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C.c. Forlì del 27.5.2026, ore 15.00
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Okay.
Ascari.
Assente Bartolini, Damiano presente, Alberto Bentivogli presente.
Eros Brunelli, presente presente, Giovanni Bucci.
Marco Catalano.
Savia Cattani, presente.
Loris Ceredi presente, Elena Colangelo.
Lucia Crispino, Alfonso Christian d'Aiello,
Gabriella presente.
Paolo forniti, Leonardo, che lo presenta.
Alessandro per Gasperini, presente Alberto Gentili presente, Matteo Leucci.
Giulio Marabini, Elisa, ma residente Marabini ha avuto un'emergenza idrica scusi, Segretario ha avuto un'emergenza idrica in casa, quindi tornerà un'ora.
Solo questo.
Elisa massa, anche Elisa massa arriverà in ritardo per questioni familiari.
Daniele Mezzacapo Federico Morgagni, qui preside e qui presente.
Vinicio, Pala.
Non verrà chiamato che ha un problema, Enrico Pieri e dovrete appoggiano chiamato, hanno avvisato che non parteciperanno alla seduta per ragioni personali, Massimiliano Pompignoli.
Fabrizio ragni, graziato, Rinaldini esente Daniela Saragoni, Diana Scheer, chi sia Tassinari.
Michele Valli, Giulio avversari.
Gianluca Zattini, ma nel frattempo è anche entrata, vediamo, Alessandro Ascari Raccagni, quindi abbiamo 16 consiglieri presenti e la seduta è valida.
Bene, iniziamo con l'inno nazionale.
La tua.
Le valli.
Nomino scrutatori, Fabris rei Alberto Gentili e.
Brunelli.
Seguono nominato lasci arrivano c'è quindi.
Allora alcune comunicazioni, la consigliera Ascheri Raccagni ha comunicato che passerà dal gruppo Pierri lega al Gruppo Misto, l'altra comunicazione è che gruppo Pierri Lega si trasforma in una sua, ma si chiamerà gruppo Lega Forlì.
Iniziamo solo con una comunicazione di servizio, avete visto la come si svolgerà il Consiglio straordinario, quindi magari, se vi organizzate per gli interventi che verranno fatti in modo tale che alla fine di questa seduta, se mi date l'elenco per poi fare fare gli interventi successivamente,
Comunicazione ufficiale delibera di Giunta comunale 175 delle 13 5 2026 concernente il bilancio di previsione 2027 2028 prelievo dal fondo di riserva sono erano stati ammessi quattro question time, il, l'assessore, Giuseppe Presidente, ha detto che risponderà ai suoi question time, per cui si aggiungeranno adesso non ricordo due o tre question time due question time di Peter Gasperini.
Sì, Presidente, buon pomeriggio io sull'ordine dei lavori chiedo la motivazione per cui non è stato ammesso il mio question time sulla presenza del vicesindaco a una festa non autorizzata al Parco Polaris, grazie.
Perché fa riferimento a una cosa del 2 maggio?
Di 26 giorni fa e quindi non viene question time e viene richiesta una valutazione che ha fatto un'interrogazione.
Solo per questo.
Grazie Segretario, siamo question time.
Allora il question time numero 2 presentato dal gruppo PD espone il Consigliere di Aldini e risponde l'Assessore Pezzetta.
Grazie Presidente, allora, o in occasione di una iniziativa sulla storia del quartiere Ronco organizzata, Gabriele Zelli, a cui ho partecipato lo scorso sabato 23 maggio, dove c'erano peraltro su un centinaio di persone piazza Berlinguer, ubicata in tale quartiere versa in condizioni di abbandono pressoché totale, la piazza si caratterizza per la presenza diffusa di erba alta, con vegetazione ed erbacce che limitano i camminamenti, le aree di relax, le aree giochi dei bambini, altrettanto triste della condizione dei cestini, della spazzatura che traboccano di rifiuti, mentre i sacchetti di immondizia sono sparsi tra i prati, un altro elemento di degrado provocato dalla presenza di mucchi di ramaglie abbandonate nell'aria da settimane, mentre sul giardino incombono rami rotti anche di dimensioni consistenti.
Si interroga il Sindaco e la Giunta per sapere quando intendono attivarsi per rendere vivibile e fruibile piazza Berlinguer del quartiere Ronco, rimuovendo rifiuti, ramaglie e curando la vegetazione in modo da rispondere alle pressanti richieste avanzate da tempo da molti residenti e dallo stesso Comitato di quartiere grazie ai Consiglieri Rinaldini è dimentichiamo una cosa prima di passare la parola all'Assessore Pezzetta, si decise in Consiglio comunale, che dovrà far rispettare, come avrei dovuto fare il tempo, anche gli altri, così i tempi delle risposte, per cui la risposta in due minuti una replica in un minuto, dopodiché c'è la possibilità per un consigliere di maggioranza e un consigliere di minoranza di intervenire per un massimo di due minuti.
Assessore pretetto sì, grazie Presidente, buon pomeriggio a tutti. Nel corso degli ultimi periodi la piazza Berlinguer è stato oggetto di diversi interventi di valorizzazione, sono stati installati nuovi giochi per bambini, è stato montato un gazebo, sono state ripristinate le staccionate divisori di protezione, son state posizionate, sistemate nuove panchine ed essa ed è stata anche sistemata alla biblioteca libera che era presente. È previsto inoltre a breve, in una porzione di area verde del parco, l'installazione di una serie di attrezzature ginniche per l'allenamento, corpo libero cosiddetto Khalistan x, oltre ad un nuovo gioco di tipo nuovo gioco ludico per i bambini. Sono in fase di studio anche potenziamenti della pubblica illuminazione esistente già sull'area.
Riguardo alla manutenzione del verde e questa ricorsive soggetta alla programmazione prevista in tutta la città, compatibilmente con la stagionalità e le condizioni meteo, come avviene per tutti i territori in questo periodo, aggiungo che è sentita alea anche i servizi di pulizia dell'aria sono ricorsivi e puntuali il servizio di mantenimento del decoro con la squadra specifica viene effettuato il martedì ogni martedì ed ogni sabato complessivo degli svuotamenti dei cestini e del recupero degli abbandoni presenti.
Il servizio di netturbino di quartiere altra squadra dedicata alla raccolta fissa dei rifiuti abbandonati è operativo in altre uno o due giornate alla settimana, in quanto è una zona particolarmente attenzionata è programmato anche un servizio di spazzamento meccanico in combinata, eseguito nel nel parcheggio tutti i martedì del mese ed anche un ulteriore venerdì al mese per un totale di cinque interventi mensili.
Inoltre, dall'inizio dell'anno in corso sono state effettuate sempre d'Alia tre interventi straordinari di pulizia con spazzatrice raccolta dell'area ve dall'area verde di depositi, erbe ramaglie abbandonati sul posto,
Si può fare di meglio e di più, certamente, ma preme evidenziare che l'Amministrazione negli ultimi periodi ha incontrato in varie occasioni il Comitato di quartiere, che aveva sollecitato i suddetti interventi, in parte già realizzati, in parte in fase di predisposizione e con il quale il quartiere è stato condiviso un percorso di valorizzazione che potrà arrivare acuirsi sempre in funzione alle priorità presenti su tutta la città, grazie Assessore Pezzetta consigliere Galdiero.
Grazie Presidente, bene l'implementazione di giochi e attrezzature, ma male la manutenzione, se guardate le fotografie che sono allegate alla alla interrogazione.
Il sabato si svuotano i cestini, ma siccome era sabato i cestini erano pieni e i rifiuti erano sparse da tutte le parti, le ramaglie era era un po' che erano lì,
E così come il taglio dell'erba e la pulizia dei viali,
Drastico se passiamo al question time numero 3 presentato.
Sempre da Rinaldini o?
Degrado piazza Berlinguer.
Ah, no, scusa il trasferimento.
C'era quello che era stato declassato all'interno dell'viene, ingrassato, come disse Rainy era stato.
Promosso a interrogazione scura, quella del mercato ortofrutticolo,
Scusate, ho fatto un po' di confusione.
Prego Rinaldini.
Grazie Presidente, non ho il testo sotto perché era stato derubricato, però resta il fatto che.
Abbiamo avuto notizia, poi bisogna vedere se le notizie sono corrette, è previsto il trasferimento degli impiegati che sono presso il mercato ortofrutticolo di via Vittorio Veneto, cinque persone verrebbero trasferite in corso Diaz 101.
E sostanzialmente rimarrebbero invece due persone disabili presso il il mercato ortofrutticolo,
Quelle quelle persone erano necessarie servivano anche per garantire la sicurezza dei esercenti di quel mercato, ovviamente sono successi fatti evidenti, si era anche l'amministrazione aveva deciso di mettere uno di questi operatori dalle 4 del mattino e questo naturalmente prevedeva una certa tranquillità degli operatori si chiede se queste informazioni sono corrette oppure se non è così grazie grazie, Consigliere Rinaldin, Assessore Bitetti.
Ah no.
Questo non è il mio mercato.
Presidente, io non ho parlato di un po' di confusione, che vada bene, anche perché non è mia materia al mercato, io avevo chiesto che potesse essere a quindi questo è uno di quelli che.
No no, era quello di Federico Morgagni su via Corridoni, infatti non è questo presiede, Presidente, è quello che è stato ammesso, è quello di Federico Morgagni, riguarda la pista ciclabile di via Corridoni, Okeke okay, niente, ma già Expo, avevo capito tre hanno detto adesso come tre e allora anche qui siamo così che allora eravamo partiti bene, artisti,
Allora passiamo al question time numero 4 presentata dal Gruppo PD, espone il Consigliere Morgagni.
Grazie, grazie Presidente, anche se questo in realtà non è il question time famoso, ma insomma ci arriveremo, dunque no, era solo per chiedere chiarimenti all'Amministrazione, su una situazione che è stata anche segnalata da diversi cittadini con lettere ai giornali è riportata anche da un articolo del Carlino ed è la situazione relativa all'accumularsi di mucchi di abiti attorno ai contenitori per la raccolta di vestiti usati no che sono collocati solitamente vicino ai supermercati in via Bengasi in via Curiel in nell'area commerciale, Ravaldino, sono mucchi e che vanno avanti da settimane e oltre a rappresentare, diciamo così, un elemento di degrado per l'area in cui si trovano. Naturalmente sono anche uno spreco, perché si parla di vestiti che vengono donati confine di solidarietà, che però, se rimangono abbandonati all'aria aperta alle intemperie per settimane e poi di fatto non sono più utilizzabili. Quindi la domanda al Sindaco e alla Giunta era per sapere come stiano operando insieme a d'Alia per risolvere questo problema.
Grazie consigliere Morgagni, assessore pretetto, grazie Presidente, spero di stare nei due minuti il servizio, il preside nelle ultime negli ultimi due anni ha subito una serie di modifiche dovute al cambio repentino del mercato del mercato e al quadro normativo che ha messo in crisi tutto il sistema di raccolta e di recupero del rifiuto tessile molti territori del 25 e del 26 sono andati in crisi e i diversi gestori hanno impostato specifiche gare in alcuni casi che sono andate deserte in altri con costi importanti sui piani economici finanziari.
Il territorio di alea dal 2024 vive una situazione con due convenzioni aperti con operatori del settore, una per il comune di Tredozio Modigliana ed una per gli altri 11 comuni. Oltre a queste due convenzioni, rappresenti un contratto di affidamento diretto che prevedeva il posizionamento dei contenitori della raccolta e lo smaltimento dei rifiuti tessili presso i CDR del territorio. I centri di raccolta, i costi di queste Commissioni sono sempre stati simbolici. Inoltre, su gran parte del territorio relative in forma autonoma delle associazioni di volontariato che raccoglievano panni donati dalla popolazione Ali ha sempre cercato di tutelare queste raccolte private, supportando queste associazioni nelle attività di smaltimento dei rifiuti. A fine 24 gli operatori convenzionati ci segnalano che il prezzo del rifiuto tessile è crollato e che quindi diventa sempre meno sostenibile. Questo tipo di attività, seppur reale, ha continuato supportare direttamente alcuni costi di gestione che avevano questi operatori verso la fine del 25. Ci segnalano quindi che non è più garantibile. Sale il servizio di raccolta tessili, sia stradale che ne CDR perché appunto il prezzo del rifiuto tessile, ulteriormente crollato al fine 25, anche un'importante associazione di volontariato, note in città, ci informa che sta ritirando tutti i propri contenitori perché appunto il prezzo del rifiuto non è più conveniente. Nel frattempo, Alì ha ricercato altri impianti in ambito nazionale per verificare la possibilità di conferimento alternativo e recuperi Marco, ma i costi di logistica diventano importanti, visto che si tratta di impianti a Prato o a Caserta.
Dal 1 luglio AIA, alea dal 1 luglio, alea subentrerà con la propria struttura e con le proprie risorse nella raccolta stradale domiciliata e presso i centri di raccolta con cassonetti stradali lottizzati, Halep e pertanto il materiale e portando il materiale presso gli impianti preposti. Quindi a lei e per tutto il 25 per tutto il 26 ha risposto ad una crisi che ha condizionato moltissime territori con gravi aumenti di costi. Contenendo questi aumenti e garantendo una continuità del servizio, ha sopportato, per quanto possibile, delle associazioni di volontariato sul territorio e che ha sempre riconosciuto la fattiva collaborazione. Ha evidenziato che nel frattempo è stata aperta una sperimentazione di raccolta a domicilio su due Comuni del nostro comprensorio e che altri territori stanno prendendo, ad esempio, in questa fase di passaggio stagionale. Concorso faccio finire con conseguente è rimasto unghie o rimasto 30 secondi in questa fase di passaggio stagionale, con conseguente aumento dei flussi di conferimento dei cassonetti stradali e in questa fase di riorganizzazione del servizio alle ha attivato un monitoraggio il ritiro quotidiano con pulizia degli di tutti gli eventuali esuberi attorno ai cassonetti. La fase sperimentale del servizio di raccolta, porta a porta, anche tessile, potrà essere implementato a posto che altri Comuni si sono resi disponibili ad attivare questa sperimentazione. Quindi, in esito alla all'attivazione completa del servizio, anche stradale da parte di anni, si potrà valutare anche questo potenziamento, compatibilmente con i costi e le risorse necessarie, sempre in accolto in accordo con l'ente regolatore Attersee, grazie Assessore. Consigliere Morgagni.
Grazie Presidente, no, io non sono soddisfatto della risposta, perché se tutte queste cose fossero state implementate in maniera efficace, oggi non avremmo i mucchi di abiti abbandonati vicino ai contenitori. Io penso che, proprio perché la crisi del settore del recupero degli abiti utilizzati, da cui consegue anche la decisione di una serie di soggetti di non fare più il ritiro con i cassonetti per il conferimento sul territorio è roba vecchia, che va avanti. Da alcuni mesi bisognava arrivare a questa stagione in cui effettivamente si fanno i cambi dell'armadio, avendo messo in campo delle misure più efficaci. La prima, naturalmente, è che vanno rimossi quei contenitori, altrimenti la gente, i rifiuti, gli abiti utilizzati continua a portarglieli. In secondo luogo, bisogna informarli i cittadini non lo sa quasi nessuno che non si fa più il conferimento sul territorio, ma solo, per esempio, alla sede del comitato in via Lunga. Quindi, se non si affrontano questi temi, è inutile fare delle pulizie straordinarie. Con Alia, quando la notizie va sui giornali perché i mucchi di rifiuti si riformeranno e poi, in tutto questo tempo, io mi aspettavo, nonché a lei facesse una sperimentazione per surrogare il conferimento di questi rifiuti da parte dei cittadini, ma che avesse messo in piedi un servizio efficace per rispondere al bisogno. Quindi c'è come dire anche in questo caso mi sembra che, nonostante i problemi fossero noti, da tempo, non gli si è affrontata in maniera puntuale e quindi ci si ritrova a correre, per cui adesso devo arrivare alle conclusioni subito Presidente, per cui Assessore queste cose fatele perché finché ci sono i contenitori sulla strada affinché la gente continua a portarli lì, pensando che siano ancora attivi e finché non sarà una soluzione con Alia per il conferimento dei vestiti, potete fare anche le pulizie, ma i mucchi di bidoni di spazzatura di vestiti usati torneranno per forza. Grazie consigliere Morghen possiamo question time numero 5 presentato dal Gruppo PD esprime sempre consigliere Morgagni.
Dunque, purtroppo il question time, come dire, è perfettamente in argomento con la seduta di oggi, perché riguarda la vicenda della ditta club house Italia, che è una ditta attiva nella filiera del mobile imbottito di alta gamma, con degli stabilimenti in Lombardia e in Emilia Romagna che ha recentemente annunciato la decisione di licenziare 22 lavoratori, di cui 13 a, Forlì quello che le organizzazioni sindacali sottolineano con particolare preoccupazione il fatto che la ditta non si è mostrata fino ad ora disponibile a attivare gli ammortizzatori sociali o altri strumenti che permettono di evitare i licenziamenti e salvaguardare i posti di lavoro, fra l'altro fra i lavoratori in questione. Ce ne sono alcuni che sono stati assunti negli ultimi mesi. Già questo è strano, stanno le assunzioni e poi si licenzia la gente, ma ce ne sono anche altri che hanno una lunga anzianità di servizio che quindi, comprensibilmente, farebbero ben fatica a trovare un'altra occupazione. Purtroppo mi viene da dire questa è l'ennesima crisi che caratterizza un territorio che sta cominciando a soffrire sia nella filiera del mobile imbottito che in generale. Quindi io chiedo se l'Amministrazione abbia valutato stia valutando di aprire un tavolo fra le parti in modo tale da provare a trovare una soluzione. Salvaguardarci alla perdita anche di questi posti di lavoro.
Grazie consigliere Moro gli aerei Assessore bravi.
Grazie Presidente, grazie Consigliere Morgagni in merito alla procedura di licenziamento collettivo avviata dal club-house Italia S.p.A. L'amministrazione comunale si è immediatamente attivata manifestando piena disponibilità al confronto con il confronto con le organizzazioni sindacali e con tutti i soggetti coinvolti, nel rispetto delle competenze istituzionali, delle norme poste a tutela del lavoro e dell'occupazione in particolare, i contatti telefonici sono avvenuti immediatamente con Sisler, che ci ha addirittura anticipato la notizia che poi abbiamo letto e con la con la categoria appunto, che segue il tema del legno e del mobile imbottito.
Vi sono due categorie diverse, oggi abbiamo sentito anche il CGIL, ovviamente procederemo anche con UIL UGL, che so che sono interessante della questione,
La situazione presenta elementi di particolare complessità, anche alla luce delle motivazioni economiche produttive illustrata dall'azienda nell'ambito della procedura prevista dalla legge 223 1991, Legge ovviamente che tratta i licenziamenti collettivi e che richiama espressamente la necessità di consultazioni sindacali finalizzate alla ricerca di soluzioni utili a ridurre l'impatto sociale dei provvedimenti annunciati. L'Amministrazione segue pertanto con la massima attenzione all'evoluzione della vertenza, mantenendo aperto il dialogo con le sigle sindacali e con gli interlocutori istituzionali competenti anche a livello regionale, affinché vengano valutati tutti gli strumenti disponibili a salvaguardia dei lavoratori coinvolti, pur nella consapevolezza dei limiti di intervento diretto dell'ente rispetto alle scelte aziendali. E riteniamo fondamentale favorire ogni percorso di confronto e responsabilità condivisa che possa contribuire alla tutela occupazionale, alla gestione dell'impatto sociale della crisi e alla valorizzazione delle competenze professionali presenti sul territorio. In particolare, la telefonata di stamattina con le sigle è stata al punto per chiedere se c'era la volontà di istruire subito un tavolo di lavoro. Al momento c'è ancora una un confronto serrato con la con l'azienda, che pare comunque essere propositivo. Quindi attendiamo anche il loro sviluppi. Da quel lato, Forlì chiaramente, non può permettersi ulteriori indebolimenti. Riguarda il tessuto produttivo ed occupazionale. Per questo continueremo a seguire la vicenda con attenzione e responsabilità istituzionale e vicinanza concreta a tutti i lavoratori e tutte le loro famiglie. Grazie grazie, Assessore. Consigliere, Morgagni e Presidente. Io ringrazio l'Assessore per le informazioni che ha fornito. Speriamo che le cose possono andare nel senso giusto, però comunque sollecitiamo se la situazione non si dovesse sbloccare l'Amministrazione, magari d'intesa con la Prefettura, a convocare un tavolo perché è chiaro, ci rendiamo tutti conto che il settore del mobile imbottito attraversa una fase non facile, però esistono ammortizzatori sociali, esistono molti strumenti per evitare comunque la perdita dei posti di lavoro e difendere il reddito, e quindi è fondamentale che vengano messi in campo. Sappiamo che spesso è proprio l'intervento del Comune, che viene riconosciuto come la più alta Istituzione del territorio a favorire una soluzione positiva di questa vertenza. Chiudo sottolineando però che siccome questa è l'ennesima crisi, forse è il caso di riflettere insieme anche su strumenti condivisi che ci permettano di far fronte alle difficoltà che ormai coinvolgono molte delle nostre filiere a livello di sistema. Pensa, ad esempio, che un patto cittadino, un Tavolo cittadino per il lavoro, l'occupazione e lo sviluppo potrebbe essere una strada da valutare per attenzioni in modo tale da non gestire le crisi separatamente, ma insieme con una prospettiva di sviluppo del territorio, coinvolgendo anche tutti gli attori sociali, quindi attenzione all'emergenza, ma anche guardiamo in prospettiva per cercare di fare fronte comune in una situazione che oggettivamente non è semplice. Grazie consigliere Morghen, pensiamo al question time numero 6 presentato dal Gruppo Pd, espone sempre il consigliere Morgagni. Risponde l'Assessore Pezzetta. Grazie Presidente, premetto, siccome non so se poi sarò soddisfatto per la risposta che ringrazio. L'Assessore ripetete ha comunque per aver voluto rispondere oggi in Consiglio comunale, senza aspettare l'altro tempo. Quindi, dal punto di vista del del metodo, apprezzo e ringrazio. Per quanto riguarda invece il contenuto dell'interrogazione fa riferimento alle segnalazioni alle proteste che sono state portate avanti dai cittadini residenti in viale, Corridoni, in particolare nella zona che sta fra l'intersezione con via 2 Giugno e l'intersezione con via dei foraggi a seguito degli interventi sulla viabilità fatti dal Comune, cioè in quella zona. L'allargamento della pista ciclabile, che peraltro in quel tratto corre a pochi metri di distanza da un'altra pista ciclabile, esattamente parallela nel fossato della Rocca ristretto moltissimo il marciapiede e ha portato via tutta una serie di parcheggi che erano a disposizione dei residenti. Oltre a questo tema dei parcheggi residenti, sottolineano come particolarmente problematiche e le situazioni in cui davanti alle case si fanno attività di carico e scarico. Non so, ad esempio, quando ci sono le ristrutturazioni piuttosto che i traslochi spostamento dei mobili, in questo caso spesso e volentieri i mezzi sormontano il marciapiede invadono la pista ciclabile, cosa che è anche un pericolo francamente per per chi risiede lì davanti. Quindi, pur senza negare la necessità di proseguire negli investimenti sulla mobilità sostenibile, mi sembra che queste problematiche segnalate siano oggettive. Credo che l'Amministrazione dovrebbe farsene carico, quindi chiedo al Sindaco e alla Giunta come si sta operando per dare una risposta a quei cittadini.
Grazie consigliere Borghese su nel predetto. Grazie, Presidente, preme evidenziare come le premesse del question time riportano situazioni pregresse, non corrispondenti allo stato di fatto precedente alla realizzazione della pista ciclabile. Il nuovo Inter, il nuovo intervento ha realizzato un marciapiede di dimensioni adeguate da norma per le categorie più fragili marciapiede, che in precedenza era impraticabile perché era uno degli ultimi marciapiedi rimasti in città dove era permessa la sosta. Peraltro, gli stalli di sosta regolarmente segnati erano otto o nove, in totale, ma impropriamente il marciapiede riutilizzato occupato, in particolar modo dagli stessi residenti locali, anche sul fronte dei passi carrai, privilegio non ammesso dal codice della strada. Non si tratta quindi di una numerosa perdita di parcheggi, che peraltro è stato ampiamente ristorata dalla recente realizzazione del parcheggio Campus, oltre 100 nuovi posti auto, che è sempre più utilizzato ma che ha capienza ancora sufficienze sufficiente a soddisfare le necessità dell'isolato. Faccio presente che il parcheggio del campus a una distanza poco più di 100 metri dal tratto di di via Corridoni interessato dal question time, quindi direi molto comodo rispetto alle esigenze dei titoli isolato riguardo al nuovo assetto, che provocherebbe disagi di carico e scarico di varia natura, la realizzazione di infrastrutture al servizio della mobilità sostenibile soggiacciono a normative precise. Prevedono specifiche caratteristiche che sono replicate in tutte le infrastrutture che nel recente passato sono state eseguite in molte parti della città residenti molteplici pro peraltro proprio in via Corridoni. In accordo, anche con alcuni gestori di servizi sono stati realizzati ampi varchi sulla ciclabile proprio per agevolare eventuali necessità degli stessi gestori, che poi corrispondono anche alle necessità dei residenti residenti. Che ci tengo a precisare. Ho personalmente incontrato in diverse occasioni spiegando le motivazioni dell'intervento, che peraltro non è ancora concluso.
Infatti è in fase di progettazione il prolungamento della pista ciclabile di via Corridoni, che si estenderà sulla via del scoraggi in maniera da garantire in sicurezza la continuità dei percorsi, in particolar modo per gli studenti che vanno verso il centro studi del liceo scientifico.
Grazie Assessore Pezzetta, consigliere, Morgagni, grazie Presidente, ma a parte che anche sull'opportunità dell'intervento, si potrebbe discutere perché poi io vorrei vedere gli studi sulla base dei quali si è deciso a pochi metri di distanza di fare due piste ciclabili che corrono esattamente in parallelo e che sono una e l'altra sempre vuota, ma lasciamo perdere intervento è stato fatto, io trovo questa risposta di poco buonsenso, Assessore, perché comunque i parcheggi, pochi o tanti che ci fossero lì erano presenti. I cittadini si ritrovano senza abbiamo cittadini che pagano il passo carrabile ancora al Comune e il passo carrabile. Non c'è più che i mezzi, quando ci sono attività di carico e scarico, stiano in mezzo alla pista ciclabile. Io l'ho verificato con i miei occhi. Il Comune dovrebbe saperlo, viste anche le sanzioni che fa la Polizia locale. Quindi, secondo me, di fronte a una situazione del genere con un po' di buonsenso, il comune e dovrebbe andare lì e cercare di trovare una soluzione, quei cittadini poi non sta a me qui entrare dal punto di vista tecnico e dire se la soluzione è modificare la viabilità o fare una correzione. L'intervento, certo, la soluzione non è negare il problema. È un po' ridicolo che debba dirlo io, ma se la mobilità sostenibile su una serie di interventi che piovono sulla testa dei cittadini che creano dei disagi i disagi, l'Amministrazione li neghi, invece di risolverlo, le persone non si verranno dietro nella transizione, si opporranno, faranno di tutta l'erba un fascio. Però questa non è responsabilità della transizione energetica. Responsabilità vostra del fatto che creati problemi e poi non li volete neanche ammettere tantomeno risolverli.
Grazie consigliere Morgagni, passiamo all'ultima question time presentato dal Gruppo PD, espone la consigliera Caetani, risponde l'assessore a causare.
Grazie Presidente buon pomeriggio a tutti. Allora questo question time parte dalla dalla dall'OCSE, dall'opportunità che la Regione Emilia Romagna ha creato per 42 comuni del territorio regionale, in particolare delle zone Attus avviando una sperimentazione educativa condivisa con i territori, allo scopo di avviare una fase sperimentale di apertura straordinaria delle scuole primarie dal 31 agosto al 14 settembre, quindi prima del giorno, ti ovvi di avvio ufficiale dell'anno scolastico 2026 2027 e questo questo, questa attività non è un'attività che si sovrappone a quella istituzionale e alle attività didattiche previste dall'anno scolastico. È un'attività integrativa, non è un'attività e un'offerta di servizi extrascolastici che potrà prevede prevedere attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza, e si prevede che sia realizzata dai Comuni, con un sostegno della Regione Emilia Romagna di 3 milioni di euro per questa fase sperimentale, la prospettiva è quella di farlo diventare strutturale nel 2027 con 10 milioni mal contati di euro all'anno. La domanda è con quali progetti e attività il Comune di Forlì, che rientra nelle aree previste, parteciperà a questa sperimentazione.
Grazie, consigliera, CAP, Assessore causano.
Allora il Comune di Forlì è stato informato dell'iniziativa promossa dalla Regione Emilia Romagna nell'ambito di una call dedicata proprio agli enti locali lunedì 18 maggio, quindi pochi giorni fa, alla quale sono stati convocati, appunto tutti gli assessori competenti nel corso dell'incontro la Regione ha illustrato i contenuti della sperimentazione prevista per l'anno scolastico 26 27 precisando che essa sarà rivolta esclusivamente alle classi delle scuole primarie e potrà coinvolgere i Comuni capoluogo e alcune Unioni ogni ogni sede actus.
Già nella giornata successiva e il Comune di Forlì ha comunicato formalmente alla Regione il proprio interesse ad aderire alla sperimentazione individuando contestualmente il referente tecnico dell'ente.
Siamo in attesa della convocazione dei successivi tavoli tecnici regionali necessari per approfondire gli aspetti organizzativi gestionali ed economici indispensabili alla concreta programmazione e attuazione dell'iniziativa.
Parallelamente, l'Amministrazione comunale ha già avviato le prime attività istruttorie interne. In particolare, è stato convocato per domani un incontro con i dirigenti scolastici del territorio finalizzato a raccogliere disponibilità e modalità di collaborazione rispetto ai rispettivi plessi scolastici. È stata effettuata una ricognizione delle scuole primarie, già sede di centri estivi, sino all'11 settembre, che erano già stati programmati al fine di verificare possibili e continuità organizzative e logistiche. Inoltre, i tecnici comunali stanno collaborando anche nell'ambito del coordinamento ANCI, alla predisposizione di una serie di osservazioni ed elementi tecnici da sottoporre alla Regione Emilia Romagna con l'obiettivo di garantire la concreta fattibilità della sperimentazione. Si tratta infatti di un progetto particolarmente complesso, che però richiede tempi organizzativi molto rapidi e che coinvolgerà una platea potenzialmente molto ampie e di studenti e famiglie, naturalmente su base volontaria. Sarà pertanto necessario affrontare tempestivamente temi irrilevanti quali le iscrizioni, gli affidamenti dei servizi, la disponibilità degli spazi scolastici e il reperimento, cosa più preoccupante, fosse delle risorse umane necessarie per assicurare un servizio efficace e sostenibile, quindi siamo al lavoro anche noi e in attesa di specifiche dalla Regione assessore Crosara consigliera Catellani,
Bene che il Comune ha aderito e ha manifestato il proprio la propria volontà di di di verificare tutto quanto necessario a poter attuare questa sperimentazione anche sul nostro territorio comunale e sulla questione dei tempi e io credo che un Comune come Forlì abbia le competenze al proprio interno. Per vate vagliare tutti gli aspetti tecnici e organizzativi, tant'è che la stessa Regione ha indirizzato questa call proprio ai Comuni capoluogo e i Comuni più strutturati, perché potevano in qualche modo fare da apripista rispetto a una sperimentazione che si vuole far diventare strutturale. Bene e io mi auguro e auspico su questo torneremo a interrogare l'Amministrazione, l'Assessora, che questa sperimentazione vada in porto anche nella nostra del nostro Comune nel nostro territorio, perché molte famiglie da anni lamentano la difficoltà che hanno nel periodo estivo e a ridosso dell'avvio degli anni scolastici, a trovare situazioni di conciliazione. Vita, lavoro e cura dei propri figli, compatibili con le proprie condizioni di lavoro e lavorative, e questo è emerso anche poco tempo fa in questa stessa Aula, a proposito dei centri estivi, è un ambito estremamente complesso nella gestione, che richiede grande competenza. Su questo non abbiamo alcun dubbio, ma è un'innovazione di cui il nostro territorio e le nostre comunità hanno grandissima grandissima necessità, a partire dal fatto che le strutture della scuola dovrebbero essere le prime interessate a rivedere, innovare l'utilizzo che di quelle stesse strutture si fa nel corso dell'intero anno. Perché sono un patrimonio, non solo da un punto di vista educativo, sociale e culturale delle attività che si svolgono all'interno, ma anche di spazi di aggregazione e di benessere sociale che non possono essere vuoti per mesi. Durante il corso dell'anno, quindi, torneremo sicuramente a chiedere un aggiornamento su questa attività. Grazie grazie. Consigliera che bene, abbiamo terminato i question time. Pertanto passiamo alla trattazione degli argomenti all'ordine del giorno,
Il primo argomento è il bilancio di previsione 2026 2028 variazione sponde dell'assessore Cicognani.
Buon pomeriggio.
Allora non ne abbiamo parlato in Commissione, però due parole per due variazioni una è il cambio di finanziamento per la ricostruzione del laghetto di del parco urbano, che utilizziamo i fondi della donazione che ci è pervenuta dal set e li ringraziamo tanto l'altra invece andiamo più care dell'avanzo vincolato per legge per 442.000 euro per rimborsare tutti in una volta al calcio Forlì il nostro residuo debito che avevamo tramite una convenzione nel 2015. Lo prevedeva all'articolo 6 della Convenzione stessa. Quindi per noi è in teoria come se andassimo a.
A chiudere un mutuo, mentre per loro penso che gli diamo anche a parte il discorso economico, ma anche il discorso,
Legale perché, essendo passati da.
Società in house a società professionistica hanno delle problematiche diverse, dal punto di vista appunto, dell'iscrizione al campionato.
Grazie Assessore Cicognani, è aperto il dibattito.
Mi sembra che un consigliere di Hamas.
Sì, grazie Presidente, vorrei avere un chiarimento rispetto al finanziamento che di cui parlava l'Assessore Cicognani rispetto al far di calcio, perché in città ci sono, diciamo così, pareri o comunque informazioni discordanti. Lei ha parlato di tutto in una volta, quindi, questa cifra, chi doveva essere data alla fuor di calcio era stata, io non ho partecipato alla Commissione, quindi chiedo scusa, però era stata individuata in tranche successive in anni successivi oppure, come qualcuno dice, era una cifra che era già stata ipotizzata e che Forlì calcio doveva avere perché questo viene viene dicendo la città, quindi qual è la verità?
Grazie consigliere Hamas CONS assessore Cicognani.
Allora, a parte il fatto che noi siamo Rischiatutto in Commissione, ne abbiamo parlato, ma non ho capito, ma non ho capito la domanda se mi rifà la domanda e la risposta non l'ho capito, non ho capito, non ho capito il senso della domanda possono non aver capito consigliera Massimi,
Allora il la domanda è questa.
Lei si è espresso con queste parole adesso tutto in una volta diamo alla società Forlì calcio tutto in una volta come se invece dovevate dare in tranche annuali la diciamo così,
Interpretazione che invece molti cittadini hanno e che stanno dicendo, eh non è così, l'Amministrazione doveva dare tutto in una unica tranche e invece pretendeva di tarlo anno per anno, non so se mi sono spiegata, quindi vorrei capire qual è la verità della cosa semplicemente questo.
Assessore, Cicognani.
Non avevo capito la domanda, adesso lo capiva.
Scusa posso, non era e non avevo capito la domanda, la ragione è quello che vi ho detto io, cioè una convenzione firmata, mi sembra, nel 2015 dove si doveva erogare, verranno occorra 88.000 euro all'anno di contributo al calcio Forlì, per i lavori fatti all'epoca nel 2015.
A al posto del Comune.
Pratica che una volta si faceva spesso, anche perché c'era la problematica della della del patto.
Di stabilità okay, quindi noi avevamo rimasto donargli cinque rate da 88.000 euro ancora invece, dato che nell'articolo 6 della Convenzione è previsto il fatto che potevano fare la richiesta per averli tutti di una volta, noi abbiamo aderito alla loro richiesta, gli diamo tutto ma la conversione prendevano pagamento rateale quindicennale di 80.000 euro all'anno IVA compresa.
Questa è la verità.
Classics Cicognani.
Consigliera massa dopo sì, sì, no.
Determina quindi, se ho ben capito, è stata la società fuori il calcio che ha espresso la volontà con attraverso una richiesta, di avere tutto in un'unica tranche quelle rate che invece l'Amministrazione doveva elargire nel corso degli anni è così vi è pervenuta una richiesta da parte dell'Afor di calcolo di avere un'unica tranche, dico bene, ho capito bene io a mia volta perfetto perfetto, verificheremo che sia andata così l'Assessore.
È così e lo abbiamo spiegato molto bene in Commissione, io sono andato in Commissione, avevate sicuramente ho capito male, però però guardi che non fa parte prima Commissione.
Perfetto.
Però nella Commissione nel bilancio dell'altro giorno.
Era presente poi le motivazioni non lo so, è sicuramente più valide di partecipare alla Commissione bilancio del dell'opposizione, solo il Presidente della Commissione, quindi, dopo si fa fatica non so, non mi ricordo, se c'era il 5 Stelle, neanche lui c'era solo il Presidente della Commissione, quindi è questo poi penso che eravate in Provincia per il discorso della più importante sicuramente ma non voglio far polemica sto solo facendo una,
Una precisazione, ecco quindi solo questo.
Gasperini.
Grazie Presidente.
In realtà, questa questa discussione mi ha fatto emergere una nuova domanda che, siccome questo diciamo, questa spesa da parte del Comune era previsto dal 2015 in forma di com, insomma, ha detto lei 2015, non so se l'anno sia proprio esattamente quello, comunque non è non è un problema di quello è previsto da molti anni ogni anno una spesa di 88.000 euro, se non sbaglio,
È la domanda che viene da chiedersi è perché non fosse già prevista a bilancio e dobbiamo oggi votare una variazione di bilancio e prendendo questi soldi dall'avanzo e non da da un altro però va be'questo, diciamo è un dettaglio in cui cure che possiamo anche che possiamo anche mettere in questo momento. Io intervengo anche per fare la mia dichiarazione di voto. Così poi riusciamo a chiudere la discussione rapidamente noi, pur non avendo, diciamo niente in contrario sull'oggetto di queste specifiche variazioni di bilancio, andando questa variazione di bilancio a pescare, diciamo ad utilizzare una parte dell'avanzo che secondo noi non è stato approvato correttamente e con il rendiconto di bilancio che abbiamo votato o che non abbiamo votato noi nei Consigli scorsi, noi non parteciperemo neanche a questa votazione.
Grazie consigliere Gasperini, non ci sono altri interventi Cicognani, non vedevo perché si parla sempre per sentito dire si lascia dei dubbi, ma non vorrei allora erano previsti quest'anno 88.000 euro del 24 27 88.000 euro nel 28 88.000 euro ci sono le variazioni per ogni anno di queste 88.000 euro che andiamo a a stornare, ovviamente le 26 non era previsto 449.000 euro, quindi per motivi tecnici abbiamo gli uffici hanno, hanno pensato di di applicare tutto l'avanzo per tutta la spesa, sì, senza mettere.
E gli 88.000 euro presenti, che son stati eliminati e messi d'altra parte nella spesa corrente ordinaria, che andrà ancora non sfruttate allocati. Voi sapete che abbiamo il bilancio quinquennale, quindi non potevamo arrivare fino in fat triennale. Scusi quindi scusate, quindi non potevamo arrivare a prevedere però, dato che paghiamo tutto in una volta, anche se c'era la previsione, non c'era tutto nella previsione. Nel 26 questa era la parte tecnica.
Assessore Cicognani chiuso il dibattito, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Dall'Ossi.
Sì, grazie Presidente, noi voteremo a favore di questa variazione, eravamo presenti in Commissione come Gruppo della civica e abbiamo ascoltato quello che l'Assessore Cicognani, ci ha detto, credo sia una variazione che oltre andare incontro all'esigenza della prima squadra di calcio della nostra città e quindi a svolgere anche un ruolo,
Importante per questa società sia anche una variazione che simboleggia come il Comune sia economicamente in salute, perché un Comune che riesce a mettere questa somma tutto in una volta, anziché dilazionata in cinque anni, è sintomo di un di una cassa comunale che chi è in salute, quindi noi voteremo a favore. Grazie, grazie. Consigliere Callori, consigliere, Brunelli,
Grazie Presidente, buon pomeriggio a tutte e tutti sia anch'io.
Non parteciperò al voto, come ha detto il collega Gasperini, in quanto.
Questa variazione riguarda l'avanzo che è stato approvato con che è uscito dal bel dal bilancio consolidato e comunque.
Apre, probabilmente mi sarei astenuto perché rimangono sempre i miei forti dubbi nell'utilizzare 400.000 euro di donazione per rifare un laghetto, tale uguale in una zona che è il parco urbano che una cassa di laminazione naturale per il fiume Montone e se purtroppo dovesse capitare un'altra sfortuna, sarebbero da spendere di nuovo daccapo. Io, secondo me bisogna utilizzarli in altra maniera. Grazie grazie, consigliere Bentivogli, consigliere ragni.
Sì, o ascoltavo gli interventi de de dell'opposizione che si sono tradotti in una sorta di question time diffuso, perché ho fatto delle domande all'Assessore, l'Assessore ha gentilmente risposto, ma neanche a fronte delle risposte sono sono persuaso di votare a favore no, chiudo la parentesi il gruppo di Fratelli d'Italia ovviamente voterà a favore, condividendo metodo. È merito dell'Assessore Ciccognani e dell'intera Giunta Grassi, Consigliere Nagni, consigliere Bentivogli.
Grazie Presidente beh, io direi che, riportandoci alla all'argomento della del Forlì Calcio e quindi del lavoro all'impiantistica della del Morgagni, questi sono lavori praticamente è votati e approvati dal dalla vostra forza politica quando eravate dalla nostra parte quindi lavori del 2015, quindi ben venga dovreste essere contenti dal punto di vista anche della chiusura della chiusura completa dei lavori prima e oggi della della parte economica, quindi ben venga che quando capita che ci siano la so che c'è una sostenibile sostenibilità economica da parte dell'Amministrazione per poter chiudere chiudere dei mutui o delle,
O dei disavanzi. Ben venga che questi vengano vengano fatti in in anticipo in largo anticipo, così anche da non dover poi sostenere delle e degli interessi che sappiamo che poi negli anni maturano. Quindi noi siamo ben contenti che vengano.
Chiuse, delle delle delle questioni e dei lavori, soprattutto quando riguarda l'impiantistica oggi nostra, che sappiamo bene quanto quanto ci ha portato via, anche in termini economici, in questa Amministrazione, per poter adeguare l'impianto al campionato, e quindi siamo ben contenti e felici che questa Amministrazione.
Punti oltre alle altre.
Agli altri settori, al settore sportivo e quindi il nostro voto non può essere che favorevole a questa variazione di bilancio. Grazie grazie, consigliere Bentivogli consigliera CR.
Condivido la posizione dei miei colleghi di opposizione e anche non parteciperà al voto e colgo l'occasione per chiedere che vengano trasmessi alle Commissioni in streaming su YouTube, come ad esempio, la Commissione del PAI può, in modo che tutti quanti possiamo ascoltare le spiegazioni che l'Assessore Cicognani si dice essere fondamentali,
Grazie consigliera Scheer, non ci sono altre dichiarazioni di voto per cui possiamo passare alla votazione.
È aperta la votazione?
Si è fermato 14 favore no 14 favorevoli e 8 non votanti la l'argomento è approvato, passiamo all'immediata eseguibilità.
È aperta la votazione?
14 favorevoli, 8 non votanti, pertanto la dal si è fermata, l'argomento non è approvato, non è immediatamente eseguibile.
Il prossimo argomento all'ordine del giorno.
Scusate.
Riconoscimento di legittimità, di legittimità e ripiano dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194, decreto legislativo 267 del 2000 espone l'assessore Cicognani.
Allora questo è una sentenza che ci ha condannato a pagare il Comune per spese legali per 14.000 euro, per definizione è un debito fuori bilancio, anche se erano già stati allocati come fondo rischi nel bilancio di previsione e invece non mi ricordo male 20.000 euro in previsione appunto della soccombenza quindi il paghiamo perché è per legge è una causa che viene da prima di dell'Amministrazione Zattini,
Non ha impatto, ovviamente, quindi, sul sul bilancio del Comune di Forlì,
Grazie Assessore Ciccognani, è aperto il dibattito.
Non ci sono interventi, pertanto è chiuso il dibattito e passiamo alle dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione.
È aperta la votazione?
23 favorevoli approvato all'unanimità, pertanto passiamo all'immediata eseguibilità.
È aperta la votazione?
23 favorevoli all'unanimità è approvata l'immediata eseguibilità.
Il prossimo argomento all'ordine del giorno Statuto comunale, approvazione, modifiche articolo 27 espone il Segretario generale.
L'Assessore bassi scusa.
Buonasera sì, ne abbiamo parlato in Commissione ed è necessario modificare e l'articolo 27 dello Statuto nostro e per adeguare questo articolo a una nuova normativa perché è rimasto ancora allegato al decreto legislativo del 2000, la legge è cambiata, c'è un nuovo decreto, una nuova legge del 2009 che stabilisce il numero massimo di nuove OSS di nove assessori nei comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, il nostro articolo 27 è stato ancora è ancora legato alla vecchia normativa e quindi è strettamente necessario modificarlo per modificarlo. Basta modificare la dicitura nel limite massimo stabilito dalla legge e così in questo modo ci adeguiamo alla nuova normativa.
Grazie assessore Bossi, è aperto il dibattito.
Non ci sono Gasperini.
Bene l'adeguamento alla nuova normativa, mi viene da chiedere se questo adeguamento si è reso necessario, perché c'è stata qualche richiesta dalle forze politiche di maggioranza di inserire qualche nuovo elemento dentro la Giunta, cosa che evidentemente per la legge nazionale non si poteva fare ma per il nostro Statuto sì, quindi resta questo dubbio se alle spalle di questa modifica ci sia qualche richiesta interna alla maggioranza che insomma fatica a mantenersi unità com'è evidente dagli ultimi mesi.
Non ci sono altri interventi per cui chiudiamo il dibattito dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto, pertanto passiamo alla votazione.
È aperta la votazione?
21 favorevoli approvato all'unanimità.
Abbiamo terminato gli argomenti all'ordine del giorno, no.
Abbiamo terminato gli argomenti all'ordine del giorno, pertanto passiamo alle interrogazioni.
La prima interrogazione.
Presentata dal Gruppo AVS.
Espone la consigliera Sherry.
E risponde l'Assessore Bartolini, grazie Presidente.
Allora, premesso che l'anno scorso abbiamo approvato e in questo Consiglio l'alienazione di un terreno, un'area comunale sita in via Fontanelle, alla Fondazione Mercuri in tale area, collocata in prossimità dell'aeroporto, Ridolfi è prevista la realizzazione di un insediamento tecnologico. L'area in oggetto risulta classificata negli strumenti urbanistici come zona rurale e di distacco e mitigazione degli impatti ambientali. L'intervento si colloca in un contesto caratterizzato dalla presenza dell'infrastruttura aeroportuale e dei relativi vincoli di sicurezza ambientali e acustici, considerato che interventi di tale natura richiedono il rispetto dei vincoli derivanti dal piano di rischio aeroportuale. Valutazioni ambientali acustiche, acquisizione di parere degli enti competenti ENAC Arpae, AUSL Regione, eccetera la normativa vigente prevede specifiche limitazioni alla trasformazione del territorio nelle aree interessate dal rischio aeroportuale finalizzate alla tutela e alla sicurezza dei cittadini. E rilevato che non risultano pubblicamente disponibili informazioni complete e aggiornate. Il medico in merito alla compatibilità. Ormai chiedo di fare un po' di silenzio.
Alla compatibilità urbanistica rispetto alla destinazione dell'area, all'esistenza, aggiornamento e accessibilità del piano di rischio aeroportuale, alle valutazioni ambientali acustiche e connesse al progetto e anche in fase preliminare di definizione di un intervento urbanistico ed edilizio, devono essere chiariti e il quadro dei vincoli esistenti, il procedimento autorizzativo previsto, la necessità di eventuali varianti agli strumenti urbanistici, la presenza ai validità degli strumenti di pianificazione aeroportuali ambientale non risultano pubblicamente disponibili informazioni in merito alle classificazioni dell'area all'interno della zonizzazione acustica acustica aeroportuale e alle eventuali limitazioni connesse. Interrogo il Sindaco e la Giunta per sapere.
Titolo edilizio e procedimento autorizzativo, quale sia il procedimento autorizzativo, il titolo abilitativo edilizio previsto per l'intervento, anche qualora non ancora formalizzato, se il progetto sia inserito in procedure derogatorie o accelerate, ad esempio, regionali o statali.
Compatibilità urbanistica, come venga garantita la coerenza dell'intervento con la classificazione dell'area come zona di mitigazione ambientale e se, allo stato attuale, l'intervento risulti compatibile con la destinazione urbanistica vigente o si richieda una variante piano di rischio aeroportuale se indipendentemente dal progetto definitivo, esista un piano di rischio aeroportuale vigente utilizzabile come riferimento per la pianificazione in quale data sia stato approvato se sia stato aggiornato successivamente, anche alla luce delle normative europee intervenute dopo il 2014, se sia pubblicamente consultabile e, in caso affermativo, dove quali siano le limitazioni previste dal piano di rischio aeroportuale in relazione alle destinazioni d'uso.
Alla concentrazione di persone e alla tipologia degli edifici.
Vincoli e pareri ENAC se siano state già avviato interlocuzioni preliminari con ENAC e con quali esiti, quali prescrizioni siano state eventualmente impartite, se siano state effettuate verifiche relative alle altezze degli edifici, compatibilità con le superfici di sicurezza e il rischio per terzi zonizzazione acustica aeroportuale se l'area oggetto di intervento ricade all'interno delle zone di rispetto acustico aeroportuale A B C, e in particolare se sia classificata in zona C, come ci risulta, quale limitazioni siano previste, se questo è vero in relazione alle destinazioni d'uso.
Se il progetto del Tecnopolo sia stato valutato il rispetto alla compatibilità con tali limitazioni valutazioni ambientali se, sulla base delle caratteristiche previste dell'intervento, sia stata valutata la necessità di procedura e di verifica, di assoggettabilità a VIA e con quali esiti.
Pareri degli enti competenti se siano state avviate richieste di parere, anche preliminari agli enti competenti.
Rischio per terze carico antropico se sia stata effettuata una valutazione della compatibilità dell'intervento con le limitazioni relative al rischio per terzi nelle altre aree limitrofe all'aeroporto e, in particolare, se sia stato valutato l'impatto dell'intervento in termini di incremento del carico antropico che risulta già abbastanza elevato nella zona aeroportuale quali parametri e criteri siano stati utilizzati per tale valutazione verifica complessiva di incompatibilità se sia stata effettuata una valutazione complessiva che consideri congiuntamente vincoli urbanistici, vincoli aeroportuali e impatti ambientali.
Grazie consigliere uscirvi, mi sembra l'istruttoria di una pratica, mi sembra quindi passo.
L'istruttoria di una pratica.
Assessore Bartolini.
Sì, rispondo a questa interrogazione che in parte.
A cavallo tra due Assessorati tra quello della collega Casara, ma visto che c'è una parte urbanistica, rispondo io per tutto per tutti i quesiti posti con deliberazione di Consiglio comunale del numero 83 del 14 ottobre 2025 è stato inserito nel Piano alienazioni la porzione di terreno comunale,
Della superficie catastale di metri quadri 8.408, al fine di consentire l'insediamento di un laboratorio ed unità produttiva finalizzata al raggiungimento degli obiettivi del progetto. Harris successivamente, quindi, è avvenuta la cessione da parte del Comune alla Fondazione Mercuri, dove ricordo i soci fondatori sono Regione Emilia Romagna, Fondazione Cassa di risparmio di Forlì Università di Bologna. Se rimarrà il Comune di Forlì prima di entrare nel merito dei vari quesiti posti, spiegano in sintesi le attività che lo Statuto della Fondazione Merkel prevede in quel sito per il raggiungimento del suo scopo. Prevede in quel sito, comunque come fondazione per il raggiungimento dello scopo, prevede l'elaborazione di progetti di sviluppo del sistema favorendo sinergie tra enti territoriali di riferimento, istituti di formazione, ricerca in realtà economiche, imprese, gruppi di imprese in qualunque forma costituiti organizzati di particolare qualificazione, compresi i progetti di trasformazione del territorio. Cooperazione, affiancamento dei medesimi soggetti nei progetti di ricerca nell'accesso a risorse e contributi finalizzati prevedeva la definizione delle linee di azione per lo sviluppo del sistema formativo di ricerca di applicazione dei risultati della ricerca stessa nel territorio forlivese da sottoporre all'attenzione degli enti territoriali istituzionali ai fini dell'adozione di atti e programmi coerenti, prevede la diffusione e la comunicazione dei progetti e dei risultati conseguiti dal sistema territoriale. Il concorso nell'indirizzamento nel favorire e nel favorire, direttamente o indirettamente il processo di sviluppo e organizzazione del territorio, compreso l'urbanizzazione rilevante per il sistema collaborazione con l'Università di Bologna sud di Bologna sul piano tecnologico, aeronautico spaziale nella progettazione, nello sviluppo della ricerca e in ogni sua fase nell'insegnamento e nella didattica, su quanto risulta irrilevante per il sistema e a questo fine è definisce uno specifico protocollo d'intesa.
Prevede la collaborazione con le istituzioni scolastiche e formative del territorio in ogni ambito rilevante per il sistema, una collaborazione con l'ENAC, Ente nazionale aviazione civile in ogni ambito rilevante per il sistema, una collaborazione con l'Ente nazionale per l'assistenza di volo ENAV in ogni ambito rilevanti per il sistema una collaborazione con altri enti accreditati e l'organizzazione di iniziative a volte a volte a supporre a supportare lo sviluppo delle imprese e promozione dello sviluppo di forme di imprenditorialità del territorio.
Anche attuando azioni concrete finalizzate alla localizzazione all'insediamento nel territorio forlivese di sistemi produttivi di alta specializzazione tecnologica riconducibili alle linee strategiche elaborate dal Polo Tecnologico aeronautico spaziale forlivese, il progetto grazie.
Grazie al progetto Harris punta a creare una filiera nel settore spaziale italiano per lo studio di tecnologie altamente innovative e la successiva industrializzazione di prodotti, a partire dalle antenne e maglie e cablaggi flessibili per l'osservazione della terra da installare sui satelliti. Il progetto Harris Emilia Romagna in Space è stato presentato a Roma, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da Thales, Alenia, Space Italia, insieme a sette piccole e medie imprese, emiliano romagnolo,
Allo scopo di accedere a contributi pubblici come quelli legati ai contratti di sviluppo.
Al Ministero, assieme al Vicepresidente della Regione con delega allo sviluppo economico Vincenzo Colla, erano presenti anche diversi le imprese coinvolte, che sono espressione di varie province della nostra regione, delle province di Bologna, di Forlì di Parma, di Reggio Emilia e anche l'Università di Bologna e la Fondazione stessa Mercoli. La sede di ricerca e operativa della nuova realtà che si costruirà si costituirà come Newco, sarà adiacente al Tecnopolo dell'aerospazio vicino all'aeroporto, Ridolfi, appunto nell'area oggetto dell'interrogazione, l'area venduta dal comune alla Fondazione mercoledì ad est e ad oggi e veniamo all'interrogazione.
Si è ancora in attesa.
Del progetto di insediamento del complesso da parte della Fondazione Mercoli con in capo a Regione Emilia Romagna, anche in ordine alle risorse da destinarsi Regione Emilia Romagna, che fa da capofila tra i tanti enti pubblici e privati sopracitati, che necessiterà ovviamente di variante urbanistica in carico all'Ente attualmente proprietario che la Fondazione Mercoli,
Nello specifico.
Risponde ad alcuni aspetti della dell'interrogazione.
Più di carattere urbanistico, nello specifico.
Rispondo al quesito numero 2 dopo spiego perché parto dal 2 perché gli altri rispondo tutto in una volta quesito 2 sulla compatibilità urbanistica, si chiede come venga garantita la coerenza dell'intervento nell'area di classifica classificata come zona dice di mitigazione ambientale.
Preciso che non si tratta allora il terreno che saranno oggetto di intervento ricade all'interno di un'area che nel POC, oggi decaduto, aveva destinazione A A1 sedi universitarie i centri di ricerca e relativi servizi, le relative proprie previsioni di POC sono decadute, preciso che non si trattava comunque di zona di mitigazione ambientale l'intervento richiede ovviamente una variante urbanistica con procedimento unico che produrrà lo stesso un procedimento un po' produrrà una variante urbanistica.
Rispondo al quesito numero 3, quello del piano di rischio aeroportuale diarrea.
Si chiede se esiste un piano.
E rispondo che il piano esiste si chiede anche in quanto è stato approvato il Piano è stato approvato con delibera del 2012 di Consiglio comunale integrato con nota ENAC nel internato in disintegrato con nota ENAC.
È pubblicamente, consultabile nel sito web comunale sufficiente andare in qualsiasi browser.
Sì, cliccare comune di Forlì il piano di rischio aeroportuale per essere indirizzati alla specifica pagina, se poi avete bisogno, avete anche nel vostro gruppo o comunque nella nel nel vostro compie un'esperta di intelligenza artificiale che vi può aiutare nel raggiungimento del, è una battuta chiedo scusa,
Non è presente quindi il ritiro, la battuta, l'area interessata dalla futuro intervento Fondazione Mercuri ricade in parte in zona, C in parte zona D di questo Piano come individuato nell'elaborato grafico del PTRA, non essendo nota la natura ancora dell'intervento che si vorrà realizzare.
E non si può fare alcuna valutazione di merito nel momento su su questo tipo di valutazione.
La il terzo quesito, help help al quale rispondo è quello il punto 5 zona acustica aeroportuale si chiede se l'area oggetto di intervento ricada nelle zone di rispetto acustica aeroportuale su questo preciso che il quadro normativo di riferimento è governato dall'articolo 5 del decreto ministeriale 31 ottobre 97. Tale norma prevede che l'ENAC istituisca per ogni aeroporto aperto al traffico apposita commissione istituzionale presieduta dal competente direttore aeroportuale.
Questo organismo è composto da un rappresentante per ciascuno dei soggetti istituzionali e tecnici interessati, individuate dal Ministero dell'ambiente e della re nella regione, nella provincia, nei Comuni coinvolti nell'Agenzia regionale per la valutazione per la protezione ambientale ARPA e dell'Ente nazionale assistenza al volo,
La Commissione specificatamente deputata a stabilire i criteri generali per definire le procedure.
Antirumore, la classificazione degli aeroporti a individuare preventivamente lo scenario di traffico ottimale ai fini del contenimento dell'inquinamento acustico. Per quanto riguarda lo stato del procedimento relativo allo scalo di Forlì, l'iter ha preso avvio formale su richiesta di ENAC con l'invio, in data 6 dicembre 2024 del nominativo dal rappresentante del Comune di Forlì in seno alla commissione aeroportuale aeroportuale rumore. Successivamente, in data 18 giugno 2025, si è riunita la prima seduta dell'Organismo al fine di definire la zonizzazione acustica aeroportuale e le procedure antirumore in previsione del futuro sviluppo dell'attività dello scalo. Il relativo verbale nella seduta di insediamento è stato formalizzato il 22 settembre 25. La seconda riunione di questa Commissione originariamente era stata fissata per il 12 maggio 2026, ma è stata sempre per richiesta di ENAC, prorogata ad altra data, posticipata ad altra data.
Di conseguenza, ad oggi l'Amministrazione è in attesa della seconda convocazione ufficiale per il prosieguo dell'attività di pianificazione e perimetrazione delle zone di rispetto, attendendo comunicazioni da ENAC vado alla conclusione per i quesiti 1 4 6 7 8 9, I letti dalla consigliera.
Cirri.
Non essendoci ancora nessuna richiesta di titolo edilizio di variante urbanistica, come ho detto in premessa, essendo gli Enti Regione Emilia Romagna in testa.
Alla definizione dei fondi da destinare all'opera.
Agli atti dell'ente non ci sono prove provvedimenti amministrativi né alcun parere tecnico acquisito pareri, che verranno acquisiti in sede di Conferenza dei Servizi quando verranno attivate le procedure previste dalla vigente legislazione urbanistica, in modo da assicurare la compatibilità dell'insediamento con le previsioni pianificatorie, la,
Grazie, Assessore Bartolini considerano Sherry.
E ringrazio l'Assessore Bartolini per le risposte tecniche in merito ai quesiti che erano nostri, molto, molto tecnici, molto specifici, e attendiamo ulteriori notizie quando il progetto verrà presentato e, stando a alcune notizie uscite anche sulla stampa sembrava molto più imminente, è molto più avanzato lo stato di di questo progetto che,
Che invece risulta essere, insomma, ancora molto molto in alto mare, da quello che si può evincere da queste risposte e ringraziamo anche per la, come dire, l'informazione sul piano di rischio aeroportuale che non siamo riusciti a reperire on line riproveremo perché a volte il sito del Comune richiede qualche tentativo.
Grazie, consigliera, uscir.
Il prossimo argomento non c'è l'Assessore Pezzetta equa.
Presentato dal gruppo AVS consigliera Diana Scheer.
Allora, la seconda interrogazione che presento oggi riguarda una una deliberazione del Consiglio comunale del 2024 in merito alle comunità energetiche rinnovabili, che sono state costituite appunto in una seduta del Consiglio comunale del 17 settembre 2024 e il modello adottato prevede la costituzione di associazioni riconosciute con partecipazione di soggetti pubblici e privati finalizzate alla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili. Lo statuto dell'ACER attribuisce all'associazione funzioni rilevanti, tra cui la gestione degli incentivi e dei rapporti con il Gse, la ripartizione dei benefici economici tra associati e l'eventuale destinazione delle eccedenze a finalità sociali sul territorio e considerato che la normativa di riferimento prevede specifici requisiti tecnici e procedurali per l'accesso agli incentivi e per l'attivazione delle configurazioni di autoconsumo diffuso.
Lo Statuto, consentire l'adesione dei cittadini, PMI, enti e soggetti del ter del Terzo settore purché rispettino i requisiti previsti.
A distanza di oltre un anno dall'approvazione risultano attivate le CER, ma non risultano pubblicamente disponibili informazioni dettagliate e sistematiche sul loro funzionamento operativo. Rilevato che la complessità tecnica e amministrativa delle serre richiede un'attività strutturata di accompagnamento per cittadini e imprese. Dal dibattito consiliare emergeva già la necessità di ampliare l'accesso e supportare concretamente l'adesione dei soggetti interessati. L'effettiva efficacia delle serre dipende non dalla sola costituzione formale, ma dalla reale attivazione di impianti, dalla partecipazione diffusa ed alla produzione di benefici economici e sociali. Interroga il Sindaco e la Giunta per sapere in primo luogo composizione e adesioni, il numero attuale di associati, suddiviso per tipologia, enti pubblici, imprese e cittadini e terzo settore. Se e con quali modalità sia stata promossa l'adesione della cittadinanza.
E secondo luogo le configurazioni attive, cioè quanti configurazioni di autoconsumo diffuso, siano state attivate e, per ciascuna configurazione, il numero dei punti di connessione e potenza complessiva installata e tipologia degli impianti, il terzo punto produzione benefici la quantità di energia prodotta e condivisa ad oggi e i criteri adottati per la ripartizione dei benefici tra gli associati se siano state destinate risorse a finalità sociali e in quale misura,
Poi, investimenti pubblici e risorse pubbliche, quali i finanziamenti pubblici, sono stati ottenuti e l'ammontare complessivo delle risorse investite e relativo stato di utilizzo.
Supporto e accessibilità, quali strumenti siano stati attivati dal Comune per supportare i cittadini e imprese nell'adesione, se siano state previste ulteriori azioni per semplificare l'accesso alle CER governance e trasparenza, quali siano le modalità decisionali interne alle CER e se sia stato attivato il sito internet previsto dallo statuto e quali informazioni siano rese pubblicamente disponibili infine e prospettive di sviluppo quali siano gli obiettivi di espansione e quali tempistiche sono previste per il pieno funzionamento di queste comunità.
Grosse consigliera Scheer, chiedo ai Consiglieri, visto che la Capigruppo si era parlato di rimanere nei tempi, mi diceva l'Assessore protetto e che non riusciranno a rimanere nei tre minuti per la risposta, quindi vi chiedo se possiamo andare avanti con la risposta di Peter Pellegrini in tre minuti. Difficilmente può tornare risposta ai quesiti.
Mi sembra che non ci siano controindicazioni, pertanto la parola all'assessore protetto sì, grazie Presidente per protestare nei tre minuti, occorre che le interrogazioni abbiano, ma una domanda usate o ho sbagliato è a discrezione, ah, sì, sì, allora e allora,
Sono e poi l'intervento dopo i tre minuti va bene.
Prego benissimo, quindi partiamo perché corposa la risposta, visto che le domande sono numerose, quindi composizioni adesioni, attualmente i soci su suddivisi in due comunità energetiche, su due cabine primarie diverse di Forlì, Forlì centriamo l'energia Forlì, cerchiamo l'energia è costituita ad ottobre del 2024 grazie ad un progetto regionale.
I soci fondatori sono il Comune di Forlì Fondazione Cassa di risparmio di Forlì, diocesi di Forlì-Bertinoro, camera di commercio della Romagna ACER, l'azienda casa Emilia Romagna, ASL, azienda unità sanitaria locale della Romagna, Fmi Forlì molti servizi integrati altri soci che sono già entrati in Forlì, centriamo l'energia sono tre imprese, cinque cittadini e Forlì cerchiamo l'energia, un imprese, due cittadini, quindi circa una dei 10 11 soci che si sono già affiliati. Inoltre, quotidianamente i cittadini e imprese contatto nello sfruttare l'energia del Comune di Forlì per ricevere informazioni sulle CER, va considerato che il piano di comunicazione e condiviso con i soci fondatori in fase di diffusione e sicuramente in seguito alla pubblicazione, nei prossimi mesi, è possibile ipotizzare un buon incremento delle adesioni come nuovi soci delle CER.
Nel 2025, grazie a un progetto regionale fra il POR-FESR 21 27 all'azione 2 2 4 bando di sistema per il supporto agli enti locali sui temi della transizione energetica sono stati attivati strumenti di informazioni sensibili, assi sensibilizzazioni, assistenza della della comunità sui temi della transizione energetica e sul territorio, come ad esempio la serata improvvide improvvisazione, trattarle del 4 giugno 2025 o la fabbrica delle candele piccoli e grandi gesti di cambiamenti, dove il tema dell'eccetera è stato trattato come informativa in tono ironico e gioviale. Inoltre, l'Amministrazione ha sempre attivato lo sportello, ha da sempre articolo sfruttarlo. Energia per la test, la cittadinanza e le imprese presso l'FMI S.r.l. Dove quotidianamente si forniscono informazioni sull'eccetera, sui temi energetici ambientali, da inizia? Da inizio anno risultano oltre 50 consulenze in materia a cittadini e imprese. Il Comune di Forlì, grazie, se però su società Fmi, vista l'esperienza nata con le CER di Forlì, fa parte di un progetto ministeriale che valorizza, diffonde informazioni, fornisce supporto tecnico, amministrativo e legale per la creazione e gestione operativa delle CER del territorio dell'Emilia Romagna. Il progetto denominato Reno sarete nazionale, one stop shop, c'è il suo sito dedicato WWF, Renno www punto rendono punto it.
Per poter fare una configurazione di autoconsumo diffuso, si necessitano, necessita almeno di una produttore, di un consumatore, le serie di Forlì stanno raccogliendo al fine di fare una prima configurazione più produttori possibile con impianti fotovoltaici, avendo a disposizione molti poco POD di consumo, in particolare quelli dei soci fondatori tra quali le utenze del Comune di Forlì a breve verranno create le 2 configurazioni una per ogni cercano i soci i suddetti.
Per Forlì centriamo l'energia in questa prima fase iniziale, configurazione verranno inseriti quattro che circa cerca qua circa 5 chilowatt dell'impianto fotovoltaico e sei POD tra i cittadini e di assente, in aggiunta il POD diversi dell'amministrazione dei soci per cerchiamo l'energia in questa prima fase in Confidor in configurazione ci sono circa 12 chilowatt di impianti fotovoltaici a tre POD tra i cittadini e aziende.
Produzione benefici. I criteri adottati per la ripartizione dei benefici tra gli associati sono indicati all'articolo 3 del Regolamento del riparto degli incentivi, pubblicato sul sito predisposto. Non lo sto a leggere tutto, ma ci sono contributi per le associazioni per l'associazione e contributi per i produttori, i contributi per i consumatori, i contributi di Ampelia ambientali e sociali, proprio per quest'ultimi contributi in questo articolo 3 sono destinati fino al previsto fino a un 10% degli incentivi che vengono destinate accantonati per i progetti ambientali e sociali, appunto dal destinare.
A progetti selezionati dall'assemblea dei soci. Il Comune di Forlì ha partecipato, dicevo, prima al bando per le comunità energetiche rinnovabili, ottenendo un finanziamento per la creazione delle 200. In base alla graduatoria, il Comune di Forlì ha ottenuto 50.000 euro per ogni CERM. L'ammontare del contributo è stato utilizzato per le attività previste dal bando, che comprendeva le attività tecniche, economiche e legali previste dalla fase 2 del bando regionale, in particolare rendicontazioni di studi di fattibilità, supporti legali e giuridiche, costi notarili e creazione del tavolo di coordinamento, Coordinamento dei soggetti dei professionisti coinvolti, redazione dell'atto costitutivo, creazione dei regolamenti della modulistica di adesione, rendicontazione amministrativa alla Regione Emilia Romagna sul portale sfinge supporto e accessibilità. Di fatto, con una parte ho già risposto anche per questa domanda. Ripeto che è in fase di diffusione nei primi mesi da nei prossimi mesi, un piano di comunicazione e condiviso quei soci fondatori, coinvolgendo anche le associazioni di categoria, governance e trasparenza alle modalità decisionali interne, all'accesso a quelle previste dal medesimo statuto e sono consultabili, è sempre sul sito preposto in rete.
Vi sono due or organi principali il Consiglio di Amministrazione dell'assemblea dei soci ed è presente anche un organo di controllo. Ancora sul sito predisposto sono disponibili per ogni c'è l'atto costitutivo o lo statuto. Il regolamento per le adesioni degli associati, il Regolamento del riparto degli incentivi derivati, i moduli di adesione delle persone fisiche, anche delle persone giuridiche, i documenti richiesti come consumatore e i documenti richiesti come produttore o produttore e consumatore, prospettive di sviluppo, le serie, insieme ai propri soci, sono un esempio virtuoso di condivisione dell'energia sul territorio, forlivese e cresceranno con questo obiettivo. Entrambe sono state create sviluppando un'azione virtuosa pianificata nel PAESC approvato dall'Amministrazione. I singoli cittadini e le imprese e gli altri attori del territorio con vide condivideranno un percorso di sostenibilità ambientale ed economica che punta al radicamento sul territorio e alla condivisione delle risorse al supporto reciproco. In uno scenario critico come quello attuale,
Le campagne di comunicazione mireranno ad aumentare gli impianti a fonti rinnovabili messa in disponibilità dell'ex, erano aumentando gli associati, i produttori terzi e di conseguenza anche le potenze installate sul territorio non è facile oggi ipotizzare il quantitativo di impianti che verranno messi nella disponibilità delle CER,
La transizione energetica è già iniziata alle 2 comunità energetiche rinnovabili di Forlì, sono una realtà viva e attiva oggi sul nostro territorio e con la loro costituzione alla città non si è limitata a fare un passo verso la transizione ecologica, ma ha riscritto alcune regole del gioco, abbiamo gettato le basi per passare da consumatori passivi a veri e propri creatori della nostra energia.
Dimostrando che un futuro pulito, democratico, indipendente o non si aspetta si costruisce e ed è ciò che abbiamo impostato a Forlì con le CER le tappe pieno le tappe verso la piena operatività, passando dalla visione della pratica, il pieno sviluppo delle Cer e l'entrata in funzione dei nuovi impianti, assicurando un cronoprogramma ben definito e sviluppo nel biennio, l'ampliamento e la messa a regime delle comunità energetiche avverranno nel corso dei prossimi due anni. Accesso agli incentivi questa tempistica è stata strutturata per essere in stretta coerenza con le regole operative del GSE necessarie per l'ottenimento della tariffa premio.
Per garantirsi, per garantirsi l'accesso alle tariffe incentivanti, gli impianti che compongono le configurazioni delle Cer dovranno obbligatoriamente entrare nell'esercizio di presentare la richiesta dal GSE entro e non oltre il 31 dicembre 2027, che ha una scadenza normativa.
È quanto?
Grazie Assessore Pezzetta consigliera uscire tre minuti.
Stavolta è stata Oltenia, io sarò più breve perché chiaramente la risposta allunga era.
L'Assessore e la ringrazio per le informazioni tecniche e chiederei all'assessore se è possibile riferire in Consiglio periodicamente perché alla fine da settembre 2024 e ad oggi le notizie, anche disponibili sulla stampa in merito sono state poche, quindi quando sarà.
Divulgato la anche alla cittadinanza e, insomma, il l'informazione sarà diffusa forse anche una Commissione in cui l'Assessore ci spiega il. Ecco come coinvolgere i cittadini, come il Comune coinvolgere ai cittadini e come anche noi possiamo parlarne con tutti i cittadini che che fanno riferimento a noi e in più. Spero che il biennio da a partire da oggi si ha anche una una visione un po' lunga. Spero che si riesca a entrare a pieno regime prima, visto che è già passato un anno e mezzo dall'approvazione, però sono felice che il i lavori procedano e che pian piano inizino a far parte anche i cittadini inizino a entrare nelle comunità energetiche.
Grazie consigliera Scheer passiamo al prossimo presentato dal Gruppo PD espone la consigliera Cattani.
Che Cattanei, Marabini, Cattaneo e risponde l'Assessore, Cicognani. Grazie grazie, Presidente, buonasera a tutti. Allora la nostra interrogazione è sulla allo stato di avanzamento dei progetti del PNRR, partendo dal dal fatto che sul sito web del Comune di Forlì, nella pagina dedicata all'attuazione delle misure del PNRR, è presente una lista di cinquantun progetti finanziati dal PNRR per i quali il Comune è soggetto attuatore. Ma le informazioni che sono presenti su quella pagina non sono attuali, sono l'aggiornamento e ha dichiarato intorno al periodo secondo semestre del 2022 e soprattutto no. Non sono indicati i progetti che sono terminati e che abbiamo imparato a abbiamo saputo che sono terminati per per perché son stati fatti comunicati stampa perché sono state rilasciate interviste alla stampa dal parte dello stesso assessore Cicognani, o perché abbiamo saputo, anche in questa sede che erano già terminati, quindi, considerando la scadenza ufficiale per la conclusione dei progetti elencati al 30 giugno, 2026 e la pagina web che non riporta allo stato di avanzamento di tutti i progetti né l'indicazione di quei progetti che, sempre da interviste rilasciate dal nostri, dai nostri amministratori, abbiamo saputo che magari erano stati collocati su altre tipologie di finanziamenti. Penso Palazzo del Marenda o il San Domenico,
Considerando anche che il Comune di Forlì ha firmato un protocollo d'intesa tra il Comune e il Comando provinciale della Guardia di finanza di Forlì per la cooperazione, al fine di monitorare le misure di sostegno economico, di finanziamento e di investimento previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e considerato che il sopra citato Protocollo definisce la reciproca collaborazione dei firmatari allo scopo di assicurare la realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza, attuando una forma di cooperazione con efficacia dissuasiva nei confronti delle imprese dedite anche con metodo intimidatorio, da attività illecite, e rafforzando il sistema di monitoraggio con riguardo all'esecuzione di opere pubbliche o di servizi e all'erogazione di incentivi per cittadini e imprese connesse alla realizzazione del PNRR RR e del Fondo complementare in modo da prevenire e contrastare ogni condotta illecita lesiva degli interessi economici e finanziari pubblici.
Si pongono le STEM con le seguenti domande, quali e quante sono le opere finanziate con fondi PNRR completate al 31 12 2025, qual è lo stato di avanzamento dei progetti non conclusi nel 2025, quale la percentuale di realizzazione ad oggi, con riferimento alla lista di progetti presenti sul sito del Comune alla pagina che ho indicato attuazione misure PNRR.
E per quali si prevede la conclusione di realizzazione entro il 30 giugno 2026, con riferimento alla lista dei progetti presenti sul sito del Comune, per i quali la conclusione dei lavori è stata posticipata per decisione al al 30 giugno, posticipata a dopo il 30 giugno 2026. Facevo riferimento prima alle interviste che abbiamo letto, dove per esempio si citavano palazzo del Merenda e San Domenico con finanziamenti statali e fine prevista nel 2027. Per esempio, qual è il relativo cronoprogramma dei lavori di realizzazione ai quali risorse economiche saranno utilizzate al posto dei fondi PNRR?
Con riferimento al protocollo d'intesa siglato dal Comune di Forlì con il Comando provinciale della Guardia di finanza di Forlì, sono state riscontrate attività illecite riferibili alla realizzazione dei progetti finanziati dal PNRR e tali da impedirne l'esecuzione o di rappresentare un danno economico per l'Ente e gli altri soggetti interessati. Infine, che è l'elemento più in più delicato del della della situazione che riguarda i progetti finanziati dal PNRR, qual è la previsione in merito all'entità dei fondi PNRR, che non saranno incassati dall'ente? E che impatto si stima se è stata fatta una stima in tale eventualità sul bilancio dell'ente, ovvero se.
Per i progetti che non saranno terminati e non saranno completamente finanziati e quindi potranno rimanere anche teoricamente degli incompiuti. Il seggio è stato fatto un piano di come dire di diversificazione delle fonti di finanziamento per portare a conclusione e in che tempi anche quelle opere. Grazie grazie consigliera Cattani, assessore Cicognani. Allora vorrei rispondere all'ingegnere fuoco che aveva avuto la gentilezza di venire qui, perché sennò, ci sarà forse qualcuno che non crede a quello che dico loro lo possono dire dall'ingegner Falck, così siamo tranquilli.
I vigili del fuoco.
Un attimo sì, buonasera.
Come molti di voi sapranno, io sono responsabile di una parte degli interventi PNRR, non di tutti quello che.
Riferirò e condiviso, in particolar modo di fare un po' di silenzio e condiviso, in particolare con la segreteria tecnica, che quindi coordina tutti gli interventi PNRR, anche quelli di altri, diciamo un servizio, i dirigenti e riporta la situazione aggiornata praticamente in tempo reale. Perché c'è un'evoluzione continua del monitoraggio e quindi delle volte lo anticipo. Si fa fatica a mandare le comunicazioni al sito istituzionale che poi pubblica gli aggiornamenti per le singole opere, perché gli aggiornamenti sono veramente in continuo. Quindi qui la fotografia che vi do in questa in questo pomeriggio è sostanzialmente, ah, ah, ah all'esito, quindi passato il primo trimestre del 2026, perché questo perché il primo punto è quale quante e quali sono le opere finanziate con fondi PNRR completata il 31 12 25, premetto che il 31 12 25 non costituiva una scadenza generalizzata per le opere PNRR. Gli atti d'obbligo stipulati a firma del Sindaco sulle diverse linee di finanziamento prevedevano, dei termini differenziati che andavano qualcuno dalla fine del 25 altri fino all'estate del 26. Con le recenti linee guida per la conclusione degli interventi PNRR virgolette adottate dalla Struttura di missione PNRR PNRR congiuntamente al MEF e approvate con decreto legge 19 2026, convertito nella legge 52.026, è stata fissata una scadenza uniforme per tutte le opere PNRR al 30 giugno.
Entro tale termine, cosa dobbiamo fare noi, i soggetti attuatori, dobbiamo emettere certificati di ultimazione delle opere.
Quindi il verbale sostanzialmente che redige il direttore dei lavori, precisando eventualmente opere minimali di completamento che servono per concludere effettivamente i lavori entro i successivi 60 giorni, quindi la verbalizzazione del certificato principale dei lavori e attestazione di raggiungimento del target.
Le linee guida, inoltre, quest'questo deriva dal dal punto da dalla diciamo dalle informazioni tecniche procedimentali indicate in queste linee guida, che sono anche manuale di completamento e rendicontazione delle opere, quindi indicano le procedure.
Oltre a questo, le linee guida prevedono, in casi eccezionali e motivati, la possibilità di richiedere uno slittamento di questo verbale di ultimazione oltre il 30 giugno e dentro il 31 agosto 2026.
Quindi quello è il termine indicativamente in generale il 30 giugno e, in casi eccezionali e motivati, previa richiesta il 31 agosto, entro il quale dobbiamo certificare l'ultimazione dei lavori principali, premesso questo, la situazione delle opere PNRR, del Comune di Forlì,
Che comprende attualmente 30 interventi, a meno di quelli che sono slittati su altre fonti di finanziamento, quindi usciti dalle linee di finanziamento comunitario PNRR e dopo magari faccio un accenno rimangono quindi 30 interventi e sono una situazione complessivamente molto positiva.
Ah, ripeto, in base al monitoraggio del primo trimestre 26, quindi adattato condiviso nella recente riunione di cabina di regia, datato quindi praticamente ad aprile consuntivi. Infatti ad aprile e emerge che 18 dei 30 interventi diciamo su opere infrastrutturali risultano conclusi 18 su 30 ulteriori otto interventi prevedono la conclusione nei mesi aprile maggio giugno, quindi entro il 30 giugno,
Quindi, rispettando la scadenza naturale fra virgolette indicata dalla dagli strumenti attuali del PNRR per quattro interventi caratterizzati da alcune criticità e complessità e in predisposizione una richiesta di proroga, cioè di slittamento al 31 agosto per la conclusione dei lavori, quindi in linea con quello che viene previsto dalla dagli strumenti di monitoraggio e rendicontazione inoltre ci sono 12 progetti questi riguardano le opere infrastrutturali 12 progetti relativi alla digitalizzazione della Pa.
Di cui 8 già conclusi 8 su 12, però credo che il vostro interesse principale sia sulle opere infrastrutturali con riferimento ai progetti finanziati nell'ambito PNRR. Inoltre, va precisato che il piano nel corso del tempo, appunto, ha subito queste modifiche e revisioni, che hanno comportato lo stralcio di alcuni interventi inizialmente ricompresi. Il finanziamento di tali interventi è stato comunque garantito su risorse nazionali, ad esempio, il Piano cosiddetto della rigenerazione urbana è conflitto tutto su risorse nazionali, quindi non saranno più coperte da fondi cosiddetti comunitari ma assegnati i fondi assegnati ai rispettivi Ministeri. In questo caso,
Assessore Ciccognani.
Faccio una precisazione non solo per i nostri progetti di quella, ma per tutto il livello nazionale, quindi sia chiaro o no no no, perché magari qualcuno potrebbe pensare che non so delle cose diverse.
Ingegner Foca grazie entro nel merito rigenerazione urbana significa un pacchetto da 20 milioni di euro nel quale stanno dentro Palazzo merenda terzo e quarto stralcio, San Domenico quarto stralcio.
In corso della Repubblica galleria Vittoria, insomma, tutti interventi che sono già, come dire, fuoriusciti e hanno avuto la ridefinizione delle scadenze sulla base di un contatto, diciamo una una, un dialogo fra il Comune e i ministeri e il Ministero dell'interno in questo caso in particolare per i miei San Domenico Palazzo merenda hanno come scadenza il 31 dicembre 2027.
La galleria, Vittoria corso delle Pubblica pubbliche son già ultimati, questo per dare un quadro.
Ecco, ritengo di aver risposto al primo punto secondo punto, quello lo stato di avanzamento dei lavori dei progetti non conclusi nel 2025 diciamo non ancora conclusi in questo rendiconto e qual è la percentuale di realizzazione ad oggi sui 30 interventi, l'avanzamento degli interventi è, come dicevo prima di 12 conclusi rispetto ai 30.
Per I e chiedo scusa, 18 concluse rispetto ai 30 per i 12 non conclusi, la percentuale di avanzamento è molto variabile.
E anche molto dinamica, mi spiego meglio indicativamente per quelli che abbiamo individuato possano concludersi al 30 giugno, quindi per i quali, rispetto al monitoraggio, c'erano altri tre mesi di lavoro, la percentuale va dal 70 all'80% di avanzamento attuale, diciamo attuale, ad aprile ecco ad aprile a fine aprile mentre per quelli che sono un pelino più indietro e quindi hanno una previsione di completamento al 31 agosto per i quali stiamo chiedendo le lo slittamento,
L'avanzamento attuale al 50 60%, però ve lo spiego meglio, questo grado di avanzamento dipende dal una produttività dei cantieri, quelli che sembra delle volte anche un po'.
Ridotto rispetto al al termine.
Deve tener conto che la priorità dei cantieri e non ha un andamento lineare ma esponenziale, cioè cresce con maggiore velocità nel periodo finale dei lavori, grazie al maggior valore contabilizzato in minor tempo per gli impianti e gli infissi le finiture, inoltre si tiene conto va tenuto conto del fatto che i dati ufficiali quelli che possiamo inserire prima diciamo,
Nei nostri fogli di monitoraggio. In secondo luogo, sul Regis in terzo pubblicarli non sono non sono naturalmente aggiornati perché scontano il fatto che queste contabilizzazioni richiedono un certo tempo già prima la la contabilizzazione, diciamo di cantiere, cioè la contabilizzazione dei lavori riesce matura risale con uno slittamento temporale rispetto all'effettivo andamento. Quindi, quando riusciamo a fare un SAL in cantiere, l'impresa ha già proseguito e ha già non riusciamo ad avere in tempo reale una un dato contabile aggiornato, quindi, e a maggior ragione e col tempo di necessario tecnico per.
L'approvazione degli atti contabili e l'inserimento sul Regis, che va sempre accompagnato da dichiarazioni documenti di vario genere, anche abbastanza complesse, c'è un ritardo, uno slittamento temporale che definisce, diciamo impossibile, sostanzialmente, avere una corrispondenza in tempo reale, quindi questo è più quindi l'avanzamento reale dei lavori è anche maggiore delle percentuali che vi ho detto, che sono invece percentuali formali ufficiali non suffragate da dalle contabilità firmate fra virgolette.
Questo come dato generale compro, con riferimento alla lista dei progetti presenti sul sito del Comune, per quali si prevede di concludere la realizzazione entro il 30 giugno, l'abbiamo detto prima, otto su 30, quindi 12 non completati, di cui 8 prevediamo di terminarli entro il 30 giugno e specifico anche di cosa si tratta.
2 sono ciclovie che hanno i lavori in fase finale in dirittura d'arrivo e se non sono terminati in questo mese, stanno per terminare un altro è il miglioramento sismico della scuola squadroni, dove noi abbiamo l'obiettivo di fare il certificato di ultimazione. Secondo stralcio, perché riguarda una metà dell'edificio, in quanto lame. La precedente metà è stata, diciamo oggetto dei lavori nell'anno precedente. Terminati questi lavori della squadra anni, diciamo i lavori principali al 30 giugno. I lavori complementari di completamento e i trasferimenti sono già in programma nel periodo luglio-agosto. Da settembre la scuola sarà trasferita interamente alla squadra anni. Questo per documentali che siamo in linea. Altri lavori diciamo.
In dirittura d'arrivo non terminati in aprile, ma in dirittura d'arrivo sono l'edificio ERP di via Molino, Ripa gestito da ACER, il dunque.
E poi quattro lavori, quattro opere, quattro interventi realizzati nell'ambito del piano del welfare, cioè tutte le le diciamo opere fatte per poi attivare dei servizi, quindi è un piano che prevede una componente investimenti sugli immobili e poi una componente servizi erogati negli immobili, diciamo,
Ristrutturati e per quattro su otto, siamo in dirittura d'arrivo, quindi entro il 30 giugno,
Realizziamo, diciamo, gli interventi di nei mesi successivi, saranno operativi i servizi, quindi le attività rendicontabili, quindi questo un po' il quadro generale, i quattro i quattro più critici, perché questo è un po' la domanda, allora il quattro più critici sono uno, il centro famiglie in viale bolognesi, dove prevediamo di ultimare solamente verso agosto.
Li dico tutti poi magari vi spiego.
Il secondo e il Centro dell'impiego, sempre per molti motivi diversi, sempre in viale, bolognesi, di fianco all'altro cantiere, il terzo è l'edificio di via autoparco progetto dei 28 nuovi alloggi gestito da ACER e il quarto è il Ronco Elido la realizzazione del nuovo complesso sportivo nel Parco del Ronco Lido questi ripeto, prevediamo ad oggi di determinarli.
Entro agosto, nella diciamo forma sostanziale, che ci permette di raggiungere il target col certificato di ultimazione per vari motivi, il centro famiglie,
Dopo un periodo iniziale di di buon assestamento dell'impresa, ho visto sicuramente delle problematiche organizzative della dell'appaltatore.
La prima parte, addirittura qui nella prima parte dei lavori di questa impresa, ha fatto la demolizione anche per conto dell'altro dell'altro, diciamo, dell'altra porzione di edificio destinato al, ci sono due porzioni limitrofe fanno un angolo, questi due, queste due porzioni, realizzano un fabbricato delle in fregio a via Bolognese. Via Serra laterale. Dovranno avere una caratteristica di unitarietà come edificio, solo che son stati fatti due appalti in base, due linee di finanziamento separate, una del ministero della dell'istruzione e l'altra del Ministero del lavoro, quindi due CUP, diversi due appalti diversi, due ditte diverse, la ditta che è partita per prima che questa, ripeto, ha mostrato delle problematiche di natura organizzativa ed è rimasta un po' più indietro, prima accelerato, poi rallentato nonostante i nostri ordini di servizio. Azioni chiamate anche ad incontrarsi con l'Amministrazione, oltre che con noi, e così via. La seconda ditta, invece, che è quella del Centro dell'impiego, che è una ditta peraltro di Forlì, è partita più tardi, ma ha recuperato.
E quindi aveva già un gap fra il tempo dei lavori previsto dal cronoprogramma e la scadenza del PNRR al 30 giugno, cioè i lavori devono necessariamente per cronoprogramma, sono più lunghi, insomma, non ci stanno nel termine, quindi, per fortuna c'è questa opzione del trend del 31 agosto che ci permette di riallinearci.
E stavamo, stiamo correndo addirittura questa impresa molto probabilmente supporterà l'altra per cercare di avanzare insieme, perché adesso le finiture sono tematiche che vanno condotto insieme nelle due facciate dell'edificio, quindi questo è un po' la situazione e di questo vi stiamo supportando dal punto di vista di da ogni punto di vista e ci siamo dati questo cronoprogramma sottoscritto condiviso da tutti.
31 agosto, chiediamo la al Ministero di confermarlo perché siamo in motivazioni legate a tempi ma più complessi. C'è stato anche un problema legato all'alluvione nel sito. Sono.
Gli altri due interventi sono.
Parto dal Ronco Lido dove dove chiunque sono, poteva vedere che fino a un certo punto l'impresa non aveva preso, penso in mano la la, la situazione è stata chiamata più e più volte abbiamo avuto tantissimi incontri anche col Sindaco direttamente e la stiamo praticando monitorando giorno per giorno sono partiti con grande da praticamente da alla fine dell'anno del 2025 e hanno recuperato salvo questo gap di almeno un paio di mesi che viene conclamato fra virgolette dalla richiesta che facciamo al Dipartimento per lo sport.
Che permette di arrivare al 31 agosto, l'ultimo intervento è quello un po' più complesso perché era quello un po' più ambizioso come dimensione, cioè i 40 i 28 alloggi, deve autoparco quattro piani di edificio unitario non divisibile perché non era possibile, cioè l'impianto centralizzato, c'è una sequenza di lavorazioni che non rendono possibile per dire fermarsi e avere l'ABI l'abitabilità, l'usabilità su di una porzione è quello un po' più problematico. Abbiamo avuto delle interlocuzioni col Ministero con le unità di missione del Ministero,
Del dell'interno in questo caso, eh no, il Ministro del MIT del Ministero infrastrutture e trasporti e abbiamo tentato una rimodulazione, quindi abbiam tentato una sostituzione sostanzialmente di obiettivo proprio per ridurre il rischio. Non l'hanno accettata nel senso che ci hanno sostanzialmente detto adesso qui io mi aggancio leggo perché così evito di fare ci hanno sostanzialmente detto.
Di andare avanti il più velocemente possibile che questa situazione. Chiedo all'ingegner Falck se riesce a stringere a stringere, perché purtroppo abbiamo infatti leggo così rimango più più vicino, allora riteniamo numeri alla mano, che il Comune di Forlì sia uno dei soggetti attuatori più virtuosi. Abbiamo fatto fronte a difficoltà, anche prevedibili, connesse all'ammontare dei lavori così ingente, mantenendo e sollecitando l'ATI l'operatività delle imprese, trovando le opportune leve per far sì che nessun cantiere venisse interrotto, fra cui anche questo dei 28 alloggi. C'è la ditta che lavora non va velocissima, ma lavora mediante azioni di Arrupe, direttore dei lavori e anche l'Amministrazione in generale. Nessun Miss Ministero ha manifestato di voler togliere i fondi ai progetti in così avanzato stato di esecuzione. Questo re si rileva dalle interlocuzioni avute.
Nonostante alcuni ritardi rispetto alla scadenza stabilita dagli accordi iniziali, si consideri che la situazione nazionale ben peggiore va be'pur, pur non sapendo esattamente come gestire queste situazioni, i referenti ministeriali ci stanno dicendo di andare avanti coi lavori, cercare di accelerare e recuperare il più possibile. I ritardi non sono in studio proposte alternative di finanziamento perché al momento i finanziamenti non sono messi in discussione e in altri casi in altri Comuni sono state le revoche dei finanziamenti, constatando una situazione molto lontana dal raggiungimento. Ma nella nostra situazione i tecnici delle unità di missione hanno, pur non consentendoci la rimodulazione. Quindi il cambio di obiettivi hanno detto di andare avanti perché è un obiettivo molto avanti molto avanzato e il gap è veramente molto breve, per cui ci hanno detto proprio in questi giorni di procedere con questa richiesta di proroga di slittamento e di andare avanti con la massima velocità, con riferimento al protocollo d'intesa stipulato con la Guardia di finanza, eccetera,
Allora noi stiamo facendo dei monitoraggi periodici e li consegniamo.
Nelle scadenze indicate alla Guardia di finanza, gran parte dei cantieri PNRR sono stati oggetto di controlli e visite anche negli uffici comunali da parte della Guardia di finanza per reperire le informazioni e fare le necessarie verifiche documentali, oltre che quelle sul personale lavorativo presente nei cantieri è stata sempre una grande reciproca collaborazione. Non risulta che vi sia stata neppure un'irregolarità segnalata a carico né della stazione appaltante né delle imprese esecutrici, quindi la risposta e non c'è nessuna irregolarità rilevata nessuna.
Da quello che sappiamo noi, ecco però.
Ecco quale previsione è stata fatta in merito all'entità dei fondi PNRR, che non saranno interessati e che incassati, e che impatto sistema in tale eventualità si potrà avere sul bilancio dell'ente, non tutti i fondi PNRR stanziati potranno essere incassati, quest'sembra una brutta notizia, ma è semplicemente perché non tutte le somme sono state spese e quindi noi incasseremo quello che rendiconteremo.
In questo momento è un po' presto per fare i conti, ma adoperi concluso ultimate e ci sono state alcune economie dai ribassi di gara ad altre soluzioni, diciamo, migliorative più economiche a somme che, vista la, diciamo, quantità di opere. Non siamo stati in grado di rimpegnare per per non buttare tanta carne al fuoco oltre quella che stavamo trattando. Al momento della rendicontazione sta procedendo e dove le opere sono dichiarate completate viene fatta una richiesta per la singola opera, il singolo CUP del 90% della del rendicontato cioè non del teorico, ma di quello effettivamente contabilizzato e speso.
90%, il 10% se lo trattengono e lotteranno Lara, come rata finale, solo al termine di tutta la rendicontazione. Dopo il saldo dell'Europa l'Italia e i controlli finali, quindi, rimane comunque un una cauzione, chiamiamola così, tuttavia questo raccolta documentale finanziaria sul Regis sono un lavoro complesso, imponente keffiah, che si affianca ad altri adempimenti che seguono la conclusione dei lavori come,
I documenti per il rispetto del DM SH quindi la tematica ambientale,
Il rispetto delle delle clausole ambientali chiede di fare silenzio. Al momento sono stati rendicontati circa un quarto degli interventi, con degli interventi dei progetti, è stata incassata una parte chiaramente degli acconti, ma stiamo lavorando. Abbiamo due consulenti, uno sulla rendicontazione economica, due società e una sul DM SH chela, l'elemento più complesso. Tecnicamente. Solo nel corso del secondo semestre 2026 potremo dare dei dati più esaustivi. In questo momento abbiamo incassato un quarto del valore del PNRR, che è molto meno però di quanto abbiamo speso per per la fatica e soprattutto il gap temporale nella rendicontazione, nella nella richiesta anche di questi 90% di stati di avanzamento,
Grazie all'ingegner Falck, assessore Cicognani.
Volevo ringraziare anch'io l'ingegner foga.
Consigliera Cattani.
Allora intanto grazie perché avevamo come con come si intuiva dalla dalla interrogazione, avevamo bisogno di informazioni puntuali e complessive, perché io capisco e non ho dubbi sul fatto che gli adempimenti ministeriali nazionali e le piattaforme siano complicate e complesse. È un adempimento molto pesante. Ciò tuttavia è non posso che rimarcare che gli aggiornamenti sul sito comunale e sono del 2022, quindi, come dicevo in premessa, sarebbe stato utile anche solo che i progetti dislocati su altre fonti di finanziamento o terminati, senza bisogno di mettere ovviamente una percentuale di avanzamento, perché mi rendo conto che è veramente difficile riuscire ad essere, come dire, coerenti e conseguenti in tempo reale, però, sarebbe stato molto utile e anche più semplice per noi capire qual era lo stato dei lavori, che questo Comune ha messo in campo, anche solo semplicemente indicando cos'era terminato e cosa era stato dislocato su altri finanziamenti con con con regole e crick tempistiche e cronoprogrammi molto diversi. Quindi, questo questo sicuramente è un è un è comunque una richiesta che io faccio all'Ente, cioè un aggiornamento delle informazioni anche per la trasparenza, dopodiché è bene che ci siano stati come dire dei delle dilazioni temporali, seppur minime, rispetto al al 31 agosto. Abbiamo però chiaramente bisogno di sapere. È passato il 31 agosto quale sarà esattamente lo stato dell'arte, ma soprattutto perché la preoccupazione è che non rimangano in questa città degli incompiuti, perché la progettazione che sono state messe in campo sono estremamente ambiziose, necessarie ma molto molto impattanti e ambiziose, e non possiamo permetterci di rimanere con degli incompiuti in città, soprattutto quando riguardano la parte sociale, come si diceva prima il welfare o tutte le strutture sportive o tutti i contenitori che sono stati oggetti degli interventi e poi successivamente ci saranno fondi fondi nazionali diceva giustamente l'ingegnere però anche San Domenico il palazzo del Merenda, tutte le dislocazioni dei beni culturali e del patrimonio che hanno che hanno investito, anche, come dire, i beni e l'archivio culturale della nostra. Città per permettere gli interventi su sugli edifici e sul nostro patrimonio culturale, il cittadino sarà necessario che chiaramente passato il 31, il 31 agosto e noi torneremo a chiedere assolutamente qual è lo stato delle cose, lo stato dell'arte e come ci ha fatto oggi, una come dire un'illustrazione puntuale di quali sono i cantieri che sono terminati e quelli dove eventualmente la città avrà bisogno di fare uno sforzo ulteriore, perché non possiamo fare a meno di di avere questo tipo di informazioni per i nostri cittadini e anche, per come dire, la, la salute del nostro bilancio comunale, perché dobbiamo essere consapevoli tutti e se dobbiamo essere responsabili e consapevoli tutti di qual è lo stato e e dei capitoli di spesa che necessitano di maggior maggiori investimenti. Grazie,
Grazie consigliera che, attraverso il suo Cicognani, chiedono velocissimo una sorta di sostituzione, vorrei lavorare gli uffici che mi sembra che fino adesso obbligano, anzi, non mi sembra hanno lavorato in maniera egregia prima nell'intercettare finanziamenti, poi nella realizzazione e poi due chiederei di non portare sfortuna ecco perché e di fare in ragione AIFA e rifare i ragionamenti, quando quando sappiamo le le, le cose e le cose, senza fare dei voli troppo pindarici, nel se, se se se adesso fino a adesso è andato tutto bene non due non è andato tutto benissimo ma è andato tutto bene quindi io ringrazio l'ingegner foca e tutti i suoi collaboratori e anche quelli del welfare e di tutti quelli che hanno,
Ho partecipato e stanno ancora partecipando nella in questa.
In questo impegno epocale, grazie grazie assessore, ringrazio anch'io gli Uffici per la cospicua risposte.
Giusto no, no, ma infatti fa, prima di chiudere la seduta del Consiglio comunale, vorrei comunicarvi che l'argomento l'oggetto 20 che abbiamo votato all'unanimità sarà riproposto al prossimo Consiglio comunale in quanto da delibera, come avrete detto, anch'io ho letto, ma mi è scappato ed è scappato un po' tutti. Prevede gli Statuti, sono deliberati i rispettivi Consigli con il voto favorevole di almeno due terzi dei Consiglieri assegnati, per cui abbiamo votato il 21 favorevoli e la maggioranza delle 22, pertanto andrà al prossimo Consiglio comunale e sarà oggetto di due votazioni che, grazie,
È chiuso il Consiglio Comunale ordinario, per cui abbiamo 10 minuti, un quarto d'ora per prepararsi per il Consiglio straordinario,
La parola al Segretario generale.
Grazie Ascari, Raccagni.
Presente Bartolini troviamo.
E lì, Bentivogli Brunelli.
Bucci Catalano, assente.
Cattani.
Ceredi presente, Colangelo, usa un attimo ci sono i problemi per i microfoni.
Crispino.
Presente d'Aiello.
Fraioli.
Presente Farneti presente Lozzi presente, Gasperini, presente gentili presente, Leucci, assente Marabini.
Presidente, massa presente, Mezzacapo, assente, ancora Morgagni, presente Pala, assente come prima Pieri, assente, giustificato in CRUI, Poggio, assente, giustificata, Pompignoli, assente ragni.
Presente Rinaldini prudente, Saragoni, Presente Presente, CR presente Tassinari, presente valli presente, presente, Versari presente Zattini, presente Presidente, la seduta è aperta e valida perché ci sono 25 consiglieri.
Grazie Segretario.
Benvenuti ed è brutto dirlo, perché preferivo non vedervi qui, nel senso che magari il problema non c'era, allora vi porto via due minuti solo per dirvi come si svolgerà questa seduta di Consiglio straordinario ci sarà l'intervento del sindaco, Gianluca Zattini, a seguire l'intervento dei segretari dei sindacati Fim Cisl, Giacomo Gasperoni,
Fiom Cgil, Fabio Torelli Uilm, UIL, Duca Francia, Uglm, UGL, Francesco, stradale. Dopodiché interverranno i Gruppi consiliari. Ogni Gruppo consiliare avrà la possibilità di utilizzare i 10 minuti per più interventi, nel senso che con un massimo di 10 minuti potrei intervenire più Consiglieri, dopodiché ci sarà l'intervento da parte delle delle RSU aziendali e poi verrà lasciato spazio al dibattito e chiedo a chi interverrà di utilizzare il tempo.
Che ha a disposizione non abbia messo tempo per i sindacati, ma vorremmo che magari si sentissero più voci per per questa questione. A questo punto passo la parola al Sindaco. Gianluca Zattini.
Grazie, grazie per questa presenza e grazie per questa opportunità opportunità per la città di dimostrare che siamo tutti solidali, siamo tutti vicini a una tragedia, una tragedia per la nostra città, una tragedia per il mondo del lavoro, è una tragedia e soprattutto per tante famiglie perché al di là di ogni considerazione, in una vicenda come questa ci sono veramente situazioni che devono coinvolgere sì tutti coinvolgersi come cittadini come amministratori e come,
Città tutta.
Io credo che questa sia una crisi veramente che travalica quello che può essere la classica crisi aziendale. Prima di tutto per la nostra città investe uno dei simboli della, l'industria forlivese, chi è vecchio come me ricorda la vecchi, ricorda la Zanussi, ricorda quel complesso industriale che era un po' il fiore all'occhiello, il biglietto da visita della città che arrivava sulla via Emilia vedeva questo bellissimo complesso e, in quel complesso, vedeva la forza, la determinazione, la storia industriale di una grande città. Ecco mettere in discussione questo vuol dire mettere in discussione una grande storia. In questo caso poi, come mi insegnate voi, i sindacalisti, voi dipendenti, c'è qualcosa di più della crisi del 2014, una crisi che a quei tempi era più che altro il tentativo di risparmiare qualcosa, di taglieggiare qualcosa, i dipendenti, ma non c'era una volontà di ribaltare un tavolo industriale io credo che, come è emerso a tutti i livelli.
Ci siano tante considerazioni da fare a monte della situazione c'è da considerare.
Una politica europea che ha bisogno di un aggiustamento. Prima o poi bisognerà rendersi conto che la nostra amata Europa ha bisogno di qualcosa. Oggi leggevo sul Sole 24 ore la Turchia, una Turchia di mezza lira. Le tasse sulla manifattura dal 25 al 12 e mezzo per 100 riesce ad attirare 70 60 70 miliardi di investimenti raddoppiando anno per anno gli investimenti, creando le condizioni di quell'aiuto di Stato che per noi è il veleno assoluto. E poi, permettetemi, noi stiamo delegando a volte, per una malcelata idee ambientalista, che non so fino a che punto sostenibile, ad altri produzioni che da noi inquinerebbero uno che inquinano 10 l'aria è un patrimonio universale e quindi siamo becchi e bastonati. Io credo che questo sia il primo Indyk, indicatore di un qualcosa che rischia, nei prossimi 2030, quarant'anni di azzerare la politiche industriali in tutta Europa. Nel nostro caso, poi, abbiamo.
Perlomeno un dato positivo, ci troviamo tutti dalla stessa parte, tutto il mondo sindacale e questo era ovvio, ma tutto il mondo politico, il mondo imprenditoriale vede in questa crisi un qualcosa che li coinvolge e credo che questo sia l'unico dato confortante in una situazione drammatica ci siamo trovati ieri, lunedì a Roma,
Abbiamo assistito, direi, una tragicommedia prima di tutto l'intervento dell'amministratore delegato di Electrolux è stato imbarazzante.
Io credevo che in una vicenda del genere che investe.
Migliaia di persone ci fosse perlomeno quel senso di di manifestare una vicinanza, un dolore SEM ha sempre parlato di unità affinché un sindacalista gli ho detto li chiami persone per cortesia, perché veramente per lui, in tutto il suo lungo intervento Sean ha sempre parlato di unità a sé associando,
I costi dell'acciaio, i costi dell'energia ai costi delle persone. Non parlando mai di persone e devo dire imbarazzante è stata alla fine, nella sua replica, quando si è azzardato di dire che gli dobbiamo dire grazie perché detto in parole più belle, perché ovviamente un ottimo oratore, però ha detto dovete ringraziarci, perché in questa maniera probabilmente fra vent'anni ci sarà ancora qualcosa di industria dell'elettrodomestico e lì c'era veramente. Mi stava per scappare un Vaffanculo, perché ci stava veramente perché.
Ovviamente.
Ci sono dei momenti in cui anche le forme hanno un valore. Io credo che abbiamo bisogno veramente di riconnettere il nostro Governo e, devo dire, per fortuna tutti hanno manifestato il piano totalmente irricevibile. Mi è dispiaciuto solo uno degli interventi Car palesato ha parlato di amnistia, ammortizzatori sociali. No, noi non dobbiamo partire da quello perché dà immediatamente l'alibi all'azienda per avere una carta da giocare.
E credo che noi abbiamo bisogno veramente di dire forte al nostro Governo, a tutte le istituzioni che qui non è in gioco un'azienda, è in gioco la politica industriale del Paese. Abbiamo bisogno di capire che i dati che ha portato l'amministratore delegato che sono anche veri il costo dell'acciaio, il costo dell'energia sono per tutti. Se prendiamo per buoni in questa crisi, quei dati lì vuol dire che noi non possiamo più fare industria.
Noi non possiamo pensare di diventare la Disneyland dell'Europa dove vengono turisti, perché siamo belli, abbiamo le bellezze assolute senza una politica industriale, senza un futuro industriale non c'è futuro per il Paese, quindi questi sono i temi che dobbiamo portare avanti perché.
Trincerarsi dietro 100 200 è enorme, perché neanche neanche una persona ha, la deve essere considerata un numero sacrificabile, però diventa una politica di retroguardia. Noi dobbiamo portare avanti il fatto che noi dobbiamo parlare di sviluppo, non dobbiamo parlare di arretratezza oppure di arrendersi su alcuni temi per salvare il salvabile. Quindi io vi ringrazio. La cosa bella che mi ha fatto piacere che tutti gli interventi hanno avuto lo stesso tenore, lo stesso taglio e questo non è sempre scontato. Abbiamo bisogno veramente poi di manifestare un altro aspetto. Noi parliamo di 1.729, poi ci sono i contratti a termine, centinaia di persone che per loro è il lavoro, parliamo di Bob probabilmente migliaia di indotto, migliaia di persone che di ricco di RAF campano grazie al sito produttivo dell'Electrolux, quindi è una tragedia epocale.
Se non si punta forte sull'aspetto che travalica la singola azienda, ma entra in una dramma nazionale. Noi abbiamo poche speranze, ci siamo dati, anzi il Ministro ha dato appuntamento al 15 giugno per capire che tipo di risposta darà all'azienda il nostro timore. È questo che l'azienda cerchi di racimolare, perché io non so a quale sindacato disse costantemente i soldi, taglieggiati da queste aziende al nostro Paese restituirceli andate in Polonia è andata però restituiteci le centinaia di milioni di euro che avete avuto in maniera impropria, promettendo a volte piani di sviluppo che erano solo occasioni per drenare denaro pubblico. Io credo che prima o poi dovremmo arrivare a queste conclusioni, perché noi stiamo giocando una partita truccata. Noi stiamo giocando una partita truccata rispetto al al al mondo asiatico rispetto ad altre parti d'Europa, quindi dobbiamo essere consapevoli che si può giocare, ma si gioca ad armi pari. Quindi mi fa piacere che ci sia questo momento all'interno del Consiglio comunale. Perché vuol dire una città che si mette al servizio di una battaglia. Io mi sono anche un po' imbarazzato a mettere questa, ma nel senso che sono orgoglioso di averla, ma non la merito, perché per me è una battaglia politica per molti ragazzi e la battaglia della vita e quindi credo veramente che vi dobbiamo.
Un abbraccio, vi dobbiamo una vicinanza e.
Speriamo nei prossimi giorni nelle prossime settimane di riuscire a ottenere quel salto avanti che permetterebbe veramente di dire abbiamo resistito un minuto in più grazie e cerchiamo di essere tutti i giorni.
Grazie al sindaco, Gian Luca Zattini, passiamo agli interventi da parte della Fim Cisl.
Giacomo Gasperoni.
Grazie, signor Sindaco, grazie a tutte le forze politiche per il supporto.
Che ci state dando dimostrando in questi momenti.
Allora, quello di un altro lucra possiamo definire che?
Al momento sia la madre di una di una crisi di tutto il nostro settore manufatturiero, di fatto ci siamo detti che Electrolux al tavolo del Ministero è diventato il quarantaquattresimo tavolo di crisi, si parla di Ministero, però noi, ragionando sul territorio dove siamo su quello di Forlì sulla Romagna in realtà stiamo vivendo un periodo molto complesso.
Quando parliamo di crisi di manufatturiero, in realtà stiamo portando oltre il concetto, perché si è parlato di occupazione sia to separati di tenuta industriale. Qui stiamo raggiungendo se non si tiene duro su questa battaglia, un problema che sarà di coesione sociale, cioè alla capacità di mantenere l'uguaglianza e il benessere sociale evitando le polarizzazioni senza questa parte di occupazione, soprattutto industriale, dico soprattutto per quel tipo di indotto che ha e per i numeri di occupazione senza questa parte per noi diventerà molto difficile, soprattutto in un territorio che ha sempre avuto una grande capacità di sintesi su quelli che sono stati i temi sociali,
Noi con queste crisi rischia rischiamo di mettere a rischio tantissimo partendo ci siamo detti dall'occupazione allo sviluppo, ma anche l'appetibilità che ha sempre avuto il nostro territorio in termini di lavoro in termini di prospettive, perché diceva il signor Sindaco per lui è una battaglia politica per i giovani, la battaglia della vita ma se lo riproponiamo su quello che è il territorio, quella di all'Atlus deve diventare una battaglia di popolo e rispetto a quello che ci è stato detto dal Ministero e lo diciamo da una parte imprenditoriale disumana.
Possiamo dire che, d'altra parte, abbiamo avuto una risposta molto forte, che insomma ci rassicura, perché era ve avere avuto rappresentanti di Regioni di Lombardia, Veneto, del Friuli dell'Emilia Romagna, in particolare, ricordiamo l'intervento della nostra Regione, rappresentata dall'assessore Colla, dove abbiamo respinto con forza l'Assessore Paglia scusate dove abbiamo respinto con forza la Regione respinge con forza come tutto il piano,
Mettendosi schierandosi chiaramente dalla parte dei sindacati,
Ci verrebbe da dire che si dà sicurezza in realtà dall'altra parte del tavolo abbiamo visto una posizione ferma, la capacità di di di esemplificare quello che, come dire, come ci siamo detti, rischia di diventare quella che è una tragedia di carattere sociale e poi si parla di unità addirittura l'amministratore dell'azienda ha detto bisogna tenere i piedi per terra, ma noi i piedi per terra ce li abbiamo se abbiamo lo stiamo dimostrando.
Carattere di unità che stiamo portando avanti con le amministrazioni locali, con le regioni,
Con le istituzioni. Non è una cosa scontata, però ce lo diciamo la paura di quella che sia la forza che possiamo mettere in campo contro la volontà di un'azienda è tangibile, tangibili e soprattutto nelle persone, ma noi, con questa unità dobbiamo far sì che la paura non si trasformi in disperazione, che le persone non si sentano abbandonate e non si abbandonino a quello che è un ipotetico destino e questa parte in The imprenditoriale ci sta mettendo davanti. Abbiamo detto più volte che è un'azienda che ha ricevuto fondi all'azienda che c'ha passato un po'.
Questo piano come come una garanzia per continuare a tenere un settore sul territorio e questo piano, contando il fatto che loro tagliano anche lo sviluppo e ci è stato detto noi lo vediamo come il principio della dance deindustrializzazione anche di uno dei comparti che abbiamo sempre ritenuto strategici quello dell'elettrodomestico poi c'è tutta la questione legata all'ambiente, sappiamo che nel nostro Paese è difficile rendere competitivo quel settore, perché abbiamo le concorrenza di altri Paesi e lo abbiamo già detto dove gli Stati agiscono direttamente sulle aziende, da noi non si può fare.
Difatti è stato detto a quel tavolo e noi lo rivendichiamo con forza che non è una misura che l'Italia può combattere da sola, la può combattere per quello che riguarda Electrolux, ma se dobbiamo tutelare l'industria e bisogna che l'Europa sia i Levi a Corazza di tutto il comparto industriale europeo perché la sostenibilità non la non la reggiamo da soli, non la legge, l'Italia non la legge, la Francia nella legge, nemmeno la Germania, ci è stata data qualche garanzia che anche in Europa sono andati qualcosa. Qualcosa si sta muovendo, però al momento non è ancora sufficiente. Poi noi scusate, non possiamo farci passare il concetto che un'azienda se ne va per i costi dell'energia perché ha letto l'OCSE, non è l'unica azienda del territorio della Nazione che ha problemi con le energie.
I problemi ce li hanno tutti, ma qui torniamo a dire che non ne ha una crisi industriale, ma una manovra finanziaria elaborata solo ed esclusivamente per recuperare quella marginalità che forse al momento non basta più a quella classe imprenditoriale.
Va fatta una nota che su quel tavolo anche Confindustria con lo sgomento della parte imprenditoriale non ha rigettato palesemente il tavolo, però si è dimostrata contraria, portando avanti un concetto che è un'azienda di proprietà svedese, sì, ma non è un'azienda svedese, è un'azienda italiana che deve rimanere in Italia con la gestione della proprietà strategie su questo anche Confindustria.
È stata chiara nel dire che si deve lavorare insieme al Governo per cercare di contingentare e quelli che sono i costi dovuti all'energia, Governo che, insomma, si è detto si è detto pronto a partecipare, e qui dovremmo vedere le misure che metterla in avanti.
Ma avere avuto un tavolo ministeriale con la presenza di quattro Ministri, con la presenza delle Regioni, con la precedente delle amministrazioni, delle parti sociali, dei delegati, dei rappresentanti dei lavoratori che tutti unitaria e hanno detto no, ma non è stato un semplice no, è stato proprio un rigetto a quella che è una manovra che l'abbiamo detto in precedenza ripetiamo, noi riteniamo, come criminale sul nostro territorio qualcosa di importante, sicuramente noi auspichiamo però, insomma, non ci facciamo neanche vane speranze. Il 15 luglio ci saranno date delle risposte e 15 giugno, scusate, ci saranno date delle risposte.
Sarà una battaglia che probabilmente andrà avanti oltre il 15 giugno, però ripeto, oltre alla battaglia di Electrolux noi dobbiamo fare la battaglia e di pro e riproporzionare la e proiettarla anche sul nostro territorio, perché ripetiamo, con la crisi manufatturiere che stiamo vivendo con quello che sta incidendo come ultima istanza Electrolux sul nostro territorio qui il rischio è di tenuta di tutto il livello sociale. La coesione sociale ripetere in Romagna è sempre stato cosi importante. Dobbiamo rimanere forti e compatti per riuscire a continuare a dare questa tutela ma lo ripeto anche a continuare a rendere appetibile il nostro territorio, perché senza quell'appetibilità.
Senza dare la possibilità alle giovani leve, ai giovani che cercano una prospettiva da altre parti d'Italia, nella nostra Regione, come succede spesso come poteva succedere, rischiamo di con di cominciare un arretramento a cui poi, dopo sarà ancora più difficile dare una risposta a una contrapposizione. La battaglia va fatta, adesso lo schieramento c'è, le forze ci sono le intenzioni sono stati palese quel tavolo, quindi dobbiamo continuare in questa direzione. Non ci facciamo, ripeto, non ci facciamo, spera anche sperate che sia un qualcosa che si rimedi nel medio termine.
Ma rimarchiamo una posizione che, come parti sindacali, penso sia condiviso da tutti noi, non possiamo cedere nemmeno uno di quei posti che ci hanno preventivato quelli che loro chiamano unità, noi li chiamiamo persone di quei 1.719, anzi l'azienda dev'deve essere messa, ci deve mettere e si deve mettere nelle condizioni di mettere avanti un nuovo piano industriale lavorando con le istituzioni perché quei posti possano crescere grazie,
Grazie.
Giacomo Gasperoni, ora la parola a Fabio Torelli di Fiom-Cgil, questo qua che non credo alle spalle,
Grazie grazie dell'invito di nuovo invito, io sono rimasto deluso dall'incontro al MIMIT, è stato importante andare al limite con un'unica voce.
E penso che era facile andare al primo incontro al MIMIT con un'unica voce.
Ma anch'io Sindaco, ho sentito una stonatura tra quelle cose che abbiamo detto al MIMIT.
E deve essere chiaro, riprendo le sue parole, noi non chiediamo ammortizzatori, noi non chiediamo incentivi, noi chiediamo esclusivamente il ritiro del piano industriale stop.
Perché deve essere?
Ed è chiaro a tutti, come lei prima ha detto benissimo che non è una ristrutturazione, questo è uno smantellamento. Noi, nei numeri che ci hanno dato e per la prima volta che l'hai andati al MIMIT un po' più sicuri, un po' più chiari non ci han detto la parte impiegatizie. A che cosa comprende? Abbiamo questo 40% di esuberi che non ca che non capiamo bene che non ci tornano, caso vuole che fino al 39 99% non scatta la golden power, quindi è una mossa, può essere una mossa anche questa che conferma che non c'è un progetto di cambiare, di rivi, ammodernare, ma un progetto di smantellare la produzione elettrodomestico in nel nostro Paese,
E questo va a unirsi a una situazione del territorio complicata, non solamente per quanto riguarda i metalmeccanici, una situazione che sta già deteriorando nel tempo e che elettrochoc va a complicare ancora di più perché a quelle lavoratrici e lavoratori che ci vengono a chiedere ok se l'ethos va male, dov'è che posso ricollocare, cosa posso fare io oggi non ne ho di aziende in un punto che riescono a che assumono, che mi dicono che hanno continuità, che c'è una produzione tale da aumentare l'attività, no, noi siamo, stiamo firmando le casse integrazioni, non nell'artigianato, l'FSB ha le stiamo finendo, noi siamo già in una situazione economica,
Complicata dove è difficile rimettere di collocare anche pochi esuberi in questo momento, quindi per questo vi chiediamo la massima attenzione per quello che sta succedendo e guardate io sono nato a Forlì, ho vissuto a Forlì, voglio continuare a vivere a Forlì, alla vecchia, hanno lavorato i nonni alla Zanussi ha lavorato i genitori, noi lavoriamo electus i nostri figli devono lavorare lì,
Guardate, c'è un esempio che vi voglio portare perché poco prima mi ha chiamato un lavoratore della Fides voi non la non la ricorderete, un'azienda di 40 dipendenti era un'azienda importantissima che faceva le molle dei materassi, voi non vi immaginate quanta tecnologia c'era in una molla di un materasso in un'azienda bellissima di quasi artigiani di 40 per persone proprietà di un fondo svizzero proprietà di un fondo americano ha chiuso ha chiuso senza motivazione, e li litigammo con i, con i lavoratori, i litigò il sindacato perché l'azienda dava incentivi a peso d'oro al mio peso, tanti incentivi e noi dicevamo no no, dobbiamo tenere il lavoro, noi incentivi per mantenere l'occupazione. Prima mi ha chiamato un lavoratore perché in questi giorni siamo sui giorni, si intervistano e mi dicevano, tu avevi ragione,
Perché ogni volta che passo davanti a quell'azienda e la vedo ferma o il magone e quel magone ce l'abbiamo, anche noi ce l'abbiamo anche noi, è per quello che è il 15, io non so cosa accadrà il 15 se i 15 ritiro nel piano, allora quello che ci stiamo dicendo, okay, non non lo mettiamo. Se i 15 il piano andrà avanti, noi chiediamo l'intervento del Governo, non vogliamo fermarci, non chiederemo niente, noi non vogliamo la Whirlpool e la.Be.Ch non vogliamo la riconversione con metà del personale, noi vogliamo che tutto il lavoro e tutta la produzione rimanga qua a Forlì e quindi il 16 sì, 15 non avremo le risposte che vogliamo, siamo pronti a partire con il presidio, siamo pronti insieme alle lavoratrici, assieme ad andare davanti ai cancelli, e vi chiediamo di essere uniti a noi oggi e domani, fino a quando electus non durerà quel minuto in meno di noi RAS.
Grassi Fabio Fiorelli, Luca Francia di Uilm, UIL.
Grazie.
Dopo aver parlato i miei colleghi, non voglio ripetere le stesse cose, ma siamo perfettamente uniti determinati ad andare avanti in questo senso e io ringrazio tanto il signor Sindaco, l'intervento e la cosa che mi ha fatto piacere a Roma è stata vedere la compattezza cioè l'elemento di valore è stata la compattezza che abbiamo visto da parte delle istituzioni e chiaramente delle parti sindacali c'è da parte soprattutto delle regioni che si sono espresse tutte per rigettare questo piano che è una bomba atomica sociale, lo definisco in questo modo,
Perché mi faceva ridere Ranieri, che pure è una persona sicuramente competente, sicuramente intelligente parlare di unità e soprattutto parlare di piano industriale sostenibile.
Come che fosse sostenibile ridurre Forlì lo stabilimento di Forlì ha un monoprodotto con sei linee collaboratori aggiornate, noi abbiamo una sfida comunicativo importante, questo è un compito nostro sindacale, anche nei confronti dei lavoratori, noi dobbiamo far capire ai lavoratori che non ci sono dei sommersi, che sono i lavoratori dei piani cottura e non si sono dei salvati che sono i lavoratori dei forni l'unità dei lavoratori passa anche da questo concetto, nessuno si salva se l'azienda rimane produttrice unicamente di forni il monoprodotto è la morte dell'azienda ed è il primo step dismettere i piani cottura significa, tra due anni, tre anni, andare a dismettere i forni, perché comunque ci sarà un piano cottura.
Già adesso un piano cottura è più conveniente produrlo neanche in Cina è più conveniente produrli in Polonia e qui apriamo una parentesi sulla nostra Europa, io sono europeista, pre cultura, ma solo per un'Europa dei popoli sono per un'Europa che parla la stessa lingua, anche se abbiamo un mosaico di lingue diverse e per me non deve esistere che il Paese più pericoloso per l'Italia sia in questo momento la Polonia o l'Ungheria o l'ex gruppo Visegrád, dove ci sono condizioni di lavoro, condizioni fiscali, aiuti di Stato, magari mascherati per permettere a quelle aziende di prosperare e i lavoratori di lavorare a discapito dei lavoratori italiani. Questa non è l'Europa che a me piace.
Quindi io voglio essere molto pragmatico perché è chiaro che lo dicevano bene i miei colleghi lo diceva bene Fabio prima, noi dobbiamo continuare anche il 15 a rigettare il piano industriale di Electrolux, a rigettarlo, far capire al signor Ranieri che quello che per lui è sostenibile per noi è assolutamente socialmente insostenibile. Quindi questo va ribadito e poi dobbiamo essere bravi, dal mio punto di vista, anche a provare a parlare con quest'Europa lo diceva il Ministro Urso alla fine speriamo perché abbiamo una certezza che le politiche green stanno distruggendo.
La nostra, il nostro tessuto industriale, soprattutto quando sono meramente figlie dell'ideologia, cioè io parlo da ecologista, cioè io sono una persona estremamente attenta all'ambiente, estremamente attenta a fare la raccolta differenziata estremamente attenta a non consumare acqua a casa mia, ma le politiche green ideologiche applicate alle aziende le stanno uccidendo.
Torno a ribadire la tassa, la Siba Moci IBAN che dir si voglia, è una follia, l'ho già detto ma repetita iuvant e repetita iuvant, anche in termini di unità dei lavoratori, non è una non è retorica, ripeto, dobbiamo essere uniti nel far capire che a rischio c'è un intero stabilimento. Non voglio parlare della situazione industriali italiane che ben 44 tavoli di crisi è una battaglia anche per tutta l'industria italiana. Io la vedo in questo modo, cioè salvare Electrolux significa dare un messaggio, anche tutti gli altri tavoli di crisi che ci sono in Italia, quindi noi dobbiamo continua a rigettare il piano, rimanere uniti compatti, come abbiamo visto l'ultima volta.
L'altro giorno all'incontro al MIMIT dovremmo continuare ad esserlo il 15, perché io non credo che il 15 l'azienda non credo assolutamente che ritirerà il piano proverà di nuovo prendere tempo, magari a congelarlo, ma non lo ritirerà.
E quindi noi dovremmo essere compatti nel difendere il nostro territorio e ai nostri lavoratori l'occupazione a Forlì. Chiudo dicendo, ripetendo quello che dicevano i miei colleghi prima perché a Forlì in questo momento non c'è la possibilità di rioccupare gli sugli eventuali esuberi di Electrolux. Non c'è e soprattutto non c'è in settori che sono pur pieni di problemi, perché quella è un'azienda piena di problemi, ma comunque è un'azienda che aderisce al CCN CCNL metalmeccanici che vede dei rinnovi continui dove c'è la clausola di salvaguardia che comunque in parte tutela le retribuzioni, dove ci sono elementi aggiuntivi della contrattazione di secondo livello che si è strutturata negli anni, che fanno sì che un lavoratore di Electrolux prenda di più sicuramente di un metalmeccanico che i minimi tabellari, per non parlare di lavoratori di altri settori che sappiamo sono sottopagati o dove ci sono forme di flessibilità, addirittura giornaliera, quindi la battaglia è proprio per la tutela dell'occupazione di qualità e la dobbiamo fare insieme, tutti uniti, grazie,
Allora grazie.
Ah Luca Francia, ora Francesco statale di Uglm, UGL, acceso vero e mi metto qua così vi vedo tutti e allora praticamente noi il 25, comunque facendo sindacato, sappiamo come sarebbe andata a finire la storia. Sappiamo che Electrolux non sarebbe venuto con un piano cambiato. È normale che non ci aspettavamo che Electrolux venisse al tavolo e ci dicesse noi torniamo indietro e quindi non ci sono più gli esuberi. È normale che sono presentati la e quindi lo sapevamo anche noi, che era così la situazione. Non siamo mica stupidi, perché comunque il sindacato lo facciamo. Sappiamo come ragionano tutte le aziende e ci sono state le proposte dei segretari nazionali. C'è stata delle proposte delle istituzioni e praticamente si è arrivato a un punto dove loro hanno confermato sito per sito tutti gli esuberi che ci sono e si parla di 1.719 persone.
Che tantissimo, perché con l'indotto da 1.719 potrebbero diventare pure 8.000, perché noi su Forlì abbiamo 241 esuberi tra gli operai e non so quanti impiegati perché non ce l'hanno detto, quindi, comunque si tratterebbe di 400 persone, noi siamo CER 980 in azienda meno 400, so 5 80, poi ci sono 96 ter ministri che non fanno parte del piano non fanno parte di quel piano, la quindi ter Ministri sono addirittura parte, quindi saremmo 500 esuberi su questo territorio, più tutte le cose annesse a quelle perché noi non possiamo permettere che i piani cottura vanno via, perché se loro vogliono mandare via i piani devono portare qualcosa dentro.
Perché noi dobbiamo tenere tutta la forza lavoro, perché altrimenti chiuderemo noi, abbia noi dobbiamo chiedere che se no, se dobbiamo fare non possiamo fare più gas, faremo l'elettrico.
Le linee non devono andar via Forlì, perché se noi facciamo andare le idee, le linee via del prodotto, dei piani, siamo morti perché noi andremo a fare in quell'azienda soltanto sei linee vuole fare all'uso del suolo, forni Altagamma e si parlerebbe 3.604 mila pezzi,
Al giorno adesso ne facciamo 10.000, la fabbrica deve stare aperta comunque per fare 10.000 pezzi e comunque per fare 4.000, e quindi non andremmo ben sicuramente se il 15 Electrolux non viene con un piano diverso, noi iniziamo la guerra perché non possiamo andare avanti così nel senso adesso lo abbiamo lasciate stare perché loro, cioè loro hanno fatto il primo passo l'11, col coordinamento e hanno sparato alto, perché non si può fare un coordinamento. Adesso il Sindaco diceva prima non so, non sono persone umane, sono persone, questi pensano nella loro profitti. Noi noi, che siamo là dentro io, lavoro in quella fabbrica da trent'anni, come i miei colleghi che sono qua, siamo il numero del tesserino, perché noi arriviamo, timbriamo, non ci sei, non ti devi giustificare dei fast cose, qua comunque non siamo in quella fabbrica, quindi noi sappiamo i sacrifici che abbiamo fatto in quella fabbrica, abbiamo sempre lottato, siamo sempre andati avanti a loro, quindi noi vogliamo che Electrolux, 15, quando si presenta il 15 giugno, quando si presenta deve cambiare assolutamente atteggiamento. Non ci interessa perché dal 16 invogli facciamo la guerra, perché se noi li lasciamo stare dal 16 in poi, vuol dire alla chiusura perché in due o tre anni questi se ne vanno, hanno preso 131 milioni di euro dall'Italia, 200 milioni di euro dalla dal dall'Europa hanno investito 404 l'anno scorso. Quando abbiamo fatto l'incontro di giugno, l'investimento su Forlì era 4 milioni di euro. Non riescono a fare nemmeno le strisce pedonali.
Perché è nemmeno le strisce nei parcheggi, dove non si vedono le strisce, ci sono le buche, non riescono a fare niente, non possono mettere il fotovoltaico, perché perché non ci sono investimenti su Forlì non si investe da quattro anni almeno 4 5 anni, 4 milioni di euro per un'azienda così sono come 40 centesimi per noi, quindi l'investimento non c'è, quindi l'hanno buttata giù così solo a fare affari fa, se il 15 non cambiano il piano, noi 16 mattina siamo in guerra, anzi dal 15 stesso e chiudo così grazie a tutti per averci.
Ho ospitato qua.
Grazie a Francesco Salalah, passo la parola al Consigliere alberi. 20 voi del gruppo Lega.
Grazie Presidente.
L'annuncio del pesante piano di ristrutturazione che coinvolge direttamente l'Italia, in particolare Forlì, oltre agli stabilimenti di altre località del Paese, ci preoccupa come Lega da ogni punto di vista.
Per questo sottoscriviamo in toto gli impegni richiesti a sostegno del sito produttivo Electrolux di Forlì e a tutela dell'occupazione del territorio, senza dimenticare gli altri siti produttivi coinvolti nel piano di riduzione del personale.
L'azienda ha infatti annunciato circa 1.700 esuberi in Italia su un totale di circa 4.500 dipendenti, confermando quella che è una profonda crisi occupazionale, che non esclude dai tagli nessuno stabilimento italiano e non solo.
A noi, tuttavia, oggi interessano l'Italia, in particolare Forlì, per minimizzare l'impatto sulla forza lavoro e a mettere in atto tutte le misure disponibili per attenuare le ricadute sociali e sostenere i dipendenti coinvolti.
Dal punto di vista umano e sociale, avete e avrete tutto il sostegno e aiuto che possa mitigare al massimo le ricadute sui posti di lavoro e sulle vostre famiglie.
Detto tutto questo e garantiti la solidarietà ai lavoratori e l'appoggio a tutti i soggetti coinvolti nella difficile gestione di questo percorso c'è un però.
Un però che nasce purtroppo.
E non possiamo da amministratori pubblici e da politici.
Non considerare le ragioni della crisi.
E se non comprendiamo le ragioni, il rischio è che il sistema industriale entri in un vulnus senza uscita.
Il comparto del settore degli elettrodomestici, che è obbligata a rafforzare la competitività dei costi a fronte di un mercato europeo stagnante sotto pressione sui prezzi e concrescenti vincoli strutturali.
Una crisi frutto certamente dell'impatto della globalizzazione, della transizione verso una produzione più ecosostenibile, Green Deal, che comporta ingenti investimenti che, in un contesto di mercato difficile, con alti costi energetici e di manodopera, rendono la produzione in Europa meno competitiva rispetto alla concorrenza dei colossi asiatici, in particolare quelli cinesi.
Che puntano su una produzione a basso costo e stanno vincendo una guerra industriale che si basa quasi esclusivamente sul prezzo, margini bassissimi, volumi enormi e presidio totale della distribuzione.
Una guerra industriale che ha messo sotto pressione in un settore che in Italia è stato per decenni uno dei simboli della manifattura e bisogna difenderla.
C'è dunque il problema contingente dello stigma dello stabilimento di Forlì, ma c'è anche il problema più allargato di individuare la strada giusta da intraprendere come modello industriale per i prossimi anni, senza nasconderci il rischio di un disimpegno produttive in Europa a favore di zone con costi inferiori.
Parole stesse pronunciate ieri anche dal presidente di Confindustria, dottor Orsolini, all'assemblea di Confindustria a Roma, e che la Lega denuncia da almeno 10 anni sbattendo i pugni dai e nei tavoli del Parlamento europeo.
Per questo, come analisi a latere pavento il rischio che intere filiere produttive possono continuare a pagare il prezzo di scelte ideologiche imposte da un'Europa distante dalla realtà.
E su questo tema macro che la politica si deve confrontare, portando soluzioni vere e concrete, non ideologiche, per evitare nuove situazioni di estrema criticità, come quella che oggi state purtroppo affrontando grazie, grazie, Consigliere Vinti vogliono.
Passo la parola al gruppo Fratelli d'Italia, interviene per primo il Consigliere Fabrizio Anagni, grazie Presidente, buonasera turco, ricordo che avete 10 minuti se, nella stanza del gruppo di Fratelli d'Italia, vorrà intervenire massicciamente, per cui sarà il nostro non interventi brevi per stare nei nei tempi.
Allora quella che oggi noi?
Affrontiamo, non è una semplice crisi aziendale, ovviamente è una ferita che colpisce il cuore produttivo della nostra città.
Quando si parla di esuberi nello stabilimento di Electrolux di Forlì, non stiamo parlando di statistiche di grafici Odifreddi strategie industriali, stiamo parlando di persone e di famiglie, ovviamente, ed è giusto dirlo con chiarezza queste notizie scorso profondamente tutta la comunità forlivese.
Electrolux non è soltanto una fabbrica e una parte della storia industriale della nostra città e occupazione indotto competenze, formazione, economia reale, ed è per questo che il rischio di un ridimensionamento così pesante non può essere considerato un problema privato fra azienda e dipendenti e un problema pubblico.
È un problema che riguarda tutta la città di Forlì come Fratelli d'Italia vogliamo affermare senza ambiguità una posizione precisa, la tutela del lavoro viene prima delle logiche finanziarie, l'abbiamo detto in tanti e lo ripetiamo anche noi non accettiamo l'idea che territori come il nostro possono essere impoveriti da scelte industriali costruite esclusivamente sulle riduzioni dei costi o sulla rincorsa della produzione a prezzo basso.
Dietro ogni posto di lavoro cancellato non c'è soltanto un salario che viene meno, c'è un pezzo di coesione sociale che si indebolisce, c'è un padre o una madre che è a casa, tornano con la paura del domani.
Difendere Electrolux significa difendere una certa idea di Paese, un'Italia che produce che lavora, che crea occupazione, che non si arrende alla desertificazione industriale.
Oggi credo che questo Consiglio comunale debba fare un, debba dare un messaggio unitario, forte e responsabile, come cerchiamo di dare, come stiamo dando al di là delle appartenenze politiche, perché quando centinaia di famiglie vivono nell'incertezza, la politica ha il dovere di essere presente, non per fare propaganda,
Ma per rappresentare una comunità.
Ed è pertanto con con una convinzione molto semplice, Forlì, non deve piegare la testa, Forlin merita rispetto e laboratori di Electrolux, non devono essere lasciati soli, grazie.
Grazie Consigliere, ragni consigliere Christian Aiello.
Grazie Presidente, ringrazio voi che siete la vera l'EBA della parte sociale del nostro Paese, della nostra Nazione e non è un caso che io abbia voluto indossare la la mia maglia, la mia Polo.
Perché grazie a persone come Filippo Francesco Alberto io, nasco dal mondo del sindacato e penso che sia una grande grande risorsa perché ti forma, ti cresce perché ti racconta la realtà, come dicevamo, non è una battaglia per per la nostra città, solo per la nostra città ma è una battaglia vera dell'industria nazionale italiana.
La vicenda che che sta colpendo lo stabilimento di Electrolux rappresenta un tema che va ben oltre a le logiche dei numeri, di una crisi aziendale che poi crisi non è perché riduce i margini, ma non presenta un dissesto finanziario, si tratta di un piano industriale di ristrutturazione che lo possiamo definire l'hanno definito benissimo il Segretario di categoria che è inaccettabile ed è irricevibile.
Parliamo di centinaia di, per lavoratori, di professionalità, di famiglie, di una fetta della storia, dell'industrializzazione della nostra città che subisce delle scelte che sono ideologiche, perverse, che l'hanno esposta ad una concorrenza sleale, sappiamo che non può esistere una crescita economica senza la tutela della dignità del lavoratore come lo può esistere coesione sociale si interi territori vengono esposti di fronte alle forzature delle multinazionali come il lavoro è tornato al centro dell'agenda politica, l'economia deve tornare al servizio della comunità perché profitto etica possono e devono camminare insieme.
Dopo la mozione unitaria del Consiglio scorso, ci siamo stretti intorno alla congruità lavoratrice e vogliamo rafforzarlo oggi, dopo quel tavolo del 25 del 25 maggio al MIMIT, mettendo da parte le logiche di colore e chiedendo un atto di responsabilità sociale all'azienda affinché vengano salvaguardati i livelli occupazionali, vengano garantite le prospettive produttive concrete di rilancio, di competitività di un sito come quello di Forlì che è fondamentale per la città e per la Nazione e per l'intero indotto anche partendo da un ritiro immediato della procedura di esubero.
In momenti come questi serve una grande compattezza che è lampante, è evidente che ci ha rappresentato il sindacato, la compattezza sindacale e un grande senso comune, perché il lavoro non è una voce di bilancio, ma è identità, è radice ed è futuro. Grazie.
Grazie, consigliere d'Aiello.
Consigliere, Paolo Farneti.
Buonasera a tutti e grazie Presidente.
Cari lavora, care lavoratrici, cari lavoratori, intanto ringrazio Tatiana Angelini per l'omaggio che m'ha fatto che forse con non sono degno da povero avvocato di provincia di portarla, ma essendo un povero avvocato, voglio portarla.
Non possiamo accettare che il lavoro venga trattato comune a voce da tagliare, cioè non è un foglio Excel. Dietro ogni posto, dietro a ogni storia c'è un mutuo da pagare, ci sono famiglie da mantenere figli da crescere, ci sono anni di grandi sacrifici e professionalità nel cuore economico del Paese. Oggi siamo qui non soltanto quindi per parlare di numeri, di bilancio, di strategie industriali, oggi siamo qui per parlare anche di persone e di famiglie e di dignità e soprattutto di futuro. Gli stabilimenti italiani non sono soltanto siti produttivi, sono presiede industriali, competenze, innovazione e identità sociale. Quando chiude una fabbrica non si spegne soltanto una linea produttivo, si spegne una parte del cuore economico della città, innanzitutto e del Paese. Non siamo contro l'impresa per ora, ma crediamo che chi ha beneficiato per anni delle capacità delle infrastrutture, del sostegno del sistema Italia abbia la responsabilità sociale verso i lavoratori e verso il territorio.
L'azienda che ha avuto finanziamenti, che ha avuto fondi dal Governo, dall'Europa oltre 500 milioni di euro in tutti questi anni e da avvocato, credo che non ho dubbi ci siano clausole di salvaguardia occupazionale, di produttività e, soprattutto, vincoli di permanenza occupazionale, se così non fosse, sarebbe un grande problema, dobbiamo difendere il lavoro,
Perché senza industria non c'è sovranità economica senza occupazione stabile, non c'è coesione sociale senza dignità del lavoro, non esiste la vera libertà, per cui la battaglia per salvare gli stabilimenti e i costi non riguarda soltanto i dipendenti dell'Electrolux ma riguarda il futuro industriale dell'Italia intera. Quindi chiediamo e mi associo a quello che ha detto il Sindaco con fermezza il ritiro del piano industriale, per cui cari svedesi e soprattutto preso pregiatissimo dottor Ranieri, ricordatevi sempre che noi siamo italiani, ma ancor di più siamo romagnoli e, come dice la maglia, resisteremo ancora un minuto in più di voi e che se lo ricordino bene e anche se non fare minatorio sarà una minaccia.
Buonasera.
Grazie, consigliere Ferretti.
Consigliera Gabriella, Bagnoli.
Ti.
Grazie per essere intervenuti a tutti i sindacati oggi in questo Consiglio comunale e anche i dipendenti di Electrolux.
E in merito alla vertenza di Electrolux definita dal sindaco, Gianluca Zattini, l'alluvione del lavoro.
Tutte le istituzioni oggi, partendo dal Governo, dal Comune di Forlì, passando attraverso la Regione, sono coinvolti in un clima di collaborazione e monitoraggio per tutelare il futuro della città e di tutti i forlivesi e di tutte queste famiglie particolarmente coinvolti, il Gruppo Fratelli d'Italia, per tramite l'onorevole Alice Buonguerrieri assieme all'europarlamentare Stefano Cavedagna stanno avviando una consultazione alle istituzioni europee per conoscere la vera fonte del problema.
E dare risposte a tutti i lavoratori coinvolti e a tutto il nostro territorio, grazie.
Grazie consigliera, Fraioli, consigliera Saragoni, vi chiedo di essere veloci perché purtroppo siamo passati cercherò di dare maggior causa la sintesi e il dono della sintesi, allora io purtroppo ho un po' di dati reali, quindi so per certo che Electrolux non ha degli esuberi dal punto di vista dei lavoratori perché i numeri di produzione sono tornati esattamente a quelli ante Covid quindi il fatto che si parli di esubero di dipendenti è un po' diciamo,
E non mi si può dire la scusa per mascherare in realtà la logica del profitto logica del profitto di una società svedese che si lamenta del costo dell'energia, ma ricordiamoci che in Europa gli svedesi sono quelli che hanno creato maggiori problemi sulle rinnovabili, arrivando anche a proporre delle situazioni alternative impraticabili. Okay,
Questa è la cosa che secondo me, va chiarita, visto che comunque la proprietà è svedese, però disloca negli altri Paesi europei e non europei la produzione per delle logiche di profitto, allora andiamo a chiedere all'Europa di intervenire su queste cose, perché è facile in una situazione del genere poi,
Appoggiandovi a degli altri Stati e chiedere dei finanziamenti e poi questi finanziamenti non vengono reinvestiti nelle società, quindi bisogna spingere non solo a livello nazionale, ma a livello europeo, per avere delle regole rigide una volta che vengono dati dei finanziamenti questi finanziamenti devono essere investiti per quello che sono stati destinati sennò o vengono restituiti o gli Stati che li hanno in qualche modo erogati devono avere qualcosa indietro che siano anche le quote della società. Mi vien da dire punto di domanda lascia aperte e poi le risposte.
Velocissimo, perché gli accordi erano quelli di chiudere, siete passati di un minuto, polli di un pollo ayurvedico, sulla metodo lo sapete che non mi sono mai piaciuti tutti quei teatrini. Perdite di tempo, battibecchi che non portano a niente non sono costruttive per il Paese. Noi qui abbiamo l'onore di essere dei consiglieri comunali, ma abbiamo anche l'onere non in questo momento. Dobbiamo far sentire a queste persone queste famiglie e che il dramma, l'angoscia, la paura, la preoccupazione e disagio. Viviamo anche noi, quindi noi diciamo semplicemente avete parlato del 16, il 16 ho guardato in azienda perché mi son già assegnato che il 16 abbiamo il Consiglio comunale la mattina. Siamo voi con voi a vostra disposizione, io propongo agli altri che faremo una turnazione, noi come Consiglieri Comunali staremmo davanti e picchetti alla fabbrica e cancelli e ci leghiamo. Ci mettiamo con voi perché è inutile delle chiacchiere tanto PIP, proprio così.
Se eravamo in un altro posto, evidenziò fatti a noi, non pure in Europa, così però siamo, ve lo dico perché è inutile le chiacchiere, diciamo le stesse cose, intanto andiamo nel concreto e vedrete il 6, il 16, chi c'è e noi siamo al vostro servizio ci sia se così è,
Passiamo al Gruppo PD.
Consigliere, Alessandro Gasperini.
Grazie Presidente.
Per prima cosa, ovviamente, noi siamo felici che tutte le istituzioni si siano schierate lunedì dalla stessa parte a difesa dei lavoratori e non poteva che essere così, ovviamente, dall'altra parte è evidente che dopo l'incontro di lunedì qualcosa è cambiato perché se prima si aveva magari la speranza che si potesse avere un dialogo con l'azienda dopo lunedì le cose sono cambiate e io credo che nessun livello istituzionale a questo punto si possa esimere dal mettere in campo.
Delle azioni concrete. A partire dall'Europa, passando per il Governo, passando per la Regione, il Comune di Forlì e anche il quartiere di Villanova, ci metto in mezzo che credo che potrebbe dare un contributo nel diffondere ai cittadini le eventuali manifestazioni che faremo nel nel prossimo nei prossimi periodi. Io però credo che, siccome questa è una una tragedia che non si deve compiere e che però sarebbe una tragedia non solo per la nostra città ma per il nostro Paese e si preannuncia anche per l'Europa intera, per tutta la filiera dell'elettrodomestico, credo che ridurre il problema dicendo che sia tutta colpa delle politiche green sia sbagliato, perché staremo puntando il dito contro una parte sola del problema, senza dire che il nostro mercato viene invaso da prodotti che di green non hanno niente e sono quelli forse che dovremmo colpire e che dovremmo cercare di evitare di portare dentro al nostro mercato, perché ricordate che se noi smettiamo di mettere in campo le politiche green, poi dopo non ci possiamo lamentare se a fine maggio ci sono 40 gradi in Piazza Saffi, se abbiamo l'alluvione nel 2023, se abbiamo le inondazioni, per cui quello che deve cambiare deve cambiare a livello globale globale, noi abbiamo pensato per troppi anni che il mercato si autoregola asse a livello globale, che si sistemasse tutto si sta autoregolano uccidendo noi e questo non va bene, non va bene, perché è l'ennesimo pezzo della manifattura europea che adesso si sta distruggendo. E quindi proprio perché.
Noi oggi non vogliamo e ci uniamo a quello che ha detto il Sindaco e a quello che hanno ribadito tutte le forze politiche. Oggi non vogliamo assolutamente ancora parlare di tutele per i lavoratori, perché alla chiusura del settore dell'elettrodomestico non ci dobbiamo arrivare. Noi oggi abbiamo pensato a che cosa può fare il nostro Comune, visto che siamo in un Consiglio comunale. Prima di tutto serve una panoramica ampia sullo stato delle industrie forlivese, con un focus ovviamente particolare sull'Electrolux e su tutta la filiera che sta alle spalle di Electrolux, per capire veramente qual è l'impatto di questi eventuali licenziamenti sul nostro tessuto industriale. Serve poi un tavolo con tutte le parti chiamate in gioco per valutare i dati che il Comune può cercare di ottenere studiando il tessuto industriale forlivese e a questo tavolo ci devono stare tutti, dai lavoratori alle imprese a Confindustria e a tutte le realtà che possono incidere nel mondo industriale, compreso chi detiene la conoscenza e lo sviluppo, le possibilità di sviluppo, come per esempio l'Università, che può parlare di sviluppo tecnologico e di produzioni di qualità migliore. Serve poi un'altra cosa e da parte del Comune di Forlì e questa serve per far capire ai nostri concittadini l'impatto che avrebbe la chiusura di Electrolux, serve che noi abbiamo una stima delle entrate del Comune di Forlì,
Delle minori entrate del Comune di Forlì in caso di chiusura dell'Electrolux, perché noi questa cosa la diamo per scontato, ma il fatto che chiude un'azienda come Electrolux per Forlì vuol dire che l'anno dopo noi avremo meno soldi per pagare i nostri servizi per tutti, non solo per i lavoratori di Electrolux, per tutta la città, e questo noi secondo me dobbiamo fare per cercare di mobilità dei nostri concittadini e fargli capire che non è un problema solo di quei 400 lavoratori, ma è un problema molto più ampio. È un problema che tratta il futuro veramente di una filiera industriale del nostro Paese e, ovviamente, della nostra città, e siccome l'Emilia Romagna è veramente una terra fondata sul lavoro e noi oggi non possiamo permetterci di perdere quella filiera, continuiamo a dire e a ribadire insieme a voi che non c'è trattativa affinché questo Piano non viene ritirato.
Grazie al consigliere d'Alessandro Gasperini, il consigliere pd, Federico Morgagni. Grazie Presidente. Ci troviamo di fronte a una situazione che davvero ci fa tremare i polsi. Noi speravamo di tornare qui in Consiglio comunale dopo 14 giorni, avendo di fronte a noi delle risposte più chiare e delle rassicurazioni, soprattutto sul tema della garanzia dell'occupazione, della tutela della fabbrica. Tuttavia, come è stato affermato da molti, l'incontro di lunedì è stato un incontro che non ha permesso di fare nessun passo avanti, salvo cristallizzare una situazione che è oltremodo grave e preoccupante. In diversi lo hanno detto, non può essere diversamente da così in ballo c'è il futuro di una fabbrica che è la storia industriale di Forlì, una storia produttiva che va avanti da 150 anni prima, come becchi poi come Zanussi, poi Electrolux, una storia che ancora oggi però è la vita, il lavoro, il futuro di 800 famiglie, oltre a quelli dell'indotto, oltre alle ditte che lavorano in appalto, oltre a tutti i soggetti che, in un modo o nell'altro, sono coinvolti da quell'azienda. Eppure il progetto che è stato presentato da Electrolux, ammantato di queste parole burocratiche generiche che chiamano licenziamenti, ottimizzazioni, questa neolingua schifosa inaccettabile di tutto questo, non tiene conto, tant'è vero che nemmeno di proposta potremmo parlare perché non c'è un piano di sviluppo, non ci sono investimenti, non c'è un futuro della fabbrica se non la volontà di far pagare ai lavoratori e lavoratrici i costi della crisi, e però d'altra parte questo è un comportamento che rientra perfettamente nel modo in cui si altezza questa ditta, che appare del tutto priva di quel senso di responsabilità sociale che la Costituzione è bene ricordarlo, pone a presidio, è fondamento di ogni attività economica. Un piano ho pensato in questi termini, è un piano, l'abbiamo detto tutti, su questo non ci può essere incertezze. Un piano che deve essere tolto dal tavolo. Non si fa una trattativa a partire da quel piano si fa una trattativa dal momento in cui quel piano viene messo da parte e si va oltre. Quindi è fondamentale che nelle prossime settimane noi continuiamo questa battaglia con l'unità che caratterizza i lavoratori e lavoratrici, l'unità delle istituzioni, l'unità della città, la continuiamo con la massima determinazione di costringere Electrolux a ritirare quel piano e aprire una discussione seria e reale, e io credo che come Comune come Ente locale, per darvi una mano concretamente, al di là dei proclami, in questa fase di mobilitazione abbiamo delle possibilità, abbiamo degli strumenti, possiamo mettere in campo dei sostegni, degli incentivi, la gratuità dei trasporti, possiamo mettere in campo misure che vi aiutino a far fronte al costo delle rette dei servizi comunali. Il Comune può svolgere un'interlocuzione con gli istituti di credito per chi ha mutui, perché i finanziamenti sono cose che si sono già fatti e situazioni di crisi e in vertenze che hanno interessato questo territorio.
Torno prima di andare alle conclusioni sul tema della vertenza, c'è un altro tema che è stato toccato, ma è bene ribadire questo piano è inaccettabile, anche perché negli ultimi anni il settore dell'elettrodomestico è stato riconosciuto dallo Stato come strategico, quindi quella ditta ha avuto incentivi, ha avuto finanziamenti, ha avuto sostegni e quindi noi, respingendo il piano, respingiamo un'idea di imprenditoria di imprenditoria, per modo di dire che pensa che lo Stato sia un bancomat dal quale andare a bussare cassa quando è il momento e si mostra puoi priva di ogni senso di responsabilità e solidarietà sociale di fronte alla minima difficoltà. Chiudo, Presidente, dicendo che secondo noi, come gruppo del Partito Democratico, oltre alla difesa a oltranza dell'occupazione, dei posti di lavoro e alla richiesta alla ditta di presentare un piano di sviluppo, uno è il tema forte da porre nell'interlocuzione con il Ministero e con il Governo. L'esigenza che questo Paese ha di politiche industriali non possiamo più limitarci ad affrontare le emergenze, una slegata dall'altra. Abbiamo bisogno di uno sforzo di sistema che accompagni il nostro sistema produttivo, che aiuti a creare il lavoro che è inutile creare buona occupazione. Dobbiamo accompagnare le imprese che si misurano oggi con costi dell'energia, che sono a livelli inaccettabili, ma non è solo l'energia, e più in generale il nostro tessuto manifatturiero, che ha bisogno di uno Stato che torni a svolgere un ruolo forte nell'indirizzare l'attività produttiva nelle infrastrutture, nella ricerca, nello sviluppo, nella tecnologia, perché le sfide che abbiamo di fronte vanno oltre l'Italia sono sfide globali, solo la transizione energetica, la digitalizzazione, l'energia, l'ambiente e le imprese non le possono affrontare senza una regia da parte dello Stato. Chiudo con un'ultima battuta sul nostro territorio su questo territorio. La vicenda di Electrolux è sicuramente la punta più acuta per il numero di lotto di coinvolti per la perdita della fabbrica, per il valore che ha per la città, però di una situazione di crisi che noi abbiamo visto in questi anni, interessare anche molte altre aziende nella metalmeccanica, ma non solo, abbiamo un tessuto produttivo che si trova di fronte a difficoltà collegate alle difficoltà generali del Paese. Allora io credo che la proposta che facevamo prima, cioè quella di metterci attorno al tavolo con coesione Comuni, Istituzioni Regione, parti economiche e parti sociali, e lavorare prima di tutto per mappare le dimensioni di questa crisi, per capire le sue intensità e una proposta da portare avanti e però da lì partire per fare un passo oltre un tavolo che ci aiuti a governare l'emergenza incontri in corso, ma anche a ragionare delle scelte per lo sviluppo di questo territorio, per tornare a creare lavoro buono per tornare a creare occupazione e per dargli possibilità di crescita. Queste sono le posizioni che vogliamo portare avanti insieme a voi in questa battaglia decisiva per il futuro della città.
Grazie consigliere, Morgagni di tempo per i Consiglieri, finito se 30 secondi.
Al consigliere Catania,
Sarò rapidissima anche perché individua i miei 30 secondi con la mia collega Lisa massa, facciamo 15 e 15 e io volevo solo solo dire una parola a questo piano, è già stato detto in molte occasioni in questo piano non è un piano di investimento né un piano di innovazione dell'azienda un piano di dismissione territoriale di stabilimenti.
Questa città si deve raccogliere attorno all'Electrolux per un motivo molto importante io sono del 1975, mi ricordo quando da ragazza i miei coetanei che andavano a lavorare alla allora Zanussi erano molto orgogliosi e chi lavorava alla Zanussi era considerato un lavoratore molto fortunato perché quella quei lavoratori erano lavoratori qualificati e specializzati che portavano valore nel proprio territorio nelle proprie famiglie benessere alla propria comunità.
L'approccio che dobbiamo tenere nei confronti di questa crisi e nei confronti della politica industriale che dobbiamo attuare chiedendo al Governo di intervenire, ma attuarla nel nostro territorio. È esattamente questo il recupero del sapere, il recupero della conoscenza, il recupero della professionalità della qualificazione, che ha un valore indispensabile per il benessere della nostra comunità. Grazie.
Consigliera Mascia per l'ordine dei lavori. Sì, grazie Presidente, sull'ordine dei lavori. Come vedete, abbiamo bisogno di parlare, di intervenire, di farci vicini a questi lavoratori e alle lavoratrici, ai sindacati, a tutte le persone che vogliono portare la loro testimonianza, e quindi io chiedo sull'ordine dei lavori di istituire il 16 giugno prossimo il Consiglio straordinario sulla Electrolux esclusivamente su questo tema, di modo che ci possa essere un'ampia discussione e andando ovviamente ah ah, raffrontarci su quello che sarà avvenuto il giorno prima per poterci ritrovare qui insieme e valutare il da farsi. Grazie.
Grazie, spero.
Spero vivamente denunce.
Sono bisogno, spero che non ce ne sarà bisogno di fare un Consiglio straordinario, perché magari si è risolta la vicenda con questo augurio passo la parola al consigliere Leonardo glossy della civica.
Sì, grazie Presidente e anch'io, mi auguro che non ci sarà bisogno di un Consiglio straordinario, perché vorrà dire che la situazione si sarà risolta nel migliore dei modi, ma se così non dovesse essere, l'idea che ha avuto la consigliera Mazza a un'idea che non è molto importante e in questi giorni, pensando alla vicenda Electrolux e a cosa dire in questa sede per cercare di non di non ripetere i soliti i soliti slogan, ho pensato molto a cosa dire e pensandoci mi è venuto in mente leggendo anche su internet mi è venuto in mente una frase di Adriano, Olivetti, che diceva che una fabbrica non può guardare solo all'indice dei profitti, ma deve distribuire ricchezza, cultura, servizi e democrazia. Questa credo sia una sintesi perfetta di che cosa deve essere l'Electrolux e credo che questa frase aiuti a capire come vicende come questa.
Il perché vicende come questa scuotere svuotano così tanto una città e ci aiuti a capire che cosa intendiamo quando parliamo della crisi dell'Electrolux e quando diciamo che la crisi dell'Electrolux non riguarda soltanto l'Electrolux, perché una grande fabbrica non è mai soltanto un luogo produttivo, nessuna fabbrica lo è, ma a maggior ragione una grande fabbrica come Electrolux è memoria collettiva e identità, è il posto dove generazioni intere di giovani, di uomini e di donne hanno costruito la propria vita, dove migliaia di persone hanno conosciuto colleghi che sono poi diventati amici e dove sono stati pagati i mutui, dove è stato immaginato il futuro e forse il vero problema del nostro tempo e che abbiamo iniziato a considerare tutto sostituibile, abbiamo iniziato a pensare che le persone fossero sostituibili, che i luoghi fossero sostituibile e perfino a che i territori potessero essere sostituibili. Forlì non è solo un pezzo di un puzzle, non è soltanto una casella dentro un piano industriale europeo, è una comunità fatta di competenze, fatta di storie, fatto dei sacrifici, è fatta di lavoro ed è proprio il lavoro il punto centrale di questa discussione, perché negli ultimi anni abbiamo e si è parlato tantissimo di innovazione, si è parlato di transizione, di globalizzazione e di intelligenza artificiale di automazione, tutte cose importantissime probabilmente anche inevitabili.
Però a volte ho l'impressione che ci siamo dimenticati di una domanda fondamentale che ci siamo dimenticati di farci una domanda fondamentale.
Transizione verso cosa e soprattutto transizione per chi attenzione. Io non credo che la risposta a questa domanda sia chiudersi a riccio e rifiutare il cambiamento. Sarebbe sciocco farle. Sarebbe quasi controproducente. Sarebbe una lettura troppo semplice, perché il mondo industriale europeo sta attraversando una fase delicatissima con quello che sta succedendo. È alle porte dell'Europa con la guerra che ha portato un un innalzamento sproporzionato dei costi dell'energia, con una competizione internazionale che si sta diventando, sta diventando sempre più feroce e con trasformazioni produttive che sono sempre più rapida. È sempre più veloci e sempre meno sotto il nostro controllo e dentro questa riflessione su come sta cambiando il, la competizione europea. Credo sia fondamentale che anche l'Europa abbia il coraggio di interrogarsi su alcune scelte fatte in questi anni, perché la sostenibilità ambientale è una priorità, senza dubbio è una priorità serie. Una priorità reale è una priorità che non possiamo negoziare, ma la transizione ecologica che finisce per indebolire il sistema produttivo rischia di diventare di creare un paradosso di Green Deal, così per come è stato concepito per come è stato impostato, rischia di lasciare il pianeta più inquinato e l'Europa più povera, al netto dell'appartenenza politica, al netto di dove sediamo in Consiglio comunale. Io credo che il punto della riflessione debba essere questo, se imponiamo vincoli rigidi alle aziende, se imponiamo alle aziende europee di dover rispettare delle regole molto severe, senza accompagnare la transizione con investimenti con le innovazioni e dando alle aziende il tempo necessario per andare dietro a queste innovazioni, il risultato non è che smettiamo di produrre emissioni. Il risultato è che spostiamo la produzione altrove, magari in paesi che inquinano di più, magari anche in paesi paradossalmente molto più vicini a noi di quanto pensiamo, come ci veniva, come ci veniva detto prima, paesi che inquinano di più, tutelano meno i lavoratori e hanno costi energetici infinitamente inferiori. E allora ci troviamo davanti a un doppio rischio, da una parte la perdita di posti di lavoro qui e dall'altra che questi posti di lavoro vengono persi senza trarre i benefici ambientali perché si inquina da un'altra parte. È una riflessione che potrebbe essere scomoda, ma credo sia una riflessione che debba essere necessaria, perché oggi il rischio più grande, appunto non è soltanto perdere posti di lavoro, il rischio più grande è perdere pezzi di capacità produttiva senza rendercene conto, e quando un territorio per l'industria si accorge, spesso sono troppo tardi. Quando i giovani iniziano a andare via dal nostro territorio diventa diventa un problema, perché si impoverisce tutto l'indotto quando un Paese spende circa 200.000 euro per fonda formare un giovane dal primo anno di istruzione all'ultima e poi va a lavorare altrove, indebolisce tutto l'indotto e quando il lavoro, il lavoro stabile viene sostituita, precarietà viene sostituito da sussidi, si perdono le certezze fondamentali erano, forse dovremmo smettere di considerare la manifattura solo come un qualcosa di vecchio, solo come quasi un'eredità che ci arriva dal 900 dovremmo dovremmo capire che la verità è che.
Che oggi i Paesi che contano economicamente sono quelli che continuano a produrre sono quelli che difendono le proprie filiere strategiche e che investono sulle competenze industriali, invece di pensare che basti vivere soltanto di sussidi e di servizi o di finanza. Lo diceva il Sindaco prima c'è una strada che è fattibile, ce l'ha indicata la Spagna, una strada molto pragmatica. In Spagna le aziende che hanno ricevuto sussidi statali e chiede localizzano o riducono la quantità di lavoro sono costrette a ridare allo Stato ogni singolo centesimo che hanno percepito perché le imprese che scelgono di disimpegnarsi ai nostri territori devono devono fare, devono trovare un conto economico e reputazionale che rende impossibile il fatto che se ne vadano. Per questo io penso che oggi il compito delle istituzioni non sia solo quello di ricorrere. La dichiarazione ha effetto ovvio ai lavoratori dell'Electrolux, va tutta la nostra solidarietà alle alle lavoratrici e ai lavoratori di questo stabilimento va il nostro ideale. Abbraccio e, come diceva il consigliere Bartolini, se ci sarà bisogno, saremo con voi incatenati ai cancelli dell'Electrolux, ma il nostro compito esserci Concord con continuità, con credibilità e anche con serietà, seguire i tavoli, come abbiamo scritto nella mozione a prima firma del gruppo della civica e poi approvata da tutto il Consiglio comunale. Ascoltare i lavoratori e le lavoratrici, confrontarsi anche con l'azienda e sostenere ogni percorso che possa garantire prospettive industriali solide per questo stabilimento, che non si basi solo sul sussidio a spot, ma che crea un futuro. Perché dietro i cancelli dell'Electrolux e dentro i cancelli dell'Electrolux non c'è solo una vertenza, c'è una domanda che riguarda tutti noi, che tipo di Paese vogliamo essere nei prossimi vent'anni, cosa vogliamo lasciare a chi verrà dopo un Paese in cui si produce, in cui c'è innovazione e si costruisce un lavoro di qualità, oppure un Paese che osserva lentamente impoverirsi la propria struttura industriale senza avere il coraggio di affrontare il problema. Questa è una domanda che riguarda in primis i lavoratori dello stabilimento dell'Electrolux, ma è una domanda che riguarda tutti, indipendentemente dalle appartenenze, dalla dalla professione, dall'occupazione e io credo che un Consiglio comunale in una città seria si riconosca anche dalla capacità di fare comunità in momenti nei momenti più difficili, perché ci sono temi su cui non si può, non ci si possono limitare a commentare, in cui bisogna avere la capacità di guardare più lontano e quindi noi, anche oggi, lanciamo un altro segnale di grande unità. Voi li avete l'avete lanciato presentandovi compatti al Ministero del made in Italy dal dal Ministro Urso e anche noi oggi vogliamo ribadire il fatto che il Consiglio comunale è con voi e rimarrà con voi e resisterà un minuto di più dell'Electrolux con voi, grazie.
Grazie, consigliere Galosi, interviene Giulia avversari per il Gruppo Forza Italia.
Sì, grazie Presidente, io ringrazio tutti i colleghi che mi hanno preceduto perché sicuramente hanno parlato meglio di me e con parole, sicuramente è più più auliche, io sono un po' più semplice e voglio ringraziare innanzitutto tutti i rappresentanti dei lavoratori qui presenti e le rappresentanze sindacali, perché sono loro che tutti i giorni mettono le mani in pasto in quella che è una crisi, una crisi reale e io nel mio piccolo mi sono segnata tre parole, perché a volte penso che bisogna anche agire in una maniera concreta e se si vuole agire in una maniera concreta, bisogna avere dei punti chiave. Bisogna avere dei fari, secondo me io mi sono segnata, ovviamente dopo aver ascoltato, perché mi hanno sempre insegnato che quando in un'Aula qualcuno ne sa più di te, bisogna avere l'umiltà di ascoltare.
Io quindi oggi ho ascoltato, ho appreso perché sicuramente persone qui davanti a me ne sanno molto più di me. Rispetto comunque ad una crisi che non è una crisi aziendale e una crisi di persone è fatta di persone, di realtà e di famiglie. E quindi io le 3 parole che spero che anche voi possiate portare a tutti i tavoli ai quali parteciperete perché noi come territorio forlivese dobbiamo partecipare. Non dobbiamo delegare altri a farci rappresentare e Forlì che deve essere sui tavoli che contano. E allora io penso che le parole che noi dobbiamo seguire e che dobbiamo rivendicare siano dovere visione e territorio, dovere, forse vado un po' in controtendenza in questi giorni perché parliamo sempre di diritti di tutele e invece, secondo me, io ritengo che noi dobbiamo avere il grande dovere, come rappresentanze politiche sindacale dei lavoratori, di prendere in mano questa crisi e portarla davanti ai tavoli che contano, perché senza questo dovere che noi dobbiamo che noi abbiamo nei confronti dei lavoratori dei nostri cittadini, perché possiamo dare loro voce. Dobbiamo essere uniti e io sono felice in questo momento in questa giornata perché vedo un'unità, un'unità di intenti che difficilmente si riscontra in altre occasioni e poi, come dicevo sentendo anche altri rappresentanti sindacali, la parola visione perché non possiamo pensare al 15 giugno, quindi fa 10 giorni, ma dobbiamo avere una visione completa di quello che può essere una ristrutturazione di un comparto che sicuramente in crisi, ma dobbiamo avere delle alternative, perché se noi ne abbiamo delle alternative, con una visione, anche se abbiamo salvato Electrolux per ancora un anno, fra due anni fra tre, non è che possiamo pensare al nostro orticello, dobbiamo pensare ai nostri figli, ai nostri nipoti, a quello che verrà nel futuro, perché questo penso che sia un'attività politica rappresentativa concreta e seria. Terzo territorio.
Territorio. Perché siamo noi forlivesi che dobbiamo agire. Siamo noi forlivesi nel nostro piccolo, ovviamente nel nostro piccolo, ma che dobbiamo avere una voce forte forte, perché perché non possono da Roma dirci che cosa Forlì, che cosa è in grado di business viale Bologna, ci sia bisogno di fare. Non è sicuramente da Roma che ci debbono dire quali sono le linee che devono essere mantenute, quelle che devono essere smantellate sono i laboratori forlivesi e questi grazie anche ai loro rappresentanti, tu territorio che devono dare voce a quelle che sono le necessità a quelli che sono e le visioni che possono essere date a una multinazionale che di certo non guarda alle forlivesi ma dice e ma guarda un proprio tornaconto personale e io quindi forse è sempre in questa controtendenza, invece di dire resistiamo un minuto di più Electrolux, io dico, dobbiamo creare un futuro, un futuro che resista a prescindere o meno dalle sorti di questo grande multinazionale, perché noi stiamo forlivesi e dobbiamo rivendicare questa nostra territorialità. Grazie, grazie. Consigliere avversari, interviene per il Gruppo Misto, la consigliera Alessandra Ascheri, Raccagni.
Giusto.
Buongiorno a tutti intervengo come Gruppo Misto, ma anche come repubblicana del DRI storico partito.
Che ha avuto le sue origini anche a Forlì,
Questa crisi dell'Electrolux una cosa che amareggia non può che amareggiare, sicuramente è la dimostrazione che questo modello tanto decantato della globalizzazione, e in realtà è un modello che mette tutti in crisi e mette in crisi l'economia, perché si va a guardare sempre e soltanto il massimo l'ANPI il massimo profitto e questo porta soltanto verso il basso a considerare ogni risorsa un costo e quindi vediamo questa situazione drammatica così come segna il passo di politiche europee che vanno sicuramente riviste.
La cosa che mi amareggia in particolare è perché siamo vicini al 2 giugno, noi, il 2 giugno, festeggiamo ottant'anni di Repubblica, una Repubblica che dice che è fondata sul lavoro, un lavoro che deve dare, che è un diritto.
Da un lato, ma anche un dovere,
E che deve contribuire al progresso materiale e spirituale della società e devo dire che finora questo,
Questo diritto e questo dovere, l'Electrolux. La realizzato ha dato la possibilità di migliorare e dare buone condizioni, ma si è inceppato il meccanismo proprio per effetto di questa scarsa valutazione del della risorsa più importante. Quando noi parliamo di una attività che è a Forlì da 168 anni, non parliamo soltanto di palazzi di storia, vuol dire che si sono sviluppate delle competenze e delle professionalità delle capacità che veramente fanno la differenza. Noi dobbiamo sempre ricordare che non è possibile ragionare soltanto in termini di profitto, ma un vero imprenditore non può prescindere da considerare e valutare il fattore umano come fattore di differenza, a parità di tutte le altre condizioni. Quindi noi io trovo molto, molto amaro, proprio alla vigilia degli ottant'anni della nostra Repubblica trovare per fornire una situazione così difficile, perché questa.
Crisi, questo chiusura di un ramo della Electrolux prodromico poi alla chiusura. Probabilmente, del resto è qualcosa che colpisce tutti, che colpisce la città di Forlì, che non può essere un fatto dei dipendenti by. Giustamente, un fatto di tutti noi, quindi non posso che ribadire la vicinanza, ma non soltanto la vicinanza alla comprensione, ma il fatto che siamo tutti insieme e dobbiamo lottare per il lavoro, per la miglior, per migliorare le condizioni materiali e sociali della nostra città e di tutto noi e soprattutto del persone che lavorano all'interno di questa importante struttura,
Sì grazie.
Grazie consigliere Ascheri iracheni, la consigliera Diana Sherry, per il gruppo AVS,
Consigliera Colangelo, scusate per rinnoviamo Forlì, grazie Presidente, chiedo scusa ai colleghi Consiglieri al Consiglio e ai sindacati, ai laboratori per essere arrivata in ritardo, sento il dovere di dirvelo, ma purtroppo per problemi di lavoro volevo esserci e ci sono arrivata il prima possibile e per dirvi parole, semplici parole di di sostegno, parole di vicinanza, e anche noi abbiamo a seguito lunedì e appreso con sconcerto che il quadro è ancora più grave, nel senso che è uno smantellamento, non è una riorganizzazione dell'azienda. Si vede proprio che e non si intende investire su questo e quindi è una crisi che non riguarda 1.700 persone o 400 Forlì, che già sarebbe un costo enorme, ma riguarda l'industria italiana e quindi speriamo che se ne rendano conto al Governo. È assolutamente, noi ce ne rendiamo conto qui e vogliamo stare accanto a voi, perché siete voi che che guidate.
I nostri passi credo che l'essere compatti sia un buon, un buon segnale, eravamo l'altro giorno in provincia e poi fuori dall'azienda, vogliamo continuare a esserci nel nostro piccolo e con l'obiettivo anche che sia sempre di più una questione che non riguarda voi e chi si intende di queste cose ma una un problema a una crisi di una questione che riguarda la città di tutti i cittadini che devono essere informati accanto a noi e a voi, grazie.
Grazie consigliere ecologico.
Consigliera, diamoci il ripiano del gruppo AVS, grazie, io cercherò oggi di non ripetere le considerazioni che avevo già fatto nello scorso Consiglio comunale e perché la nostra posizione rimane quella rimane chiaro, invariata, cioè stiamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Electrolux chiediamo, come tutto il Consiglio e la Giunta il ritiro del piano, la tutela dell'occupazione e della continuità produttiva dello stabilimento di Forlì, voglio sottolineare che questo Consiglio straordinario rischia di essere percepito e anche in modo ambiguo, perché è un momento di utile pressione istituzionale.
Che rischia di rimanere una passerella poli politica. Io credo che abbiamo il dovere di dire chiaramente e soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori di Electrolux, che non è quello che vogliamo. Non vogliamo che rimanga un momento in cui ogni gruppo politico viene qui a dichiarare vicinanza per 10 minuti, mettersi in fila davanti a una vertenza enorme e poi tutto torna come prima da domani. Alle lavoratrici e ai lavoratori non servono pacche sulle spalle istituzionali, ma servono atti, espressione politica, continuità, trasparenza e impegni verificabili.
Le novità di questi giorni rispetto grazie.
Rispetto allo scorso Consiglio sono tutte negative, perché il tavolo al Mimit non ha risolto il problema,
Per fortuna, il Governo e le regioni si sono mostrati uniti ai sindacati nel sostenere la.
L'opposizione a questo piano, ma non non abbiamo raggiunto niente. La partita è ancora aperta e proprio per questo non dobbiamo lasciare che la mobilitazione sul territorio si abbassi, come spesso capita in questi casi, proprio perché la partita è ancora aperta. Voglio fare una piccola digressione, perché credo sia importante non sbagliare la diagnosi e in questi giorni sembra che sia stato trovato da alcune persone il colpevole perfetto, quindi il green deal, l'Europa gli ambientalisti, che è una narrazione comoda, perché sposta la responsabilità lontano dall'azienda e dalle scelte industriali concrete, ma non è stato il Green Deal a mettere a rischio questi 400 posti di lavoro, a non mettere a rischio, a scegliere di lasciare a casa questi 400 lavoratori e lavoratrici, tagliare linee produttive e trattare il lavoro come una variabile del bilancio. La crisi del settore è certamente esiste. Pesano tutte le gli elementi che sono stati citati, anche precedentemente da dai colleghi. La concorrenza internazionale, i costi energetici, il calo della domanda e soprattutto la mancanza di una. Vera politica industriale europea e nazionale. Ma quando la risposta a questa crisi e licenziare la risposta, la responsabilità è di chi sceglie di licenziare la transizione ecologica non è il nemico del lavoro, ma lo diventa quando viene lasciata nelle mani delle multinazionali, senza investimenti pubblici, senza programmazione, senza vincoli sociali e senza difesa dell'occupazione. Io credo fermamente che il punto non sia sacrificare l'ambiente per salvare il lavoro e il punto è più politica industriale, più investimenti, più se più giustizia sociale, per non lasciare da soli i lavoratori e le lavoratrici davanti alla logica del profitto.
E aggiungo una cosa. La crisi climatica, come ricordava il collega Gasperini, non è piovuta dal cielo. È il risultato di un modello economico fondato sull'estrazione, sull'usa e getta, sulla ricerca del massimo profitto e soprattutto sullo scarico dei costi ambientali e sociali sui territori in cui queste aziende hanno tratto profitto, lo stesso modello che oggi scarica sui lavoratori il costo della crisi industriale è quello che per anni ha scaricato sull'ambiente e sulla salute e sulle generazioni future il costo dei propri profitti, per questo non accettiamo che l'ambiente venga usato come capro espiatorio. Il problema non è la transizione ecologica, ma un sistema che privatizza i guadagni mentre socializza ai danni.
Tornando invece alla situazione specifica che ci troviamo purtroppo ad affrontare in queste settimane e nei mesi futuri, prendiamo atto delle parole del Sindaco che condividiamo e la volontà di seguire direttamente questa vertenza è un impegno importante che speriamo si traduca in un percorso continuo. Il Comune deve mantenere un'interlocuzione costante con le organizzazioni sindacali, la regione essere coinvolto in tutti i passaggi istituzionali e accogliamo anche la richiesta della consigliera massa di dedicare il Consiglio del 16 a questo tema, visto che il 15 ci sarà il nuovo incontro del tavolo a Roma. Accogliamo anche la proposta del consigliere Bartolini di venire invece il 16 mattina.
In presidio all'Electrolux in gruppo, a me piacerebbe che fosse proprio una cosa le unità in cui, come diceva il consigliere Bartoli, si incardiniamo, facciamo il picchetto, stare al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici significa essersi oggi, ma soprattutto continuare a esserci perché appunto fino al 16, stiam parlando di 10 giorni 15 giorni, ma noi dobbiamo fare in modo che non cala l'attenzione anche dopo il 16 su questa vicenda,
Per essere davvero utili bisogna dire con chiarezza, come ha detto il Sindaco, che il Piano Electrolux non va adattato, non vogliamo ammortizzatori sociali, vogliamo che venga rigettato completamente e non è ripresentato con qualche aggiustamento cosmetico.
E serve anche un piano industriale vero, sono andato su investimenti, produzioni, innovazione e riconversione, sostenibilità e il lavoro più stabile, chiaramente, come hanno già ripetuto diversi colleghi, non si può chiamare riorganizzazione quello che sta succedendo, perché si tratta di uno smantellamento progressivo. Quindi io alle laboratorio, all'ai lavoratori e alle lavoratrici e ai lavoratori di Electrolux, voglio dire una cosa e ribadire questa cosa, capisco che oggi possono sembrare tutte parole e per questo il nostro impegno deve essere misurato da quello che faremo domani e non da quello che diciamo oggi. Io prometto che ci saremo anche domani.
Grazie consigliera Scheer, Consigliere snelle per il Gruppo Cinque Stelle.
Grazie Presidente buonasera a tutte, anche perché la maggioranza delle lavoratrici in lite lusso che sono donne, quindi penso che sia anche una una battaglia che da fare proprio per per le donne che lavorano in quella fabbrica.
Allora, come MoVimento 5 Stelle, ripeterò quello che te lo porto scorso saremo al vostro fianco e siamo pronti a sostenervi ed aiutarvi in qualsiasi modo possibile, siamo a favore anche noi per fare un Consiglio dedicato il 16 giugno.
E sono contento perché ho sentito parole nette e decise dai sindacati e da tutti, anche dal Sindaco oggi.
Parole che dicono quel piano industriale è inaccettabile perché, francamente, io quando?
Ho sentito questa notizia, ho pensato, ma sarà in crisi, avrà dei problemi finanziari se non hanno i soldi, poi viene a sapere che ti rispondono e.
Abbiamo bisogno di licenziare perché le marginalità, invece del 4%, devono passare al 6%.
Allora, quando si inizia a fare macelleria sociale per delle per per le marginalità, credo che abbiamo perso il senso,
Di del profitto, sì, abbiamo perso il senso di cosa vuol dire essere delle persone, siamo fior, lì, siamo in Romagna,
GRA siano in Forlin, siamo in Romagna, siamo in Europa visto che, come diceva il signor Sindaco, questa non è una battaglia politica, questa è una battaglia di civiltà, visto che molte volte abbiamo sempre fatto vedere abbiamo sempre detto questa maggiore, diciamo moralità,
Occidentale, io vedo una profonda crisi dell'Occidente.
Per questo penso che queste qui sarà una battaglia, è fondamentale per per tutta l'Europa perché purtroppo abbiamo già dato un pessimo spettacolo col silenzio verso le persone che vivono bombardate civili in altri Paesi, e penso che questo sia tutta una cosa concatenata dove le persone che valgono sempre di meno vengono utilizzate e quindi penso che la politica deve riprendere il le redini del del mondo essere a fianco delle persone Grassi,
Grazie, consigliere Brunelli.
Tutti gli interventi dei Consiglieri ora interverranno le RSU.
Vi chiedo di dire il vostro nome e cognome perché non l'ho registrato prego.
Buongiorno a tutti sono guide Elise, ricca Rsu Fiom Cgil in Electrolux Forlì.
Allora io sono un operaio di catena, vorrei dire a all'amministratore delegato di Electrolux che non siamo noi a dover dire grazie a loro sono loro a dover dire grazie di essere arrivati in Italia.
Di essere arrivati in Italia in una Forlì e abbiano che ha e hanno trovato lavoratori capaci di lavorare che non si sono mai fermati,
Abbiamo portato utili alla nostra azienda in una Forlì che non ha mai mollato neanche neo, durante una pandemia o durante un'alluvione, abbiamo sollevato il mondo a Forlì, perché non abbiamo paura, è una cosa che sappiamo fare, sappiamo lavorare e a chi dice vi ruberò due minuti in televisione che la manufatto ilm, il manufatturiero in Italia, deve morire. Gli dico che non ci sto quando sento che.
Quando sento che mi si dice che l'Italia deve basarsi sul turismo perché siamo circondati di acqua non mi sta bene, non voglio lasciare un'Italia ai miei nipoti con un'idea del lavoro che si andare a raccattare delle cozze e dell'eternit, non ci stiamo, non ci stiamo noi, vogliamo lavorare, noi siamo lavoratori e non siamo esuberi. Siamo in un'Italia fondata sul lavoro e questo è quello che da sempre sappiamo fare. Il made in Italy è sempre stato copiato in tutto il mondo. Per questo siamo grandi e noi con voi.
Non molliamo perché noi continueremo a resistere un minuto in più di Electrolux, grazie.
Grazie grazie a tutti e grazie dell'invito grazie di farci parlare come lavoratori lavoratrici e lavoratori Electrolux.
Sì, io sono Cinzia Colaprico, sono un operaio Electrolux prima Zanussi, quindi dal 1994 RSU da da 26 anni, l'11 maggio, durante un coordinamento nazionale di gruppo presso Confindustria di Marghera, i vertici Electrolux hanno sganciato una bomba, lo chiamano Piano industriale, hanno dichiarato 1.700 esuberi in tutto il Gruppo con la chiusura di uno stabilimento, quello di Cerreto d'Esi nelle Marche che fa cappe aspiranti e una drastico ridimensionamento dell'organico operai e staff. In tutti gli stabilimenti del gruppo e in tutta Italia abbiamo cinque Electrolux a cinque stabilimenti da noi a Forlì. Electrolux vuole dismettere un intero reparto, quello dei piani cottura.
Nessun scellerato piano. Rimangono solo sei linee di produzione di forni che andrebbero aggiornato 8 17 dismettendo i doppi turni. Un calo così drastico è il preludio di una chiusura totale, un lutto per gli stabilimenti italiani, ma anche per tutto l'elettrodomestico, che in Europa subisce la concorrenza dei cinesi e dei Paesi a basso costo. Ma non è questo il motivo del Piano della multinazionale. Electrolux non è in crisi Electrolux dopo aver speso con investimenti e dopo aver speso con investimenti e piani industriali fallimentari i tantissimi soldi che lo Stato italiano gli ha dato in questi anni decide di lasciare a casa i dipendenti perché le fabbriche in Italia non sono più profittevoli. Electrolux non è in crisi, vuole guadagnare di più sulla nostra pelle, vuole guadagnare di più.
All'annuncio, il sindacato si è subito mobilitato con 8 ore di sciopero immediato e presìdi in tutte le fabbriche del Gruppo. Noi, a Forlì, abbiamo presidiato la fabbrica dalle 5 del mattino, è fatta un'assemblea molto partecipata nel piazzale davanti alla portineria. Ringraziamo anche il Sindaco, che è stato da subito lì, insieme a noi, la partecipazione dei colleghi e pronti ad aiutare la RSU che si stanno facendo intervistare da TV e giornali, contribuendo ad espandere la dimensione della lotta e a farci sentire dovunque è un apporto importantissimo e che ogni volta a me commuove, in questo momento di grande difficoltà alla risposta mediatiche davvero efficace, dobbiamo saper sfruttare al meglio il primo incontro al MIMIT, dove una delegazione di lavoratori ha presidiato sotto il palazzo a Roma e tantissimi altri, sono rimasti a presidiare la fabbrica. Quel giorno con una giornata di sciopero, è finito con un nulla di fatto, lo dicevano anche prima lo dicevate un po' tutti, l'azienda si è presentata con lo stesso Piano, anzi, se possibile, anche peggio. 1.719 esuberi ecco, a noi ci hanno chiamato esuberi i lavoratori che sono facce, nomi a contratto determinato, quelli neanche gli hanno calcolati, non sono nemmeno esuberi per l'azienda sindacato e politica, hanno e che sono 200 in tutto il Gruppo, quindi, di fatto, in totale sarebbero 1919 esuberi.
Sindacate politica hanno fatto fronte comune, hanno chiesto ad Electrolux di rigettare il piano e di portare un vero piano di rilancio industriale che non preveda chiusure di stabilimenti nel licenziamenti. In vista del prossimo incontro al MIMIT, convocato il 15 giugno, si terranno assemblee in tutti e due stabilimenti e altre ore di sciopero continua quindi lo stato di agitazione con il blocco dello straordinario e delle flessibilità cosa succederà dopo il 15. Lo vedremo, certo, è.
Che le lavoratrici e i lavoratori di Forlì hanno dato prova già nel 2014 di saper reggere una lotta dura, 63 giorni e notti di presidio permanente. Quindi noi, se c'è bisogno, rifaremo il presidio permanente. Abbiamo paura che l'azienda in questi giorni stiamo in Hokkien orecchio smonti di SME non dismetta il reparto che ha detto che vuole mandare via quindi noi, anche in questi giorni da qui al 15, non è detto che l'azienda non non non ci fidiamo di questa azienda, la conosciamo bene.
L'azienda cercherà di dividerci, lo sta già facendo, si insinua nelle contraddizioni di chi non riesce sempre a tenere dritta la barra dopo anni di ricatti accettati e subiti, che hanno peggiorato il clima negli stabilimenti, i rapporti tra noi lavoratori, oltre al peggioramento delle condizioni di lavoro l'azienda fa sempre la stessa cosa per riuscire a governare sa che deve dividere noi laboratori, invece dobbiamo fare l'esatto contrario, unirci contro questo sistema che ci vuole schiacciare, gridare che non siamo esuberi, che siamo persone con una dignità e una grande voglia di riscatto e di emancipazione, non ci fermeranno.
Ringraziamo la politica che fino dai primi momenti della nostra lotta si unità, non nel piazzale e chi ha fatto fronte comune su al Ministero davanti ad Electrolux per il ritiro del piano scellerato. Continuate così non abbandonate, non lavoratori. La nostra è una lotta per tutta l'industria manifatturiera in Italia e nel territorio. Continuate a fare fronte comune insieme a noi lavoratori. Chiediamo ascolto e supporto. Perdere questa battaglia sarebbe una catastrofe per l'intera comunità. Questa lotta sarà lunga e dura. Abbiamo bisogno di tanto sostegno e di sostegno di tutti, un sostegno politico e pratico per riuscire a durare un minuto più di Electrolux,
Finisco così i colleghi più esperti di di noi anziani sulla sulla intelligenza artificiale hanno prodotto con i mezzi tecnici una canzone cito il suo ritornello, una canzone che sta girando tra noi lavoratori che stiamo imparando e che poi magari nelle lotte canteremo no, non siamo un esubero, abbiamo sì una dignità, questa è l'unica verità, solo il lavoro ce la darà e se ci vogliono zitti facciamo più rumore, questa voce si alza come un pugno nel sole, grazie,
Buon pomeriggio a tutti, anzi buonasera, ringrazio tutti quanti per l'opportunità che ci viene data per dire quello che stiamo approvando, quello che stiamo vivendo, noi più anziani, come dicevano i miei colleghi, abbiamo già vissuto,
Ah, mi scusi, allora io sono a Grassi, Sabrina, lavoro in Electrolux da 32 anni e quindi, come stavo dicendo, noi anziani abbiamo vissuto altre ristrutturazioni. Eravamo in presidio nel 2014 e il nostro capo di stabilimento nel 2014 era proprio l'ingegner Ranieri. Il caro personaggio, che l'altro giorno ha fatto da taglia teste, era tanto carino quando era il nostro capo del dello stabilimento, l'altro giorno siamo rimasti disgustati dal suo modo di comportarsi, ci incontra per la fabbrica ci saluta, a volte ci offre anche il caffè e l'altro giorno c'ha trattato come i numeri, non come persone e come diceva il Sindaco come numeri, ma noi siamo quelli che gli abbiamo pagato lo stipendio e ricordiamocelo noi, se lui, se lui è diventato quello che è e grazie a noi.
La nostra fatica, il nostro sudore, quello che noi abbiamo messo dentro quella fabbrica perché noi in quella fabbrica, ci lavoriamo da 32 anni e ci siam. Se andiamo a lavorare tutti i giorni, ci siamo andati con la neve, ci siamo andati sempre e abbiamo sempre prodotto, non ci siamo mai tirati indietro e lui lo stipendio e dove è arrivato amministratore delegato. Non so bene neanche come definirlo. È grazie ai lavoratori di Forlì, che l'hanno accolto e gli hanno dato la possibilità di continuare a lavorare e a prendere i soldi, e adesso arriva e taglia le nostre teste.
Siamo rimasti veramente malissimo dal suo comportamento perché è inaccettabile. Noi, come dicevano i miei colleghi, siamo pronti a lavorare, abbiamo sempre lavorato, non vogliamo smettere di lavorare, abbiamo affrontato tante ristrutturazioni, tanti abbiam perso tanti colleghi, perché comunque hanno deciso di andarsene prendendoli incentivo. Adesso noi vogliamo lasciare la fabbrica ai nostri figli, ai nostri nipoti, come a noi l'hanno lasciata i nostri nonni, zii o qualsiasi persona, perché.
All'Electrolux di Forlì hanno lavorato i nostri zii, i nostri nonni. Ci sono intere generazioni che si sono tramandate il posto all'Electrolux. Noi vorremmo fare la stessa cosa, perché vorremmo che l'Electrolux rimanga in viale, Bologna, grande com'è adesso e con tutta la possibilità di lavoro, perché il nostro caro amministratore delegato nel 2014 ci venne a dire che uno stabilimento come Forlì, se produceva meno di 1 milione 400 apparecchiature, era destinato a chiudere. Lui sta tagliando le teste per produrre molto meno di 1 milione 400.000 apparecchiature. Noi lo sappiamo, noi c'eravamo e quando ce lo dicevano siamo riusciti ad andare avanti, ma questa volta con la produzione che si vogliono lasciare, non abbiamo scampo, dobbiamo rigettare in ogni modo qualsiasi piano che parli solo di un esubero. Per noi non esiste un esubero a Forlì, siamo tutti i laboratori che vogliamo continuare tutti i giorni ad andare a. Lavorare a timbrare il cartellino, a produrre per un'azienda che si spera che d'ora in poi non voglia fare solo ed esclusivamente un lucro personale. Grazie a tutti dell'opportunità.
Buonasera a tutti sono Francesco, da circa 30 anni operaio Electrolux e da circa 30 anni operaio del così famoso reparto piani.
Il reparto piani cottura a gas è sempre stata una nostra garanzia perché, sebbene eletto lo sconto, i quattro stabilimenti, quattro stabilimenti di divisioni cotture in tutta Europa, l'unica fabbrica che produce piani cottura a gas è Forlì, i piani cottura causa Forlì mi hanno pagato il mutuo mi hanno portato via la salute, bambini hanno permesso di curare da degrado permesso di curare il mio cane e hanno permesso oggi di essere qui, comprarmi la macchina e avere una vita normale, come tutti oggi Miceli vogliono portar via, rendendo Forlì uno stabilimento con niente di diverso da tutti gli altri che sono in Europa e mentre ci veniva chiesto per difendere i piani cottura che facciamo a Forlì, di aumentare l'efficienza, l'efficientamento delle linee, quindi ridurre il personale che lavorava nelle linee e aumentare la produzione in numeri orari,
Electrolux non ha mai investito nei nuovi prodotti che conosciamo, che vediamo sul mercato come prodotti, piani e gas con CAP integrata, non li ha mai messi su Forlì piani induzione, quattro piastre, 5 piastre esclusivamente elettrici, non li ha messi in Forlì gli fa fare a Rottenburg a FORSU Forlì non ha investito su nessun nuovo prodotto, quindi l'ha lasciata morire perché perché forse oggi e voleva tornare a chiedere nuovamente aiuti, allora consentitemi una espressione forte, chiedo scusa in anticipo, ma l'Italia e Forlì non può essere la buttana di Electrolux, quindi.
Che ogni volta che ha bisogno viene chiede soldi al nostro Governo chiede incentivi e poi dice ma non mi bastano, io debbo chiudere però intanto investe negli altri stabilimenti e parliamo di uno stabilimento come Rottenburg, che non è che ha dei costi troppo inferiore a noi la manodopera Rottenburg costa molto di più della nostra, magari avrà un po' meno di costi energetici, ma anche Rotem costa caro, e lì si investe a differenza di Forlì,
Basta chiudo qui e non dico altro.
Grazie prima di passare la parola al Sindaco, ah scusa.
Buonasera e sono le Karachi prassi o 33 anni lavora in Electrolux dal 2020.
Tante cose che mi passano per la testa e non è facile raccontare la un attimo brevemente l'esperienza, io sono entrato nel 2020 insieme alla mia compagna, venivamo lei dalla stagione al mare e io dalle piccole e medie imprese locali, ora sappiamo, insomma che la situazione sulle piccole e medie imprese non è sempre delle più facili quindi siamo, abbiamo optato per una grande realtà, con la speranza di un futuro, la speranza di acquistare una casa, di poter creare una famiglia.
Con soddisfazione a entrambi ci han fatto il contratto indeterminato. Siamo riusciti a fare un mutuo, la grande realtà Electrolux che tutti quanti continuavano a ripetersi come sicura, come una garanzia, come se entri in Electrolux Avaí. Le possibilità di vivere la tua vita svanita di punto in bianco non è svanita, ma ha creato tante perplessità e tanti, e tanta incertezza non metterò da sulla nostra situazione, ha le sue difficoltà. Sicuramente ci saranno colleghi di altre età che hanno avranno altre difficoltà non trascurabili. È sicuramente impegnative anche dal loro punto di vista, e questo si riflette com'è stato detto, a livello forlivese. Il problema si riflette a livello italiano. Come industria abbiamo parlato di Germania, abbiamo parlato di Europa, quindi è un problema che non è il mio, è un problema che non è quello dei miei colleghi, ma penso che sia un problema che questo punto è europeo, che a questo punto è mondiale. Quindi, qual è qual è questo questo crack can che è da tutte le parti, quando meno te l'aspetti ti divora.
Esiste la globalizzazione e ci sono quei momenti in cui ti ti si palesa e quei momenti in cui dissi anche questo è la globalizzazione, ci da tantissime risorse, tantissime possibilità, tantissime comodità, ma anche questa è la globalizzazione e io vorrei capire dal a livello locale, alle varie italiana a livello europeo come come si vuole affrontare, il problema della globalizzazione sono sicuramente dei temi che tutti noi nel nostro piccolo è singolarmente. Non ci sentiamo impotenti. Penso che nessuno si pensa di potersi mettere contro Stati Uniti, Cina o quant'altro.
Ma questa, secondo me, è anche un'opportunità, perché è successo a Forlì a una situazione in cui la globalizzazione ci sta cavando qualcosa a Forlì, abbiamo la possibilità di di farci sentire, abbiamo la possibilità, grazie all'aiuto di tutto e grazie a un impegno solido e sentito di farla diventare una cosa italiana che abbiamo fatto un ottimo lavoro siamo arrivati al Ministro al Ministro Urso, abbiamo avuto il consenso del Governo e non dobbiamo fermarci qua, dobbiamo arrivare all'Europa, bisogna che questa cosa si è sentita dal punto di vista europeo, bisogna che ci si renda conto che il problema non è dialetti alluvionale di Forlì il problema ed è di tutti quanti e bisogna riuscire a coinvolgere a mio parere di più l'informazione la stampa sappiamo che la politica esiste solo quando un'informazione Instagram mobile,
Solamente quando si può fare un RiLL è solamente.
Finché non non AFS, la finché non finisce guerrilla, perché il giorno dopo ci sarà un altro RiLL Camera cancellare quello precedente, dobbiamo chiederci come fare a portare avanti questa lotta, come fare ad arrivare.
Il più avanti possibile, e io spero che un giorno, insomma, vivrò una situazione di meno in sicurezza.
E concludo grazie a tutti e.
Buonasera a tutti mi chiamo Val di fiori e Rosanna, ho lavorato 42 anni nell'estero Lux e ho la fortuna di essere in pensione,
Ho lasciato un'eredità e l'Electrolux perché mio figlio, da 8 9 anni, lavora in Electrolux nel reparto Fortec e credo di non avere solo quel figlio lì, nel lettera Lux, perché tutti questi ragazzi?
Di tutti questi ragazzi conosco la storia, i problemi familiari, i bimbi e le situazioni difficili che hanno dovuto affrontare, sia nella loro individualità che all'interno dell'azienda. Voglio solo dire una cosa tutelate questi ragazzi il più possibile, perché questi ragazzi hanno fatto tanto per Electrolux. Io ho lavorato all'ufficio personale e quindi qualcuno può pensare che potessi essere di parte, ma io lo so. Quello che hanno dato sono sempre stati molto collaborativi e presenti ogni volta che c'era da portare avanti, un piano nuovo perché l'azienda andasse bene e quindi chiedo veramente al Consiglio comunale, al signor Sindaco, ai rappresentanti sindacali, a chi può fare qualcosa per questi ragazzi di tutelarli, perché effettivamente Electrolux non può finire così.
Dicevo, prima di parlare di passare la parola al Sindaco, volevo dire due parole anch'io, perché credo di essere il più vecchio che conosce la Zanussi, anzi la becchi, io abito Villanova, i miei genitori avevano igiene elementari all'osteria, quindi mi ricordo quando gli operai che costruivano la Zanussi venivano a prendere il panino o la sera gli operai quando Lyles dà la la, la ditta si è insediata, venivano la sera nelle osterie a bere il vino, quindi ho vissuto e son stato forse uno dei primi che ha beneficiato di questo insediamento della Zanussi, scusate da chiamo Zanussi, perché l'ho sempre avuta come Zanussi nuova becchi.
Quindi questa cosa qui mi rende orgoglioso di essere di Villanova e di poter fare qualche cosa sperando di poterlo fare, cioè credo che il Consiglio comunale abbia dato dimostrazione di essere con noi.
E tutti quanti siamo assieme per raggiungere un risultato, quindi non dobbiamo mollare e cercare di avere la possibilità di portare avanti le nostre idee ed eventualmente anche le nostre idee.
Spero che questo porti a far sì che tutti quanti voi, che rappresentati tutti gli operai.
Vi tenga uniti e possiate in qualche modo raggiungere il risultato, scusatemi un po' di emozione, ce l'ho perché.
Avevo due anni, avevano.
Mi ricordo benissimo le situazioni, grazie.
Dimenticavo anche Elisa Hamas, che ci abita davanti l'ha, vista crescere, forse no, forse no, perché episodi io e quindi ha adesso la parola al Sindaco del Comune di Forlì, Gianluca Zattini.
Ecco, io credo che negli ultimi interventi ci sia il senso di quello che facciamo nella signora, che rappresenta una storia nel ragazzo che rappresenta una famiglia che ha investito tutto in Electrolux, ecco quello è il tema che ci deve animare, noi non parliamo di un fatto economico, non parliamo di un fatto industriale e parliamo di un fatto umano di persone, io mi sono andato a guardare un po' la storia dell'Electrolux, sono calvinisti, una parola sia una parola, no, parlano di economia sociale, di rispetto di attenzione, ecco, questo è quello che invece hanno rappresentato una macelleria sociale che non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese.
Poi voglio caratterizzare nella sua relazione l'amministratore delegato ha rappresentato una storia, una storia è piena di errori aziendali, gli errori fatti dall'azienda quando ha rappresentato che gli investimenti non sono più compatibili col bilancio quando ha rappresentato la scelta di alcune linee industriali che non sono più attuali, è un'industria che ha sbagliato tutto, scaricando adesso su migliaia di ragazzi gli errori di una storia industriale sbagliata. Io credo, poiché dobbiamo essere attenti alcune cose con 300 operai, quella fabbrica non può stare in piedi. Una fabbrica di quelle dimensioni di quella capacità produttiva non può stare in piedi con 300 dipendenti, ma il dramma maggiore che tagliano sull'innovazione, sulla ricerca. Io ho qualche anno fa, venni a visitarlo fabbrica, il dirigente che mi accompagnò disse poi Forlì, siete tranquilli a Forlì, c'è.
La parte di ricerca c'è la parte di innovazione e quindi è una fabbrica tutelata per furto o no. Ecco, io credo che a questo punto noi dobbiamo veramente avere questo senso, il senso di un'industria che non è solo un'industria, noi dobbiamo pensare a quello che una fabbrica del genere rappresenta per Forlì io sul tema ambientale e sono d'accordo. No, non è però.
La vero ambientalismo europeo deve partire da una reciprocità, deve partire dal fatto se io produco questo bicchiere in Europa a consumo 10, non posso danneggiare questo per importarne uno a consumo 500, perché quello che sta succedendo noi stiamo agevolando in tutte le maniere siti produttivi in giro per il mondo che inquinano 100 volte più di quello che facciamo noi in Europa e questo è un tema,
Che non è.
Eludibile, noi abbiamo sacrificato l'automotive che sta diventando un archeologia industriale europea, stiamo sacrificando l'elettrodomestico, che deve diventare un'industria strategica a livello europeo, perché se noi perdiamo.
Questi sia poli produttivi, se noi perdiamo l'acciaio, abbiamo un sistema produttivo che non avrà futuro, quindi grazie ragazzi ci avete rappresentato prima di tutto 80 dignità, ci avete rappresentato un attaccamento all'azienda. Io l'ho, l'ho raccontato ancora ero alla spiaggia sdraiato a leggere il giornale. Sento una ragazza di voi che non so chi sia che parlando con delle persone.
Manifestavo un orgoglio, un attaccamento all'azienda che io poi son dovuto guardare, ho detto, ma non l'ho mai sentito, ecco, questa era la storia di Electrolux, che viene tradita in una maniera ignobile da un'azienda che non ha veramente niente di sociale nel suo DNA quindi grazie ci Rama Remo vicini il 15 a saremo presenti il 16,
Track raccolgo sicuramente, ma raccoglie il Presidente, l'invito a fare il punto di cosa sarà successo il 15 sarà dura, ma ce la faremo. Grazie,
Grazie a tutti.
Buona serata.
