stato di conservazione degli elementi strutturali strutturale, in particolare dei solai, le verifiche delle alberature presenti, compreso il relativo apparato radicale.
Per quanto riguarda la domanda specifica posta dalla Corte dei consiglieri in merito alla durata della chiusura, allo stato attuale non è possibile indicare una tempistica puntuale e definitive, in quanto la riapertura è necessariamente subordinata all'esito delle verifiche tecniche in corso alla definizione puntuale degli eventuali interventi di manutenzione straordinaria alla loro successiva esecuzione certificazione.
Tuttavia, è possibile delineare uno scenario operativo nel breve periodo, sono in corso le verifiche tecniche, le prime attività di messa in sicurezza, che potranno consentire di valutare anche eventuali riaperture parziali, ad esempio solo il piano terra, qualora sussistano le condizioni di sicurezza in una previsione di alcune settimane questo,
Nel medio periodo e in esito alle verifiche sarà necessario procedere con i lavori di manutenzione straordinaria complessiva finalizzati al ripristino delle condizioni di sicurezza e soprattutto alla durabilità dell'opera nel tempo, che richiederanno tempi tecnici legati alla progettazione, all'affidamento dei lavori e all'esecuzione delle opere.
L'obiettivo dell'Amministrazione anche sulla base delle indicazioni tecniche fornite, quello di effettuare un intervento risolutivo che fosse detto, di garantire la piena sicurezza e funzionalità della struttura per un orizzonte temporale di almeno ulteriori 20 anni, evitando interventi frammentari e non risolutivi e limitando nel tempo la necessità di interventi di manutenzione.
Comprendiamo i disagi che alla chiusura comporta per i cittadini e i residenti e le attività economiche della zona, tuttavia riteniamo che la scelta adottata sia necessario, irresponsabile, in quanto orientata prioritariamente la tutela e la sicurezza del mantenimento di un bene molto utilizzato dai cittadini forlivesi dai residenti del centro storico come diceva la consigliera nell'esposizione del question time nel frattempo è possibile utilizzare i diversi parcheggi limitrofi, il campus universitario, con accesso sempre in via Lombardini, e il nuovo parcheggio interrato di gallerie vittorie con accesso da via Oberdan e che ho l'uscita a pochi metri dal Corso della Repubblica.
L'Assessore Petetti consigliera Cattani, Chiara intanto.
Come dicevo prima e chi chi si reca in quella zona,
È abituato a muoversi in quella zona, quindi, purtroppo, fintanto che non ci sarà chiarezza rispetto all'apertura o chiusura di quel parcheggio, purtroppo continueremo ad assistere all'invasione delle vie delle vie al di là di viale, Filippo Corridoni, come avveniva prima dell'apertura dei nuovi parcheggi. Questo, purtroppo, è un dato che conosciamo tutti no, chi chi a Forlì con frequenta quella zona sa che purtroppo questo succederà e quindi ci saranno anche molti disagi per i residenti e anche e per chi frequenta quelle zone, i lavoratori, soprattutto da un punto di vista dei costi anche di chi parcheggia e io,
Sono parzialmente soddisfatta, nel senso che grazie per questa delucidazione, il cronoprogramma perché era fondamentale capire le motivazioni, giustissimo anche approfondire per a fare un intervento che sia di lunga durata, almeno con un medio periodo, una prospettiva temporale almeno ventennale. Io però mi chiedo se questo questo parcheggio aveva già 27 anni. Si sapeva che aveva una struttura, come dire nella definita transitoria. Insomma, quantomeno non una una una tra struttura perdurare nei secoli diciamo, diciamo questo Fmi a un piano di valutazione e di intervento rispetto ai propri parcheggi, cioè perché questa situazione mette in luce anche la difficoltà strutturale di queste di queste strutture e forse era il caso di intervenire prima, visto la come dire la la transitorietà di un parcheggio di due piani, così tanto utilizzato da tanti residenti, lavoratori, studenti e chi accede al centro storico. Quindi continueremo a vigilare sulle sulle vicende di quel parcheggio. Grazie.
Grazie consigliere, Cantoni perviene Sollicitudo Cicognani d'accordissimo, però non ci dimentichiamo che il problema è nato per colpa di un incidente che non era né previsto né prevedibile, quindi FMI ha.
Dei ragionamenti, sull'ammodernamento del del parcheggio, che però presumevano UNAC, un certo lasso temporale, che purtroppo è venuto meno dopo un incide dal fatto che c'è stato un incidente perché la causa.
La causa che ha scatenato la chiusura non è il fatto che è venuto giù così per caso qualcosa, ma perché è successo un incidente, quindi e purtroppo dice no, purtroppo incidenti capitano che e non solo per le prevedibili né previsti.
Grazie Assessore Ciccognani, passiamo al terzo question time, presentata dal Gruppo Pd, illustra la consigliera Cattani, risponde all'Assessore Pezzetta molto molto rapidamente, a cavallo del weekend scorso è stata operata una chiusura per motivi di sicurezza, sempre della del Parco della Rocca della Rocca di Ravaldino della Rocca stessa, sono anche state sostituite e scusi sospese le visite guidate che erano previste durante il weekend alla alla alla Rocca e,
Anche in questo caso le notizie erano molto scarne, molto limitati e quali sono le criticità e anche quelle che hanno sia quelle che si sono verificate o quelle che hanno indotto a fare una chiusura di questo tipo così totale del giardino e della struttura della Rocca e un controllo di tutte le alberature che c'è stato forte vento la tempesta, l'abbiamo vista tutti quanti però lo stupore è più per la sospensione delle visite guidate, la chiusura della struttura della Rocca grazie ai nostri consigliera Catellani, Assessore protetto,
Grazie Presidente, a seguito dell'evento meteo preannunciato dal bollettino di allerta numero 34 2020 sarebbe nato dalla Protezione civile in data 26 marzo.
Allerta meteo arancione che ha interessato l'intero territorio comunale dal 26 al 28 marzo sono stati messi in atto in via d'urgenza molteplici interventi diffusi sul patrimonio verde di tutto il territorio comunale, abbattimento delle alberature pericolanti, potature di rami, sospesi, rimozioni di tronchi, ramaglie pulizie conseguenti, tutti interventi atti a garantire la sicurezza dei cittadini anche mediante la chiusura precauzionale di infrastrutture, in particolare nei giardini della Rocca, gli operatori comunali hanno effettuato i necessari interventi di pulizia o con potature, rimozione dei rami spezzati dal vento, oltre al controllo visivo di verifica dello stato delle alberature, il tutto per garantire la fruibilità in sicurezza dei percorsi pedonali e del giardino. In considerazione delle affluenza dei visitatori della Rocca.
Rocca, che pure è stata interdetta dal 27 marzo con allerta ancora in atto allertamento arancione e in contemporanea degli interventi sul verde, anche per evitare appunto a causa del forte vento, la passeggiata in quota sui camminamenti di ronda perimetrali alla Rocca.
Che l'Assessore Pezzetta consigliera Cattani.
Sì.
Per il chiarimento e anche in questo caso.
C'è poi vorremmo capire se sono poi state verifica, cioè come se questi accertamenti abbiano poi individuato delle difficoltà o delle criticità per cui sono necessari dei degli interventi ulteriori re, oltre alla chiusura, in questo senso.
Assessore protetta allora.
La Rocca è stata chiuso, ripeto, per evitarlo, passeggiate il quotò sui camminamenti, quando c'era il vento alto, i giardini sono già stati riaperti a seguito delle pulizie che son state fatte, quindi non c'è più niente di di pericoloso, grazie e passiamo al question time presentato dal gruppo AVS illustra la consigliera Scheer risponde l'Assessore Cicognani,
Grazie Presidente, questo question time nasce da segnalazioni e testimonianze concordanti relative a un episodio avvenuto il sabato 28 marzo in piazza in un contesto pubblico, alla presenza di quei cittadini, secondo quanto riferito, sarebbero state pronunciate dichiarazioni di autoqualificazione nell'ideologia fascista da parte dell'Assessore Cicognani, parliamo di un fatto che, se confermato, assume gravità per il ruolo istituzionale della persona coinvolta, perché su temi come il fascismo, un rappresentante delle istituzioni e non dovrebbe scherzare in pubblico per questo non entro nel merito di ricostruzioni puntuali, ma interrogo il Sindaco e la Giunta per sapere quale sia la posizione dell'Amministrazione in merito a dichiarazioni di adesione a ideologie fasciste riconducibili ai propri membri.
Grazie grazie, Consigliere Scheer, Assessore, Cicognani,
No, io non scherzo sul fascismo,
A differenza di voi, io sono molto amareggiato e imbarazzato da quello che lei ha fatto consigliere, ossia si è resa disponibile di un teatrino imbarazzante perché leggendo le sue parole, sembra che io sotto al lampione di Corbari abbia fatto è tenuto un comizio dicendo sono fascista, sono fascista, in realtà questo non è successo. Fra l'altro, sembra che i suoi relatori, che li hanno detto delle cose siano famiglie normali di persone normali che girano per la strada, invece adesso adesso ho capito che erano personaggi facenti riferimento a centri sociali, quindi voglio dire penso che la mia storia personale, confrontata con quelle figure posso chiamarli così non vuol non volendo offendere nessuno.
Che.
Sabato mattina, fra l'altro io non ho visto nessun tipo qui fa riferimento anche altri banchetti politici, io non ho visto nessun tipo di banchetto politico, non ho partecipato a nessuna manifestazione politica, come qui c'è scritto, ero solo davanti all'edicola di sotto il Comune, mi si avvicina un signore che chiamarlo il signore. A questo punto mi sembra anche eccessivo che mi ha detto mia dandovi un biglietto, un foglio che io non ho preso e quindi devo anche capire se aveva l'autorizzazione per poter fare propaganda politica a questo punto, dandomi un foglio dicendo da questa parte ci sono i comunisti, dall'altro ci sono i fascisti. Voi capite bene che io non sono comunista e quindi, di conseguenza, da.
Da affermazione stupì da affermazioni stupida, ho risposto con domanda stupida e provocatoria, come è stata la provocazione, e ho detto quindi sarò fascista questo è quello che è successo, punto e accapo, dopodiché ovviamente io personalmente, come tutti qui, per penso e condanniamo il fascismo lo abbiamo già detto anche prima, quindi e mi sembra veramente guardate imbarazzante e assurdo anche dopo quello che è stato prima detto su sulla,
Il discorso elettorale di tutte le donne a livello a livello internazionale a livello universale, quindi mi ha molto amareggiato e mi ha molto deluso consigliere, Siri e le dico anche questa è una mia considerazione su di lei.
Ha raggiunto i minimi storici, quindi non so se l'interesse, però voglio voglio che i lo voglio esprimere facendosi latore di cose che non ha né visto né sentito e non era neanche presente di una gravità, dal mio punto di vista, su imbarazzante.
Grazie.
Grazie consigliera, Cicognani consigliera Sherry, il tono della risposta dell'Assessore, penso che confermi la necessità di questo question time, perché, quando si ricopre un ruolo istituzionale, non si rappresenta soltanto se stessi, ma è un'intera Istituzione, appunto all'intera cittadinanza e io penso che anche attaccare le persone presenti in piazza io non ero presente in quel momento ma ero presente in piazza e conosco quelle persone e dire quei figuri dei centri sociali sia veramente.
Un atteggiamento non non consono, non consono a questa sede. Detto ciò, a prendo atto del fatto che la mia reputazione ai suoi occhi sia caduta per essermi prestata. Un teatrino non è un teatrino. Io possono a domanda all'Amministrazione per chiedere se l'Amministrazione ritiene accettabile questo genere di di situazioni, perché comunque che un Assessore c'era anche la provocazione comunisti, BS fascisti? Io so che le è stato richiesto di ripetere se era vero e lei ha ripetuto Assisi io so che lei non è fascista, infatti ho detto e ho posto il quesito in un certo modo e per questo però non mi sembra un tema di cui un rappresentante della Giunta possa andare a scherzare in piazza pubblicamente davanti ai cittadini,
Grazie, consigliere, lasci Cicognani.
Continua a calare la mia stima perché sto dicendo una falsità, io non ero in piazza a parlare con dei cittadini, ma ho parlato solo con una persona, solo con una persona, se qualcun altro mi ha sentito, non ma non penso ma non penso perché ero solo una persona non ho tenuto un comizio, ha capito, e lo stavo parlando con questo signore che le ho detto perché mi ha avvicinato in maniera provocatoria quindi molto probabilmente mi ha tirato un tranello conoscendo anche la mia,
Esatto e quindi ecco comunque la ringrazio perché ha detto che non solo va riconosciuto, che non sono fascista, quindi quindi voglio dire la mia battuta magari può essere stato infelice, ma no, non corrisponde alla verità, quindi non sono un fascista e riconosciuto,
Grazie consigliere e assessore, Cicognani consigliera Colangelo, si voleva dire un attimo la mia, nel senso che non sono arrivate sulla segnalazione alla consigliera Scieri, ma anche a Meda e partecipanti alla nostra lista civica.
Al di là di quanto è segnalazioni, non siamo qui a fare il processo all'Assessore Ciccognani, credo che proprio in un in una giornata come oggi, dove abbiamo appunto ricordato un momento importante della nostra democrazia, sia più semplice dire mi dissocio non è successo questo e comunque provare a tenere anche un un ruolo istituzionale sia qui dentro che al di fuori di questa sede. Credo che se anche un cittadino provoca e ce ne sono tanti e credo che sia vero, perché alcuni di questi soggetti fanno anche parte della mia lista civica e non lo nego. Si può rimanere al di fuori delle polemiche, ha semplicemente girando i tacchi. Non è una questione di indole, perché indole ce l'ho anch'io che sono timida, ma parla al microfono lei risponde in altre maniere, sa, siamo in questa, in questa sede per rappresentare le istituzioni e quindi al di là dell'indole, bisogna che troviamo il modo di farlo nella migliore, nel migliore modo possibile, per non far fare figuracce, nessuno prima di tutto a noi stessi e quando lei replica alla alla consigliera CR che le cala, la stima nei suoi confronti è di nuovo un modo per non rispettare il suo ruolo. Credo che non faccia parte di questo, dover scendere in queste cose che sono personali. Insomma,
Grazie consigliere comunale, Angelo, consigliere Rainieri,
Nella Capigruppo abbiamo detto che non riusciamo a lavorare e portare a termine gli argomenti, perché ce ne sono troppi, faccio presente che su questo argomento qui I e mi dispiace che portano la mia solidarietà totale Assessore Ciccognani son già 10 minuti, un quarto d'ora che parliamo del nulla premesso questo faccio presente il clima che si respirava sabato in piazza quando voi avete fatto un interrogatorio e Fratelli d'Italia doveva fare un pacchetto.
Siamo stati invitati dalla DIGOS.
A non fare il banchetto, perché c'era una situazione tale da consiliare che Fratelli d'Italia e non facessi il banchetto, questi errori democratici e probabilmente i vostri referenti che in piazza hanno vi hanno segnalato questa bella cosa e che volete ora scrivere al all'Assessore Cicognani quindi una riflessione non siamo neanche laddove.
Siete voi che dovete fare, noi non abbiamo potuto esercitare il nostro diritto democratico di stare in piazza è perché c'erano personaggi pericolosi qui per questo potete chiedere alla DIGOS, potete chiedere alla DIGOS. Ecco il quindi noi in maniera molto democratica e che vi abbiamo preso sul nostro banchetto. Ci siamo e siamo tornati alla sede, quindi chiedetevi I diciamo la la bontà delle vostre fonti e chiedetevi, io credo che l'Assessore Cicognani sia stato un signore e abbia dimostrato una grande eleganza e di aver dato una risposta di questi qui. Se la data, chi non lo so, se era da provocatori, noi non ci siamo potuti presentare in piazza e quindi questo credo che questo sia sia la dica lunga su quello che è e avete avuto il coraggio di fare oggi c'è un'interrogazione su quello che vi hanno detto quei signori che erano in piazza che hanno impedito che hanno impedito ad altri di andare in piazza e poi il banchetto quindi chiedete a voi stessi che cosa su cosa è successo due.
Grazie Consigliere.
Passiamo al prossimo question time, presentata dal Gruppo Pd, illustra il Consigliere Morgagni, risponde l'Assessore, Cicognani. Grazie Presidente, credo che questo question time rassegna res rasserenare a un po' gli animi il fatto che lo faccia io è un po' bizzarro, però, insomma, credo che questa sia una questione sulla quale è più facile trovare delle convergenze, dunque un po' di cronistoria, più a beneficio dei colleghi di chi ci ascolta, che dell'assessore, che penso che la conosca bene, come avrete visto, nei giorni scorsi il Resto del Carlino è tornato con un articolo a porre il focus sulla situazione che carattere di di criticità che caratterizza la prima parte di viale dell'Appennino all'altezza dei civici 21 25 c'è questo immobile che è in condizioni di degrado, di fatto è un immobile che è pericolante, è un immobile che è caratterizzato, lo si vede anche passandoci vicino da crepe sulle facciate mattoni che sono caduti il tetto sfondato e che è sostenuto da un'impalcatura che è sorretta da dei blocchi di cemento armato ed è tutto transennato. Il Comune ha dovuto farlo, per ovvi motivi di sicurezza, con un transennamento costruisce la pista ciclabile, quindi la situazione lì è che non si può passare dalla pista ciclabile, o meglio si può passare dalla pista ciclabile, ma quando si arriva lì bisogna andare in strada, quindi è pericoloso, c'è un pericolo, o comunque un disagio per i passanti, c'è un disagio per chi abita vicino a quell'immobile, c'è un disagio più generale anche perché delle attività economiche lì, perché chiaramente le persone non sono invogliati a entrare nei negozi che sono sotto un edificio di quel tipo. Io mi ricollego a un'interrogazione precedente che la collega Elisa Massa aveva fatto a dicembre per chiedere all'Amministrazione cosa si stava cercando di fare per risolvere questo problema. Allora l'Assessore ci aveva detto che per cercare di trovare una soluzione, l'Amministrazione stava valutando un acquisto, tenuto conto che il proprietario di questo immobile sappiamo che è una persona molto anziana in grave situazione economica e sociale, un acquisto in cambio dell'estinzione di un debito che questo signore, anche nei confronti del Comune per poi valutare la possibilità eventualmente anche di abbatterlo, insomma per risolverlo e si erano ipotizzate anche delle tempistiche si era detto i primi mesi del 2026 dal Resto del Carlino da quell'articolo sembra di capire che però questa soluzione non sta andando avanti e installo perché ci sarebbe un'ipoteca bancaria che grava sull'immobile, quindi io chiedo all'Assessore Cicognani un'informativa, un aggiornamento rispetto alla situazione Grassi, consigliere Morgagni, Assessore, Cicognani assolutamente allora.
In quel periodo, quando fece il question time della consigliera massa, eravamo ancora in causa perché ci aveva il proprietario, dobbiamo fatto causa per la richiesta, nel frattempo abbiamo vinto la causa, quindi è riconosciuto che ti deve dare, che ha un debito nei confronti del Comune per,
I lavori effettuati noi per conto per conto suo.
Purtroppo abbiamo verificato. C'è un'ipoteca, quindi non possiamo andare a comprare prendersela, comprassimo, sì, ci accollerebbero. Ci accolleremo anche l'ipoteca che è di mi sembra di 150.000 euro, quindi un importo che non non consono, penso neanche al valore della dell'immobile e quindi adesso stiamo cercando di avere un'interlocuzione con la banca, proprio che è l'aplomb chiamiamola proprietaria dell'ipoteca per capire se ci possa essere una soluzione alternativa con loro. Se c'è una una collaborazione, perché sennò l'unica soluzione sarebbe quella di fare una procedura di esproprio, perché andare a dire di abbattere e farlo noi? Penso che non sia fattibile una procedura di esproprio, però con i tempi che ha che ha un esproprio. Ecco quindi per sempre questo per non accollarsi noi l'ipoteca il valore dell'ipoteca e quindi il debito nei confronti della banca quello che possiamo fare adesso e tenerlo più monitorato di quello che facevamo prima e cercare di non di eliminare il LIS, la sporcizia che automaticamente si si genera perché ci sono le le le transenne e cercando di renderlo più più pulito e più nemmeno brutto, quindi questo, purtroppo alla situazione. Grazie Assessore. Consigliere Morgagni.
Grazie, Presidente, sì, io prendo atto di quello che dice l'assessore, ci rendiamo conto anche noi che in effetti la partita è complicata, perché da una parte ci sono i cittadini che vorrebbero che questa cosa si risolvesse il prima possibile, perché è evidentemente un disagio e una fonte di degrado dall'altra parte. Purtroppo sembra di capire che in questa vicenda qui si sono combinate tutta una serie di criticità e i problemi a vari livelli che si intrecciano male le une con le altre e rendono molto complicato individuare una soluzione, quindi, nella consapevolezza che non si può avere la bacchetta magica, quello che dico io Assessore, sì, voi insistete stateci sotto. Credo che l'idea di aprire un ragionamento anche con la banca sia una buona soluzione, perché l'altra procedura mi sembra che avrebbe delle tempistiche e insopportabile. Quindi io concludo chiedendole appunto di farsi più possibile parte diligente su questo tema e di tenerci anche informati come Consiglio comunale, perché è chiaro che lì la questione spinosa la gente ha paura, i re, i negozianti sono arrabbiati e quindi prima riusciamo a risolverla tutti, nei limiti del possibile meglio e credo per tutti. Ecco, grazie. Consigliere Morgagni può rimanere in piedi per il prossimo question time.
Risponde l'assessore Sansovini. Grazie Presidente. Anche qui val la pena di ricostruire un po' i passaggi a beneficio sia dei colleghi sia di chi ci ascolta. Il punto di partenza è una sentenza della Corte costituzionale dell'8 gennaio la quale, sostanzialmente, riprende orientamenti maturati in maniera unanime della giurisprudenza delle corti di livello inferiore agli anni precedenti e sancisce l'illegittimità all'interno delle graduatorie per l'assegnazione delle case popolari, insomma degli edili del dell'edilizia residenziale pubblica, di quei criteri premianti nei punteggi legati all'anzianità di residenza anagrafica. La Corte dice sostanzialmente che l'anzianità di residenza anagrafica fica non è un parametro che incide sulla condizione di maggior bisogno, che è il parametro fondamentale sulla base del quale si devono assegnare gli alloggi. Ora, come dire, poco importi, insomma, al delle motivazioni della Corte, ma quello che ci interessa è il fatto che l'Amministrazione comunale, il 18 marzo, ha fatto una delibera, prendendo atto del fatto che il nostro Regolamento di assegnazione degli alloggi ERP, così come da ultima modifica fatta nel dicembre 2023, prevede a sua volta parametri punteggi, anche significativi premianti. L'anzianità di residenza ha fatto una delibera con cui ha preso atto della necessità di modificarlo alla luce del provvedimento della Corte costituzionale, e questo riguarda in realtà anche il regolamento sull'edilizia agevolata. Però è chiaro che l'edilizia residenziale pubblica per i numeri, per la criticità che ha, è, come dire, molto più scottante con la stessa delibera l'Amministrazione comunale decide la sospensione dell'assegnazione degli alloggi alla luce del fatto che in questo momento avviene sulla base di un regolamento che ha degli elementi di illegittimità ai sensi della pronuncia della Corte costituzionale, in attesa che venga predisposta e approvata dal Consiglio comunale una modifica del Regolamento che recepisca, come dire, la sentenza della Corte costituzionale che poi permetta, naturalmente di fare delle nuove graduatorie, di aggiornare d'ufficio, i punteggi di chi ha fatto la domanda nel frattempo è di fare un nuovo bando. Insomma, per riprendere le assegnazioni, allora è chiaro che probabilmente la sospensione delle assegnazioni in questa situazione qui è un atto dovuto, probabilmente era inevitabile. Non si poteva fare diversamente, però credo che siamo anche tutti d'accordo che se la sospensione soprattutto andasse avanti per un lungo periodo, sarebbe un bel problema in una città dove, come dire, l'emergenza abitativa è già una questione abbastanza complessa. Quindi quello che io chiedo all'Amministrazione, quali sono le tempistiche, anche in termini indicativi entro le quali si pensa di portare a questo Consiglio una versione del regolamento aggiornata, in modo tale che la si possa approvare sbloccare questa situazione prima che diventi un problema grosso. Grazie consigliere Morghen Agnes restano Savini.
Grazie Presidente, grazie Consigliere, perché mio mi offre l'occasione per dire una cosa e non sarebbe una cosa grave, sarebbe un disastro, allora.
E noi abbiamo per atto dovuto abbiam dovuto prendere su invito perché, fra l'altro, l'Assessore paglia non ha dato un'indicazione precisa, ha invitato le amministrazioni a prendere per il momento questo atto, diciamo così dovuto noi al tavolo di concertazione di del venerdì 20, cioè il giorno dopo che noi abbiamo preso questo atto di Giunta, di concerto con gli altri amministratori della Provincia e anche delle province limitrofe, vi ci siamo sentiti anche con Ravenna e con Rimini abbiamo pensato di fare lo dico in termini molto semplici di muoverci insieme, almeno come Romagna, e interpellare l'Assessore perché ci dia delle chiarezze ulteriori, anche perché non vorremmo essere sempre la Romagna e l'Emilia perché pare che altrove ci si stia muovendo diversamente. Domani l'assessore Paglia ha convocato per domani alle ore 14:30 un incontro, quindi on line, e quindi aspettiamo anche cosa dirà ulteriormente l'assessore e l'8 di aprile, la dottoressa Angelelli, che la sua dirigente più alta qualificata sarà un altro incontro. Quindi aspettiamo questi due incontri, ma siamo pronti a portare le la revisione dovuta entro possibilmente il mese di aprile, proprio perché non possiamo ritardare nulla. Abbiamo ci siamo detti alcune cose che dico che.
Siccome questo atto che abbiamo portato avanti non invalida le graduatorie vigenti, ma eventualmente saranno ad andare a correggere, perché sarebbe drammatico che uno che vede la casa popolare lì, perché la magari il primo, il secondo cioè dovesse dire ci facciamo asfaltare hanno anche ragione qualcuno e e quindi bisogna essere con un grande buonsenso porteremo qui, insomma, le proposte che andremo a fare insieme a tutti gli altri e oltretutto, come lei avrà b avrete visto tutti nella delibera. Assolutamente non vengono interrotti nei cambi alloggio d'urgenza e nemmeno gli articoli 24, perché questo sarebbe stato il vero disastro. Siccome noi al momento e lo dico non era, non abbiamo appartamenti da poter assegnare se non per cambio, alloggio o articoli 24, credo che questo mese ci consenta di poter portare avanti poi congiuntamente quelle che saranno le decisioni di andare a prendere, ripeto, di concerto anche con gli altri amministratori, perché credo che non è mal comune mezzo gaudio, ma, insomma, vogliamo portare avanti una politica che sia di ragionevolezza rispetto ai bisogni delle persone. Questo per il momento, è quello che posso dire,
Di un Assessore Sansovini, consigliere Morgagni, buona consigliera Cattani, grazie Presidente. No sul sul merito io l'unica cosa che posso dire e mi raccomando insomma in sede collettiva, con gli altri Comuni o comunque muovendoci autonomamente. Cerchiamo di stringere i tempi il più possibile, perché ce lo siamo detti tutti e due qui rischia di diventare una cosa molto delicata, che va a colpire le persone, su una questione come la casa, che è veramente un punto di di fragilità e di debolezza incredibile. Quindi su questo non posso non posso dire altro. Dal punto di vista politico, però, una considerazione io la voglio fare, nel senso che non siamo messi tutti uguale, nel senso che ci sono comuni che si trovano in questa condizione, con regolamenti che erano vecchi di 15 anni di vent'anni e chissà che iter hanno avuto invece il Comune di Forlì, in realtà, al suo Regolamento aveva messo mano poco fa, aveva messo umano due anni fa. Naturalmente lei non c'era Assessore, questo è giusto riconoscerlo, però la maggioranza era sempre la stessa e allora io mi ricordo, siccome c'ero che uno degli oggetti di discussione che si fece, che ci fece molto dibattere in sede di Commissione e poi in sede di Consiglio comunale fu proprio questo fu proprio il parametro premiale sull'anzianità di residenza anagrafica, perché alla fine del 2023 ci era già stata una sfilza di sentenze di tribunali di tutti i livelli che avevano indicato che questo era un parametro a rischio di forti illegittimità. Dico così i tribunali si erano pronunciati sul Regolamento di Ferrara, sul Regolamento di Sassuolo, sulla legge regionale della Liguria e così via. Quindi in quella discussione io ricordo che in diversi il consigliere alle mani il consigliere Calderoni, sottoscritto tempo. Guardate che qui c'è un problema, cioè, al di là del merito specifico, se siamo d'accordo o non siamo d'accordo, c'è la giurisprudenza che si sta formando nel ritenere quei parametri legittimo e proponemmo di fare un intervento con un emendamento per risolvere il problema del nostro Regolamento. Io devo dire, purtroppo, che l'emendamento fu respinto al mittente. Si mise mano a quel parametro solo per andarlo ad alzare ancora di più, rendendolo spropositato, perché evidentemente allora mancavano sei mesi dalle elezioni e quindi il problema era fare un po' di propaganda su una questione delicata come le case popolari, piuttosto che fare un regolamento che fossimo sicuri, che non era a rischio di illegittimità. Quindi ora prendo atto della situazione e lo dovremmo correggere, però che non si dica che ci troviamo qui. Non si poteva fare diversamente perché se si fosse fatto diversamente due anni fa, oggi non ci troveremmo a far lavorare di corsa agli uffici, non ci troveremmo con i rischi di un blocco delle assegnazioni e non ci troveremo in una situazione di emergenza perché alla fine del 2023, ripeto, dal punto di vista giuridico tutti gli elementi per sapere che quella è una roba illegittima c'erano e sono stati detti in questo Consiglio comunale e ignorati.
Grazie consigliere. Morgagni consigliera, Cattani, Grassi. Chiedo scusa, ma è un tema che ci è stato appena segnalato, perché sulla stampa locale è uscito il nella notizia proprio poche ore fa, mentre eravamo qui dell'accordo dell'accordo siglato tra sindacati, degli inquilini e associazioni della proprietà emergenza abitativa. Non l'accordo territoriale per gli affitti canoni calmierati, agevolazione fiscale sottoscritto e depositato il nuovo accordo territoriali per i contratti di locazione concordati. Questa segnalazione arriva da da da soggetti che noi abbiamo incontrato anche in questa sede con la Commissione. 3, quando si parlava di accordo per la casa chiaramente e quindi volevamo capire se il Comune parte coinvolto e informato di questa di questa di questa novità, che è appena apparsa sui giornali e c'è stata e c'è stata segnalata proprio rispetto anche al question time che ha presentato il collega Federico Morgagni, diversi Consigli architettoniche, assessore, ci.
Sansovini.
Quel è arrivato dal protocollo esattamente lunedì mattina e quindi oggi è martedì abbiamo bisogno di guardarlo, io ho dato, sono sincera, una rapidissima occhiata, quindi va guardato analizzato, è stato inviato sicuramente la scorsa settimana ma al protocollo, insomma, è arrivato sulla mia scrivania arrivata, ripeto, ieri mattina,
Che è identico assolutamente identico a quello che era già precedentemente depositato, credo non li ho tirati fuori tutti e due adesso sarà da analizzare e da guardare. Comunque a noi come Amministrazione è solo stato consegnato nessun incontro, niente di niente è stato consegnato. Occorrerà fare una valutazione di legittimità. Mi vien da dire sul fatto che sia.
Però e sono stato consegnato a me vien da dire, ma questo è un pensiero totalmente mio, di cui mi assumo la responsabilità di quello che dico, quindi neanche visto dalla Giunta da nessuna parte. Io credo che se il.
Questa cosa che è stata consegnata fosse assolutamente identica ad altri a quell'altra, io credo che più soggetti l'abbia abbiam visti anche qui, quando abbiamo fatto le Commissioni più soggetti sono, come dire, presenti e possono interagire con l'Amministrazione. Chi può interagire non è che per favorire il più possibile il fatto che i proprietari privati possano e desiderino e vogliano, come dire, offrire le gli appartamenti sfitti. Il mio giudizio è che non guasterebbe nulla, però ripeto, mi fermo qui perché io, a livello di legittimità e agli altri e non abbiamo analizzato nulla, deve andare ci debba essere una valutazione di Giunta, soprattutto a livello di legittimità di questa cosa, perché se fosse legittima dico che più rapporti abbiamo con soggetti che possono darci una mano per favorire il più possibile che il PIC il proprietario privato offrisse la propria casa anche a canoni calmierati che non sono sicuramente quelli che si vedono oggi a me vien da dire, ma è il giudizio mio personalissimo, senza averlo giudicato con nessuno, perché nessuno ha ancora visto l'avrei detto domani mattina in Giunta questa cosa non sapevo che fosse uscita già sul giornale, forse di tanto che eravamo qui perché dà a stamattina non c'era nulla. Grazie gran Assessore Sansovini, consigliere Gentili.
In risposta al Consigliere Morgagni, l'emergenza abitativa è troppo serio per fare della polemica politica, però voglio solo ricordare che è stata bocciata una delibera regionale della Toscana che era la fotocopia di una delibera regionale dell'Emilia Romagna sulla base della quale è stato preso spunto per fare il Regolamento comunale.
Grazie consigliere Gentili Morgagni per il prossimo question time e risponde l'Assessore Casara, grazie Presidente, anche qui parliamo di una delibera approvata nella famosa seduta di Giunta del 19 marzo ed è una delibera con la quale l'Amministrazione decide per quanto riguarda il prossimo anno educativo 2002 2026 2027 che le richieste delle famiglie di iscrizioni agli asili nido con quello che viene definito tempo normale. Quindi parliamo di bambini che escono fra le 3 e mezza e le 4 potranno essere accolte solo, dice la delibera dopo attenta valutazione della sostenibilità organizzativa e logistica di ciascun plesso.
E comunque entro il limite è indicativo dell'80% dei bambini iscritti. Tenuto conto dell'ordine di graduatoria per l'accesso, leggendo la delibera si vede che tale decisione, che è stata assunta nell'imminenza dell'apertura delle iscrizioni al nuovo anno educativo 26 27, viene motivata con l'emergere di alcune criticità legate alla sostenibilità, logistica e organizzativa di questo servizio pomeridiano, che praticamente sono i dormitori per i bambini che poi escono fra le 3 e mezza alle 4, che sarebbe motivata anche dal fatto che nel corso degli ultimi anni è aumentata molto la percentuale di bambini che, appunto utilizzano questo orario di uscita, che adesso, se ho capito, bene, supera l'80%. Quindi, come dire, io faccio una domanda molto semplice all'Amministrazione. Chiedo se, prima di adottare questa delibera, sono state valutate in maniera concreta altre ipotesi per rispondere al problema, per esempio riorganizzazioni del servizio oppure investimenti per garantire la possibilità di dare risposta a tutte le. Famiglie e a tutti i bambini che ne avessero bisogno rivelarsi consigliere Morgagni, Assessore, anche usare.
Grazie Presidente in merito a questo question time, ci tengo a fare alcune precisazioni, intanto che la decisione assunta con la deliberazione numero 82 del 19 marzo non è una scelta né improvvisata, né tantomeno una risposta riduttiva a un problema molto più complesso e, al contrario, credo una scelta di responsabilità e transitorie, soprattutto e nasce da un dato di realtà che abbiamo avuto, a mio avviso, il coraggio anche di riconoscere in più, in più occasioni, anche pubbliche, anche in Commissione, ovvero che il sistema dei servizi 0 3, così com'è oggi organizzato, non è più pienamente adeguato e rispondente ai bisogni che sono cambiati delle famiglie. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito ad un cambiamento profondo, soprattutto in tre ambiti, nelle modalità di lavoro, nei tempi di vita e nelle esigenze organizzative delle famiglie, e questo cambiamento ci dice una cosa ben chiara, che un modello di orario rigido uguale per tutti i nidi non funziona più.
In primo luogo, abbiamo evidenziato che tale decisione è stata assunta dopo varie sollecitazioni, provenienti anche dai gestori privati convenzionati, i quali ci hanno rappresentato multi criticità organizzative analoghe a quelle che abbiamo rilevato noi nei nostri servizi a gestione diretta. E questo l'abbiamo l'abbiamo raccolto in tanti incontri che abbiamo fatto anche con i gestori. Parallelamente, l'Amministrazione ha avviato anche un'analisi offro approfondita, organizzativa, all'interno appunto della dei servizi del sistema educativo 0 3, che oggi si compone di otto nidi comunali, 5 nidi in concessione e 13 nidi convenzionati. Tale analisi ha evidenziato come l'attuale modello organizzativo e orario sostanzialmente oggi è uniforme e replicato in maniera in modo identico su tutte le tipologie di gestione. Non risponde più in modo adeguato, appunto, ai bisogni delle famiglie, che invece è sempre più richiedono flessibilità negli orari di ingresso e di uscita. Questo argomento è stato confermato anche nel percorso dico programmazione, che abbiamo attivato già da un anno e che ha coinvolto non solo le istituzioni, ma anche gli enti di terzo settore. Le associazioni di categoria altri rappresentanze del territorio dal quale è emersa con chiarezza la necessità di tre punti. Superare questi modelli.
Standa sviluppare servizi più flessibili e compatibili con i tempi di vita e lavoro delle famiglie e, terzo punto, garantire al contempo la sostenibilità, anche organizzativa ed economica del sistema. Alla luce di tali evidenze, l'Amministrazione ha ritenuto necessario avviare un percorso di revisione complessiva del modello organizzativo che richiede chiaramente tempi adeguati di analisi di progettazione, ma anche di condivisione, anche in Consiglio comunale. Chiaramente, in questo quadro si inserisce la misura, oggetto appunto del question time di oggi, che ha natura precauzionale, direi e transitoria. Quindi sono due elementi che ci tengo a sottolineare, adottata nelle more della definizione di un nuovo modello orario più flessibile e differenziato tra i servizi. Inoltre, voglio sottolineare che la soglia indicativa dell'80% non rappresenta un limite rigido, ma uno strumento di equilibrio organizzativo da valutare caso per caso in relazione alle caratteristiche anche dei singoli plessi nell'anno educativo in corso. Solo due nidi comunali su otto superavano la soglia e comunque in ma in maniera molto contenuta dal punto di vista dell'impatto delle famiglie. Si ritiene che la misura non comporterà criticità significative, anche in considerazione di azioni compensative che vi mettiamo in atto. E già previste. 1 l'incremento di ulteriori nove posti nido convenzionati per il prossimo anno educativo e 2 e rafforzamento dell'équipe dei nidi comunali attraverso nuove assunzioni a tempo indeterminato e di educatori e anche di collaboratori educativi. Inoltre, voglio evidenziare come le criticità rilevate non riguardino esclusivamente l'organizzazione degli orari, come è stato detto, ma anche di aspetti logistici e di qualità del servizio, quali ad esempio la gestione degli spazi destinati al riposo dei bambini, dove un'eccessiva prossimità anche dei lettini, pur nel rispetto delle norme vigenti, può favorire la diffusione di malattie. Anche tali elementi richiedono una revisione complessiva della programmazione dei servizi. Per queste ragioni l'Amministrazione ha già avviato un percorso che proseguirà nei prossimi mesi, attraverso appunto, il coinvolgimento nella Commissione, tre competente. Il confronto con la Consulta dei nidi e delle scuole ed eventuali aggiornamenti ai regolamenti qualora necessari. Come già anticipato in sede di udienza conoscitiva del 12 marzo, l'obiettivo è arrivare alla definizione di un nuovo modello flessibile, sostenibile e aderente ai bisogni delle famiglie, mantenendo al contempo elevati standard di qualità del servizio. La scelta adottata, quindi, rappresenta una misura responsabile e temporanea finalizzata a garantire la sostenibilità del sistema nel breve periodo, mentre è già in corso un percorso strutturato di revisione complessiva, fondato su analisi, partecipazione e programmazione condivisa.
Che l'Assessore Crosara, consigliere Morgagni.
6 1.000 Presidente, no, tutto questo molto interessante, però, come dire, il processo è futuribile, è tutto da costruire e quello che c'è in nero su bianco, con questa delibera, quindi, quello che c'è di concreto è un taglio al servizio, perché noi davamo un servizio che prima era riconosciuto a tutti coloro che ne facevano domanda e dal prossimo anno decidiamo che invece lo daremo solo sulla base di una serie di criteri di accesso che non sono ben determinati dalla delibera e indicativamente, vediamo cosa vuol dire all'80% dei bambini che sono iscritti e non di più, tra l'altro come dire secondo me, se si fa la concertazione, bisognerà farla con i diretti interessati, cioè è inutile dire, come si dice nella delibera, che si è fatto un passaggio in Consulta, se questa roba ricade sui bambini che si iscrivono per la prima volta il prossimo anno. Tant'è vero che il risultato che vediamo in questi giorni è che le famiglie che hanno fatto le iscrizioni pensando di avere diritto senza limitazioni all'orario, fino alle 4 vanno all'open day e scoprono oplà che c'è questa limitazione, del quale non è chiaro quali saranno le ricadute. Oltretutto non le sfuggirà Assessore che in questo momento c'è una contraddizione fra quello che c'è scritto nella delibera. È quello che riportano la nostra Carta dei servizi e il nostro Regolamento dei servizi educativi, perché quelli non sono stati modificati, visto che avrebbero dovuto passare dal Consiglio comunale e continuano a recitare e tutti coloro che fanno domanda per l'orario fino alle 4 hanno diritto di avere questo servizio. Quindi, secondo me, questo questa incongruenza e questa contraddizione è il primo passaggio per aprire delle polemiche, per aprire delle tensioni con le famiglie, per aprire dei contenziosi, per aprire addirittura delle controversie delle impugnazioni rispetto a questo provvedimento. Quindi, se si vuole fare un lavoro fatto perbene, cosa che noi naturalmente auspichiamo nella maniera più assoluta, non partite facendo il taglio e poi dicendo va beh, vedremo ragioneremo insieme prima facciamo una discussione e capiamo un attimo. Qual è la situazione, quali sono le scelte da fare, in maniera condivisa con tutti, anche con le famiglie. Poi si vedrà quindi il mio suggerimento, che però alla forma, diciamo così, di una calda raccomandazione all'Amministrazione è di dare prova coi fatti e non solo a parole, che davvero i nostri servizi educativi rappresentano un presidio di qualità fondamentale sia dal punto di vista dell'offerta educativa sia di sostegno alle famiglie e di ritirare questa delibera prima di tutto in modo tale da riaprire la discussione. Io non voglio. Non voglio mettere in discussione il fatto che ci possano essere, per rispondere a un'esigenza che è aumentata, delle difficoltà dal punto di vista organizzativo e logistico. Benissimo le affronteremo, faremo degli investimenti per fare più dormitori, faremo degli investimenti per assumere più personale, si fanno delle variazioni di bilancio per tutto le facciamo per le luminarie di Natale, le facciamo per pagare 70.000 euro per il Carnevale. Non possiamo fare delle variazioni di bilancio per garantire i servizi ai bambini e alle famiglie diteci. Qual è la vostra priorità, ditelo alla città, soprattutto perché questa è una cosa seria,
Grazie consigliere Morghen, abbiamo finito i question time, passiamo agli argomenti all'ordine del giorno.
Argomento numero 6, articolo 175, comma 4 del decreto legislativo, due sei, sette del 2000 ratifica, variazione di bilancio di previsione 2026 2028 e adottata in via d'urgenza dalla Giunta comunale con atto numero 46 del 20 0 2 2026, espone l'assessore Cicognani,
Dopo quello che ha detto appena detto consigliere Morgagni, ho paura Anna variazione, però.
Ah okay va beh okay.
È una variazione fatta con d'urgenza e l'urgenza è dovuta al fatto che è stato approvato il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti pubblici o almeno del del del Comune in in data 23 febbraio, con l'obbligo preciso di.
Elargire passatemi il termine e gli arretrati a ai ai ai dipendenti del del nostro Comune, né per le per le buste paghe di di marzo, quindi questo.
Ha causato l'urgenza, l'urgenza sta nella verrà applicato l'avanzo che era già stato accantonato nel 2025 per, appunto, andare a pagare questo questi arretrati, l'importo, sono di 2 milioni 16.000 euro. Spero che non ci abbiano messo l'immediata esecutività, perché sono già stati pagati perché gli stipendi di marzo sono stati fatti dei 25, quindi.
Il 25 marzo, quindi voglio dire spero che gli uffici non abbiano messo la l'immediata esecutività. Poi, mentre eravamo a fare questa variazione d'urgenza, a abbiamo anche.
Utilizzato per incamerare su solo incamerare maggiori entrate che ci Perù ci sono pervenute per vari motivi contributi vari, ecco quindi ai vari suono A per incamerare il.
Info scusate, ma sono un po' costipato e quindi niente vi lascio alla discussione, grazie.
Bene, è aperto il dibattito.
Consigliere Marabini.
Grazie Presidente, colleghi Consiglieri, intanto sgombriamo immediatamente il campo e rassereniamo il dibattito per una volta esordire dicendo che la delibera sa sarà votata favorevolmente sicuramente dal Partito Democratico, ma penso anche dagli altri gruppi di opposizione, ovviamente per l'urgenza di riconoscere al personale del Comune un adeguamento salariale e il recupero degli arretrati sul triennio già tardivo con un contratto che probabilmente non copre neanche pienamente quella che è stata l'inflazione registrata nell'ultimo triennio, ma tuttavia è ovviamente nelle un aspetto importante riconoscere quanto prima ai dipendenti, proprio perché il campo è sgombro.
Ritengo di di formulare alcune osservazioni a nome in particolare del Gruppo del Partito Democratico e ci sentiamo di fare un rilievo non tanto tecnico di legittimità, ma un rilievo sulla costruzione di rapporti tra Giunta e Consiglio che,
Che questi aspetti vengano prima appunto degli aspetti di legittimità di una delibera per due volte in sede di Consiglio comunale. La prima volta è stata dal 30 dicembre scorso e la seconda nel corso della discussione della prima variante variante di bilancio, una comunicazione, se non ricordo male,
Abbiamo sollevato il tema degli adeguamenti salariali.
Sono però nel corso dell'ultima seduta della prima Commissione.
Consiliare ci sono stati spiegati, in particolare dalla dirigente dottoressa Rossini con chiarezza gli aspetti tecnici di iscrizione a bilancio di queste di queste voci economiche, quindi l'accantonamento Fourtou effettuato negli anni precedenti e poi la successiva iscrizione a bilancio, con la variante che stiamo per approvare,
Che avviene soltanto dopo che tecnicamente è stato sottoscritto e quindi è entrato invalidità il contratto collettivo nazionale di lavoro per il triennio, peraltro appena trascorso.
Gli aspetti tecnici sono complessi, lo riconosciamo insomma, ma proprio per questo non si possono dare per trattati dal come spesso è successo in 10 minuti di Commissione e con rinvio al semplicemente con un mero rinvio a quello che è stato detto in Commissione in sede di Consiglio dove ci sono molti anzi direi la maggioranza dei consiglieri che non erano che non hanno potuto partecipare o non fanno semplicemente parte della della Commissione della prima Commissione non è detto qui, parafrasando sia a me stesso che che che l'assessore in sede di Commissione non è detto che ciò che non sappiamo non ci interessi, anzi spesso ci interessa.
Ribadiamo in questa sede che il Consiglio comunale non è e non può essere considerato un fastidio per la Giunta o per i singoli assessori, ma è il luogo in cui DEC dei dei consiglieri eletti democraticamente dai cittadini. Capisco, capiscono approfondiscono, valutano con consapevolezza e anche magari con autonomia gli argomenti. È anche il luogo dove si impara ad amministrare. Ci sono se se non se capiamo che probabilmente la Giunta possano non avere soverchia simpatia per per l'opposizione, credo che sarebbe opportuno valutare il fatto che nella loro maggioranza ci sono dei giovani Consiglieri che un domani, potrebbero essere delle risorse per questa Amministrazione dei soggetti che, come capitò al vicesindaco nel 99, quando entrammo insieme in Consiglio comunale, un consigliere che fa domande e ricevere risposte puntuali, può imparare poi per il futuro, a diventare un bravo amministratore, un bravo Assessore o quant'altro. Non è questa la modalità che registriamo e quindi, pur confermando il voto convinto a favore di questa variazione di bilancio,
Registriamo questa volta credo con maggior serenità di altre volte come in realtà questo tipo di argomenti, proprio per la loro complessità e tecnicità, debbano essere trattati con maggior distensione con maggiore attenzione, in maniera tale che tutti ne possiamo prendere in considerazione adeguatamente e magari anche evitare critiche che ad un maggiore approfondimento possono rivelarsi non pienamente centrate. Grazie Consigliere Marabini. Non ci sono altri interventi per cui possiamo passare alle dichiarazioni di voto a.
Cicognani, gli Assessori Cicognani, chiedo scusa allora gli approfondimenti io almeno ho questa idea.
Vanno fatte in Commissione, in Commissione, tutte le domande che mi sono state rivolte sono sempre state risposte.
Pera supportare.
Non chiamiamo o la mancata conoscenza di qualche tecnicismo avete tutti a disposizione gli esperti est e ci sono per quel motivo, lì, quindi, se esperti sono per me, la dovete utilizzare e comunque.
A ogni singola domanda vi è stato sempre dato la relativa risposta tecnica e da tutti, quindi io non capisco.
Questa forse capisco, perché magari mi sembra di ricordare che avete detto che mancavano dei soldi nel bilancio per gli stipendi, che in realtà non non è vero. Qui però questo questo, Presidente, dobbiamo Presidente della presenza della comunità dalla Commissione, è vero, dovevano dire i vostri esperti, oppure potevate chiedere oppure potevate chiedere quindi questo è questa è la cosa. Ecco quindi, ma ci si sbaglia tutti, quindi non non vedo nessun tipo di problema, però io vi invito veramente a consigliarmi con a in maniera migliore con i vostri consulenti, perché sennò ve l'hanno detto forse c'è qualcosa da una mancanza di comunicazione.
Consigliera Tassinari.
Grazie Presidente, no, solo per confermare quanto detto dall'Assessore Cicognani, essendo anch'io parte della Commissione bilancio e a quella ovviamente che si riferiva il collega rabbini.
Abbiamo sempre assistito di fronte a domande vostre del di chiarimento e anche di spiegazioni logiche su certi tipi di ragionamenti o comunque su materie complesse quali sono quelle della materia finanziaria dei bilanci pubblici. Quindi io mi sono sempre trovata in una condizione che ad ogni richiesta all'assessore Cicognani, li ha sempre date, anche a livello di dimostrazione dei documenti, eccetera. Se poi lei si riferisce a qualche battuta a volte data, per anche diciamo smorzare i toni, eccetera. Non credo che sia questo sia da confondere col fatto che non vengono date comunque le le dovute risposte e i documenti che vengono richiesti. A maggior ragione le Commissioni nascono proprio per questo motivo, sennò non so quale potrebbe essere un altro, qual è un altro tipo di rapporto con la Giunta per conoscere quelli che sono Josè, cioè degli oggetti che andranno poi in in Consiglio? Quindi mi sento di smentire proprio categoricamente questo aspetto nei confronti della della Giunta e degli Assessori, appunto, che sono relatori nelle varie Commissioni. Grazie.
Grazie, consigliera Tassinari.
Non ci sono altri interventi, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto per cui possiamo passare alla votazione.
È aperta la votazione?
22 favorevoli su 22 votanti, pertanto, è approvato all'unanimità.
Passiamo all'argomento numero 5 società Fiorini, imballaggi, S.r.l. Procedimento unico ai sensi dell'articolo 8 del DPR 160 del 2020 per l'approvazione dei progetti di edilizia, di ampliamento della sede di via Grandi 13 in variante agli strumenti urbanistici vigenti presa d'atto della determinazione dirigenziale 392 del 2026 di conclusione positiva condizionata della conferenza di servizi e approvazione del progetto e della correlata variante urbanistica espone l'assessore Bartolini,
Sì, grazie Presidente, spetti un attimo che mi ero preparato per gli impianti fotovoltaici.
Siamo parliamo della Fiorini, imballaggi S.r.l. Una ditta che ha sede a San Martino in Strada in via Grandi 13 che.
Produce imballa imballaggi plastici, questa azienda ha necessità di ampliarsi per godere di uno spazio di stoccaggio maggiore e quindi di essere più competitiva sul mercato e, avendo previsto l'acquisto di grossi materie, due grossi macchinari.
Ha ridotto gli spazi di stoccaggio e quindi gli si rende necessario crearsi nel magazzino per far fronte ai picchi lavorativi.
È possibile andare incontro alle esigenze di questa azienda, così come l'abbiamo fatto in altre occasioni per tante altre aziende, e lo faremo per altrettante quando ci sono le condizioni per poterli andare incontro, utilizzando il procedimento dell'articolo 8 del DPR 160 del 2010, che prevede appunto gli ampliamenti aziendali che non peraltro anche non vanno a intaccare quel famoso 3% che la legge regionale 24 ci impone come limite massimo per nuove costruzioni perché qui parliamo di ampliamenti aziendali,
Il lotto utilizzato e attualmente agricolo e con la variante urbanistica in approvazione diventa sottozona D 1 2 produttiva di completamento. In realtà è proprio la naturale espansione di dell'ampliamento dei due lotti produttivi esistenti e sarà attuata con un intervento diretto convenzionato, cioè con un permesso di costruire con una convenzione urbanistica collegata al titolo edilizio in questa variante, essendo un lotto di completamento, è prevista dal RUE la monetizzazione di 11 posti auto. Si vota in Consiglio l'ha presa d'atto della determina del dirigente a conclusione positiva della Conferenza dei servizi e si approva il progetto e di conseguenza la correlata variante urbanistica agli strumenti urbanistici vigenti. Grazie Assessore. È aperto il dibattito.
Del consigliere De Rinaldini.
Grazie Presidente.
È chiaro ed evidente che quando le aziende piccole aziende crescono solo un aspetto positivo, quando naturalmente sono in regola con tutte le norme e tutte le le cose della loro produzione.
Chiederei all'assessore che quando si fanno questi ampliamenti, così come per la centrale, questa volta è stata l'unica volta in Commissione che non avevamo i documenti, le piantine, tutto quanto magari per le prossime volte, anche in Commissione, se è possibile averli è la cosa che ha detto il consigliere Brunelli anche dal capogruppo è la prima volta e per la verità che in Commissione non è.
Prego.
La Commissione non lo abbiamo detto, però eh era un problema, perché certo certo no, però te lo voglio ricordare perché magari le prossime volte in Commissione possiamo avere la la possibilità poi di rifletterci anche sopra e dare un giudizio poi in Consiglio comunale un po' più completo quindi io dicevo rispetto a questa cosa per noi è positivo l'unico effetto,
Vero è quel 7 di cui in Commissione si diceva e il consigliere Bucci che c'è un'area artigianale lineare, quell'ampliamento sfocia dall'area artigianale, si fa un 7 era, questo era l'unica distonia, diciamo così, però valutiamo positivamente il fatto.
Grazie, Consigliere, Rinaldin.
Non ci sono altri interventi dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione.
È aperta la votazione?
È sempre quella.
Fotovoltaico fotovoltaico.
Gallozzi è in ritardo.
22 favorevoli, approvato all'unanimità, passiamo alla immediata eseguibilità.
È aperta la votazione?
22 favorevoli su 22, è approvata anche l'immediata eseguibilità all'unanimità.
Il professor, ovviamente, il numero 12, il decreto legislativo 380 del 2003 e legge regionale 26 2004 del decreto legislativo, 28 11 istanze di autorizzazione unica presentate dalla società agricola, spia Agri, SS di Baldini, risiede CIPE, la realizzazione dell'impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dico agrivoltaico, con potenza di picco pari a 4.332 kW in località Villanova via Bassette e delle relative opere di concessione intervento 2 connessione, secondo analisi diventano espressione di parere favorevole sul progetto di variante degli strumenti urbanistici comunali ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge regionale 10 2 del 1993 espone l'assessore Bartolini leggere anche per la successiva,
Se così li abbiniamo.
Aspetti due.
Perché sono identiche, ma non lo so, spetta.
Gli impianti siano soggiace.
Sì, scusate la 7 praticamente la stessa cosa è sempre un impianto di tipo agrivoltaico, con potenza di picco di dove mila 993 chilowatt sempre in località Villanova, via Bassette, delle relative opere di connessione, intervento un'espressione di parere favorevole sul progetto di variante di strumenti urbanistici comunali ai sensi dell'articolo 3, comma 4 legge regionale 10 93,
Quindi c'era l'esposizione di tutti e due gli argomenti e saranno due votazioni distinte a seguito del dibattito, se grazie Presidente anche per averlo unificate, almeno nella discussione, poi, ovviamente sono due impianti separati avranno due votazioni e anche questo non è stato ampiamente dibattuto in Commissione e approfitto per scusarmi se non è arrivato il materiale ma non dipende da da me. Mi informerò coi tecnici perché non accada più perché non ha, non ha. Anche durante il dibattito in Commissione non era emerso, quindi non non ne somme. Non ne vengo a conoscenza soltanto adesso parliamo oggi di due impianti intestata della spia aggredì Baldini, risieda l'azienda agricola, che almeno è un'azienda agricola locale, perché sappiamo che purtroppo.
Molti li abbiamo già dibattuto e molti altri ne arriveranno in questo Consiglio Comunale di impianti che spesso fanno capo a multinazionali, anche oltre oceano. Quindi è un tema, questo, che sarà oggetto di discussione in tanti Consigli comunali, perché appunto gli impianti fotovoltaici di qui al 2035 immagino che se ne presenteranno molte di delibere come questa. Qui parliamo di un agrivoltaico, questa volta un impianto che quindi avrà dei pannelli separati, con la possibilità coi trattori di passarci in mezzo. Sono due impianti di agrivoltaico, con Trakker monoassiale, cioè pannelli che ruotano e secondo il Sole all'occorrenza, e quindi vengono utilizzati, appunto, in maniera anche intelligente, per rendere maggiormente e appunto per consentire anche la produzione agricola nelle parti sottostanti e quindi c'è un connubio tra produzione di energia elettrica e produzione agricola. Il primo impianto di ettari 4,3 per una pronte per una produzione di 9.993 kW di potenza.
Il secondo ed è il secondo impianto, è di un ettaro e 80 di pannelli sempre agrivoltaici che hanno una produzione di 4.300 chilowatt di potenza.
Noi veniamo in Consiglio a. Posso anche aggiungere che sono previsti importanti compensazioni per questo tipo di impianto perché noi, a fine di del 2025, la data ad esso esatta non la ricordo. Abbiamo fatto una delibera di Giunta, la numero 370 in cui abbiamo fissato le misure compensative del 3% dei proventi stimati nei 20 anni di esercizio. Poi sappiamo già che questo 3% alcune ditte che lo contestano perché dice stanno cambiando. Poi ci saranno modifiche, eventualmente se ci saranno dei decreti che entrerà nel merito, ma noi questo abbiamo previsto e sia per il SPI uno sia presieduta. Se sommo le compensazioni previste, parliamo di una cifra di 630.000 euro di compensazioni. Cosa votiamo? Noi, come in tanti, tutti gli altri impianti che abbiamo votato fino ad oggi non è tanto l'autorizzazione all'impianto quanto il collegamento e quindi facciamo la delibera ai fini dell'esproprio del re, del riconoscimento della pubblica utilità per l'attraversamento dei terreni privati ai fini dell'esproprio e faccio presente che facciamo sì delle delibere specifiche ai fini dell'esproprio, ma tranne 200 metri di percorso noi ripercorreremo, ripercorreremo lo stesso tracciato che era già stato deliberato per l'impianto di un'altra proprietà che si chiama Centuri e che è sempre lì adiacente. Ci sarà l'attraversamento della via Emilia e collegamento con la centrale di primarie di via Zinola.
Qualcuno in Commissione ha detto, ma cosa facciamo? Quindi son tre impianti, 3 scavi, no allo scavo, quando è distribuzione, deciderà di fare questo scavo di collegamento sarà unico e ci saranno tre cavi separati, e ciascun cavo collegherà l'impianto e in questo caso i due impianti che andiamo a deliberare, un impianto 1 e l'impianto 2 alla cabina primaria di via Zignoli nello stesso scavo ripeto dove era già previsto anche l'impianto Centuri e,
Non ho altro da aggiungere, salvo dire che noi deliberiamo l'espressione di parere sul progetto in variante agli strumenti urbanistici ai fini dell'esproprio.
Grazie Assessore, inizia il dibattito, Consigliere Rinaldini, grazie Presidente, allora premesso che l'Emilia Romagna, all'obiettivo dei 6 gigawatt entro il 2030 e siamo a 3 gigawatt, quindi abbiamo rimasto cinque anni per mettere insieme altri 3 gigawatt di energie rinnovabili, questo è l'impegno che anzi l'obiettivo che ci ha dato.
Il Governo a fronte degli impegni dell'Unione europea.
Che recentemente è stato.
Votato il il decreto per le aree idonee, siccome c'era stato l'annullamento della possibilità delle regioni di dare indicazioni sulle aree idonee, il TAR del Lazio lo ha bocciato e quindi è chiaro ed evidente che il Governo ha fatto un nuovo decreto, la Regione Emilia Romagna sta disponendo la nuova legislazione sulle aree idonee.
E in questo, in questa nuova legislazione, ci dovrebbe essere anche il discorso del del.
Degli incentivi relativamente agli aspetti ambientali e il Comune di Forlì ha fatto un suo regolamento, è l'unica cosa di cui al Regolamento, secondo me è che abbiamo fatto una stima sui vent'anni in realtà alle centrali fotovoltaiche possono funzionare fino a 30 anni, quindi forse era meglio. Capisco la necessità di avere una un lauto, una lauta compensazione subito consistente, però c'è anche questa questa, questa possibilità vedremo.
E se e cosa dirà la legge regionale se ci sarà necessità di modificarlo e i tecnici ci hanno detto che Forlì era una delle, la prima città che lo faceva va be'si, sono sbagliati, perché ce ne sono altre 20 città che hanno già fatto la regolamentazione. Però, al di là di questo che è un piccolo inciso in via Bassette, a Villanova saranno installati tre impianti.
Quindi, come diceva l'Assessore, uno da 9.900 Pia, insomma, 10.000 chilowatt, un altro da 985 kilowatt che della società Centuri, un altro ancora sempre della società agricola Baldini di 4.300 chilowatt, ci sarà un cavo da 20.000 chilowatt nei tre cavi con 20.000 chilowatt nei momenti di punta quindi bisogna che quello che avevo detto sia ben fatto perché, diversamente,
È un bel problema l'altro elemento di preoccupazione, come, come dicevo anche in Commissione, e che ci saranno 26.000 pannelli in via Bassette, 26.000 pannelli provate a pensare nelle ore di punta a luglio e agosto, il microclima cambierà, sicuramente c'è un po' di calore in più sicuramente sarà registrato però ripeto al di là di questi elementi,
Per noi è positivo che si vada avanti l'unica cosa e magari se in futuro sarà possibile una concentrazione di questa natura qui, cioè tre impianti nella stessa via forse.
È meglio, insomma, nel senso che il rischio di creare un po' di disagi e quei cittadini e io credo che le misure di compensazione che l'Assessore ci diceva debbano essere messe a disposizione proprio in quelle vie, proprio per attenuare la possibilità eventuale di,
Problemi che la centrale può creare.
Grazie, Consigliere Rinaldin, consigliere Morgagni.
Grazie Presidente e sul merito della delibera, io naturalmente condivido quanto è stato detto dal collega Rinaldini e poi i nostri colleghi Elisa Massa, e Giulio Marabini formuleranno e formalizzeranno anche una proposta di merito sul tema delle compensazioni, vorrei però spendere qualche riflessione sul tema più generale del rapporto fra le energie rinnovabili, l'agricoltura, che è la cornice di riferimento di queste delibere per due motivi. Il primo l'ha, detto giustamente l'Assessore, cioè noi abbiamo degli obiettivi come Paese, quindi anche come Regione e come territorio, da qui al 2030 di produzione di energie rinnovabili che fanno sì, che ci piaccia o meno, di queste richieste di autorizzazione e di avvio di produzione di impianti fotovoltaici anche sul terreno agricolo, ne capiteranno tante. Quindi sarà una discussione che in questo Consiglio comunale andremo a fare tante volte dall'altra parte, perché è passato un anno dall'ultima discussione che abbiamo fatto nel mezzo è capitato di tutto un pronunciamento della Corte costituzionale, due decreti del Governo, leggi regionali bocciate dal TAR e poi rifatte la qualunque, ma ancora oggi non si è arrivati, diciamo così, a definire una normativa attorno a questa disciplina, che dia sufficiente chiarezza ed uniformità ed è un problema, perché parliamo di una questione che è estremamente complessa e dentro la quale sta una contraddizione che, se non è governata, rischia di diventare insanabile, perché da una parte c'è la transizione energetica. Io spero che saremo tutti d'accordo, che è una necessità in questo momento è un'esigenza storica e lo vediamo tutti. È un'esigenza storica per cercare in qualche modo di rallentare il cambiamento climatico. È un'esigenza storica perché il nostro Paese è disperatamente dipendente dagli approvvigionamenti dall'estero da fonti fossili e quello che succede a un Paese disperatamente dipendente dall'estero di fonti fossili. Lo vediamo in questi giorni in cui è scoppiata la guerra in Iran, tutte le volte che scoppi un conflitto tutte le volte che scoppia una guerra commerciale o una guerra militare. Il nostro Paese è in fondo alla catena dell'interdipendenza dal punto di vista energetico e quindi il risultato è che si impennano i costi che poi ricadono sulle imprese che poi ricadono sui produttori, che poi ricadono sui consumatori, ma non è solo una questione di dobbiamo farlo perché siamo costretti. È una questione anche di dobbiamo farlo perché è un'opportunità, cioè per le imprese. La transizione energetica anche in Campania può davvero essere un'opportunità di sviluppo, di innovazione e di dare diversificazione del reddito. È interessante, anzi semmai qui il problema è la normativa che dal livello europeo a livello italiano diciamo così spesso e volentieri è una normativa che, dal punto di vista tecnico, dal punto di vista degli allacci, dal punto di vista degli incentivi è poco chiara, è molto burocratica. Ci sono un sacco di lungaggini, con il risultato che a volte le imprese che anche vorrebbero fare gli investimenti sono scoraggiate da queste normative così complesse che, come dire, creano dei costi inutili. Quindi il tema ovviamente non è quello di discutere qui se siamo favorevoli alla transizione energetico, siamo contro la tradizione energetica, ma il tema è come riusciamo a governare un processo che se va avanti, naturalmente non è detto che vada a buon fine, perché c'è la tendenza di far confliggere interessi opposti in questa partita. Quindi non si autoregolano da soli, cioè, da una parte, l'interesse della transizione energetica e dall'altra parte l'interesse altrettanto forte per i nostri territori della preservazione della loro vocazione agricola, che a sua volta vuol dire lavoro, vuol dire occupazione, vuol dire sicurezza alimentare per i nostri territori e purtroppo quello che è successo in questi due anni e siamo un po' alla coda, anche se questo caso un po' diverso perché riguarda, come si diceva prima, una serie agricola del territorio, è che la parte del leone in questa operazione qui non tanto a Forlì perché ci sono stati pochi impianti, ma dove gli allacci sono stati numerosi anche in altre parti d'Emilia Romagna, non l'hanno fatto. I produttori agricoli o le imprese del territorio hanno fatto i fondi, l'hanno fatto soggetti, come diceva l'Assessore, che vengono dall'estero, vengono dall'America addirittura col libretto degli assegni in mano e fanno la transizione energetica. A loro modo, allora è evidente che a soggetti di questo tipo di tutelare la vocazione produttiva del territorio, l'assetto paesaggistico non interessa nulla, come non gli interessa nulla il fatto che la loro azione provoca immediatamente un'impennata del costo della superficie fondiaria, cioè dove si fanno i pannelli, la terra comincia a costare moltissimo, ma è chiaro, cioè se io ho un appezzamento di terra agricola e ha un valore, ci metto sopra i pannelli triplica, il valore, questo significa alzare i prezzi e tutto qui anche attorno e tutto questo accade, diciamo così, in un momento in cui l'agricoltura, anche qui da noi, non è che se la passa bene, cioè fra le difficoltà ricambio generazionale, le difficoltà sulla manodopera, le difficoltà legate ai prestiti, le difficoltà legate al cambiamento climatico, non so chi di voi è stato in campagna in questi giorni a vedere quello che ha fatto la grandine. Ha tanti agricoltori, il nostro territorio è un disastro, cioè si rischia di creare una situazione nella quale la gente quando arriva il Fondo a prendere la terra, permetterci pannelli glielo dà per forza perché non vede più le condizioni per andare avanti. Quindi, per tornare al punto di prima, quello che servirebbe avere una normativa che sia chiara, che sia con poche regole e di buonsenso e invece, purtroppo in questi anni non è stato così, cioè ci sono stati TAR Corte Costituzionale, decreti del Governo, leggi regionali, leggi rifatte, decreti difatti un grande guazzabuglio che non sa permesso fino ad ora di governare questo problema. Ora, io spero vado verso le conclusioni vogliono mettere qualche nota positiva. Io spero che le cose adesso possono cambiare. Finalmente il Governo, alla fine del 2025, ha fatto un nuovo decreto che dovrebbe recepire le eccezioni della Corte costituzionale che quindi, in qualche modo, da una cornice di regolazione della materia che però, secondo noi, secondo me, insomma almeno due elementi sui quali ci vorrebbe una maggiore precisione, cioè un decreto prima di tutto che definisce aree idonee e questo lo vedremo, ci capiterà in testa qui a Forlì. Aree idonee tutto il suolo agricolo che, entro 300 metri dalle autostrade, 350 metri dalle aree produttive, perché secondo loro è tutto il suolo degradato.
Ma attenzione 300 metri dalle autostrade, detto così, sembra un numerino a livello nazionale sono 300.000 ettari di superficie agricola. È tantissimo se tutto questo venisse Pannella, atto attenzione e non è tutto suolo agricolo degradato, chiunque conosca la campagna di Forlì ISA che oltre tracce entro 300 metri dalle autostrade, dai siti produttivi, ci sta anche il suolo agricolo, nel quale si coltivano produzioni che troviamo al supermercato tutti i giorni. Questo è un elemento di debolezza. L'altro elemento di debolezza è quello che si lega alle regole sull'agrivoltaico. Questo intervento, giustamente si diceva e agrivoltaico, l'agrivoltaico in teoria è perfetto. No, ci sono i pannelli, ma sono sollevati in modo tale che si produce l'energia pulita e si può fare la coltivazione agricola sotto benissimo si tiene insieme la transizione energetica e la produzione agricola. Il problema è come dire, il diavolo sta nei dettagli, cioè che cos'è agrivoltaico, che cos'è agrivoltaico avanzato dal punto di vista tecnico. Su questo il decreto nazionale non è chiarissimo e anche qui si creano delle dinamiche nelle quali si rischiano di insinuare non imprenditori seri ma speculatori. Noi speriamo davvero e vado veramente a chiudere e che da questo punto di vista un grande contributo potrà venire dalla legge della Regione Emilia Romagna che è in gestazione. La legge sulle aree idonee dopo tutti i vari pronunciamenti del TAR e della Corte costituzionale per quello che si può leggere dal provvedimento che è stato licenziato in Giunta regionale. Questa legge nasce almeno con una chiarezza di obiettivi divisione, cioè siamo favorevoli alla transizione ecologica ed elettrica assolutamente energetica. Però, come dire l'indirizzo preferenziale ai pannelli, cerchiamo di metterli sulla superficie già impermeabilizzato, cioè mettiamoli sui capannoni, mettiamoli sui tetti, mettiamogli sui parcheggi e se proprio dobbiamo metterli in campagna, comunque cerchiamo di tutelare la vocazione agricola del territorio. Mi sembra molto importante e cito solo questo per non dilungare che nel progetto che sta presentando la Regione per farlo diventare nella proposta di legge si abbia scelto 0,8% come quota massima di superficie agricola che sul livello regionale può essere coperto da pannelli che è il minimo del range tra 0 e 8% e 3% del diritto di superficie agricola che il Governo aveva demandato da determinare alle regioni. Quindi si è scelto un approccio molto prudenziale. Quindi io concludo dicendo che, come dire, ci troviamo di fronte a una questione molto calda. È molto complessa, perché cioè, come dire, gli interessi in campo sono tutti legittimi, sono tutti utili per il nostro territorio, però purtroppo hanno la tendenza, se non regolati, ad andare in contrasto la legislazione, come dire ancora dei margini di incertezza. La dico in questi termini e noi siamo qui in Comune, dove tutte queste robe ci arrivano come primo soggetto deputato, ma abbiamo pochissimi strumenti per governarla. Quindi quello che io mi limito ad auspicare Assessori e Consiglio comunale, siccome questa è la prima di discussioni che, dovremmo fare tante volte nei prossimi quattro anni e cerchiamo di mantenere alta la guardia di difendere la transizione energetica, ma di difendere anche le nostre campagne e di valutare bene il caso per caso, quando in campo c'è, come dire, un interesse e un investimento privato meritori utile per il nostro territorio. Come penso possa essere questo il caso e le situazioni in cui questo non avviene e sarà necessario fare una battaglia insieme per evitare di mettere in discussione la sua vocazione agricola e di fargli perdere una delle sue caratteristiche tradizionali. Grazie, Consigliere Morgagni, consigliere Bertolini.
Se mi trovo d'accordo completamente, perché il so, anche io sto seguendo una vicenda nel ferrarese nel ferrarese, dove con il placet di Regione delle normative e le leggi così stanno ben pensante 1.003 1.000 ettari pannellature, con quei pannelli alti sei metri da terra ma coprire 1.000 Ettore praticamente tutti concentrati nella zona di Argenta in quei paraggi anche lì.
È una si nascondono dietro punto quest'~hesitation questi progetti sono multinazionali, arrivano, fanno delle proposte sui terreni che gli agricoltori non possono certo dir di no perché è preventivamente, pur non sapendo ancora se la legge, le norme ci rientrano, vanno gli danno già dei contratti preventivi dove triplicano, quadruplicano quelle che sono che sono le valutazioni dei terreni dei infatti si trovano da un giorno all'altro si son trovati questi pro del possessore di case circondate né nei progetti ma da questo panel lamento ma proprio altro che intensivo, e qui quelli da noi praticamente a confronto di quelli. Sono però.
Sono le norme sono le leggi del le cose perché sanno bene cosa fare dove sfruttare i momenti come arrivare e quindi sono. Conosco anche le attenzioni che ci metteva anche anche il nostro Comune, anche anche se molte volte ti trovi, che sono dei pacchetti che ti calano, che ti arrivano e no, e quando arrivano con queste cose qui ha già fatto tutte le loro, le tutte le loro valutazioni, le loro sanno stare dentro le norme, però io, quando ho visto euro su appunto nel ferrarese, mi han fatto vedere tutta l'area, cioè 1.000 ettari, 1.000 ettari tutti lasciando dei Buganini per le case quelle che ci sono adesso mi sembra una cosa talmente.
Che non ci sono commenti.
Grazie, consigliere Bartolini.
Consigliera massa.
Eh sì, grazie Presidente e allora abbiamo formulato una proposta incidentale ai sensi dell'articolo 27, comma 4 e, come si diceva appunto nell'ambito della discussione di questi due argomenti, in sostanza, praticamente cosa chiediamo che,
I sottoscritti consiglieri comunali nell'ambito del dibattito sugli argomenti di cui in oggetto propongono di approvare il seguente indirizzo il Consiglio comunale impegna.
La Giunta e il Sindaco, per quanto di competenza, l'Amministrazione comunale ad impiegare le risorse provenienti dal programma di compensazione territoriali. Decreto legislativo 190 del 24 derivanti dall'autorizzazione degli impianti di cui alle delibere.
Appunto citate dall'Assessore, somme in discussione per la realizzazione di opere ed interventi localizzate negli localizzate nelle zone interessate, in questo caso per quanto riguarda prevalentemente il quartiere di Villanova,
Dagli impianti stessi. Tali opere di compensazione andranno individuate consultando la cittadinanza e concertandolo con il comitato di quartiere cava Villanova appunto. A titolo esemplificativo, segnaliamo la realizzazione della pista ciclabile, per esempio da viale Bologna fino al canile di via Vassetta la messa in sicurezza con attraversamenti stradali protetti su viale, Bologna, all'altezza delle attività economiche a monte, in direzione Faenza e in corrispondenza della parrocchia stessa di Villanova. La previsione di una rotatoria nell'incrocio tra viario oltre via Bologna, via del Beraldo, all'altezza della farmacia nuova farmacia comunale, il completamento dell'illuminazione pubblica di via Rio Cozzi che, diciamo, non è completa nel tratto praticamente nella sorta dell'anello che si va a configurare,
Così come il completamento dell'illuminazione pubblica, che va nel tratto tra via Rio Cozzi e di ricavo. Oltre infine l'adeguamento delle banchine stradali di via. Io Cozzi perché quella zona, come si diceva prima, è particolarmente sensibile, visto che tutto quello che il Consigliere Rinaldini citava cioè ai 26.000 pannelli e tutto quello che verrà, diciamo prodotto, sarà poi andrà a confluire nella famosa cabina primaria che è stata poi, diciamo così realizzata nella nella zona di via Zignoli che tanta preoccupazione ha destato in quella.
In quei cittadini che sono stati alluvionati e che hanno, diciamo, messo mano agli interventi delle loro abitazioni e tre anni fa a seguito dell'alluvione e che si sono visti di nuovo, risma buttare la loro abitazioni perché appunto hanno confinano con una cabina primaria molto importante, che andrà appunto a, diciamo così, a ad avere da cui il convoglio, insomma tutto quanto quello che viene poi realizzato all'interno di questi di questi insediamenti e quindi depositeremo questa questa proposta incidentale.
Grazie consigliere Hamas, esso chiudiamo l'aiuto del Segretario generale per come affrontare questa situazione.
Meccanismo.
Allora passo la parola al Consigliere Nagni solo per capire dal punto di vista politico, poi, dal punto di vista tecnico, sarà ammissibile dal punto di vista politico, voi fate una proposta che la vostra.
Senza aver comunicato niente a noi qui, noi le abbiamo ascoltate e vi chiedo che cosa dovremmo fare.
Domanda la domanda perché se queste, se questo è il modo di condividere le iniziative, cioè io quantomeno sul modus operandi, mi istintivamente sarei per votare contro, quindi non so fino a che cosa significhi che se questo giudice è una proposta chiara delle improvvisamente senza nessuna concertazione, senza nessun con con noi che abbiamo fatto facciamo da spettatori cos'abbiamo fatto il nuovo Tarver dal punto di vista politico ve lo chiedo e ve ne do.
Quindi la parola al Segretario generale.
La proposta che viene presentata una proposta definita, incidentale okay, viene presentato nel corso della discussione della proposta principale ed Est e deve essere ad essa strettamente correlata e l'articolo 27 del regolamento questo articolo si rifà a questo comma, il comma precedente, che invece dice il principio generale di questo di questo articolo in realtà e sull'ordine di trattazione degli argomenti okay.
E dice che l'ordine di trattazione può essere modificato. Previsioni del Presidente del Consiglio su richiesta del Sindaco Consigliere, qualora nessuno dei membri del Consiglio si opponga in quel caso c'era una votazione per maggioranza, il principio che ve ne fossero comma 2, che il Consiglio non può discutere e deliberare su argomenti non iscritti all'ordine del giorno della seduta, salvo quanto stabilito dopo, e si parla proprio delle proposte che sono proposte eventuali su questioni attuali e urgenti che abbiano per fine di provocare una manifestazione degli orientamenti dell'opinione del Consiglio e sempre che non impegna il bilancio del Comune e non modificano norme di funzionamento dei servizi di attività del Comune, queste possono essere sottoposto all'esame del Consiglio per la trattazione, previo accordo unanime dei Capigruppo. Tra le proposte sono presentati in sede di comunicazioni e discusse entro i termini di tempo previsti dall'articolo 24 25, comma 4. Se non rientrano tra i termini, la transazione viene inviata in un momento successivo.
L'eccezione è quella che non è necessaria questa procedura, ovverosia la trattazione, previo accordo unanime tra pigro PPO quando la proposta incidentale venga presentata nel corso della discussione di una proposta che viene definita incidentale come questa e sia ad essa strettamente legati,
Quindi è importante comunque che non ci siano elementi che impegna il bilancio comunale okay e non solo proposte incidentale del ministro chiedono di stretto.
Di stretta natura politica, perché se fossero di natura tecnica devono essere oggetto di un parere che in questo momento non è possibile rilasciare il parere tecnico, per esempio okay, io direi una cosa, intanto avete letto la proposta ed è opportuno che quando la leggete la affacciate diate dato il testo a tutti perché il testo sia possa essere fotocopiato elettrodo tutti in maniera intellegibile che dopodiché, una volta letta, se ci sono degli elementi che sono un tecnici, senza il parere tecnico non si può produrre proporre niente se la proposta ha una natura meramente, l'indirizzo politico è un discorso differente.
Quindi io inviterei ad avere il testo della proposta incidentale presentata.
E a farne un numero congruo di copie LuaLua pari al numero dei Consiglieri presenti assegnati, perché si possa essere fatto la discussione e si e si possa capire la natura della proposta di delibera,
Bene, quindi, a questo punto, se riuscite a essere sparare, il testo ha già enunciati.
Consigliera massa.
Allora innanzitutto vorrei così eco rispondere al consigliere ragni, e questa non è stata.
Una volontà di non coinvolgere anzi il contrario, perché?
Diciamo così, lo scopo è proprio quello di Impe impegnare dal punto di vista politico, quindi non c'è nulla di tecnico, ma si parla nella delibera di una percentuale di rendicontazione di storno, diciamo così, rispetto a quelle attività e a noi è parso, diciamo che dovesse essere comunque.
Quella zona che cambierà notevolmente, perché quella attualmente è una zona fortemente agricola e i cittadini che vi abitano vedranno cambiato fortemente quel territorio. Ci sembrava una cosa molto appropriata poter sostenere quelle che sono da tempo le richieste dei cittadini, dei comitati del comitato di quartiere,
Delle attività economiche che avessero una ricaduta di un beneficio di più benefici che potessero derivare da questi impianti. Non voleva essere una mancanza assolutamente di scortesia politica. Purtroppo, come vedete, anche è stata scritta a mano e ci scusiamo, perché l'abbiamo pensata né le lodge nell'oggi pomeriggio e colgo l'occasione per dire che purtroppo, queste delibere affrontate anche in maniera molto vicina al Consiglio comunale, non ci danno proprio e il tempo per approfondirle in modo adeguato e quindi ci siamo ritrovati, diciamo, a parlarne anche tra di noi. Poi, come avete visto oggi il nostro capogruppo è assente, abbiamo, diciamo così pensato a questa che poteva essere una proposta incidentale a favore di quella zona di territorio che riceverà. Avrà un cambiamento notevole e quindi ci sembrava una proposta sensata. Quindi, ecco, è la nostra.
Diciamo così volontà era soltanto quella di andare in questo senso e credo che sia.
Diciamo così possa essere un'indicazione e sostenuta da tutto il Consiglio comunale e perché è una proposta sia semplicemente di buonsenso.
Grazie, consigliera Menosso.
Consigliere uscirvi,
Io concordo pienamente con quanto è stato detto finora nel dibattito dai miei colleghi di opposizione, in particolare con la proposta che, appunto è stata avanzata una proposta incidentale, avanzata sul momento, ma che secondo me dovrebbe vederci uniti, perché davvero non è una proposta.
Di parte è un modo di andare incontro alle persone che abitano in quella zona e tante volte dai banchi della maggioranza, ci arrivano degli inviti a collaborare nel bene della cittadinanza, questa è una proposta che va proprio incontro all'interesse degli abitanti della zona. Io personalmente, rispetto a i miei colleghi di opposizione, credo anche in realtà la maggior parte dei colleghi consiglieri sono molto favorevole al fotovoltaico, nel senso che, se personalmente mi trovassi con il campo di fianco a casa pieno di pannelli, non avrei tutti i problemi.
Che molti cittadini invece hanno ma visto che il quartiere e le persone interessate ai cittadini residenti di quella zona hanno avanzato una serie di perplessità per quello che di fatto è un un intervento a scopo di lucro, cioè, non stiamo parlando di un bene pubblico, questa energia prodotta da privati che installano i pannelli per un loro vantaggio economico. I cittadini si sentono di subire un danno per colpa di queste operazioni che hanno uno scopo di lucro, e mi sembra giusto che i cittadini abbiano la percezione che tutto sommato non sia tutto per nuocere, perché comunque la percentuale che comunque la ditta deve dare di compensazione viene reinvestita proprio nel loro quartiere, nelle loro strade. Io penso che questo sia anzi un suggerimento che fa fare una bella figura all'Amministrazione, quindi, da un certo punto di vista.
È quasi contrario al nostro interesse e lo facciamo nell'interesse della cittadinanza tutta.
Grazie, consigliere uscir, consigliere Rinaldini.
Sui cosiddetti il problema, ripeto, è che noi abbiamo la necessità di fare queste centrali per tutte le ragioni che diceva anche il consigliere Morgagni, la difficoltà a reperire energia, i costi che l'Italia paga con l'energia.
Fossile, con il metano, eccetera, eccetera, quindi c'è la necessità di avere un'autonomia del nostro Paese a fronte di questa dell'energia,
C'è però il tema che, nel momento in cui si fa una centrale vicino a casa, poi quei cittadini hanno ovviamente dei problemi, è chiaro ed evidente che ne parlavamo in Commissione con l'Assessore, se neon, che è una multinazionale francese con,
Fondi americani facesse quella centrale fotovoltaica che ha chiesto a Ronco, che è gigantesca, è chiaro ed evidente che il problema è enorme e poi, come dicevamo prima, non è un'azienda locale, ma è una multinazionale, così come Bartolini sa bene cosa ha significato e fare l'Assemblea Durazzanino per la centrale BES,
Quella con 260 batterie, che serve anche quella a stabilizzare la rete elettrica. Vi ricordate cosa è successo in Spagna quando ci sono stati picchi estivi di produzione delle centrali fotovoltaiche delle centrali fotovoltaiche? Bene, anche noi abbiamo il problema di stabilizzare la rete elettrica, però, ovviamente, chi è vicino a 260 batterie container.
Dove ogni container, cioè il condizionatore, pensate d'estate, qual è il ronzio che sentiranno quei quei cittadini oppure il campo elettromagnetico che lì si genera, eccetera, eccetera, però sono cose che dobbiamo fare.
Quindi è chiaro ed evidente che il principio della cosa che.
La consigliera massa, Parapini hanno messo insieme, è quello di ridare quell'incentivo quell'incentivo quella non mi viene il termine tecnico compensazione, esatto, quella compensazione a quei cittadini dove sorge l'impianto, questo è l'intento, poi lo vogliamo scrivere, lo voglia rischi, non c'è problema, ne abbiamo parlato un attimo anche in Capigruppo abbia fatto questo accenno, quindi non è che è venuto dal nulla, però c'è il tema di ridare ai cittadini quella compensazione che viene generata per appunto, dalla centrale.
Grazie consigliere, Rinaldini, consigliere 20 voi.
Ma.
A me sembra un ragionamento troppo semplicistico, noi qui andiamo, andiamo a intervenire su una questione che si parte da un punto di vista politico e quindi su un'incidenza di natura politica, ma va a modificare un aspetto che è di natura tecnica, cioè noi oggi andiamo o volete volete,
Indirizzare su questo aspetto vincolante, quindi dicendo oggi noi quella parte economica che viene data al Comune, dobbiamo cercare di utilizzarla per fini di buonsenso nella nel nella, nel contesto di un impianto od un insieme di impianti.
Che possono recare fra virgolette delle problematiche,
Qui bisogna capire, è più complessa la materia, bisogna capire come disciplinarla, perché noi poi, una volta dato una un indirizzo, questo indirizzo deve avere una sua disciplina, perché poi non può essere un precedente che porta poi la stessa cosa a poterla o doverla poi confluire o distribuire in altri ambiti e in altri aspetti quindi qui si apre un concerto e si apre un ragionamento e una riflessione ben più ampia.
Oggi possiamo dire vogliamo andare eventualmente in quella direzione, ricordandoci e sappiamo bene che il Comune non ha dal punto di vista delle autorizzazioni, non ha voce in capitolo, quindi noi recepiamo e dobbiamo fra virgolette obbedire a quello che ci viene imposto ma sull'aspetto economico delle di quelle che sono le compensazioni bisogna fare un percorso eventualmente e qui disciplinarlo, perché entriamo comunque in un aspetto tecnico e non è più politico quindi, come riferito dal Segretario generale quando si entra in un aspetto tecnico, ecco che nell'articolo 27 ci sono della delle questioni da aprire, quindi io oggi rimanderei questa questa discussione in un momento in cui possiamo ritrovarci, possiamo metterlo e portarlo in Commissione quando eventualmente capiterà un'altra, un'altra situazione come questa, quindi a quel punto lì possiamo sì, allora dire okay, si può tecnicamente poter andare in una direzione che politicamente si vuole perseguire. Ecco, io prenderei farei. Questo attuerà questo percorso e poi da lì capire se si può andare in una forma di compensazione economica.
Che il Comune ha la possibilità di poter disporre e spendere, ecco capire anche disciplinari anche come poter spendere e se si può spendere in questo caso all'interno di un territorio dove è stato installato o sono stati installati questi impianti.
Grazie consigliere, Bentivoglio, Assessore Bartolini.
Sì, allora intanto terrei separata la discussione delle due delibere.
Oggi in votazione, che vanno portate in approvazione.
E questa è una partita perché, così come le abbiamo approvate fino ad oggi, tutte quante poi ho ascoltato con attenzione la proposta avanzata dal da alcuni Consiglieri, adesso non ho visto chi sono, ma va bene dal dai Consiglieri proponenti.
E faccio qualche precisazione, il Consigliere Rinaldini ricorda bene quando andammo a Pieve acquedotto quella sera, noi prendemmo l'impegno politico di spendere gli introiti di quelle compensazioni nella zona BPM, acquedotti che mi sembra una cosa normale, nel senso che il disagio che la loro giustamente non è che chi ha subito il disagio, poi il beneficio né ne trae qualcun altro ma noi abbiam fatto anche di più perché l'abbiamo già previsto perché intanto io leggevo qui fare la rotonda che,
Noi non è che possiamo spenderli, come vogliamo per legge, noi dobbiamo spendere queste questi, queste risorse, queste entrate di compensazione ambientale per opere di compensazione ambientale devono rimanere nel solco di quelle che sono riconosciute, noi li abbiamo vincolati ad opere compie contenute nel PAESC,
Noi a queste opere e l'abbia riprese anche nella delibera, adesso non abbiamo i dirigenti disponibili.
Ma noi l'avevamo già nella delibera previsto, appunto che vengano vincolate ad opere su quel territorio, però si può sempre migliorare e perfezionare, approfondire, più che altro ci può possiamo, come ha detto mi sembra il consigliere Bentivogli ritrovarci in Commissione discutere insieme ai tecnici per capire cosa è previsto oggi cosa si può prevedere di meglio, come si può anche migliorare questa delibera che, ripeto, è una delibera che sarà oggetto di modifiche, perché c'è anche la normativa che cambia di continuo in materia e quindi dovrà essere rivista.
Probabilmente anche a breve sulle percentuali o quant'altro. Perché ci sono dei decreti che intervengono in mezzo perché, come oggi, riguardo a questo problema è stato detto anche prima la nostra provincia, ma riguarda il nostro Comune, ma riguarda tanti altri territori, soprattutto in zone di pianura, perché io dico, ma perché non li fanno? I calanchi ne chiede perché hanno interesse a farli dove c'è più profitto e dove la legge gli consente di farlo e con anche grandi estensioni di tipo quello del Ronco. È evidente che in una zona abitata giustamente che abita lì si preoccupi però la legge da visto che c'è un impianto produttivo nel nella distanza ritenuti idonei dalla legge, gli consente di farle, vedo che.
C'è una presa d'atto che purtroppo c'è purtroppo per quelli che abitano lì. Non è che ci hanno tante altre soluzioni alternative, se non protestare, per carità, su quella che è un indirizzo che parte dall'Europa e su un piano energetico nazionale ed europeo, allora, ripeto, noi siamo già vincolati a quelle donne. Se vogliamo ritrovarci qui, chiedo a voi in una Commissione apposita c'è la piena disponibilità a valutarle insieme ai tecnici e fare il punto della situazione e capire e recepire anche dopo una discussione se la delibera vada valutata, se c'è qualche margine anche per migliorarla, se è necessario, ma c'è la piena disponibilità questa, in base alla discussione che si è aperta sull'altra, invece, invito il Consiglio comunale ad approvare le 2 delibere che sono separate, ma illustrate in un'unica illustrazione, appunto perché c'è un'azienda che sta portando avanti la sua le sue pratiche al pari di tutte le altre riteniamo legittimo che sia doveroso da parte del Consiglio Comunale riconoscere non l'approvazione dell'impianto ripeto, ma la variante urbanistica ai fini dell'esproprio appunto per il collegamento della centrale delle centrali alla cabina primaria di via Zignoli.
Grazie Assessore Bertolini, consigliere Brunelli, grazie Presidente, sì, no, io volevo ribadire riguardo alle compensazioni, infatti in Commissione avevo chiesto con i tecnici appunto quanti erano qui in il valore di denaro queste compensazioni dev'2 venivano utilizzati, ma era stato infatti risposto che vengono messe in un fondo nel PAESC. Il PAESC è il documento che praticamente impegna il Comune arrivare al 2030, ridurre del 40% il liceo 2 e mettendoli in questo calderone in questo fondo si rischia che magari vanno che ne so, magari per per calarli CO 2, però non magari visto che il PAES prevede rifiuti prevede fotovoltaici Letcher, quindi non c'è.
L'ideale sarebbe che le compensazioni ricadessero proprio nei posti dove vengono fatti questi impianti, visto che sono i più colpiti. Ma la la nostra idea di fondo e io sono come Movimento 5 Stelle siamo assolutamente favorevoli degli impianti, però capiamo che per le persone sono misure che hanno un impatto soprattutto vicino a casa, e quindi l'idea.
L'ideale sarebbe da dire, ti facciamo questo impianto, però avrai dei benefi dei benefici in salute e l'ambiente un esempio banale. La discarica di Longiano. I cittadini l'hanno accettata perché hanno avuto dei benefici. L'idea è quella, quindi non è da dire, ma mi sembra una una.
Un'opposizione che possiamo tenere tutto insieme, visto che va proprio nel dell'incentivare sia il l'ambiente, sia le persone che abitano, senza cercare di di di dar che CRI comune impone queste cose e non fa niente e quindi, secondo me è una proposta di buonsenso quindi,
Spero che il Comune vada avanti adesso ho sentito l'Assessore Bartolini, che sembra abbastanza favorevole, sta cosa per questo, magari sul PAES che l'assessore all'ambiente predetta potrà dirci qualcosa, però non non è una critica al PAESC, all'Assessore, proprio per capire se anche all'interno del PAESC magari si può mettere,
È qualcosa, anche se è già stato approvato le nostre, almeno la mia idea era questa grafica,
Grazie consigliere Brunelli, consigliere, ragni, grazie sì, proprio perché il tema merita di essere preso in considerazione, io non so se voi li avete già presentato o avete detto che avevo presenterete questo. Questa proposta incidentale le avete già presentata già presenti o andrebbe cioè si deve essere discusso oggi, secondo me andrebbe ritirata e ripresentata secondo il canale giusto, perché sicuramente deve dare. Ci deve essere un parere tecnico, perché qui c'è un impegno di spesa. Sono dei lavori da fare, eccetera. Quindi andarla a discutere, o lo dico svestito dalla dalla giacchetta di capogruppo di Fratelli d'Italia, quindi ve lo dico proprio apertis verbis cioè oggi noi dovremmo dire non è ammissibile perché richiede un parere tecnico e quindi, seppur meritevole di attenzione, siamo convinti che sia stata presentata in maniera non rituale che non abbia le caratteristiche tali per cui saremo costretti a votare contro cosa diversa. Se invece la ritirati e seguiamo il canale che deve seguire con i pareri che ci devono essere. C'è stata l'apertura da parte anche, mi pare, della dell'Assessore Bartolini, anzi togli, mi pare, è stato molto chiaro, quindi credo che siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda e ripresentata con le dovute i dovuti approfondimenti, ma anche in tempi brevi e con i pareri tecnici che seguono. Secondo me,
Mentre di essere presi in considerazione in cui se ne avete già presentate, converrebbe, mi permetto di suggerire che venisse ritirata e riproposta seguendo il canale istituzionale corretto.
Grazie consigliere, ragni, consigliere Valli.
Sì, grazie Presidente, no, volevo solamente chiedere due minuti di ReCUP, di di di recupero, di pausa per sé di recupero, così li allunga due minuti di pausa, di sospensione gentilmente che facciamo un attimo il punto velocemente per tornare in maniera presiede.
Se siete d'accordo, ci fermiamo due minuti.
Endo se siam pronti al consigliere Rinaldini.
Grazie Presidente, allora noi siamo disponibili a ritirare la cosa, così come anche proposto dal dal consigliere ragni, però chiediamo l'impegno dell'Assessore e del Sindaco che in via Bassette quella la.
Byte, la compensazione stasera, la compensazione sia definita in quell'area e poi ci ritroviamo dopo che uscirà la legge regionale, che dovrebbe stabilire delle nuove norme anche sulla compensazione di trovarci in Commissione per scrivere insieme il regolamento, se così può andare,
Io direi che la facciamo così.
Sindaco io proprio normalmente, non entro nel merito.
È una norma che non può valere per via Bassette, deve diventare la regola del Comune. Faccio un esempio, io abito in via Pertini, dove avevo 5 7 8 ettari di verde, ovviamente un disagio possiamo pensare di averlo, quei soldi lì non entrano più nel bilancio comunale diventano compensazione di quella zona lì e per estensione ogni lavoro, ogni intervento, ogni.
Fabbrica che apre a un disagio verso qualcuno, quindi da adesso in poi, perché non possiamo legarla un'area perché sarebbe quasi direi quasi illegale dire solo per quell'area realizziamo questo intervento da adesso in poi ogni intervento che per definizione porta disagio a qualcuno entra come compensazione da spendersi in quell'area lì è una domanda, non è un'affermazione.
La giardini sulle centrali.
Diciamo fotovoltaiche, ma anche l'eolico, quelle Besio, eccetera, eccetera, prevede un tipo di conscio di compensazione specifica,
È chiaro che.
Può capire quello che volevo dire che mi sembra che dobbiamo perlomeno ragionarne intensamente per che cosa vuol dire compensazione per tutto quello che riguarda un'attività del Comune, quindi se stasera ovviamente c'è la disponibilità a ritirarli e a farne una discussione ampia sia per quanto riguarda cosa vuol dire compensazioni cosa vuol dire ristoro a un disagio sia cosa vuol dire per le casse comunali in genere perché è un argomento che, per estensione,
Interviene su quasi tutte le attività dei o di un comune benissimo, io sono d'accordo che su alcuni temi si possono avere atteggiamenti, ma pensiamo che da adesso in poi credo che debba diventare quasi un modo operativo costante.
Perché sì, se non partiamo da questo concetto, non lo so, metto in discussione non tanto la mia attività, ma quello che è l'attività del Comune in generale.
Rinaldini e poi Bentivogli, lo comprendo, ripeto però se c'è una legge specifica per gli impianti di energie rinnovabili che lo prevede, facciamo fatica anche a dire che non è così e poi dipenderà anche cosa prevede la legge regionale su questo specifico punto quindi ha per l'appunto, dicevamo, aspettiamo che escano la legge regionale, poi ci troviamo in Commissione e cominciamo a ragionare su questo il seggio a, ma era così.
Che mi avete chiamato in causa, faccio fatica perché c'è una legge in itinere, ci sono delle considerazioni da fare, che ovviamente devono diventare la nostra linea guida, e non so se ciò reso l'idea.
Mentre i fogli sì sì. Beh, questo è le ultime parole che ha detto il Sindaco, sono un po' la direzione che secondo me possiamo ottenere anche come Consiglio comunale proprio in tutte le sue parti. Oggi noi dobbiamo capire se si può aprire un percorso e vedere se quelle forme di compensazioni possono essere dal punto di vista tecnico, perché qui rischiamo di andare addirittura in una materia che è il danno erariale, cioè noi qui prendiamo delle prendiamo delle parti economiche che vanno nelle casse comunali e lo obblighiamo a dover indirizzare in una singola zona o in una singola struttura attenzione, quindi noi siamo qui a dire okay, apriamo un confronto, vediamo se si può aprire un percorso dove quelle forme di compensazione eventualmente si possono anche solo in parte distribuire come una forma di,
Mitigazione a quello che può essere un eventuale cambiamento di quella che è il micro sistema che è in quell'area. Lì però dobbiamo comunque aprire un percorso e tecnicamente perché, ripeto, questo è un aspetto tecnico, non è politico tecnicamente, se si può aprire un percorso e una strada di questo genere.
Rinaldini. Poi vediamo se lo chiudiamo, allora scusate. La norma del 2010 prevede nella definizione delle misure compensative si tiene conto dell'applicazione delle misure di mitigazione, in concreto già previste anche in sede di valutazione di impatto ambientale. Ma lì in quel luogo, non dall'altra parte, qualora sia effettuata a tal fine, con specifico riguardo agli impianti eolici, l'esecuzione delle misure di mitigazione di cui alle, eccetera, eccetera, poi le eventuali misure di compensazione ambientale e territoriale, definite nel rispetto dei criteri di cui alle lettere precedenti, non possono comunque essere superiore al 3%, che adesso è cambiato già, che addirittura arriva al 4 comprensivi degli de degli incentivi vigenti. Allora quello che diciamo e vediamo la nuova norma cosa dice perché è cambiata? Come ripeto rispetto a questo, vediamo cosa dice la legge regionale sulle compensazioni, poi ci troviamo e ci ragioniamo.
È chiaro ed evidente che questa è per gli impianti di questa natura io capisco il problema del Sindaco, ma sulle aree edificabili su sono altre partite, questa è una legge specifica per per gli impianti rinnovabili,
È consigliere con Angela e consigliere Morgagni. Cerchiamo di essere veloci, sottolineare delle cose, noi ci siamo rifatti a quella che in Commissione ci hanno detto i tecnici, ossia che la compensazione viene investita sul PAESC okay e abbiamo aggiunto a questo o quello che stasera ci ha detto l'Assessore Bartolini, che ha già Pieve acquedotto, è stato fatto per cui questo è quello che chiediamo come impegno al Sindaco, alla Giunta che all'interno del del di quel di questi soldi che sono già vincolate al PAESC, dentro al PAES che ci saranno delle cose da fare, scusate, io parlo proprio come Manzo e alcune di queste cose saranno in quel territorio Villa 9 e zone limitrofe garantire che partiamo con quei soldi lì, da da quel territorio. Lì poi tutto quello che abbiamo detto, ne riparleremo dopo che è uscita la legge regionale e lo faremo, ma a questo punto noi ritiriamo con questo impegno questa.
Questa indicazione e votiamo grazie Consigliere. Morgagni sì, io volevo dire un po' la stessa cosa, cioè adesso qua abbiamo parlato addirittura di rischi di conseguenze penali, no, spero di no, perché l'assessore ha detto che di fatto, a Pieve acquedotto si è operato in quel senso cercando di fare gli interventi di compensazione sul territorio. Non credo assessore che lo abbia fatto in deroga alle norme, quindi quello che noi volevamo sapere ci basta. Questo in fondo, ci basta sapere che anche voi condividete che la priorità nei limiti stabiliti dalla legge e nessuno vuol fare degli illeciti. Guai a Dio, ci mancherebbe, è che quando si fanno questi interventi, siccome sono molto impattanti sul territorio, cerchiamo di fare in modo in maniera che le compensazioni ricadono sul territorio e non a volte, come succede a chilometri di distanza banalmente. Se siamo tutti d'accordo su questa cosa, io penso che la discussione la possiamo anche chiudere qui, cioè l'Assessore, vedo che annuiva prima, quando parlavamo se c'è un impegno e i limiti della legge, ci mancherebbe però a cercare di garantire che quello che comprenderà questi interventi sia il più vicino possibile a quel territorio, da una parte, e dall'altra parte, fra un mese, a trovarci insieme e capire se possiamo fare un Regolamento che ci permette di gestire questa partita nei limiti della legge, però non caso per caso, ma in generale per tutti quelli che verranno avanti. Noi siamo benché soddisfatti, però non facciamone una questione tecnica. Facciamone una questione di condivisione di una priorità politica per il territorio, basta tutto qui.
Assessore Predator, dopodiché chiudiamo la delibera di Giunta comunale del 2 ottobre 2025 fa proprio questo questo percorso qui, cioè prevede che le compensazioni ambientali siano destinate a alle azioni previste dal PAES che che che.
Dette compensazioni siano convogliare prioritariamente nel quadrante urbano di riferimento dell'impianto da realizzare. Questo è già poi, dopodiché questa delibera ad aggiornare, per il semplice fatto che a fine anno i primi dell'anno è uscita una nuova normativa che non prevede più dallo zero al 3%, ma dall'1 al 4 indicativamente della DOC, quindi ad aggiornare, se vogliamo fare una discussione in Consiglio o in Commissione, come ha già detto l'Assessore Bartolini, ben venga ci ragioniamo con la norma nuova.
Quindi è con la legge regionale che poi sarà subordinata sicuramente alla legge, alla alla norma, alla norma nazionale che è uscito da breve, però avevamo già previsto proprio perché c'è questa previsione di diverse nuove opere che saranno fatte già a ottobre del 2025 avevamo previsto un indirizzo di questa natura, quindi io.
A questo punto a voi,
Eh sì, eh già è già stata ritirata, pertanto chiudiamo il dibattito e passiamo alle dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione della prima e quindi dare un numero 7.
È aperta la votazione?
22 favorevoli approvato all'unanimità, pertanto passiamo all'immediata eseguibilità.
È aperta la votazione?
Sì, sì.
E anche l'immediata eseguibilità è approvata all'unanimità, pertanto passiamo alla votazione dell'argomento numero 12.
È aperta la votazione?
Anche questo approvato all'unanimità, pertanto, passiamo alla immediata eseguibilità.
È aperta la votazione?
All'unanimità, anche l'immediata eseguibilità.
Passiamo all'argomento numero 8 società coro far Distribuzione, S.r.l. Procedimento unico ai sensi dell'articolo 8 del DPR 160 del 2020 per l'approvazione dei progetti edilizi e di ampliamento della sede di via Traiana imperatore vi sono alle 21 invariati gli strumenti urbanistici vigenti, presa d'atto della determinazione dirigenziale numero 167 del 2026 di conclusione positiva condizionata della conferenza dei servizi e dell'approvazione del progetto e della correlata variante urbanistica.
Illustra l'assessore Bartolini.
Grazie Presidente, siccome diceva il Presidente, nell'illustrazione del punto all'ordine del giorno, siamo in via Traiano, imperatore.
Attraversa di a Ravegnana, all'altezza della Fiera della zona del casello autostradale, insomma nella parte finale della Romea della Ravegnana,
Dove c'è la cosa fare un'importante azienda forlivese, Condò 85 dipendenti che distribuisce all'ingrosso prodotti farmaceutici, allarga Stea a larga scala in più province e hanno l'esigenza di ampliare lo stoccaggio e la preparazione dei pacchi di prodotti farmaceutici per la distribuzione all'ingrosso, appunto alle farmacie associate che sono tante e anche in altre regioni d'Italia non solo in Emilia Romagna,
E hanno la necessità al piano terra, quindi di sistemare un magazzino automatizzato di ultimissima generazione e che ha bisogno di fare quindi un set nel capannone nella dell'immobile.
Relativo all'ampliamento e hanno quindi chiesto di potersi ampliare anche loro, sfruttando l'articolo 8 del DPR 160 del 2010.
È stata fatta la Conferenza dei servizi che si è svolta e chiusa positivamente con la determina finale del dirigente firmata il 9 marzo 2026, ed è quella che noi approviamo questa sera.
Eh.
È stato valutato lo dico anche per i flussi di traffico, che non c'è particolare aggravamento perché migliorano soltanto l'automatizzazione della razionalizzazione del magazzino, ma ne ho detto uno, ma nella Conferenza dei servizi ci sono vari pareri, quello che noi andiamo a deliberare questa sera, appunto, è l'ha presa d'atto della determina del dirigente che ha concluso la conferenza dei servizi semplificata e proviamo poi il progetto è correlata variante agli strumenti urbanistici che sono il RUE e il POC, quindi né in applicazione dell'articolo 8 del DPR 160 del 2010.
È aperto il dibattito, Consigliere Rinaldini.
La richiesta la fa la Chorus fare Distribuzione S.r.l. Che è diversa dalla Corum far cooperativa.
Dico questo perché?
Io concordo nella nell'ampliamento, però, nella con far S.r.l. C'è una società di Nola che fa la logistica del farmaco,
Purtroppo, nella logistica del farmaco ci sono molti problemi in giro per l'Italia, non perché di Nola e ma in giro per l'Italia.
Quindi è chiaro ed evidente che noi dobbiamo, credo, concedere la concessione per l'ampliamento, perché è importante per la cooperativa che la cooperativa è andata in difficoltà proprio sulla distribuzione, mentre la sua attività caratteristica di fare immagazzinaggio per le farmacie associate è importante il resto, il problema è la logistica, però sulla logistica. Purtroppo sappiamo che ci sono un bel po' di problemi nelle aziende italiane è chiaro che noi non è che possiamo vigilare come Comune rispetto a.
Ah alla correttezza della logistica, però un occhio di riguardo credo sia importante averlo, quindi io sono d'accordo con questa precisazione,
Grazie consigliere Rinaldini, non si sa neanche interventi chiuso il dibattito e le dichiarazioni di voto.
Grazie consigliera Serri e allora io volevo un attimo approfittare di questa occasione della dichiarazione di voto per segnalare all'Assessore e alla Presidente della seconda Commissione che è anche in questo caso, come tutte le delibere trattate oggi, come è emerso in Capigruppo, non soltanto mancava il testo ma la presentazione è stata molto più frettolosa del solito per cui molti argomenti tra cui anche questo essendo molto tecnici erano più di difficile comprensione e di solito avviene una presentazione power point da parte dei tecnici con una spiegazione approfondita dei della anche le le piantine delle espansioni previste.
E quindi niente, io volevo dire che su questo argomento io personalmente mi sono trovato in difficoltà perché ho fatto fatica a comprendere in autonomia il testo della delibera in sede di Commissione, è stato trattato molto frettolosamente,
Grazie consigliera Silvia e lo faremo presente ai tecnici per le prossime presentazioni.
Consigliera Saragoni.
Io grazie per la parola, volevo precisare questo che io più volte ho chiesto se c'erano dei chiarimenti.
Se volevate approfondire l'argomento con i tecnici che erano presenti e disponibili, quindi non abbiamo affrettato assolutamente io se non ci sono richieste ovviamente di chiarimenti, ritengo che sia stato compreso tutto. Non non non posso in qualche modo pensare diversamente. Io capisco che è più semplice anche utilizzare altre tecniche come PowerPoint, eccetera. Però voglio dire, avevamo volumi piuttosto impegnativi con tutte le cartine allegate, magari un attimo di attenzione in più anch'io. Non non sono del mestiere, però, insomma, se se se si guarda con attenzione e poi si arriva a capire come stanno le cose, anche perché comunque sono abbastanza dettagliate e approfondite dal punto di vista tecnico, poi ovviamente capisco le tempistiche e anche il tempo che tutti possono in qualche modo ricavarsi prima di un incontro di questo tipo. Per approfondire però voglio dire se c'erano comunque delle difficoltà di comprensione potevano essere comunque chiesti chiarimenti in sede di Commissione, visto che comunque c'è stata massima disponibilità sia dall'ingegnere. Savini che dalla dall'architetto Rubino, quindi,
Non mi sembrano un po' strumentali, ecco queste queste lamentele, tutto qua, grazie per la precisazione, mi raccomando, in dichiarazione di voto il consigliere Brunelli.
Si riguarda, voterò a favore, voteremo favorevolmente al.
A questo punto, a questo ampliamento però, volevo ribadire che abbiamo trattato in una Commissione tre impianti fotovoltaici 2, diciamo ampliamenti di due aziende e siamo rimasti io, almeno sono rimasto.
Non ho capito perché è da anni che facciamo sempre PowerPoint con slide, con i tecnici che spiegano e trattiamo ogni argomento, e invece ci siamo trovati in una Commissione tutti questi argomenti in una volta e dopo ormai erano già diciamo che erano già nell'UDC, quindi dopo era anche inutile chiedere delle cose che alla fine non ci sarebbero più state potute dare perché se non li avevate preparato e quelle non sono cose che possiamo chiedere al momento perché molte volte le domande, i tecnici vengono anche quando si si quindi noi chiediamo soltanto di mantenere la prassi, come venivano presentate le altre volte che non capiti più magari tutte queste cose in un'unica Commissione, anche perché fra l'altro abbiamo avuto anche, diciamo, diverse settimane con poche Commissioni, quindi potevamo anche usare questo questo tempo per fare magari delle Commissioni più puntuali e era questa con la cosa che, tra l'altro, ho detto anche in Capigruppo.
Bene, non ci sono altre dichiarazioni di voto per cui passiamo alla votazione.
È aperta la votazione?
22 favorevoli è approvato all'unanimità, quindi passiamo all'immediata eseguibilità.
È aperta la votazione?
22 favorevoli, approvato all'unanimità, anche l'immediata eseguibilità passiamo all'ultimo argomento all'ordine del giorno numero 11, procedimento unico ai sensi dell'articolo 53 della legge regionale 24 del 2017 per l'approvazione del progetto di realizzazione del percorso ciclabile in via del canale via J via lughese località Roncadelle con effetti di variante agli strumenti urbanistici ratifica della determinazione dirigenziale numero 655 2026 di conclusione positiva, condizionate dalla Conferenza dei Servizi illustra l'Assessore Pezzetta.
Sì, grazie Presidente si è concluso il procedimento unico di cui al citato diceva il presidente articolo 53 della legge regionale 24 2017, procedendo in tal modo alla localizzazione dell'opera pubblica, i relativi vincoli espropriativi negli strumenti urbanistici vigenti sono acquisite mediante l'indizione dell'apposita conferenza di servizio, tutte le autorizzazioni e gli atti necessari di assenso alla realizzazione dell'opera quando approvarlo localizzazione della stessa in variante agli strumenti urbanistici.
E PrEP predisporre il vincolo preordinato all'esproprio. La dichiarazione di pubblica utilità con determinazione positiva condizionata del dirigente di servizio ambiente urbanistica numero 665 del marzo 26 abbiam, preso atto della Conferenza di servizio, andiamo ad approvare il progetto di fattibilità tecnico, economica dell'opera, approvazione della variante al POC e al RUE con la correlata localizzazione, l'apposizione dei vincoli più ordinata, la dichiarazione di pubblica utilità, quest'opera va a completare il collegamento dalla dalla frazione di Roncadello fino alla via Gorizia via lughese. Ricordo che.
Finanziata con 455 450.000 euro del PNRR, altri 50.000 euro del fuori 1 milione e 2 dall'8 Attus e 300.000 euro con le risorse, come diceva comunali, circa 2 milioni di euro in tutto per poter procedere, fare quest'opera già richiesto più volte dal quartiere.
Grazie Assessore Petetti, aperto il dibattito.
Non ci sono interventi, passiamo a dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto, pertanto passiamo alla votazione.
È aperta la votazione?
22 favorevoli, approvato all'unanimità, passiamo all'immediata eseguibilità.
È aperta la votazione?
21 favorevoli, approva 22 favorevoli, è approvato all'unanimità e quindi è approvata anche l'immediata eseguibilità, abbiamo finito il Consiglio comunale, quindi non resta altro che augurarvi una buona Pasqua, la prossima.
